venerdì 11 settembre 2015

RYOSUKE COHEN / “FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001-2015”



SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D - Salerno

RYOSUKE COHEN / “FRACTAL  PORTRAIT  PROJECT 2001-2015”



Retrospettiva  dedicata all’artista giapponese  
Ryosuke Cohen
a cura di Giovanni  Bonanno
Dal 13 settembre al  28 novembre 2015

Inaugurazione:  Domenica  13 settembre  2015,  ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it       
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

                              



S’inaugura  Domenica 13 settembre 2015, alle ore 18.00, la grande retrospettiva  a cura di Giovanni  Bonanno  dal titolo: “FRACTAL  PORTRAIT  PROJECT 2001-2015” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery 2.0  di Salerno dedica all’artista giapponese Ryosuke Cohen,  a celebrare il 30° anniversario del progetto “Brian Cell” "1985-2015" e come  evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 56th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015. Proprio per questa particolare  occasione  la galleria ha voluto dedicare l’attenzione a due artisti giapponesi come Shozo Shimamoto e Ryosuke Cohen, che riassumono magnificamente il concetto del  The World's  Futures / “Inside and outside the body”, (dentro e fuori il corpo). Tra il 31 maggio e il 29 agosto 2015 sono state presentate le opere di 97 artisti in due  rispettive mostre con una serie di opere scelte di Shozo Shimamoto, (24 opere)  a margine del progetto di Mail Art  “Head”.  Dal 13 settembre fino al 28 novembre saranno presenti in questa importante  mostra retrospettiva  (la prima retrospettiva in assoluto dedicata al lavoro di Ryosuke Cohen), presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno, 72  lavori  del progetto “Fractal Portrait”  realizzate da Cohen  tra il 2001 e il 2015. Una seconda mostra  con altre  80 immagini viene presentata contemporaneamente nello spazio virtuale, www.ophenvirtualart.it, con una particolare sezione didattica dal titolo “INSIDE AND OUTSIDE THE BODY”, (dentro e fuori il corpo), comprendente l’analisi “Fractal Portrait”   svolta da Cohen  nel campo della performance tra Face, Body e Work.




Nato nel 1948, Osaka, in Giappone, Ryosuke è il più longevo artista giapponese  attivo nel network internazionale per la diffusione  capillare della Mail Art.  Dopo il progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel 1985 che ha visto Ryosuke Cohen  coinvolto per 30 lunghi anni, assieme a migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi. Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto chiamato “Fractal  Portrait Project”, allo scopo di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo una serie di ritratti e Silhouette del corpo agli amici artisti incontrati in questi anni (15 anni) nei diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo.  




Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. I  lavori “Fractal Portrait Project”  presenti in questa retrospettiva e le immagini concernenti la performance visibili contemporaneamente in www.ophenvirtualart.it, a corollario del lavoro svolto da Cohen in  questi 15 anni di lavoro, sono il doveroso  e concreto contributo che noi abbiamo voluto fare per il suo 30° anniversario.  
     


SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 2.0
Via S. Calenda, 105/D  - Salerno
13 settembre  2015 – 28 Novembre 2015
Inaugurazione: Domenica  13  Settembre 2015, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 00.00 - 24.00


Web Gallery 2.0:  
“FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001-2015” - http://www.collezionebongianiartmuseum.it
“INSIDE AND OUTSIDE THE BODY” - www.ophenvirtualart.it

Ufficio stampa: - bongiani@libero.it






RYOSUKE COHEN / Presentazione di Giovanni Bonanno


MOSTRA  RETROSPETTIVA
“RYOSUKE COHEN /  FRACTAL  PORTRAIT  PROJECT  2001 – 2015



“Inside and outside the body/dentro e fuori il corpo”

