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martedì 18 agosto 2026

Fuori Biennale - Aperto 2026 / Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026) “PagineSparse e presenze diversamente asemiche”

 

COLLEZIONE  BONGIANI ART MUSEUM

Pavilion Lautania Valley / Fuori Biennale - Aperto 2026

Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026)

“PagineSparse e presenze diversamente asemiche”

Da venerdì 21 agosto a domenica 22 novembre 2026

Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno (Italy). 

 A cura di Sandro Bongiani                                          


La Collezione Bongiani Art Museum è lieta di inaugurare venerdì 21 agosto 2026 presso il Pavilion Lautania Valley alle ore 18,00, in contemporanea con il tema “Minor Keys” della 61. Biennale Internazionale di Venezia 2026, il terzo evento internazionale “Fuori Biennale Aperto 2026, dal titolo: Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026) “PagineSparse e presenze diversamente asemiche” in cui viene presentato a cura di Sandro Bongiani, il lavoro di ricerca dell’artista siciliano Franco Panella, con 72 opere realizzate tra il 1988 a oggi. Un evento in cui viene segnala la condizione di marginalità in cui si trovano gli artisti di ricerca che in modo unico e originale continuano a lavorare nell’isolamento collettivo proseguendo in un cosciente e straordinario viaggio personale.

Nel panorama dell’arte contemporanea vi sono artisti come Franco Panella che dal fuoco del passato informale hanno saputo recuperare gli umori della memoria e la sintesi della pittura, per avventurarsi in modo convincente in un campo ignoto della scoperta e dell’invenzione poetica in cui la sperimentazione ha saputo nel tempo ritrovare nuovi e inaspettati approdi. Parlare del lavoro svolto dall’artista siciliano (oltre un cinquantennio di ricerche svolte) è una occasione per certi versi unica e sorprendente. Il suo viaggio creativo inizia già negli anni settanta con dipinti caratterizzati da una visione informale di tipo aniconica che indaga lo spazio, il vuoto e l’essenza del silenzio. Nei primi anni 80’ annuncia i suoi paesaggi “sensibili” che ben presto diverranno muro e sudario, come per esempio, il “Paesaggio pittorico del 1988”. Negli anni 90’ in poi approderanno insoliti paesaggi caratterizzati da una materia greve come la calce e la sabbia e anche le prime scritture su terracotta, come “Scrittura plastica, Pagine oltre-segni, del 1991“, e poi nel 1992, le opere “Pagine” e “Dittico/Muri” in cui si notato i segni di un frasario oscuro lasciati sulla terracotta, un accadimento interiore profondo che si fa solco e ferita, con una particolare dislocazione delle forme che fanno pensare alle pagine di un libro sparso su una superficie piana, come se l’artista volesse classificarli e ordinarli. Queste opere anticipano di fatto, l’indagine più recente delle “PagineSparse” svolte incessantemente dal 2000 fino a oggi. Una ricerca a tutto campo su pagine e i libri d’artista in cui “intervenire e dislocare”, un’azione costante che lo accompagnerà per lungo tempo nel suo percorso originale di sperimentazione asemica. Nella presentazione Sandro Bongiani scrive: […]Con le "Pagine Sparse" e i libri d'artista Panella condivide l’ossessione permanente dell’alterità nascosta, consegnandoci la perfetta applicazione pratica di quel "vuoto semantico" e di quell'esigenza di silenzio teorizzati da Gillo Dorfles. Se Dorfles vedeva nell'asemanticità un'area di sosta dall'ipertrofia visiva, Panella traduce questo concetto in una vera e propria scrittura e visione materica in cui la pagina e il libro perde la sua funzione di contenitore di concetti per farsi puro oggetto estetico, evocando la struttura della scrittura con tracciati, perimetri e diagonali di ascendenza irrazionale, lasciando sussistere la traccia del segno. Una visione pittorica decisamente “sismografica” che possa registrare un accadimento profondo e divenire spazio meditativo assoluto: ora, l'osservatore non deve più "leggere la parola", ma contemplare le tracce di una lingua universale, silenziosa e trans-linguistica. Insomma, una metafora della scrittura/pittura come momento e accadimento del corpo che si fa energia e poi segno incomprensibile, come lo sono due traiettorie apparentemente parallele che emergono per divenire una traiettoria disallineata e tuttavia, coinvolgente con il ritmo e la stesura della pagina sparsa. La compiuta ricerca poetica di Franco Panella ha la grande capacità di trascendere l'atto dello scrivere in una complessa azione pittorica e poetica. Le sue carte non custodiscono più messaggi da decifrare, ma “paesaggi interiori”, insoliti ritmi compositivi in cui perdersi e ritrovarsi ancora, celebrando così il vuoto e il mistero dell’apparizione prima che si tramuti in semplice parola scritta.

