martedì 18 agosto 2026

Fuori Biennale - Aperto 2026 / Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026) “PagineSparse e presenze diversamente asemiche”

 

COLLEZIONE  BONGIANI ART MUSEUM

Pavilion Lautania Valley / Fuori Biennale - Aperto 2026

Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026)

“PagineSparse e presenze diversamente asemiche”

Da venerdì 21 agosto a domenica 22 novembre 2026

Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno (Italy). 

 A cura di Sandro Bongiani                                          


La Collezione Bongiani Art Museum è lieta di inaugurare venerdì 21 agosto 2026 presso il Pavilion Lautania Valley alle ore 18,00, in contemporanea con il tema “Minor Keys” della 61. Biennale Internazionale di Venezia 2026, il terzo evento internazionale “Fuori Biennale Aperto 2026, dal titolo: Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026) “PagineSparse e presenze diversamente asemiche” in cui viene presentato a cura di Sandro Bongiani, il lavoro di ricerca dell’artista siciliano Franco Panella, con 72 opere realizzate tra il 1988 a oggi. Un evento in cui viene segnala la condizione di marginalità in cui si trovano gli artisti di ricerca che in modo unico e originale continuano a lavorare nell’isolamento collettivo proseguendo in un cosciente e straordinario viaggio personale.

Nel panorama dell’arte contemporanea vi sono artisti come Franco Panella che dal fuoco del passato informale hanno saputo recuperare gli umori della memoria e la sintesi della pittura, per avventurarsi in modo convincente in un campo ignoto della scoperta e dell’invenzione poetica in cui la sperimentazione ha saputo nel tempo ritrovare nuovi e inaspettati approdi. Parlare del lavoro svolto dall’artista siciliano (oltre un cinquantennio di ricerche svolte) è una occasione per certi versi unica e sorprendente. Il suo viaggio creativo inizia già negli anni settanta con dipinti caratterizzati da una visione informale di tipo aniconica che indaga lo spazio, il vuoto e l’essenza del silenzio. Nei primi anni 80’ annuncia i suoi paesaggi “sensibili” che ben presto diverranno muro e sudario, come per esempio, il “Paesaggio pittorico del 1988”. Negli anni 90’ in poi approderanno insoliti paesaggi caratterizzati da una materia greve come la calce e la sabbia e anche le prime scritture su terracotta, come “Scrittura plastica, Pagine oltre-segni, del 1991“, e poi nel 1992, le opere “Pagine” e “Dittico/Muri” in cui si notato i segni di un frasario oscuro lasciati sulla terracotta, un accadimento interiore profondo che si fa solco e ferita, con una particolare dislocazione delle forme che fanno pensare alle pagine di un libro sparso su una superficie piana, come se l’artista volesse classificarli e ordinarli. Queste opere anticipano di fatto, l’indagine più recente delle “PagineSparse” svolte incessantemente dal 2000 fino a oggi. Una ricerca a tutto campo su pagine e i libri d’artista in cui “intervenire e dislocare”, un’azione costante che lo accompagnerà per lungo tempo nel suo percorso originale di sperimentazione asemica. Nella presentazione Sandro Bongiani scrive: […]Con le "Pagine Sparse" e i libri d'artista Panella condivide l’ossessione permanente dell’alterità nascosta, consegnandoci la perfetta applicazione pratica di quel "vuoto semantico" e di quell'esigenza di silenzio teorizzati da Gillo Dorfles. Se Dorfles vedeva nell'asemanticità un'area di sosta dall'ipertrofia visiva, Panella traduce questo concetto in una vera e propria scrittura e visione materica in cui la pagina e il libro perde la sua funzione di contenitore di concetti per farsi puro oggetto estetico, evocando la struttura della scrittura con tracciati, perimetri e diagonali di ascendenza irrazionale, lasciando sussistere la traccia del segno. Una visione pittorica decisamente “sismografica” che possa registrare un accadimento profondo e divenire spazio meditativo assoluto: ora, l'osservatore non deve più "leggere la parola", ma contemplare le tracce di una lingua universale, silenziosa e trans-linguistica. Insomma, una metafora della scrittura/pittura come momento e accadimento del corpo che si fa energia e poi segno incomprensibile, come lo sono due traiettorie apparentemente parallele che emergono per divenire una traiettoria disallineata e tuttavia, coinvolgente con il ritmo e la stesura della pagina sparsa. La compiuta ricerca poetica di Franco Panella ha la grande capacità di trascendere l'atto dello scrivere in una complessa azione pittorica e poetica. Le sue carte non custodiscono più messaggi da decifrare, ma “paesaggi interiori”, insoliti ritmi compositivi in cui perdersi e ritrovarsi ancora, celebrando così il vuoto e il mistero dell’apparizione prima che si tramuti in semplice parola scritta.

 

Breve Biografia di FRANCO PANELLA

• 1950 / Franco Panella nasce a Montevago, provincia di Agrigento. La città del Belice rimane per l’artista un punto riferimento affettivo e una realtà culturale-rurale altamente simbolica, tanto da essere rintracciabile come contenuto iconologico in molta della sua produzione creativa. Nel 1963 / A causa di una frattura è costretto rimanere seduto per qualche mese, in quell’occasione incomincia a disegnare e dipingere. Nel 1964 / Frequenta il Liceo Artistico di Palermo e l’anno successivo per motivi familiari si trasferisce a Sciacca (AG) frequentando l’Istituto Statale D’Arte.

HANNO SCRITTO / Giovanni Cappuzzo, Albano Rossi, F. Bogliari, Matteo Collura, Pino Giacopelli, Gianbecchina, A. Pistone Etna, G. Saccà, Francesco Carbone, Serena Oliveri, F. Gallo, F. Spena, N. D’Alessandro, Giovanna Cavarretta, Ignazio Apolloni, Aldo Gerbino,  Massimo Cacciari, G. A. Garcia, Salvatore Ferlito, Andrea Carisi, Melinda Zacco, Francesca Zagra, E. Valenza, Vinny Scorsone, Laura delle Donne, Loredana Cinti, Stefano Trojani, Tanino Bonifacio, Agata Polizzi, Giampaolo Trotta, Vincent Navarra, A. M. Ruta, Piero Montana, Sergio Mammina, Carmen De Stasio, Simonetta Simonetti, Sara Durantini, Alfonsina Caterino, Marco Giovenale, Michele Cutaia, Giorgio Moio, Sandro Bongiani.