La Mail Art è nata  più di 50 anni fa, nel 1962, da quando l'artista americano Ray Johnson, fondò la “New York Corrispondance School of Art” occasionalmente in contemporanea con il movimento “ Fluxus”  del lituano-americano George Maciunas (1961)  e la  Pop Art di Leo Castelli a New York (1962). Una sorta di scuola d’arte per corrispondenza nella quale gli elaborati grafici con l’inserimento di timbri e collage venivano per la prima volta spediti per posta a conoscenti e persino ignari destinatari, dando  completa autonomia alla comunicazione e rendendo questo nuovo modo di espressione totalmente libero e al di fuori di qualsiasi schema imposto e prefissato dal potere culturale e di conseguenza dal mercato ufficiale dell’arte.  Dopo Ray Johnson, anche  Gugliemo Achille Cavellini, nei primi anni 70 (1971),  aveva  inventato “l'autostoricizzazione”, realizzando  delle mostre a domicilio  e utilizzando i cataloghi che inviava  in visione agli artisti del Network. 
Questi  due artisti, per primi,  avevano  solo accennato a questa  nuova e possibile strategia di messa in crisi del sistema culturale che non permetteva nessuna intrusione se non avvalorato da un  potere forte che condizionava e controllava le proposte e le scelte al fine di regolarne il flusso  e ossigenare il mercato dell’arte. E’ stato soprattutto  Cavellini (GAC), a  compiere “il grande passo”; quello di contrapporsi ad un sistema ormai monotono; un ulteriore sviluppo verso la messa in crisi del tradizionale sistema dell’arte. Negli anni 80, precisamente nel  giugno del 1985,  l’artista giapponese Ryosuke Cohen  rimette  ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione, in  un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa  proponendo un particolare progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), che lo ha visto coinvolto per 30 lunghi anni, assieme a migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi, in cui i singoli artisti collaborano inviando per posta a Cohen disegni, francobolli, timbri, adesivi o altro.  Egli utilizzando un vecchio  sistema serigrafico, chiamato ciclostile (ormai fuori produzione) fa 150 copie A3 (30x42). E’ un  progetto  ancora attivo che viene stampato ogni 10 giorni e rispedito ai rispettivi collaboratori,  allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi (quindici per opera). Tra 2-3 anni è previsto il lavoro per completare la stampa “Brain Cell n° 1.000. Ormai, l’artista Cohen  rifiuta l’opera unica e concetti  consueti come l’originalità, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca  e la libertà dell’artista volutamente collocato ai margini di un sistema culturale antiquato e passatista.
Nella pratica dell’arte postale non esiste un’unica ideologia o “ism” ben solida capace di sopravvivere  e prevalere  sulle altre. Secondo Ray Johnson,  “Mail Art is not a single art movement, but is quite a megatrend that insists that we change our consciousness”, quindi,   non è un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento “trasversale”  a tutte le altre proposte ed esperienze artistiche che ci sollecita concretamente a prendere coscienza di noi stessi. Di conseguenza, si condividono  i frammenti  di idee con  altri artisti in una relazione libera da “copyright”,  utilizzando e trasformando persino le opere di altri autori in un incessante  “add and send by mail” collettivo.  Nella pratica  elitaria attuata dal sistema istituzionale ufficiale dell’arte si preferisce la concorrenza piuttosto che la cooperazione e la sperimentazione. Nella Mail Art questi concetti scompaiono per dare spazio alla creatività e alla ricerca  spontanea svolta in campo in modo paritario.
Nato nel 1948 a Osaka, in Giappone, Ryosuke non è il primo  e unico artista postale giapponese, prima di lui anche Shozo Shimamoto aveva condiviso la Mail Art, tuttavia, è certamente l’autore giapponese più longevo e per certi versi, anche il più  interessante e attivo nel network internazionale di chiunque altro per la diffusione  capillare della pratica Mail artistica.  Dopo “Brain Cell”, nell'agosto 2001 ha iniziato anche un  altro progetto chiamato “Fractal  Portrait Project”, iniziato in Italia  al fine di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo ritratti e Silhouette (face and body) agli amici artisti incontrati in questi anni nei in diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo. Secondo Cohen, “Brain Cell” è come  la struttura di un cervello visto al microscopio, ci appare come lo schema  delle rete  con migliaia di neuroni accumulati  e ramificati insieme proprio come il Network dell’arte postale. La Mail art - scrive l’artista - “is dynamic", because you can be more of an individual free to create works of art with a new mind, being fragments of the entire network and sharing snippets of many other artists", e poi,  “la rete si espande da A a B,  da B a C, da C a D, da D a A, da C a A e così via,  è come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perché ha definito questo tipo di esperienza “Brain Cell (cellule del cervello)”. Praticamente è il risultato di un complesso intreccio di cellule nervose del cervello, un progetto senza fine, aggiungendo, “ciò che nasce dal “flusso” Dada, Fluxus e Mail Art è l’unico modo per realizzare la nuova arte del domani”.