 

Breve Biografia di FRANCO PANELLA

• 1950 / Franco Panella nasce a Montevago, provincia di Agrigento. La città del Belice rimane per l’artista un punto riferimento affettivo e una realtà culturale-rurale altamente simbolica, tanto da essere rintracciabile come contenuto iconologico in molta della sua produzione creativa. Nel 1963 / A causa di una frattura è costretto rimanere seduto per qualche mese, in quell’occasione incomincia a disegnare e dipingere. Nel 1964 / Frequenta il Liceo Artistico di Palermo e l’anno successivo per motivi familiari si trasferisce a Sciacca (AG) frequentando l’Istituto Statale D’Arte.

HANNO SCRITTO / Giovanni Cappuzzo, Albano Rossi, F. Bogliari, Matteo Collura, Pino Giacopelli, Gianbecchina, A. Pistone Etna, G. Saccà, Francesco Carbone, Serena Oliveri, F. Gallo, F. Spena, N. D’Alessandro, Giovanna Cavarretta, Ignazio Apolloni, Aldo Gerbino,  Massimo Cacciari, G. A. Garcia, Salvatore Ferlito, Andrea Carisi, Melinda Zacco, Francesca Zagra, E. Valenza, Vinny Scorsone, Laura delle Donne, Loredana Cinti, Stefano Trojani, Tanino Bonifacio, Agata Polizzi, Giampaolo Trotta, Vincent Navarra, A. M. Ruta, Piero Montana, Sergio Mammina, Carmen De Stasio, Simonetta Simonetti, Sara Durantini, Alfonsina Caterino, Marco Giovenale, Michele Cutaia, Giorgio Moio, Sandro Bongiani.

L’artista siciliano conosciuto diffusamente per i suoi originali libri e le pagine asemiche è presente, dagli anni 70 a oggi per aver partecipato a importanti eventi nazionali e internazionali d’arte contemporanea. Da diversi anni vive e lavora a Monreale (PA).

Si ringrazia per la fattiva collaborazione l’Archivio dell’artista Franco Panella che ha permesso la realizzazione di questa importante retrospettiva a lui dedicata.

 

 

Pavilion Lautania Valley

“Fuori Biennale Aperto 2026”

Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026)

“PagineSparse e presenze diversamente asemiche”  1988-2026                                                                                     

Un quarantennio di ricerche a cura di Sandro Bongiani

Vernissage: venerdì 21 agosto ore 18:00                                                                                                           

Da Venerdì 21 agosto a domenica 22 novembre 2026                                                                                                            

Orari:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00                                                                            

https://www.collezionebongianiartmuseum.it/

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com                                                                                     

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225                                                                                     

Credits: Archivio Franco Panella di Monreale e Collezione Bongiani Art Museum di Salerno.




La Presentazione:

PagineSparse / Come indagare il vuoto dell’esistere prima che diventi solo parola.