L’artista siciliano conosciuto diffusamente per i suoi originali libri e le pagine asemiche è presente, dagli anni 70 a oggi per aver partecipato a importanti eventi nazionali e internazionali d’arte contemporanea. Da diversi anni vive e lavora a Monreale (PA).

Si ringrazia per la fattiva collaborazione l’Archivio dell’artista Franco Panella che ha permesso la realizzazione di questa importante retrospettiva a lui dedicata.

 

 

Pavilion Lautania Valley

“Fuori Biennale Aperto 2026”

Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026)

“PagineSparse e presenze diversamente asemiche”  1988-2026                                                                                     

Un quarantennio di ricerche a cura di Sandro Bongiani

Vernissage: venerdì 21 agosto ore 18:00                                                                                                           

Da Venerdì 21 agosto a domenica 22 novembre 2026                                                                                                            

Orari:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00                                                                            

https://www.collezionebongianiartmuseum.it/

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com                                                                                     

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225                                                                                     

Credits: Archivio Franco Panella di Monreale e Collezione Bongiani Art Museum di Salerno.




La Presentazione:

PagineSparse / Come indagare il vuoto dell’esistere prima che diventi solo parola.

Presentazione di Sandro Bongiani

Salerno, 21 luglio 2026

 

Nel panorama dell’arte contemporanea vi sono solo pochi artisti come Franco Panella che dal fuoco del passato informale hanno saputo recuperare gli umori della memoria e la sintesi della pittura, per avventurarsi in modo convincente in un campo ignoto della scoperta e dell’invenzione poetica in cui la sperimentazione ha saputo nel tempo ritrovare nuovi e inaspettati approdi. Parlare del lavoro svolto dall’artista siciliano (oltre un cinquantennio di ricerche svolte) è una occasione per certi versi unica e sorprendente. Il suo viaggio creativo inizia già negli anni settanta con dipinti caratterizzati da una visione informale di tipo aniconica che indaga lo spazio, il vuoto e l’essenza del silenzio. Nei primi anni 80’ annuncia i suoi paesaggi “sensibili” che ben presto diverranno muro e sudario, come per esempio, il “Paesaggio pittorico del 1988”. Negli anni 90’ in poi approderanno insoliti paesaggi caratterizzati da una materia greve come la calce e la sabbia e anche le prime scritture su terracotta, come “Scrittura plastica, Pagine oltre-segni, del 1991“, e poi nel 1992, le opere “Pagine” e “Dittico/Muri” in cui si notato i segni di un frasario oscuro lasciati sulla terracotta, un accadimento interiore profondo che si fa solco e ferita, con una particolare dislocazione delle forme che fanno pensare alle pagine di un libro sparso su una superficie piana, come se l’artista volesse classificarli e ordinarli. Queste opere anticipano di fatto, l’indagine più recente delle “PagineSparse” svolte incessantemente dal 2000 fino a oggi. Una ricerca a tutto campo su pagine e i libri d’artista in cui “intervenire e dislocare”, un’azione costante che lo accompagnerà per lungo tempo nel suo percorso originale di sperimentazione   asemica.  

Assai pertinente è la “lettura” che ne fa il critico Tanino Bonifacio in occasione della mostra personale dell’artista tenutasi a Palermo nel 2008, che scrive:  […] “Non la “visione” quale sogno o immaginazione, ma la “visione” come sguardo verso le forme seminascoste abitanti l’ombra, quelle forme della bellezza che precariamente sostano nei luoghi meno noti, nelle pieghe di una realtà solo apparentemente insondabile” - aggiungendo - “Per queste ragioni l’opera di Panella realizza l’esplicito tentativo di costruire una “poetica dello sguardo”, ovvero una nuova “visione” del reale, un nuovo modo di leggere quell’universo di immagini mediatizzate invadenti l’esistere”. L’arte nasce essenzialmente dal mistero dell’essere, dalla fragilità della condizione umana, dal vuoto, e da ciò che non sappiamo spiegare in modo logico e consueto. Nella sua ricerca, ormai non ci sono più messaggi concreti da consegnare al mondo e alla storia. L’oscurità è la luce è una condizione perenne della vita: appartiene alla terra, all’universo, ma anche alla nostra interiorità. L’opera d’arte in quando tale, deve necessariamente collocarsi da qualche parte inquieta del reale, tra il significato e il non significato, lasciando spazio all’incertezza e al dubbio. È proprio da questa fragilità e profondo vuoto che nasce l’intervento creativo e poetico dell’artista. Pertanto, ogni sguardo rivolto “verso l’interno” diventa una arcana e oscura rivelazione. Sarà lo spettatore l’artefice più adatto a dipanare e completare l’opera attraverso il proprio sguardo e la propria particolare riflessione.