Fractal (frattale),  letteralmente significa figure simili fra loro, il nuovo concetto  è  stato utlizzato per prima dal matematico francese  B. Mandelbrot all’Istituto Watson IBM. La caratteristica principale dei frattali è “l’auto similarità”, la ripetizione sino all'infinito di uno stesso motivo  caratterizzato dall’indeterminatezza temporanea e provvisoria del suo esistere,  come per esempio, gli alberi della foresta Amazzonica del Sud America che si compone di numerose specie che convivono insieme. Nel 2006 Ryosuke Cohen, scrive: “Nowadays I have come to realize that we are all part of a fractal, and that I can be a piece of that fractal, and that I can create art, in a way that extends beyond myself as an individual, in communication with infinite mail artists' ideas”,  (oggi mi sono reso conto che siamo tutti parte di un frattale e che posso essere  un pezzo di quel frattale estendendomi come individuo al di là di me stesso in una infinita comunicazione di idee con gli artisti postali).

Questa particolare concezione personalmente preferisco chiamarla  “swarm intelligence traducibile come: intelligenza dello sciame,  è un termine  più vicino a tutti gli esseri viventi coniato per la prima volta nel 1988 in seguito a un progetto ispirato ai sistemi robotici. Esso prende in considerazione lo studio dei sistemi auto-organizzati, nei quali un'azione complessa deriva da un fare collettivo, come accade in natura nel caso di colonie di insetti, stormi di uccelli, branchi di pesci oppure mandrie di mammiferi.  Secondo la definizione di Beni e Watt la swarm intelligence può essere definita come: “Proprietà di un sistema in cui il comportamento collettivo interagisce  in modo collaborativo producendo risposte funzionali al sistema”, sia ben chiaro, non inteso in senso speculativo e in funzione di un risultato economico, bensì, di una risposta partecipativa in funzione di un concreto apporto creativo  “non autoritario”, proprio come avviene  nella prassi collaborativa del movimento della  Mail art.

Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio che nasce  dal contributo degli altri e  si materializza  nella collaborazione collettiva in cui tutti possono partecipare ed essere positivamente coinvolti. Le varie stampe del progetto Brain Cell realizzate da Cohen non  possono essere considerate opere “finite”, intese come opere che si completano nella realizzazione della copia grafica, ma di un’opera caratterizzata dall’indeterminatezza e provvisorietà del proprio esistere insito nel suo DNA.  Di certo, se  il risultato finale di ogni stampa fosse  davvero “un’opera compiuta”,  credo che Cohen smetterebbe  di colpo  di realizzare altre copie di “Brain Cell”, proprio perché svuoterebbe pesantemente il senso e la filosofia generatrice di questa  particolare pratica artistica.   

Una considerazione sul lavoro di Cohen che  è doveroso fare è quella di aver messo,  “fuori gioco”, ancora una volta,  il vecchio sistema ufficiale dell’arte,  relegando fuori dalla porta personaggi equivoci come i galleristi, i critici d’arte e persino i collezionisti di opere d’arte dal momento che  lo scambio delle opere prodotte avviene tra gli artisti del Network. Quindi, le opere realizzate non vengono trattenute e conservate dall’artista in vista di un  consueto profitto ma inviate ai rispettivi collaboratori. Con la spedizione postale  delle stampe i collaboratori, utilizzano i propri archivi, diventando altresì collezionisti delle opere ricevute Spesso, con i lavori “Brian Cell” realizzati  nei vari tour che ogni anno    l’artista fa in giro per il mondo  si organizzano delle mostre.  Tuttavia,  risulta quanto mai complicato e difficile organizzare tradizionali mostre con i “Fractal Portrait Project” proprio per la reale difficoltà a reperire e raccogliere concretamente le diverse opere donate nel tempo agli amici artisti rappresentati.

