domenica 4 agosto 2019

RETROSPETTIVA DI VINCENZO NUCCI A SCIACCA




RETROSPETTIVA DI  VINCENZO  NUCCI A SCIACCA





VINCENZO   NUCCI
"dipingere è un’esigenza dell’anima"



Alla “Casa Museo Scaglione” di Sciacca, dal 4 agosto al 30 settembre (con il patrocinio di: Regione Siciliana, Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Agrigento e Comune di Sciacca) si svolge la mostra “Nucci. Una retrospettiva, opere 1985-2015”. Essa segna, con decisione, la presenza di questo artista saccense, nato nel 1941 e scomparso nel 2015, come cantore di una atmosfera mediterranea perfusa di mito e di storia.

Curatori della mostra Tanino Bonifacio e Aldo Gerbino i quali mettono in evidenza i momenti creativi di tale fruttuoso percorso. Bonifacio sottolinea come “La luce dipinta da Nucci rischiari la bellezza che sosta nascosta fra le cose della nostra esistenza, tutte le sue opere sono il regno governato dalle sostanze della luce concepita anche come simbolo, luce come atto del divenire, il venire fuori dal buio, il venire alla luce della vita. Aldo Gerbino coglie, in Nucci, il valore di pigmenti rintracciabili “nell’obiettivo di tale cauta Retrospettiva, per poi spostarsi e ricollocarsi gradualmente, nel prosieguo dell’indagine, in quel fading inserito a piene mani dall’artista in ciò che è stata la sua più recente scrittura. Mutamenti, tra Nouvelle Figuration e il commosso guardare all’intensità dell’amico Piero Guccione”. Agli scritti dei curatori si affianca, in catalogo, il testo di Rita Ferlisi che riferisce della “bellezza dell’arte di Vincenzo Nucci”, “un dialogare con la pittura creando un universo diaristico capace di raccontare la vita attraverso l’anima delle cose”.

Il corredo critico è testimoniato, in sintesi, da interventi di Philippe Daverio, Valentina Di Miceli, Aldo Gerbino, Marco Goldin e Vittorio Sgarbi.
Aprono il catalogo gli interventi istituzionali di Michele Benfari, Soprintendente per i Beni Culturali e Ambientali di Agrigento, e di Francesca Valenti, Sindaco di Sciacca.




Giardino mediterraneo olio su tela cm 100 x cm 95 anno 2015




Ricordi di luce olio su tela cm 79 x cm 55 anno 2009




Paesaggio olio su tela cm 55 x cm 80 anno 2009









Dopo la mostra del 2015 al Teatro Samonà, a Sciacca,  ritornano  i grandi lavori di Enzo Nucci in una retrospettiva che comprende il periodo che va dal 1985 al 2015,  una grande stagione intima e poetica del paesaggio siciliano con le case patronali e l'aria della grande pittura in cui l'uomo quasi mai rappresentato come del resto anche il mare che vedeva ogni giorno dalla sua finestra dello studio, eppure presente nel silenzio assolato e solitario delle sue intime visioni. Mi diceva di amare il grande pittore francese impressionista Pierre Bonnard. Credo che bisogna partire proprio da qui per capire la grande lezione poetica di Enzo Nucci.  Nato a Sciacca nel 1941 e scomparso il 25 aprile di questo 2015, Nucci si è distinto nel panorama della pittura italiana contemporanea per una attenzione cromatica e stilistica peculiare, che ha portato i suoi paesaggi ad essere apprezzati, ricercati, esposti e collezionati fra gli intenditori di tutta Europa.    Sandro  Bongiani




sabato 27 luglio 2019

REGGIA DI CASERTA - "Da Artemisia a Hackert. Storia di un antiquario collezionista alla Reggia"





“DA ARTEMISIA A HACKERT. STORIA DI UN ANTIQUARIO COLLEZIONISTA ALLA REGGIA” -  verrà PRESENTATA ufficialmente il 16 SETTEMBRE


Vincenzo Mazzarella con l'arrivo del porto di Salerno di J. P. Hackert, 





“Da Artemisia ad Hackert storia di un antiquario collezionista, visibile a settembre alla Reggia di Caserta”. L’evento presentato già a febbraio in una conferenza nel Teatro di Corte della Reggia di Caserta la mostra d’arte <> con la presenza del critico d’arte Vittorio Sgarbi . La mostra partirà ufficialmente il 16 settembre 2019 e terminerà il 13 gennaio del 2020, l’esposizione si terrà nelle Sale degli Alabardieri, Sale delle Guardie del Corpo e nelle Retrostanze settecentesche degli appartamenti storici, dove saranno esposte le opere appartenenti al noto gallerista e antiquario Cesare Lampronti che per l’occasione è anche il curatore  assieme a Vittorio Sgarbi della mostra. 