Franco Panella attraverso l'uso costante di materiali poveri, il collage e il colore è tra gli artisti più interessanti per aver saputo ricondurre e sintetizzare il segno, la grafia e il colore nei confini inquieti di una originale ricerca. Infatti, l’opera nasce e si evolve attraverso un dialogo costante tra questi elementi chiave: ​il segno, come traccia immediata e istintiva che rappresenta la manifestazione primaria dell'energia dell'artista, la scrittura asemica, come memoria oscura della forma, e poi il colore che integrato nella superficie diventa liberazione, costringendo chi guarda a "leggere" l'opera con gli occhi della pittura, tra sfumature di colore, contrasti, pesi visivi e emozione espressiva. Nell'opera il gesto pittorico e il segno grafico si fondono: la parola si libera dal dovere del significato letterale per divenire pura espressione visiva, ritmo e traccia dell'anima. Un universo sintetico costellato da sottili momenti emotivi, con una pittura velata che accoglie materiali di scarto e persino di forme tridimensionali come rappresentazione provvisoria dell’agire. ​Il processo creativo di Panella è spesso legato a un lavoro intenso di stratificazione pittorica, tra accumulo e sovrapposizione; l'artista traccia segni, scrive, incolla, cancella, alterna a campiture dense zone tenue di colore, ritorna a sovrascrivere ancora. Un tempo davvero sospeso e precario in cui la memoria della parola rimane come l’ombra oscura dell’imprevedibile. Il risultato visivo ottenuto ricorda i palinsesti medievali in pergamena in cui il testo originale veniva raschiato per fare spazio a una nuova scrittura, lasciando intravedere così le tracce del passato. La materia che preferisce Franco Panella per questi accadimenti immaginativi è soprattutto la carta e il cartone ondulato, perché gli permette dintegrarsi degnamente, tra fluidità e resistenza, con la materia pittorica.

Insomma, una pittura strutturata tra forme geometriche, frammenti di materia e tonalità delicate di colore capaci di concentrare tutta l'attenzione sulla vibrazione e la qualità poetica dello spazio. Un territorio per certi versi affascinante dove i confini tradizionali tra segno, scrittura formale e pittura sfumano per dare vita a una personalissima declinazione di rappresentazione asemica. Con le "Pagine Sparse" e i libri d'artista Panella condivide l’ossessione permanente dell’alterità nascosta, consegnandoci la perfetta applicazione pratica di quel "vuoto semantico" e di quell'esigenza di silenzio teorizzati da Gillo Dorfles. Se Dorfles vedeva nell'asemanticità un'area di sosta dall'ipertrofia visiva, Panella traduce questo concetto in una vera e propria scrittura  e visione materica in cui la pagina e il libro perde la sua funzione di contenitore di concetti per farsi puro oggetto estetico, evocando la struttura della scrittura con tracciati, perimetri e diagonali di ascendenza irrazionale, lasciando sussistere solo la traccia del segno, come per esempio, la serie di opere dal titolo: “Diversamente parallele”, “Perimetralmente Asemico” e “Diagonalmente Asemico”. Una visione pittorica decisamente “sismografica”, come lo è stato il terremoto subito dall’artista nel 1968 a Montevago, che possa registrare un accadimento profondo e divenire anche spazio meditativo assoluto: ora, l'osservatore non deve più "leggere la parola", ma contemplare le tracce di una lingua universale, silenziosa e trans-linguistica.

Nelle opere realizzate in questi ultimi anni, permane una visione compositiva che si integra ancora di più tra le pieghe e le tracce della pagina. Una scrittura senza significato linguistico che non vuole comunicare nessun messaggio comprensibile, semmai, poter convivere alla pari con gli altri elementi visivi del linguaggio, proprio come “due linee diversamente parallele”. Tutto ciò potrebbe sembrarci come una sorta di anomalia del linguaggio geometrico, una tensione di una imperfetta prossimità non identica al concetto consueto di geometrismo. Insomma, una metafora della scrittura/pittura come momento e accadimento del corpo che si fa energia e poi segno incomprensibile, come lo sono due traiettorie apparentemente parallele che emergono per divenire una traiettoria disallineata e tuttavia, coinvolgente con il ritmo e la stesura della pagina sparsa. La compiuta ricerca poetica di Franco Panella ha la grande capacità di trascendere l'atto dello scrivere in una complessa azione pittorica e poetica. Le sue carte non custodiscono più messaggi da decifrare, ma “paesaggi interiori”, insoliti ritmi compositivi in cui perdersi e ritrovarsi ancora, celebrando così il vuoto e il mistero dell’apparizione prima che si tramuti in semplice parola scritta.



Biografia di FRANCO PANELLA



• 1950 / Franco Panella nasce a Montevago, provincia di Agrigento. La città del Belice rimane per l’artista un punto riferimento affettivo e una realtà culturale-rurale altamente simbolica, tanto da essere rintracciabile come contenuto iconologico in molta della sua produzione creativa. Nel 1963 / A causa di una frattura è costretto rimanere seduto per qualche mese, in quell’occasione incomincia a disegnare e dipingere. Nel 1964 / Frequenta il Liceo Artistico di Palermo e l’anno successivo per motivi familiari si trasferisce a Sciacca (AG) frequentando l’Istituto Statale D’Arte.

NOTE BIBLIOGRAFICHE / Scritti sull’arte degli artisti d’oggi, Roma – Centro d’arte ventitrè, Roma – Segno, Pescara – La Nazione, Firenze, – Italia Artistica, Brescia – Controvento, Alanno – Comunità Nuova, Palermo – L’Ora, Palermo – Eco d’arte, Firenze – Giornale di Sicilia, Palermo – La Sicilia, Catania – Gazzettino di Sicilia, Palermo – Rai TG3, Palermo – Centonove, Catania – Catalogo multimedialemuseum, Bagheria – La Repubblica, Roma – Sicilia flash, Palermo – Art’è, Bologna – Agrigento e la sua provincia nelle arti figurative del ’900 – Vivi Palermo – Exibart – Pressrelease – Coppola editore – Frequenza Comune, Periodico Nuova Regione Sicilia – Arte musei (giorno e notte) “Sui muri della Storia” - on-line Giornale Roma - Viaggio nelle Terre Sicane – Mondo Sicania – Corriere Adriatico, Ancona – Araldo, S. Margherita di Belice – Il Belice - On-line Giornale Roma – Fondazione Thule Cultura – Elle edizioni, Palermo – Studio Media Edizioni – edizioni Zeus, Roma – Vivere Senigallia, Arcevia – Museum, Osservatorio dell’Arte Contempora-nea in Sicilia, Bagheria – Il Mascalzone, l’informazione a portata di mouse, Valmisa - Arcevia – l’Unità, on-line – Radio Studio 24, Ancona – Il Messaggero, Ancona – Telesciacca – cd cuore di Mar-che, Arcevia – TG3 Marche, I castelli  di Arcevia – Francesco Carbone: antologia di saggi critici ed altre occasioni 1960/1999 di Nicolò D’Alessandro - Ed. l’Altro, Palermo – Sicilia Tempo, Palermo – Kaffè, Palermo – Progeto Pon Istituto compr. Stat. di Montevago (Anno scolastico 2007/08) – L'Araldo, S. Margerita di Belice - Inserimento nel volume "ARS MIRABILIS" (Patrimonio artistico in Sicilia dal XIV al XX secolo) autore Vincent Navarra