Presentazione di Sandro Bongiani

Salerno, 21 luglio 2026

 

Nel panorama dell’arte contemporanea vi sono solo pochi artisti come Franco Panella che dal fuoco del passato informale hanno saputo recuperare gli umori della memoria e la sintesi della pittura, per avventurarsi in modo convincente in un campo ignoto della scoperta e dell’invenzione poetica in cui la sperimentazione ha saputo nel tempo ritrovare nuovi e inaspettati approdi. Parlare del lavoro svolto dall’artista siciliano (oltre un cinquantennio di ricerche svolte) è una occasione per certi versi unica e sorprendente. Il suo viaggio creativo inizia già negli anni settanta con dipinti caratterizzati da una visione informale di tipo aniconica che indaga lo spazio, il vuoto e l’essenza del silenzio. Nei primi anni 80’ annuncia i suoi paesaggi “sensibili” che ben presto diverranno muro e sudario, come per esempio, il “Paesaggio pittorico del 1988”. Negli anni 90’ in poi approderanno insoliti paesaggi caratterizzati da una materia greve come la calce e la sabbia e anche le prime scritture su terracotta, come “Scrittura plastica, Pagine oltre-segni, del 1991“, e poi nel 1992, le opere “Pagine” e “Dittico/Muri” in cui si notato i segni di un frasario oscuro lasciati sulla terracotta, un accadimento interiore profondo che si fa solco e ferita, con una particolare dislocazione delle forme che fanno pensare alle pagine di un libro sparso su una superficie piana, come se l’artista volesse classificarli e ordinarli. Queste opere anticipano di fatto, l’indagine più recente delle “PagineSparse” svolte incessantemente dal 2000 fino a oggi. Una ricerca a tutto campo su pagine e i libri d’artista in cui “intervenire e dislocare”, un’azione costante che lo accompagnerà per lungo tempo nel suo percorso originale di sperimentazione   asemica.  

Assai pertinente è la “lettura” che ne fa il critico Tanino Bonifacio in occasione della mostra personale dell’artista tenutasi a Palermo nel 2008, che scrive:  […] “Non la “visione” quale sogno o immaginazione, ma la “visione” come sguardo verso le forme seminascoste abitanti l’ombra, quelle forme della bellezza che precariamente sostano nei luoghi meno noti, nelle pieghe di una realtà solo apparentemente insondabile” - aggiungendo - “Per queste ragioni l’opera di Panella realizza l’esplicito tentativo di costruire una “poetica dello sguardo”, ovvero una nuova “visione” del reale, un nuovo modo di leggere quell’universo di immagini mediatizzate invadenti l’esistere”. L’arte nasce essenzialmente dal mistero dell’essere, dalla fragilità della condizione umana, dal vuoto, e da ciò che non sappiamo spiegare in modo logico e consueto. Nella sua ricerca, ormai non ci sono più messaggi concreti da consegnare al mondo e alla storia. L’oscurità è la luce è una condizione perenne della vita: appartiene alla terra, all’universo, ma anche alla nostra interiorità. L’opera d’arte in quando tale, deve necessariamente collocarsi da qualche parte inquieta del reale, tra il significato e il non significato, lasciando spazio all’incertezza e al dubbio. È proprio da questa fragilità e profondo vuoto che nasce l’intervento creativo e poetico dell’artista. Pertanto, ogni sguardo rivolto “verso l’interno” diventa una arcana e oscura rivelazione. Sarà lo spettatore l’artefice più adatto a dipanare e completare l’opera attraverso il proprio sguardo e la propria particolare riflessione.