Nella seconda mostra contemporanea  parallela a  questa viene presentata nell’altro spazio, virtuale “www.ophenvirtualart.it” una particolare sezione didattica  dal titolo “INSIDE AND OUTSIDE THE BODY”, (dentro e fuori il corpo), comprendente l’analisi Fractal  Portrait tra Face, Body e Work svolta lungamente da Cohen nel campo della performance. In particolare vogliamo evidenziare un lato ancora nascosto e quindi poco conosciuto; mi riferisco soprattutto alle opere “Body”, alla serie delle slhouette del corpo create dal 2001 in poi fino a oggi, realizzate  dall’artista giapponese  in particolari momenti collettivi unendo insieme diversi fogli Brian Cell in cui i soggetti, gli amici incontrati nei vari tour vengono invitati a distendersi sopra questi fogli,  con l’artista  impegnato  per l’occasione a  disegnare e rilevare il contorno immediato del corpo. Una sorta di “performance collettiva”, prima di procedere alla  consueta realizzazione dell’opera. Insomma, una performance “provvisoria” in funzione della realizzazione dell’opera. Tutto ciò, seppur con le dovute differenze di lavoro, lo lega indissolubilmente al suo amico Shozo Shimamoto, divenendo  il naturale  attivo continuatore  dell’arte di ricerca oggi in Giappone.

Per ultimo, vogliamo ancora una volta  ribadire il rifiuto di Ryosuke Cohen a “commercializzare” qualsiasi opera da lui prodotta. In una interessante intervista del 2012, John Held Jr. chiese a Cohen  se dopo aver completato  la silhouette frattale salvava  magari qualche opera per se stesso magari per una possibile e futura  mostra dei lavori.  In quella occasione Cohen  confessava  che risultava difficile raccogliere tutto il  materiale da esporre, visto  che ogni opera realizzata viene regalata agli amici.  Di sicuro, una mostra del genere fino a qualche anno fa risultava improponibile se non impossibile per un artista come Cohen. Ora con le nostre due “gallerie virtuali” tutto il lavoro  realizzato nei vari Meeting dall’artista nipponico, mi riferisco soprattutto ai “Fractal Portrait”  presenti in questa retrospettiva  comprendente  15 anni di lavoro può essere visto in un vernissage virtuale  collettivo  e contemporaneo in tutto il pianeta. Questo è il doveroso apporto che abbiamo voluto dare al  grande artista giapponese Ryosuke Cohen.          Giovanni  Bonanno
                                                                                                                    





BIOGRAFIA DI RYOSUKE COHEN



Biografia / RYOSUKE  COHEN
Ryosuke Cohen, nato nel 1948, Osaka, in Giappone,  è un Mail Artista. Il nome della famiglia è Kouen  ma su consiglio di Byron Black, ha adottato  il nome  inglese  'Cohen' come in ebraico.Cohen scoprì la mail art in Canadà. Ryosuke è il figlio di un noto scrittore di haiku in Giappone, Jyunichi Koen. I primi lavori da Cohen è il risultato di un misto di tradizione e immaginario giapponese, numeri  e icone contemporanee  così com’è la sua firma, la lettera "C". Ha condiviso l’esperienza Dada e Fluxus ed è stato in contatto con l’artista Shozo Shimamoto e con i membri del gruppo Gutai condividendo in modo spontaneo e naturale un nuovo modo di fare arte contemporanea. Ryosuke non è il primo artista postale giapponese, ma sicuramente è l’autore giapponese più longevo nel network internazionale Dopo Ray Johnson e  Gugliemo Achille Cavellini, anche Ryosuke Cohen  rimette  ancora una volta in gioco le carte della sperimentazione,in  un sistema culturale antiquato che preferisce l’opera creata appositamente per essere commercializzata. Lo fa  proponendo un particolare suo progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel giugno 1985 con  migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi.   un lavoro che raccoglie  ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi quindici per opera.  che lo ha visto coinvolto per 30 lunghi anni assieme a migliaia di membri  sparsi in oltre 80 paesi,  rifiutando l’opera unica e concetti  consueti come l’originalità e quindi, preferendo maggiormente il gioco, la ricerca  e la libertà concreta dell’artista volutamente collocato ai margini di un sistema culturale passatista. Un importante  progetto  ancora attivo che accoglie  ogni 10 giorni le immagini di tanti Mail artisti su un'unica pagina allegando un elenco di indirizzi di collaboratori provenienti da alcuni paesi (quindici per opera). Per questo modo di fare, egli è forse il più  interessante e attivo nella rete di chiunque altro per la capacità organizzativa del progetto e per diffusione della Mail Art.  Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto “Fractal Portrait”, facendo ritratti e Silhouette del corpo ai suoi amici artisti in occasione dei  Meeting   svolti in diverse parti del mondo; Stati Uniti, Canadà, Inghilterra, Irlanda del Nord, Spagna, Jugoslavia, Germania, Olanda, Corea, Italia e Francia.  Cohen è l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. Praticamente, egli si fa promotore di un “fare” diventando regista di un intervento provvisorio,  che nasce  dal contributo degli altri e  si materializza insieme  nella collaborazione collettiva In cui tutti possono partecipare ed essere positivamente e  appassionatamente coinvolti nella  creazione dell’opera. In trent’anni di lavoro ha esposto con mostre e partecipazione a progetti in diverse are geografiche del  mondo. Suoi lavori sono presenti in diverse Biblioteche pubbliche e  in numerosi Archivi  privati.