HANNO SCRITTO / Giovanni Cappuzzo, Albano Rossi, F. Bogliari, Matteo Collura, Pino Giacopelli, Gianbecchina, A. Pistone Etna, G. Saccà, Francesco Carbone, Serena Oliveri, F. Gallo, F. Spena, N. D’Alessandro, Giovanna Cavarretta, Ignazio Apolloni, Aldo Gerbino, Massimo Cacciari, G. A. Garcia, Salvatore Ferlito, Andrea Carisi, Melinda Zacco, Francesca Zagra, E. Valenza, Vinny Scorsone, Laura delle Donne, Loredana Cinti, Stefano Trojani, Tanino Bonifacio, Agata Polizzi, Giampaolo Trotta, Vincent Navarra, A. M. Ruta, Piero Montana, Sergio Mammina, Carmen De Stasio, Simonetta Simonetti, Sara Durantini, Alfonsina Caterino, Marco Giovenale, Michele Cutaia, Giorgio Moio, Sandro Bongiani.

SCULTURE AMBIENTALI / 1987 - Monumento vittime sisma ’68 - 2001 Installazione “Onde Rosse Catturate”, frammento narrativo di Vincenzo Consolo, Montevago, - 2002 Finestra- Memoria / Dal Buio alla Luce, Parco Letterario G. Tommasi di Lampedusa, S. Margherita di  Belice, 2004 “Scultura-installazione a Lucia Crifasi e vittime dell’11 settembre 2001, Montevago.

ILLUSTRAZIONI / Libri Thule Romano Edit, Palermo- Edizioni II Palma (per italo-americano Palma).

MOSTRE RECENTI / 2024-2025 - Archivio di Stato di Salerno - Ministero della cultura, Universi Possibili, carte, libri d’artista e pagine sparse. A cura di Sandro Bongiani. Opere di Coco Gordon, Giovanni Bonanno e Franco Panella - Cappella di San Ludovico, Archivio di Stato di Salerno (Italy). 2024-2025 - Archivio di Stato di Salerno - Ministero della cultura, Progetto internazionale Universi Possibili, carte, documenti e pagine sparse. A cura di Sandro Bongiani. Salone dell’Archivio di Stato di Salerno (Italy). 2026 - Collezione Bongiani Art Museum, Retrospettiva di Franco Panella (1988-2026), PagineSparse e presenze diversamente asemiche. A cura di Sandro Bongiani, Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno (Italy). 

ESPOSIZIONI PERMANENTI / Museum di Ezio Pagano, Bagheria – Museo Renato Guttuso, Bagheria – Galleria Civica, Marsala - Museo Ludovico Corrao, Gibellina – Pinacoteca d’Arte Moderna e Contemporanea, Godrano – Galleria Vanna Casati, Bergamo – Fondazione Orestiadi, Gibellina – Galleria Narciso, Roma – Museo Civico d’Arte Contemporanea, Gibellina – Comune di S. Margherita di Belice – Sala Consiliare Comune di Montevago - Pinacoteca Francesco Carbone, Casina di caccia Ficuzza (Palermo) – Galleria dell'Eros "Piero Montana" - Bagheria - (PA) - Libro d’artista, Accademia di Belle Arti di Palermo - Museo Danisinni, Palermo – Museo Del Disegno di Nicolò D'Alessandro, Palermo - Collezione Bongiani Art Museum di Salerno.

L’artista siciliano conosciuto diffusamente per i suoi originali libri e le pagine asemiche è presente, dagli anni 70 a oggi, per aver partecipato a importanti eventi nazionali e internazionali d’arte contemporanea.   (Biografia aggiornata da Sandro Bongiani il 23 giugno 2026)



Le Opere:
























Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno 





venerdì 15 maggio 2026

Fuori Biennale - Aperto 2026 “POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025).”

 



COLLEZIONE  BONGIANI ART MUSEUM

 Pavilion Lautania Valley / Fuori Biennale - Aperto 2026

 POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025).                                        

Da venerdì 15 maggio a domenica 26 luglio 2026

 

La Collezione Bongiani Art Museum è lieta di inaugurare venerdì 15 maggio 2026 presso il Pavilion Lautania Valley alle ore 18,00, in contemporanea con il tema “Minor Keys” della 61. Biennale Internazionale di Venezia 2026, l’evento internazionale “Fuori Biennale Aperto 2026, dal titolo: POIESIS/ Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025), in cui viene segnalata la condizione  di marginalità di diverse generazioni di artisti che in modo unico e originale hanno continuato e continuano ancora a lavorare spesso nell’isolamento collettivo non curandosi del sistema ufficiale dell’arte e  producendo nel tempo opere per certi versi non conformi ai dettami imposti dal mercato  proseguendo in un cosciente viaggio solitario e  personale. Una sorta di “Fuori Biennale” a cura di Sandro Bongiani, presentando nella galleria 74 opere di arte contemporanea.