Franco Panella attraverso l'uso costante di materiali poveri, il collage e il colore è tra gli artisti più interessanti per aver saputo ricondurre e sintetizzare il segno, la grafia e il colore nei confini inquieti di una originale ricerca. Infatti, l’opera nasce e si evolve attraverso un dialogo costante tra questi elementi chiave: ​il segno, come traccia immediata e istintiva che rappresenta la manifestazione primaria dell'energia dell'artista, la scrittura asemica, come memoria oscura della forma, e poi il colore che integrato nella superficie diventa liberazione, costringendo chi guarda a "leggere" l'opera con gli occhi della pittura, tra sfumature di colore, contrasti, pesi visivi e emozione espressiva. Nell'opera il gesto pittorico e il segno grafico si fondono: la parola si libera dal dovere del significato letterale per divenire pura espressione visiva, ritmo e traccia dell'anima. Un universo sintetico costellato da sottili momenti emotivi, con una pittura velata che accoglie materiali di scarto e persino di forme tridimensionali come rappresentazione provvisoria dell’agire. ​Il processo creativo di Panella è spesso legato a un lavoro intenso di stratificazione pittorica, tra accumulo e sovrapposizione; l'artista traccia segni, scrive, incolla, cancella, alterna a campiture dense zone tenue di colore, ritorna a sovrascrivere ancora. Un tempo davvero sospeso e precario in cui la memoria della parola rimane come l’ombra oscura dell’imprevedibile. Il risultato visivo ottenuto ricorda i palinsesti medievali in pergamena in cui il testo originale veniva raschiato per fare spazio a una nuova scrittura, lasciando intravedere così le tracce del passato. La materia che preferisce Franco Panella per questi accadimenti immaginativi è soprattutto la carta e il cartone ondulato, perché gli permette dintegrarsi degnamente, tra fluidità e resistenza, con la materia pittorica.

Insomma, una pittura strutturata tra forme geometriche, frammenti di materia e tonalità delicate di colore capaci di concentrare tutta l'attenzione sulla vibrazione e la qualità poetica dello spazio. Un territorio per certi versi affascinante dove i confini tradizionali tra segno, scrittura formale e pittura sfumano per dare vita a una personalissima declinazione di rappresentazione asemica. Con le "Pagine Sparse" e i libri d'artista Panella condivide l’ossessione permanente dell’alterità nascosta, consegnandoci la perfetta applicazione pratica di quel "vuoto semantico" e di quell'esigenza di silenzio teorizzati da Gillo Dorfles. Se Dorfles vedeva nell'asemanticità un'area di sosta dall'ipertrofia visiva, Panella traduce questo concetto in una vera e propria scrittura  e visione materica in cui la pagina e il libro perde la sua funzione di contenitore di concetti per farsi puro oggetto estetico, evocando la struttura della scrittura con tracciati, perimetri e diagonali di ascendenza irrazionale, lasciando sussistere solo la traccia del segno, come per esempio, la serie di opere dal titolo: “Diversamente parallele”, “Perimetralmente Asemico” e “Diagonalmente Asemico”. Una visione pittorica decisamente “sismografica”, come lo è stato il terremoto subito dall’artista nel 1968 a Montevago, che possa registrare un accadimento profondo e divenire anche spazio meditativo assoluto: ora, l'osservatore non deve più "leggere la parola", ma contemplare le tracce di una lingua universale, silenziosa e trans-linguistica.

Nelle opere realizzate in questi ultimi anni, permane una visione compositiva che si integra ancora di più tra le pieghe e le tracce della pagina. Una scrittura senza significato linguistico che non vuole comunicare nessun messaggio comprensibile, semmai, poter convivere alla pari con gli altri elementi visivi del linguaggio, proprio come “due linee diversamente parallele”. Tutto ciò potrebbe sembrarci come una sorta di anomalia del linguaggio geometrico, una tensione di una imperfetta prossimità non identica al concetto consueto di geometrismo. Insomma, una metafora della scrittura/pittura come momento e accadimento del corpo che si fa energia e poi segno incomprensibile, come lo sono due traiettorie apparentemente parallele che emergono per divenire una traiettoria disallineata e tuttavia, coinvolgente con il ritmo e la stesura della pagina sparsa. La compiuta ricerca poetica di Franco Panella ha la grande capacità di trascendere l'atto dello scrivere in una complessa azione pittorica e poetica. Le sue carte non custodiscono più messaggi da decifrare, ma “paesaggi interiori”, insoliti ritmi compositivi in cui perdersi e ritrovarsi ancora, celebrando così il vuoto e il mistero dell’apparizione prima che si tramuti in semplice parola scritta.