La mostra è nata  dall’idea di avvicinare il mondo del collezionismo privato e delle Gallerie d’arte a quello dei Musei, intensi come luoghi deputati alla fruizione e alla valorizzazione culturale per “pubblici” sempre più eterogenei. Un legame artistico esistente tra le opere già all’interno della collezione reale esposte nella Reggia di Caserta e dipinti esposti nella Lampronti Gallery, con  la pittura del 600′ e ‘700 nella sua espressiva globalità. Tra gli autori che saranno in mostra Artemisia Gentileschi, Bernardo Cavallino, Salvator Rosa, Luca Giordano, Rubens, Guercino, Canaletto, BaciccioPietro da Cortona Pompeo Batoni BellottoGaspar van WittelJakob Philipp HackertAntonio JoliNicolas PoussinClaude LorrainFrancesco SolimenaBartolomeo Bimbi e Paolo Porpora.



"il porto di Salerno " di J. P. Hackert, 


Porto di Salerno di oggi visto da Raito - © Sandro  Bongiani Arte Contemporanea



In particolare, in occasione della mostra sarà esposto per la prima volta a Caserta il Porto di Salerno di Jakob Philipp Hackert, un dipinto di grande qualità e bellezza che è il “pezzo” mancante della serie dei Porti realizzata da Hackert per il re Ferdinando IV di Borbone. Per l’occasione e anche per curiosità abbiamo provato a accostare il dipinto di Hackert con qualche immagine  fotografica di oggi del porto di Salerno ripreso dalla zona di Raito.  La mostra di grande respiro, diventa occasione importante per mostrare ai visitatori l’intera serie dei Porti del Regno, recentemente restaurata. Il progetto prevede l’esposizione di ulteriori quadri di vedute di Napoli e della Campania, realizzati da pittori presenti nella collezione della Reggia. Le opere che verranno presentate sono riconducibili a cinque particolari  aree tematiche differenti: pitture caravaggesche; pittura del ‘600; vedute; paesaggi e nature morte. Un’ulteriore sala, poi, sarà dedicata al progetto Immagini in cerca di autore, una vera e propria sezione di quadri di autori ignoti, la cui attribuzione sarà oggetto di studio e dibattito da parte di studiosi e ricercatori.  Appuntamento al 16 settembre 2019 presso la Reggia di Caserta per la presentazione ufficiale dell'importante evento e per la visione delle opere.   Sandro Bongiani


lunedì 22 luglio 2019

Sabrina Casadei, Montefantasma - Galleria Nicola Pedana Caserta.








Finissage:

Fino  al  20. 07. 2019
Sabrina Casadei – Montefantasma
Galleria Nicola Pedana, Caserta



Montefantasma, presente alla Galleria Nicola Pedana a Caserta è un ciclo di lavoro inedito  di Sabrina Casadei  con dipinti e installazioni di medio e grande formato avviato durante la recente residenza nel centro artistico NES di Skagaströnd in Islanda. L’artista romana  attratta da sempre dal paesaggio ci restituisce una visione  fantastica e nel contempo inquietante  nella quale la dimensione spaziale si condensa in un insolito universo di presenze come sedimentazioni,  concrezioni organiche, frane improvvise, smottamenti del terreno  e anche esplosioni  telluriche e cosmiche. Paesaggi che mutano continuamente nella realtà e nello sguardo  attento dell’artista.  Una  realtà essenzialmente provvisoria, visionaria, declinata attraverso dissonanze cromatiche atte a modificarsi  e rinnovarsi   nel tempo sotto l’impulso plurimo e regressivo dell’uomo in  apparenze e suggestioni sempre più inconsuete. Dopo tutto, nulla può essere più come prima. Si direbbe un mondo lacerato, trascorrente, in continuo movimento, definito  nella sua precaria essenzialità con una pittura ricercata e preziosa caratterizzata dal contrasto di note fredde e temi caldi di colore  come fossero flussi d'aria  e respiri in equilibrio precario, e altresì, da una materia greve e acida sovversiva di un ordine prestabilito dato di consueto come realtà  immutabile. La  pittura che ci propone   è il resoconto esatto della descrizione psichica del paesaggio, di una realtà immaginata più che vista capace di  coinvolgere lo spettatore a relazionarsi direttamente nello spazio dell’immaginario alla ricerca di una personale esperienza emotiva e partecipativa. Montefantasma è dunque il racconto mentale di terre appena emerse e già mutate, di paesaggi mentali, di flussi e innesti nati dalla relazione profonda e oscura  fra il corpo dell’uomo  e il territorio, tra la percezione della natura e  la soggettiva  ricerca dell’infinito e di una verità possibile.