Nella presentazione Sandro Bongiani scrive: Per diverso tempo, gli artisti hanno trovato una certa autonomia e libertà creativa, che nella diversità delle indagini e delle proposte, ha permesso nel tempo di produrre con creatività e aprire finestre sull’abisso del mondo. Purtroppo, dopo gli anni ottanta qualcosa di strano stava già succedendo da parte del sistema nella gestione dell’arte globale, preferendo nelle scelte degli artisti una logica e un criterio “accondiscendente” creando in questo modo una forte standardizzazione e omologazione nelle proposte degli artisti opportunamente presentati da curatori chiaramente associati al potere gestionale. È sorprendente come l’arte oggi si mostri ignuda nella sua precaria e indifesa veste effimera e didascalica, sempre più ripetitiva e dipendente dal bailamme della parola e dalle scelte confuse imposte dal sistema. Per sopravvivere in senso creativo a questa catastrofe collettiva l’artista dovrà per forza riappropriarsi di un proprio tempo soggettivo e visionario per poter aprire varchi e luoghi immaginari, adottare una “resistenza sensibile” per poter ancora sognare e svelare nuovi mondi piuttosto che condividere il balbettio di trappole, tralicci e messinscene spettacolari per divertire il pubblico, che purtroppo, non aggiungono niente di nuovo di ciò che siamo e sappiamo. Anche per tale motivo, noi della Collezione Bongiani Art Museum abbiamo preferito in occasione di questa 61. Biennale di Venezia 2026 prospettare una rassegna decisamente   “marginale” in cui proporre una sorta di controproposta “Fuori dalla Biennale” degli esclusi e degli artisti marginalizzati e dimenticati dal sistema ufficiale dell’arte, in un percorso espositivo che comprende 42 anni di ricerche e di esperienze creative presenti nella raccolta in divenire della Collezione Bongiani Art Museum di Salerno.

Ecco una sorta di convinta rilettura del presente del tutto virtuale ed anche ecologica, con un’area immaginaria di 3 sale presso il Pavilion Lautania Valley in cui sono stati scelti 72 artisti di varie nazioni in un lucido e suggestivo percorso per una condivisione globale via web a 360° in tutto il mondo a ridottissimo impatto di contenuto di emissioni di CO2.


Artisti presenti: A. Zhurba, Kherson - Ucraina I Aarol Flores, Città del Messico - Messico I Alessandra Angelini - Trivolzio - Italia I Alfonso Caccavale, Afragola - Italia I Andrea Bonanno, Sacile - Italia I Anna Boschi, Castel San Pietro Terme - Italia I Antonella Sassanelli, Colturano MI - Italia I Antoni Mirò, Alcoi - Spagna I Antonio Baglivo, Bellizzi - Italia I Antonio Sassu, Torreglia - Italia I Ben Vautier (Ben  Nice) - Francia I Bruno Cassaglia, Vado Ligure - Italia I Claudia Ligorria, Argentina I C. Mehrl  Bennett, Columbus - Usa I Carl Baker, - Canada I Carl T. Chew, Seattle - Usa I Carlo Iacomucci, Monsano AN - Italia I Carmela Corsitto, Canicatti – Italia I Cheryl Penn - South  Africa I Cinzia Farina, Enna - Italia I Clemente Padin, Montevideo - Uruguay I Daniel Daligand, Levallois - Francia I Domenico Severino, Pompei - Italia I Dorian Ribas Marinho, Florianopolis – Brasile I Enzo Patti, Palermo - Italia I Ernesto Terlizzi, Angri - Italia I Fabio Di Ojuara, Crearà - Mirim RN - Brasile I Fernanda Fedi, Milano - Italia I Fernando De Filippi, Milano - Italia I Francesco Aprile, Caprarica Di Lecce - Italia I Franco Panella, Monreale - Italia I Gian Paolo Roffi, Bologna - Italia I Giorgio Moio, Giugliano in Campania - Italia I Giovanni  Bonanno, Salerno - Italia I Giovanni Leto, Bagheria - Italia I Giuliana  Bellini, Milano - Italia I Jan Theuninck, Zonnebeke - Belgio I John M. Bennett, Columbus - USA I John Held JR, San Francisco - USA I Jurgen O. Olbrich, Kassel - Germania I Keiichi Nakamura, Shinjuku-ku,Tokio - Giappone I Lamberto Pignotti, Roma - Italia I Lars Schumacher, Burgdorf - Germania I Lorenzo Lome Menguzzato, Trento - Italia I Luc Fierens, Weerde - Belgio I Marc Deb, Arras - Francia I Marcello Diotallevi, Fano - Italia I Marco Giovenale, Roma – Italia I Mariano Bellarosa, San Donato Milanese - Italia I Mauro Molinari, Velletri – Italia I Maya Lopez Muro, San Giovanni Valdarno - Italia I Moan Lisa, North  Liberty – Usa I Monica Rex, Los Angeles - USA I Mustafa Cevat Atalay -Turchia I Nicola  Frangione, Monza - Italia I Nicolas de la Casinière, Nantes - Francia I Nicolò D'Alessandro, Palermo - Italia I Oronzo Liuzzi, Corato - Italia I Paolo Gubinelli, Firenze - Italia I Pascal Lenoir, Grandfresnoy - Francia I Paul Tililà, Palkane - Finlandia I Pina Della Rossa, Napoli - Italia I Ramona Palmisani, San Severo - Italia I RCBz, Minnesota - USA I Reid Wood, Oberlin - USA I Renata e Giovanni  Strada, Ravenna - Italia I Ruggero Maggi, Milano - Italia I Ryosuke Cohen, Ashiya - Giappone I Serse Luigetti, Perugia - Italia I Simon Warren - Regno Unito I Vittore Baroni, Viareggio - Italia I Vittorio  Baccelli, Lucca - Italia.

 

La presente rassegna è dedicata espressamente a chi ha saputo resistere alle lusinghe e alle intemperie del sistema culturale e soprattutto a chi come Clemente Padin, Ruggero Maggi, Paolo Scirpa, Giovanni Leto, Filippo Panseca, Carlo Pittore, BuZ Blurr e Walter Steding che ci hanno lasciati prematuramente.