Biografia di FRANCO PANELLA



• 1950 / Franco Panella nasce a Montevago, provincia di Agrigento. La città del Belice rimane per l’artista un punto riferimento affettivo e una realtà culturale-rurale altamente simbolica, tanto da essere rintracciabile come contenuto iconologico in molta della sua produzione creativa. Nel 1963 / A causa di una frattura è costretto rimanere seduto per qualche mese, in quell’occasione incomincia a disegnare e dipingere. Nel 1964 / Frequenta il Liceo Artistico di Palermo e l’anno successivo per motivi familiari si trasferisce a Sciacca (AG) frequentando l’Istituto Statale D’Arte.

NOTE BIBLIOGRAFICHE / Scritti sull’arte degli artisti d’oggi, Roma – Centro d’arte ventitrè, Roma – Segno, Pescara – La Nazione, Firenze, – Italia Artistica, Brescia – Controvento, Alanno – Comunità Nuova, Palermo – L’Ora, Palermo – Eco d’arte, Firenze – Giornale di Sicilia, Palermo – La Sicilia, Catania – Gazzettino di Sicilia, Palermo – Rai TG3, Palermo – Centonove, Catania – Catalogo multimedialemuseum, Bagheria – La Repubblica, Roma – Sicilia flash, Palermo – Art’è, Bologna – Agrigento e la sua provincia nelle arti figurative del ’900 – Vivi Palermo – Exibart – Pressrelease – Coppola editore – Frequenza Comune, Periodico Nuova Regione Sicilia – Arte musei (giorno e notte) “Sui muri della Storia” - on-line Giornale Roma - Viaggio nelle Terre Sicane – Mondo Sicania – Corriere Adriatico, Ancona – Araldo, S. Margherita di Belice – Il Belice - On-line Giornale Roma – Fondazione Thule Cultura – Elle edizioni, Palermo – Studio Media Edizioni – edizioni Zeus, Roma – Vivere Senigallia, Arcevia – Museum, Osservatorio dell’Arte Contempora-nea in Sicilia, Bagheria – Il Mascalzone, l’informazione a portata di mouse, Valmisa - Arcevia – l’Unità, on-line – Radio Studio 24, Ancona – Il Messaggero, Ancona – Telesciacca – cd cuore di Mar-che, Arcevia – TG3 Marche, I castelli  di Arcevia – Francesco Carbone: antologia di saggi critici ed altre occasioni 1960/1999 di Nicolò D’Alessandro - Ed. l’Altro, Palermo – Sicilia Tempo, Palermo – Kaffè, Palermo – Progeto Pon Istituto compr. Stat. di Montevago (Anno scolastico 2007/08) – L'Araldo, S. Margerita di Belice - Inserimento nel volume "ARS MIRABILIS" (Patrimonio artistico in Sicilia dal XIV al XX secolo) autore Vincent Navarra

HANNO SCRITTO / Giovanni Cappuzzo, Albano Rossi, F. Bogliari, Matteo Collura, Pino Giacopelli, Gianbecchina, A. Pistone Etna, G. Saccà, Francesco Carbone, Serena Oliveri, F. Gallo, F. Spena, N. D’Alessandro, Giovanna Cavarretta, Ignazio Apolloni, Aldo Gerbino, Massimo Cacciari, G. A. Garcia, Salvatore Ferlito, Andrea Carisi, Melinda Zacco, Francesca Zagra, E. Valenza, Vinny Scorsone, Laura delle Donne, Loredana Cinti, Stefano Trojani, Tanino Bonifacio, Agata Polizzi, Giampaolo Trotta, Vincent Navarra, A. M. Ruta, Piero Montana, Sergio Mammina, Carmen De Stasio, Simonetta Simonetti, Sara Durantini, Alfonsina Caterino, Marco Giovenale, Michele Cutaia, Giorgio Moio, Sandro Bongiani.

SCULTURE AMBIENTALI / 1987 - Monumento vittime sisma ’68 - 2001 Installazione “Onde Rosse Catturate”, frammento narrativo di Vincenzo Consolo, Montevago, - 2002 Finestra- Memoria / Dal Buio alla Luce, Parco Letterario G. Tommasi di Lampedusa, S. Margherita di  Belice, 2004 “Scultura-installazione a Lucia Crifasi e vittime dell’11 settembre 2001, Montevago.