Nighttime, mixed media on canvas, 148x112 cm, 2019

Stalattiti, mixed media on canvas, 40x60 cm, 2019

Una riflessione profonda a tutto campo su concetti come verità e illusione che vengono rivelati dall'artista sotto forma di “paesaggi immaginati”,  dei “non luoghi” ricreati dalla memoria dell’artista a rimanere solo frammenti  trascorrenti di presenze emerse nel disagio e nella tragedia collettiva della condizione umana. I non luoghi  non sono altro che spazi di anonimato  privi di identità, senza più memoria, in cui si collezionano  singolari solitudini. La stessa Casadei annota: «Ho bisogno di possedere i luoghi, che siano reali o immaginati, che poi diventano qualcos'altro nella mia mente. Devo costruire una relazione con loro, interagire e instaurare una certa confidenza». Questa volta nella sua pittura  è l'uomo a lasciare traccia provvisoria di se nel paesaggio, una traccia sottile e inquieta che diventa movimento, appartenenza al luogo e  alla natura stessa, e  soprattutto,  viaggio alla ricerca di un’identità, di un tempo frammentato dominato dall'incertezza e dall'indifferenza totale.  Casadei, ha questa insolita capacità di raccontarci la  verità interiore in cui è racchiuso il mistero dell’esistenza e la fantasia dell’anima. Una sorta d’inquietudine sottile e di  disorientamento  di un infinito mutante, a volte cupo e a volte fantastico, accoglie il visitatore trasportandolo nelle paludi incolte e nei luoghi misteriosi dei pensieri dove nascono i sogni, con l’intendo di farci partecipi delle intenzioni vere  e destabilizzanti  della natura e del suo potere occulto e assoluto su di noi e su qualsiasi altra cosa.

Sandro  Bongiani
mostra visitata il 2 giugno  2019


27 maggio - 20 luglio 2019
Sabrina Casadei – Montefantasma 
Galleria Nicola Pedana 
Piazza Giacomo Matteotti, 60  (81100) – Caserta
Interno Palazzo Palladini - piano Terra
gallerianicolapedana@gmail.com







Sabrina Casadei nasce a Roma nel 1985 dove vive e lavora. Nel 2009 si laurea nella cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Roma. Successivamente si trasferisce a Berlino; ora si muove spesso fuori dall’Italia tramite programmi di residenze artistiche. Espone in mostre e fiere nazionali e internazionali, tra cui: 2019 Art Paris Art Fair, Grand Palais, Parigi, Francia; 2018 Selvatico (tredici) Fantasia – Fantasma, Palazzo Sforza, Cotignola (RA); No old thing under the sun (Solo), Eduardo Secci Contemporary, Firenze; MAPS, Societa’ Geografica Italiana, Villa Celimontana, Roma; UNTITLED Art Fair, San Francisco, Usa; 2017 Terre Emerse (Solo), Francesca Antonini Arte Contemporanea, Roma; Invisibili Connessioni – Punctum, Archivio Storico e Museo Italgas, Torino; Malerbe, Istituto di Cultura Austriaco, Roma; Landina, CARS, Omegna (VB); 2016 A Thousand Miles away-Residenze #2 (Solo), AlbumArte, Roma; Bølge (Solo), NKD, Dale Sunnfjord, Norvegia. Residenze: 2019 NES Artist Residency, Skagastrond, Islanda; 2017 Rotes Haus, Artist in residence Kunstsommer Moritzburg, Germania; 2016 NKD, Nordic Artists’ Centre Dale, Dale, Norvegia; 2014 Le CouveNt Artist in Residence, Le CouveNt, Auzits, Francia.





domenica 21 luglio 2019

DONATO DI POCE / Poetry Box, Taccuini d’Artista in scatola d'autore






Donato Di Poce protagonista del Finissage della 5a  BIENNALE DEL LIBRO D'ARTISTA, NAPOLI, 2019. Ha presentato le POETRY BOX del suo Archivio Internazionale Taccuini d'Artista e Poetry Box e letto sue poesie dedicate all'argomento.