 

Pavilion Lautania Valley

“Fuori Biennale Aperto 2026”,

POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025)”.                                                                                      

42 anni di ricerche artistiche contemporanee (1983-2025) a cura di Sandro Bongiani

3 Room presso il Pavilion Lautania Valley con 72 artisti e 74 opere presenti nell’Archivio della Collezione del Bongiani Art Museum  di Salerno (Italy).

Vernissage: venerdì 15 maggio ore 18:00 ore18:00                                                                                                           

Da venerdì 15 maggio a domenica 26 luglio 2026                                                                                                              

Orari:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00                                                                            

https://www.collezionebongianiartmuseum.it/

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com                                                                                     

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225                                                                                     

Credits: Collezione Bongiani Art Museum.





       


Le opere:































martedì 12 maggio 2026

Pavilion Lautania Valley “Fuori Biennale Open 2026”, POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025)

 


COLLEZIONE BONGIANI ART MUSEUM

 Pavilion Lautania Valley / Fuori Biennale Open 2026

 POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025).

Da venerdì 15 maggio a domenica 26 luglio 2026

La Collezione Bongiani Art Museum è lieta di inaugurare venerdì 15 maggio 2026 presso il Pavilion Lautania Valley alle ore 18,00, in contemporanea con il tema “Minor Keys” della 61. Biennale Internazionale di Venezia 2026, l’evento internazionale “Fuori Biennale Open 2026, dal titolo: POIESIS/ Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025), in cui viene segnalata la condizione  di marginalità di diverse generazioni di artisti che in modo unico e originale hanno continuato e continuano ancora a lavorare spesso nell’isolamento collettivo non curandosi del sistema ufficiale dell’arte e  producendo nel tempo opere per certi versi non conformi ai dettami imposti dal mercato  proseguendo in un cosciente viaggio solitario e  personale. Una sorta di “Fuori Biennale” a cura di Sandro Bongiani, presentando nella galleria 74 opere di arte contemporanea.

Nella presentazione Sandro Bongiani scrive: Per diverso tempo, gli artisti hanno trovato una certa autonomia e libertà creativa, che nella diversità delle indagini e delle proposte, ha permesso nel tempo di produrre con creatività e aprire finestre sull’abisso del mondo. Purtroppo, dopo gli anni ottanta qualcosa di strano stava già succedendo da parte del sistema nella gestione dell’arte globale, preferendo nelle scelte degli artisti una logica e un criterio “accondiscendente” creando in questo modo una forte standardizzazione e omologazione nelle proposte degli artisti opportunamente presentati da curatori chiaramente associati al potere gestionale. È sorprendente come l’arte oggi si mostri ignuda nella sua precaria e indifesa veste effimera e didascalica, sempre più ripetitiva e dipendente dal bailamme della parola e dalle scelte confuse imposte dal sistema. Anche per tale motivo, noi della Collezione Bongiani Art Museum abbiamo preferito in occasione di questa 61. Biennale di Venezia 2026 prospettare una rassegna in cui proporre una sorta di controproposta “Fuori dalla Biennale” degli esclusi e degli artisti marginalizzati e dimenticati dal sistema ufficiale dell’arte, in un percorso espositivo che comprende 42 anni di ricerche e di esperienze creative presenti nella raccolta in divenire della Collezione Bongiani Art Museum di Salerno.

Ecco una sorta di convinta rilettura del presente del tutto virtuale ed anche ecologica, con un’area immaginaria di 3 sale presso il Pavilion Lautania Valley in cui sono stati scelti 72 artisti di varie nazioni in un lucido e suggestivo percorso per una condivisione globale via web a 360° in tutto il mondo a ridottissimo impatto di contenuto di emissioni di CO2.


Artisti presenti: A. Zhurba, Kherson - Ucraina I Aarol Flores, Città del Messico - Messico I Alessandra Angelini - Trivolzio - Italia I Alessandra Finzi, Milano - Italia I Alfonso Caccavale, Afragola - Italia I Andrea Bonanno, Sacile - Italia I Anna Boschi, Castel San Pietro Terme - Italia I Antonella Sassanelli, Colturano MI - Italia I Antoni Mirò, Alcoi - Spagna I Antonio Baglivo, Bellizzi - Italia I Antonio Sassu, Torreglia - Italia I Ben Vautier (Ben  Nice) - Francia I Bruno Cassaglia, Vado Ligure - Italia I Claudia Ligorria, Argentina I C. Mehrl  Bennett, Columbus - Usa I Carl Baker, - Canada I Carl T. Chew, Seattle - Usa I Carlo Iacomucci, Monsano AN - Italia I Carmela Corsitto, Canicatti – Italia I Cheryl Penn - South  Africa I Cinzia Farina, Enna - Italia I Clemente Padin, Montevideo - Uruguay I Daniel Daligand, Levallois - Francia I Domenico Severino, Pompei - Italia I Enzo Patti, Palermo - Italia I Ernesto Terlizzi, Angri - Italia I Fabio Di Ojuara, Crearà - Mirim RN - Brasile I Fernanda Fedi, Milano - Italia I Fernando De Filippi, Milano - Italia I Francesco Aprile, Caprarica Di Lecce - Italia I Franco Panella, Monreale - Italia I Gian Paolo Roffi, Bologna - Italia I Giorgio Moio, Giugliano in Campania - Italia I Giovanni  Bonanno, Salerno - Italia I Giovanni Leto, Bagheria - Italia I Giuliana  Bellini, Milano - Italia I Jan Theuninck, Zonnebeke - Belgio I John M. Bennett, Columbus - USA I John Held JR, San Francisco - USA I Jurgen O. Olbrich, Kassel - Germania I Keiichi Nakamura, Shinjuku-ku,Tokio - Giappone I Lamberto Pignotti, Roma - Italia I Lars Schumacher, Burgdorf - Germania I Lorenzo Lome Menguzzato, Trento - Italia I Luc Fierens, Weerde - Belgio I Marc Deb, Arras - Francia I Marcello Diotallevi, Fano - Italia I Marco Giovenale, Roma – Italia I Mariano Bellarosa, San Donato Milanese - Italia I Mauro Molinari, Velletri – Italia I Maya Lopez Muro, San Giovanni Valdarno - Italia I Moan Lisa, North  Liberty – Usa I Monica Rex, Los Angeles - USA I Mustafa Cevat Atalay -Turchia I Nicola  Frangione, Monza - Italia I Nicolas de la Casinière, Nantes - Francia I Nicolò D'Alessandro, Palermo - Italia I Oronzo Liuzzi, Corato - Italia I Paolo Gubinelli, Firenze - Italia I Pascal Lenoir, Grandfresnoy - Francia I Paul Tililà, Palkane - Finlandia I Pina Della Rossa, Napoli - Italia I Ramona Palmisani, San Severo - Italia I RCBz, Minnesota - USA I Reid Wood, Oberlin - USA I Renata e Giovanni  Strada, Ravenna - Italia I Ruggero Maggi, Milano - Italia I Ryosuke Cohen, Ashiya - Giappone I Serse Luigetti, Perugia - Italia I Simon Warren - Regno Unito I Vittore Baroni, Viareggio - Italia I Vittorio  Baccelli, Lucca - Italia.