ILLUSTRAZIONI / Libri Thule Romano Edit, Palermo- Edizioni II Palma (per italo-americano Palma).

MOSTRE RECENTI / 2024-2025 - Archivio di Stato di Salerno - Ministero della cultura, Universi Possibili, carte, libri d’artista e pagine sparse. A cura di Sandro Bongiani. Opere di Coco Gordon, Giovanni Bonanno e Franco Panella - Cappella di San Ludovico, Archivio di Stato di Salerno (Italy). 2024-2025 - Archivio di Stato di Salerno - Ministero della cultura, Progetto internazionale Universi Possibili, carte, documenti e pagine sparse. A cura di Sandro Bongiani. Salone dell’Archivio di Stato di Salerno (Italy). 2026 - Collezione Bongiani Art Museum, Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026), PagineSparse e presenze diversamente asemiche. A cura di Sandro Bongiani, Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno (Italy). 

ESPOSIZIONI PERMANENTI / Museum di Ezio Pagano, Bagheria – Museo Renato Guttuso, Bagheria – Galleria Civica, Marsala - Museo Ludovico Corrao, Gibellina – Pinacoteca d’Arte Moderna e Contemporanea, Godrano – Galleria Vanna Casati, Bergamo – Fondazione Orestiadi, Gibellina – Galleria Narciso, Roma – Museo Civico d’Arte Contemporanea, Gibellina – Comune di S. Margherita di Belice – Sala Consiliare Comune di Montevago - Pinacoteca Francesco Carbone, Casina di caccia Ficuzza (Palermo) – Galleria dell'Eros "Piero Montana" - Bagheria - (PA) - Libro d’artista, Accademia di Belle Arti di Palermo - Museo Danisinni, Palermo – Museo Del Disegno di Nicolò D'Alessandro, Palermo - Collezione Bongiani Art Museum di Salerno.

L’artista siciliano conosciuto diffusamente per i suoi originali libri e le pagine asemiche è presente, dagli anni 70 a oggi, per aver partecipato a importanti eventi nazionali e internazionali d’arte contemporanea.   (Biografia aggiornata da Sandro Bongiani il 23 giugno 2026)



Le Opere:
























Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno 





giovedì 5 giugno 2025

Giulia Napoleone Segni senza confine / PINACOTECA COMUNALE – PALAZZO VITELLI, CITTA' DI CASTELLO - Perugia

 

 


 Giulia Napoleone 

Segni senza confine

 

In un tempo in cui il tema dei confini – geografici, culturali, umani – è tornato tragicamente al centro del dibattito globale, la mostra propone un itinerario artistico che si oppone alla chiusura e alla frammentazione con la forza silenziosa del segno aperto, del gesto libero, dell’immagine…



Giulia Napoleone
 

Il comune di Città di Castello e l’assessorato alla cultura, promuove presso la propria Pinacoteca la mostra "Segni senza confine" dedicata all’opera di Giulia Napoleone, figura centrale dell’arte contemporanea italiana, in un percorso espositivo curato da Lorenzo Fiorucci.

In un tempo in cui il tema dei confini – geografici, culturali, umani – è tornato tragicamente al centro del dibattito globale, la mostra propone un itinerario artistico che si oppone alla chiusura e alla frammentazione con la forza silenziosa del segno aperto, del gesto libero, dell’immagine che non si esaurisce nel visibile.