Vive e lavora a  Yagumokitacho Moriguchi,  City Osaka.
 Ryosuke Cohen c/o Brain Cell 
3-76-1-A-613 Yagumokitacho Moriguchi City Osaka 570 Japan 
TEL&FAX +81.6.6991.1507 
E-mail :    braincell@k6.dion.ne.jp



Official site / Sito Web:  http://www.ryosukecohen.com/










FRACTAL PORTRAIT PROJECT:   

www.h5.dion.ne.jp/~cohen/ 




-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2001/2002

http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0102.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2003/2004
http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/0304.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2005/2006/2007 http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/050607.htm

-FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2008/2009/2010  http://www.h5.dion.ne.jp/~cohen/fractal/080910.htm  

 

- Intervista  di  John Held J.  2012




7- 8 August, 2004 – Artpool Studio, Budapest
Budapest: 2004.08.8.  http://www.artpool.hu/2004/4D/Cohen.html  

 

VIDEO:

-MEETING FRACTAL PORTRAIT PROJECT 2015
Venezia 9 agosto 2015 Ryosuke Cohen incontra al Padiglione Tibet a Venezia  Sandro Bongiani.
(RYOSUKE COHEN DISEGNA UN FRACTAL PORTRAIT A SANDRO  BONGIANI)
Visit:  https://www.youtube.com/watch?v=HIAQpLEHuhg        durata 0:50


- Ryosuke Cohen ( Japan ) - wednesday 25 juli 25th 2007, Gent ( Ghent ) Belgium
https://youtu.be/M9NIPVIIEIs         durata 1:21 
 
-braincell fractal portrait project - meeting with frips and other mailartists - July 2007  Ghent ( Gent ) Belgium.
durata 18 minuti    

Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno (Italy).
-RYOSUKE COHEN,  Room 9  Brain Cell -   (Works of various periods)

-RYOSUKE COHEN, ROOM 39  Brain Cell -   (Works 1989 – 2015)

Other Links:

(Biografia  redatta  da Sandro Bongiani)


Ryosuke Cohen / MAIL ART - BRAIN CELL



 MAIL ART - BRAIN CELL

Ryosuke  Cohen



“Quando ero studente d'arte e facevo pittura figurativa, sono rimasto molto impressionato dalla chiarezza del metodo di comporre l’opera di Matisse e di Cézanne.
Dopo di ché,  il mio interesse per l'arte contemporanea  si è evoluto interessandomi al movimento  DADA e FLUXUS.

Nel 1981 ho conosciuto da un video  dell’artista canadese Byron Black  gli artisti della corrente alternativa dell’arte postale  e ho iniziato  a fare la MAIL ART.
Lavorare  con  il disegno, il collage, la  copia Xerox, la foto, il  CD con  una vasta gamma di metodi di espressione e concetti in un interscambio  con artisti di tutto il mondo e con una diffusione  ramificata.