La presente rassegna è dedicata espressamente a chi ha saputo resistere alle lusinghe e alle intemperie del sistema culturale e soprattutto a chi come Clemente Padin, Ruggero Maggi, Paolo Scirpa, Giovanni Leto, Filippo Panseca,  Carlo Pittore, BuZ Blurr e Walter Steding che purtroppo ci hanno lasciati prematuramente.



 

Pavilion Lautania Valley  “Fuori Biennale Open 2026”,

POIESIS / Materiali marginali sensibili tra segno, scrittura e corpo (1983-2025)”.                                                             

42 anni di ricerche artistiche contemporanee (1983-2025) a cura di Sandro Bongiani

3 Room presso il Pavilion Lautania Valley con 72 artisti e 74 opere presenti

nell’Archivio della Collezione del Bongiani Art Museum  di Salerno (Italy).

Vernissage: venerdì 15 maggio ore 18:00                                                                                                           

Da venerdì 15 maggio a domenica 26 luglio 2026                                                                                                            

Orari:  tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00                                                                            

https://www.collezionebongianiartmuseum.it/

E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com                                                                                     

TELEFONO PER INFORMAZIONI: +39 3937380225                                                                                     

Credits: Collezione Bongiani Art Museum.



La Presentazione:


 


Presentazione a cura di Sandro Bongiani  Salerno, 17 aprile 2026

Viviamo tempi inquieti carichi di sofferenza e di tormento in cui le incomprensioni e i dubbi si addensano cupi all’orizzonte. Una monotonia culturale odierna ridotta all’afasia aleggia nell’aria in cui l’arte del déjà vu naviga a vista tra l’impotenza e la spettacolarità decadente del presente alla ricerca della suggestione scenografica, dello stupore e del divertimento collettivo. Tale catastrofe inizia circa trent’anni fa in cui diverse generazioni di artisti di valore nati tra gli anni 20 e gli anni 70 si ritrovano di colpo messi in quarantena permanente a condividere il silenzio e l’abbandono, sostituiti da giovani rampolli di scuderia alla ricerca del facile successo e della possibile ricchezza finanziaria. Un procedere quello di oggi decisamente diverso rispetto al passato, sterilizzando da parte delle istituzioni l’azione del critico d’arte sostituito ingenerosamente da curatori “tutto fare” allo scopo di avvalorare e rendere credibile qualsiasi opera d’arte e persino dare un senso e un valore a una cosa che non ha alcun valore, come per esempio, la banana con nastro adesivo esposta a parete e venduta a caro prezzo. Una follia maldestra e incosciente e soprattutto una disfatta culturale a tutto campo che ci ha condotti a condividere le miserie creative prodotte oggi.   

Per diverso tempo, gli artisti hanno trovato una certa autonomia e libertà creativa, che nella diversità delle indagini e delle proposte, ha permesso di produrre con creatività e aprire finestre sull’abisso del mondo. Purtroppo, dopo gli anni ottanta qualcosa di strano stava già succedendo da parte del sistema nella gestione dell’arte globale, preferendo nelle scelte degli artisti una logica e un criterio “accondiscendente”  creando in questo modo una forte standardizzazione e omologazione nelle proposte degli artisti opportunamente presentati da curatori chiaramente associati al potere gestionale, in una sorta di  passerella domenicale di personaggi segnalati da amici e collezionisti potenti, che hanno preferito di anno in anno, segnalare sempre gli stessi i pupilli protetti provenienti da scuderie altamente facoltose in senso finanziario, come per esempio, le scelte messe in atto in diverse precedenti Biennali di Venezia con i soliti fenomeni come Massimo Bartolini, Giorgio Andreotta Calò, Chiara Enzo, Yuri Ancarani, Maurizio Cattelan, e quest’anno anche con la rovinosa giardiniera  di turno delle Alpi Apuane Chiara Camoni. In tal senso, che poter pensare della festaiola e circense da luna park come Marinella Senatore, tutta lustrini e neon, votata al coinvolgimento collettivo in sagre paesane di dubbio valore che orgogliosamente rivendica “la potenza del corpo collettivo, della luce come gesto pubblico e della celebrazione come pratica capace di costruire, ancora, comunità”. In siffatta condizione precaria di nichilismo il condizionamento risulta una pratica altamente utile e assai consueta che si esercita da parte di chi nel baratto   ritrova benefici richiesti e concessi. Un dare e avere richiesto dal basso o viceversa dall’alto   decisamente radicato nell’animo umano. Una relazione decisamente tossica e deviata votata al Dio denaro che lega amici, gruppi di vario genere, associazioni, mercanti, curatori e soprattutto gallerie star system che al bisogno intercedono nel compromesso arrogante del sistema corrotto dell’arte globale a costringere al silenzio chi non ha voce e non si allinea alle regole deviate da loro stabilite. Tutto ciò ha consolidato nel tempo una paralisi di idee da parte di giovani e meno giovani promesse tenuti in scacco e mantenuti economicamente in ostaggio, costretti in cambio di un possibile momento di successo a essere protagonisti innocui e merce di scambio di eventi e appuntamenti diffusi come per esempio le solite e noiose fiere dell’arte. Un sistema dell’arte di clan chiusi e prepotenti che ha fatto fuori la critica d’arte a beneficio di sprovveduti curatori compiacenti che nel corso del tempo hanno raccolto poca qualità e innovazione creativa, e soprattutto, cadaveri da riesumare e illusioni diventate relitti e macerie.