Attraverso una selezione significativa di opere – disegni, inchiostri, incisioni, pastelli, olii su tela e libri d’artista – Giulia Napoleone traccia una mappa emotiva e percettiva, una mappa che come specifica Lorenzo Fiorucci “ è fatta di visioni astratte, sedimentazioni cromatiche e vibrazioni spaziali, che evocano tanto il microcosmo naturale quanto l’infinità del cosmo. La sua è una ricerca poetica e rigorosa, dove il segno non delimita ma espande, non chiude ma accoglie”. Dall’amicizia con Alberto Burri, con cui condivide l’idea della pittura come viaggio solitario, all’influenza meditativa di Seurat e all’eredità costruttiva di Balla e Klee, il lavoro di Napoleone si muove tra rigore tecnico e spiritualità laica, in un equilibrio cromatico fatto di segni luci e ombre che sfida ogni definizione sfuggendo ad ogni facile catalogazione. Le opere esposte restituiscono i molteplici percorsi della sua carriera, dalle incisioni, agli inchiostri passando per pastelli fino ai recenti oli in blu dove l’artista sembra  “scrivere” il tempo e la luce, come note lente e profonde, su una partitura pittorica di grande intensità. Particolare attenzione è data anche ai libri d’artista, che rivelano l’intimo dialogo tra immagine e parola, tra gesto e poesia, tra visione e scrittura. In questi lavori, realizzati con cura artigianale, la mano dell’artista diventa anche quella della calligrafa, restituendo un’opera totale, armonica e lirica.

 

Opera di Giulia Napoleone

"Segni senza confine" è dunque non solo una mostra, ma un invito a guardare, a rallentare, a meditare sul mondo e sul nostro stare nel mondo. Come ha dichiarato la stessa artista:“Nei momenti migliori mi sembra di poter dire come la solitudine assoluta e la vastità del cielo riescono a farmi scambiare l’istante per l’eternità e l’intimità per l’infinito”. La mostra è ospitata nella splendida dimora rinascimentale della Pinacoteca di Città di Castello che custodisce capolavori di Raffaello, Signorelli, ma anche De Pisis e De Chirico, promossa dall’amministrazione comunale in particolare dall’assessore Michela Botteghi la quale ha dichiarato come sia “ veramente un onore poter ospitare Giulia Napoleone, una delle maggiori artiste viventi italiane che con il suo linguaggio astratto riesce a fissare sulla tela emozioni dell’anima”. Una mostra che ha visto l’organizzazione dell’ufficio cultura, coordinato da Sara Scarabottini, mentre l’allestimento è a cura di Guido Pacchiarotti. La mostra prevede anche un catalogo con testi di Lorenzo Fiorucci, Bruno Corà e Luigi Lambertini.

 

 

12 giugno 2025

Giulia Napoleone – Segni senza confine

Dal 12 giugno al 19 luglio 2025

arte contemporanea

Location

PINACOTECA COMUNALE – PALAZZO VITELLI
Città Di Castello, Via Della Cannoniera, 22, (Perugia)

 



Orario di apertura

da martedì a domenica ore 10-13 e 14.30-18.30

Vernissage

12 Giugno 2025, ore 17.00

Sito web

https://www.cittadicastelloturismo.it/percorso/pinacoteca-comunale/

Autore

Giulia Napoleone

Curatore

Lorenzo Fiorucci

Autore testo critico

Bruno Corà

 

Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno 

venerdì 30 maggio 2025

Bongiani Art Museum Collection / COLLETTIVA INTERNAZIONALE DI ARTE CONTEMPORANEA - 1956-2026

 

 

ITA

SANDRO BONGIANI ARTE CONTEMPORANEA


 

 

 

 

 

INVITO:

Come da diversi anni stiamo preparando la mostra collettiva che sarà presentata ufficialmente come evento collaterale in concomitanza con la 61. Biennale di Venezia 2026. Verranno presentate le opere presenti della Collezione Bongiani Art Museum . L’evento comprenderà 70 anni di ricerche artistiche ( 1956-2026),

La collezione comprende la ricognizione delle proposte artistiche svolte da significativi artisti dediti alla ricerca e alla sperimentazione come  Hans Hartung, Max Bill, Arman, Chillida,  Victor Vasarely, Robert Rauschenberg, Ugo Nespolo, Giulio Turcato, Luca Alinari, Tommaso Cascella, Shozo Shimamoto, Ryosuke Cohen, Ruggero Maggi e diversi altri importanti autori di prestigio che nel corso degli anni, dal 1979 a oggi hanno creduto nella bontà del nostro progetto  di realizzare una collezione di opere storiche e contemporanee destinate a fine raccolta ad essere donate a un museo pubblico per essere esposte in modo permanente. A questi artisti storici verranno scelti le opere di diversi artisti ancora non presenti in tale collezione.