La MAIL ART  è semplicemente utilizzare le idee di altri artisti A differenza di altre cellule, i metodi e il pensiero dello schema sono rispettivamente disposti in modo  ordinato e regolare, tale pratica  io  la chiamò "BRAIN CELL"  come  nel complesso intreccio di sovrapposizione delle cellule nervose  del cervello.

"BRAIN CELL" n ° viene completato dall’utilizzo di  adesivi, timbri e collage ricevuti su carta in formato A3 in 10 giorni. Ogni numero è continuamente alimentato dalla  partecipazione di circa 55 persone, sono passati già  30 anni quest'anno. E’ in preparazione il lavoro  Nà. 925  e tra 2-3 anni è previsto il lavioro per completare il BRAIN CELL  N° 1000.

Da "BRAIN CELL"  ho approdato al FRACTAL PROJECT  del viso e del corpo a partire dal l'Italia del 2001, al fine di realizzare   in diversi  paesi e più proficuamente  il concetto di "BRAIN CELL".
Nel titolo SOUP ORION chiediamo a tutti di cercare di discutere in una libertà  di  pensiero.

Nella  recente diffusione di SNS , Oggi ci sono più scambi in rete  che consentono ancora più facilmente una rapida trasmissione. Ogni giorno  Io  ricevo da voi molte opere provenienti da tutto il mondo. Questo mi carica  ad un  forte impegno  e passione nel lavoro,

DADA, ciò che nasce dal  flusso di Fluxus e della  mail art è l'unico modo per dirigere la nuova arte del domani”.     Ryosuke COHEN        
July 28,2015                                    translated  by Giovanni  Bonanno



LA MAIL ART E' DINAMISMO


Ryosuke Cohen: “la MAIL ART è dinamismo”



Ryosuke Cohen:la MAIL ART è dinamismo”, poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti”.

Nella MAIL ART la rete si espande da A a B, da B a C, da C a D, da D ad A, da C ad A e cosi via. Non e una comunicazione da pari a pari. Non solo, si possono creare degli effetti di collages con le mail che si ricevono e si rispediscono, o si possono mettere le idee degli altri nelle nostre proprie mail. E' come un corpo unico con una costruzione cerebrale fatta di un gran numero di cellule nervose strutturate e complesse, sistemate in un ordine non lineare. Ecco perche ho definito questo tipo di arte “BRAIN CELL” (cellule del cervello), e ho reclutato nuovi sostenitori dal giugno 1985. Oggi siamo più  di 5000 persone di 80 paesi e le reclute sono aumentate di 442 dal marzo 1999.
     
Ho scelto la nuova parola COPY LEFT, che significa libero da copy right, l'ho stampata su buste che ho spedito in giro per il mondo. Come ho fatto io, nel mondo della MAIL ART si possono usare timbri di altri artisti, adesivi e francobolli, e inoltre si possono diffondere le proprie idee magari soppresse dai mass media. Inoltre c'è il divertimento di modificare i pezzi degli altri, farne dei collages e mandarli ad altri artisti. In questo modo le opere di MAIL ART cambiano spesso la loro apparenza e contenuti in un modo inimmaginabile, che nessun singolo artista potrebbe creare.

ANDREJ TISMA e NENAD BOGDANOVIC mi hanno mandato dalla Yugoslavia il timbro del NO-ISM. NO-ISM si riferisce al fatto che nel mondo della MAIL ART non esiste una unica ideologia. “ No”  significa CERVELLO  in giapponese. Io, ambiguamente, uso “No” col significato di “non-esistente” e “cervello.” Ho mandato timbri NO-ISM  in tutto il mondo. Allo stesso modo ricevo ogni giorno ogni tipo di materiale, come cartoline, collages, disegni, immagini di computer grafica, cataloghi, foto, cassette per posta  via e-mail e Internet. Questo mi da un'apertura degli orizzonti spettacolare e mostra in modo travolgente la quantità di idee ed espressioni possibili. Io perciò ritengo che nell'enorme mondo della MAIL ART ogni tipo di “ism” sia mescolato come in un grande caos. Non c'e da stupirsi se nessuna ideologia ben solida riesce a sopravvivere o a prevalere.
Come una volta ha detto RAY JOHNSON  la MAIL ART non e un unico movimento artistico ma piuttosto un grande movimento che ci dice che noi possiamo prendere coscienza di noi stessi.    Molti artisti, di fatto, sono in linea con il concetto di TOURISM, dello svizzero H.R.FRICKER. Ho avuto l'occasione di fare dei viaggi e di stringere amicizia con molti mail artists quando ho visitato l'Europa (1987), il Nord America (1989) e di nuovo l'Europa (1990). Allora ho potuto percepire lo spirito della MAIL ART e la pluralità delle situazioni che esistono. E' stata un' esperienza molto diversa, mentre a casa mi occupavo di fare opere d'arte e dipendevo molto dal mio contatto con altri artisti. Alcuni di loro avevano un modo di vivere molto naturale, altri erano molto sensibili al problema della pace nel mondo. E tra loro ce n'erano alcuni pronti a realizzare le loro opere d'arte al massimo delle loro capacità. Nessuno di loro era esente da problemi finanziari e politici, ma superavano i problemi e avevano un atteggiamento molto positivo. Ho trovato il loro comportamento veramente diverso da quello di noi giapponesi.
     