Nel nuovo saggio del filosofo francese Latouche analizza la commercializzazione dello spazio urbano e dell’arte contemporanea smantellando il concetto di città-supermercato e l’arte usa-e-getta che entrambe affondano nella stessa identica matrice, l’omnimercificazione, che trasforma il mondo in un supermercato infinito dove spariscono i confini, la storia e persino il senso del limite. Una sorta di spazio anonimo, del non-luogo in cui l’essere umano alla ricerca della competizione e del profitto si ritrova con una creatività addomesticata alle logiche del mero mercato. Strumentalizzare l’arte – avverte l’autore - equivale a distruggerla. Insomma, una “colonizzazione dell’immaginario” condizionato dall’economia alla ricerca sfrenata del profitto, del culto della tecnoscienza e del facile consenso, che ovviamente influenza negativamente l’attuale modo di fare arte, proponendo di fatto poveri simulacri sterilizzati senza futuro e senza storia. Se tutto può diventare arte e merce di scambio, anche la creatività più viva può essere reclusa e abbandonata in un vecchio solaio dei ricordi. Festival, fiere d’arte, Biennali rassegne collettive e personali organizzate nelle fondazioni e nei musei si rincorrono ormai con un ritmo frenetico, sostenuti da banche, sponsor, finanziatori occulti, riviste d’arte, premi e aste da record. Un intenso e quando mai travagliato procedere di assegnazioni di residenze per giovani artisti under 30, concorsi pilotati, conferenze e stage all’estero hanno avuto il solo scopo di ovattare e far credere che tutto ciò potesse ricreare un’azione libera a favore della cultura, in realtà si lavorava sottobanco per i propri personali interessi commerciali. Inoltre, con la richiesta ossessiva e velleitaria di nuove leve di giovani autori hanno persino tentato di convincerci che potessero risvegliarci dal torpore e dall’inerzia, illudendoci che essere giovani fosse sinonimo di nuova e possibile creatività, ben sapendo che l’originalità non può essere per forza data da una semplice questione anagrafica e divenire volutamente una qualità creativa. In passato le migliori opere prodotte dagli artisti sono state create in età anche avanzata. Una “colonizzazione generalizzata della creatività che da lungo tempo ci attanaglia, condizionata dall’economia    che si riflette negativamente nei modi di fare arte oggi. L’arte a parere nostro non può essere asservita agli imperativi del mercato. Nella riflessione critica che prima o poi occorrerà seriamente fare è convincersi che vi è bisogno di produrre un’arte per certi versi “resistente” visionaria, che possa nella marginalità metterci in contatto con l’alterità e con l’inesauribile, in un rapporto profondo “che ci lega all’abisso” al di là delle logiche di consumo e di spettacolarizzazione e non egoisticamente condividere la sterilizzazione totale della coscienza e di conseguenza della creatività.

L’arte senza una riflessione critica e una libertà di pensiero “divergente” è destinata a soccombere, inoltre, bisognerà urgentemente puntare sulla formazione degli artisti piuttosto che sulla spettacolarità delle proposte spesso accademiche e rivisitate che pescano nel torbido alla ricerca di qualche possibile certezza quasi sempre negata. Ormai più nessuno fa ricerca sul campo, preferendo aggiornarsi osservando le consuete riviste di arte dai contenuti uniformati, spesso anche complici dello stesso sistema corrotto in un dare e avere ricambiato. Di certo bisognerà intercettare Il silenzio e nel silenzio più assorto anche l’abisso e anche la rigenerazione in cui affiori la qualità vera della visione. È sorprendente come l’arte oggi si mostri ignuda nella sua precaria e indifesa veste effimera e didascalica, sempre più ripetitiva e dipendente dal bailamme della parola e dalle scelte confuse imposte dal sistema.

Per sopravvivere in senso creativo a questa catastrofe collettiva l’artista dovrà per forza riappropriarsi di un proprio tempo soggettivo e visionario per poter aprire varchi e luoghi immaginari, adottare una “resistenza sensibile” per poter ancora sognare e svelare nuovi mondi piuttosto che condividere il balbettio di trappole, tralicci e messinscene spettacolari per divertire il pubblico, che purtroppo, non aggiungono niente di nuovo di ciò che siamo e sappiamo. Anche per tale motivo, noi della Collezione Bongiani Art Museum abbiamo preferito in occasione di questa 61. Biennale di Venezia 2026 prospettare una rassegna in cui proporre una sorta di controproposta “Fuori dalla Biennale” degli esclusi e degli artisti marginalizzati e dimenticati dal sistema ufficiale dell’arte, in un percorso espositivo che comprende 42 anni di ricerche e di esperienze creative presenti nella raccolta in divenire della Collezione Bongiani Art Museum di Salerno. Ecco una sorta di convinta rilettura del presente del tutto virtuale ed anche ecologica, con un’area immaginaria di 3 sale presso il Pavilion Lautania Valley in cui sono stati scelti 72 artisti di varie nazioni in un lucido e suggestivo percorso per una condivisione globale via web a 360° in tutto il mondo a ridottissimo impatto di contenuto di emissioni di CO2.