L’evento si svolgerà ufficialmente dal 9 maggio al 22 novembre a cura di Sandro Bongiani e con la collaborazione di Ruggero Maggi  presso la startup interattiva “Collezione Bongiani Art Museum".

Rinnovo  agli artisti l’invito a donare qualche opera  alla collezione Bongiani in vista di questo  o di altri appuntamenti da svolgere. Le opere ricevute verranno inserite da noi nella rispettiva Collezione Bongiani e diverse opere, se attinenti al tema di questa Biennale  di maggio 2026, saranno scelte per questa importante collettiva. Si fa presente che tutte le opere ricevute per posta o con  corriere entro il 31 gennaio 2026   con allegato  la foto dell’opera si intendono “Donate”, pertanto non saranno restituite, ma faranno parte della Collezione Bongiani.

Per chiarimenti scrivere o telefonare a: Sandro Bongiani,  Collezione Bongiani Art Museum Via Salvatore Calenda 105/D   84126 Salerno (Italy).

Tel. 3937380225            E-mail:  bongianimuseum@gmail.com

..

Promemoria:

Collezione Bongiani Art Museum

Donazione opera di qualsiasi dimensione e tecnica grafica o pittorica

Allegare foto dell’opera con la dicitura a tergo “ IN MINOR KEYS” indicando il nome dell’autore, le misure dell’opera, la tecnica utilizzata  e l’anno di esecuzione.

Scadenza ultima dell’invio: 31 gennaio 2026

In attesa invio i più cordiali saluti, Sandro Bongiani Arte Contemporanea

 

 

 

ENG

SANDRO BONGIANI CONTEMPORARY ART


 

 

 

 

INVITATION:

*    As for several years we have been preparing the collective exhibition that will be officially presented as a collateral event in conjunction with the 61st Venice Biennale 2026. The works present in the Bongiani Art Museum Collection will be presented. The event will include 70 years of artistic research (1956-2026),

The collection includes the reconnaissance of the artistic proposals carried out by significant artists dedicated to research and experimentation such as Hans Hartung, Max Bill, Arman, Chillida, Victor Vasarely, Robert Rauschemberg, Ugo Nespolo, Giulio Turcato, Luca Alinari, Tommaso Cascella, Shozo Shimamoto, Ryosuke Cohen, Ruggero Maggi and several other important prestigious authors who over the years, from 1979 to today, have believed in the validity of our project to create a collection of historical and contemporary works intended at the end of the collection to be donated to a public museum to be exhibited permanently. The works of several artists not yet present in this collection will be chosen from these historical artists.

The event will officially take place from May 9th to November 22nd, curated by Sandro Bongiani and with the collaboration of Ruggero Maggi at the interactive startup “Collezione Bongiani Art Museum.

I renew the invitation to artists to donate some works to the Bongiani collection in view of this or other events to be held. The works received will be included by us in the respective Bongiani Collection and several works, if relevant to the theme of this Biennale in May 2026, will be chosen for this important group exhibition. Please note that all works received by post or courier by January 31, 2026 with the photo of the work attached are considered “Donated”, therefore they will not be returned, but will be part of the Bongiani Collection.

For clarifications write or call: Sandro Bongiani, Collezione Bongiani Art Museum Via Salvatore Calenda 105/D 84126 Salerno (Italy).

Tel. 3937380225                  E-mail:  bongianimuseum@gmail.com      

 

Reminder:

Bongiani Art Museum Collection

Donation of any size and graphic or pictorial technique

Attach a photo of the work with the wording on the back “IN MINOR KEYS” indicating the name of the author, the size of the work, the technique used and the year of execution.

Last submission deadline: January 31, 2026

In the meantime, I send my warmest regards, Sandro Bongiani Contemporary Art