I tedeschi ANGELA e PETER hanno realizzato il concetto di TOURISM in modo globale, e mi hanno mandato  la posta da tutto il mondo. Credo che le loro esperienze possano essere lontane dalla nostra immaginazione e rivelarci il futuro e dirci il senso dell'arte.

    
Ho spedito mail dal 1997 col concetto di FRACTAL (FRATTALE) in aggiunta a quella dell'usuale BRAIN CELL.  FRACTAL e una parola con figure simili fra loro ed e stata utilizzata dal matematico francese B. MANDELBROT all'Istituto Watson IBM.
Picasso è stato influenzato  da Cezanné  e le sculture africane, Van Gogh da Hokusai e Hiroshige, Pollock da Dalì e Mirò, cosi noi siamo influenzati da numerosi artisti e mail artists. Inutile dire che io sono pienamente influenzato da alcuni mail artists, dai DADAISTI e da FLUXUS. Sono stato insegnante per 25 anni in una scuola per ragazzi. Ultimamente sono coinvolto nell'istruzione di bambini con problemi fisici, e sono stato molto influenzato da loro. Dentro di me esistono molte parti frammentate e mescolate di quegli artisti e bambini. Questi frammenti non si escludono a vicenda come le spine di un cactus, ma tendono verso l'alto. Questo mondo interiore mi da la sensazione reale che sto condividendo molti di questi frammenti con altri artisti, le relazioni personali libere dal - copyright trasformano le opere d'arte di altri artisti, e la libertà rappresentata nella parola COPY LEFT non e legata ad alcuna ideologia, è, insomma, il NO-ISM.
     
Quello che penso, facendo ogni giorno opere di MAIL ART, e che la MAIL ART sia un mezzo dinamico. Per esprimermi meglio dovrei dire che “la MAIL ART è dinamismo”. Poichè si può essere più di un singolo individuo, liberi di creare opere d'arte con una nuova mente, essendo frammenti dell'intera rete e condividendo frammenti di molti altri artisti.   Ryosuke Cohen

L'ARTE COME ECOLOGIA DELL'ARTE


Ryosuke  COHEN:  l’arte come ecologia dell’arte.




Quindici anni fa ricevetti per posta uno scarabeo da RUGGERO MAGGI,  Italia,  al posto di un bel maggiolino o una farfalla dalle ali meravigliose. L'insetto era sporco, in una busta trasparente. Ancora oggi ricordo il giorno successivo, quando parlai con BYRON BLACK fino a tarda notte della forza artistica della concezione di MAGGI,  ispirato da AMAZON. BLACK in quei giorni realizzavo un video in una scuola d'arte giapponese e mi diede lo spunto per cambiare lo “spelling” del mio nome dal giapponese KOUEN in COHEN come in ebraico; io sono giapponese e sono nato a Osaka nel 1948.   

In Amazzonia, nel Sud America, vivono molte specie di esseri viventi, dipendenti gli uni dagli altri, come le formiche, piccoli insetti che si nascondono sotto le foglie cadute, felci e licheni parassitici su larghi tronchi, funghi che crescono sul legno marcio, insieme a grandi alberi, animali e uccelli. Tutti loro nell'insieme creano la foresta tropicale. Peraltro l'essere umano ha imparato, col tempo, a riconoscere le cose utili da quelle inutili. Distinguiamo i grossi tronchi utili per costruire le case da quelli troppo sottili; facciamo una differenza tra le specie commestibili e quelle che non lo sono; facciamo una differenza tra uccelli e pesci addomesticabili e selvatici. La nostra abitudine a stabilire delle differenze ha causato l'estinzione di un gran numero di specie animali che sono per loro natura essenziali nell'ecosistema dell'Amazzonia. Questa nostra cattiva inclinazione e oggigiorno al centro del problema e sappiamo che questo non riguarda solo l'Amazzonia ma tutto il pianeta. La stessa abitudine a fare delle differenze anche qui in Giappone ha creato terribili alluvioni nella stagione dei tifoni. Enormi quantitativi d'acqua cadono su cedri e “hinoki” piantati artificialmente e i fiumi escono dagli argini. Questo ha portato alla deficienza del nostro sistema immunitario. Siamo noi che abbiamo creato queste deficienze: abbiamo piantato solo conifere e il nostro modo di vivere e troppo pulito. Addirittura alcuni medici arrivano a pretendere di introdurre nel nostro corpo dei parassiti per riottenerne l'immunità.  

Abbiamo modificato il nostro modo di vivere già ricco e confortevole pretendendo molte cose che prima non ci saremmo neanche sognati. Di conseguenza stiamo perdendo - se non abbiamo già perso - molte cose che erano state l'essenza della nostra vita ricca e confortevole. Adesso siamo circondati da problemi sociali, come la delinquenza giovanile e la discriminazione di minoranze nazionali, oltre ai problemi ecologici. E il mondo dell'arte non e un'eccezione: anche in questo campo le persone seguono la stessa inclinazione appena citata. Esse hanno allontanato dalle gallerie ed esposizioni d'arte  gli artisti finanziariamente deboli. Hanno anche deformato il senso artistico dei bambini a scuola, attraverso un sistema scolastico rigido, sebbene la loro sensibilità artistica non valga molto. Queste persone hanno dato troppa importanza ai valori europei e americani perfino nella critica delle opere d’arte. Negli ultimi cento anni il pianeta ha perso la meta del suo legno nello sviluppo dei grandi cambiamenti. Adesso ci troviamo ad affrontare problemi su scala globale come le piogge acide, il buco nell’ozono, gli effetti del riscaldamento ecc. E’ in questo momento che l’ opera d’arte di RUGGERO MAGGI AMAZON ci esorta a ricominciare a ricostruire la nostra arte reale e insiste che e adesso il momento  di cominciare.           Ryosukhe  Cohen


giovedì 10 settembre 2015

SWARM E ARTE MARGINALE



Verso la Marginalità intelligente

Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza detta comunemente Mail Art continuo a definirla "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi al di fuori, in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”.



Swarm e arte marginale

La swarm non ha bisogno di una forma de-finita ma solo di “una spontanea partecipazione collaborativa in un agire intrinsecamente libero e indeterminato alla ricerca della socialità e della sopravvivenza. Per certi versi lo “swarm intelligence” corrisponde appieno all’attivismo isolato ma incessante degli artisti marginali sparsi in tutto il pianeta secondo una logica non coordinata che diventa collettiva e geneticamente forte. L’arte marginale è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline postali, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. l’arte postale, ormai, con il suo tentacolare network di contatti abbraccia il mondo intero; ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità. Forse, come dice qualcuno, lo stesso “Networker” è da considerarsi la vera e più grande opera d'arte del mondo. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. La marginalità non condivide affatto l’omologazione del linguaggio o i modi di fare anacronistici e sclerotizzati. Essa è contaminazione di idee, confronto e condivisione fluida di nuove proposte, invenzione e creatività allo stato puro, senza alcun condizionamento e senza nessuna costrizione. E’, soprattutto, sconvolgimento delle idee e delle regole prefissate in un sistema decisamente anestetizzato e globalmente impotente. L'arte, ormai, ha a che fare con la circolarità elastica, nomade e planetaria delle idee.     Giovanni  Bonanno