Poetry Box: Taccuini d’Artista in scatola

"La poesia è una cometa di silenzi
Che c'indica la via della bellezza
Mentre noi calpestiamo zolle d'inchiostro”.
Donato Di Poce



opere in mostra a Napoli alla 5 Biennale del libro d'artista 2019


Queste Poetry Box pur essendo il cuore pulsante e appendice del Progetto ©Archivio Internazionale ”TACCUINI D’ARTISTA” di Donato Di Poce, (www.taccuinidartista.it) , ha una sua specificità e originalità, e un duplice scopo: didattico e focus poetico su un media che ha caratterizzato le avanguardie del ‘900 e ancora denso di contaminAzioni e sviluppi. La scatola, come contenitore ma anche come matrice di senso e di messaggi, custode di sogni e segreti, culla di semi visionari e poetici, in cui immagina, segno, parola e visione si contaminano felicemente e diventano scrigni magici di poetiche di importanti artisti Internazionali e di Alunni della scuola sapientemente guidati e seguiti da Mauro Rea.

Queste poetry box, spesso sotto forma di libro d’artista, altre volte di contenitore informale delle più ardite sperimentazioni di linguaggi artistici(disegno, poesia visiva, collage, fotografia, poesia), a volte di pure provocazioni visive, raccolgono i disegni preparatori degli artisti, i diari, i dessins e i collages, le sinopie, gli “skethbook”, i progetti, i “carnets” gli scarabocchi, la “mail-art” e i “libri monotipi”, in una parola “I percorsi nascosti della creatività”, che ci permettono di entrare nelle “stanze segrete” e negli “atelier” degli artisti, di sbirciare dal loro buco della serratura, per vedere, toccare, leggere, “i taccuini segreti degli artisti”.

Queste poetry box, vanno di pari passo con l’originalità dei”Taccuini d’Artista” e della Street Art di cui condividono la pura passione della ricerca e della comunicazione più intima e vera. Un grido esistenziale tra ricerca artistica e condivisione dell’intimità cosmica, una ricerca di etica e solidarietà che traccia in modo indelebile il cammino dell’umanità.

Giova forse sottolineare che questo genere”scatola d’artista” è diverso sia dalla poesia visiva che dal libro d’artista tout-cour, che ai diari, trova il suo ideale precursore nella scatola verde di Duchamp e nelle valigie di Filliou, non tanto per la forma estetica ma piuttosto per l’atteggiamento poetico di documentare quotidianamente il processo di lavoro creativo, i percorsi nascosti della creatività, attraverso foto, disegni, appunti, oggetti, schizzi preparatori etc…

Queste scatole d’artista, diventano un nuovo alfabeto delle idee e testimonianza di un'irriverenza scritta con il respiro per tornare ad essere una matrice di visioni, pur mantenendo integra la loro forza di preghiera laica, la loro grazia aurorale e l’incanto metafisico di una reliquie estetiche. E sono nel contempo quasi indefinibili essendo tante cose insieme:

1)      Una grammatica di icone, segni e scritture
2)      La genesi inconscia di un fondamentale e nuovo medium comunicativo
3)      Un’azione creativa e un libro di sogni
4)      Un esercizio di libertà, creatività e d’ intimità con il mondo

Alcuni artisti hanno valorizzato la parte esterna della scatola, altri quella interna, i contenuti segreti, altri ancora hanno creato interessanti effetti finestra o valigia, (Stefania Sbarbati - Roberto Apostolo) o un’interazione tra varie forme espressive, un’osmosi tra interno/esterno spesso in dialogo con la POESIA (Anna Boschi – Fausta Dossi- Max Marra, Giovanni Ronzoni, Gaetano Orazio-Mauro Rea-Achille Pace – Fumiyo Tamegaya).

Tutto ciò spiega, l’interesse sempre crescente per i “taccuini” di Leonardo, furbescamente chiamati “codici ” dall’industria mondiale del best-seller , per i magici “schizzi su lettera” di Van Gogh,  per gli “Cahier” di Picasso, per la “valigia verde” di Duchamp, i taccuini di Artaud, i progetti degli “impacchettamenti” di Christo e Janne Claude.

In una poesia dedicata a Picasso, c’è un  verso dell’amico Man Ray del 1937, che dice:
Hai persino inventato il soggetto…” e in una dichiarazione di Picasso, fatta due anni prima di dipingere Guernica, afferma: “Sarebbe molto interessante fissare fotograficamente non gli stadi, bensì le metamorfosi di un dipinto. Si potrebbe allora, forse, scoprire il sentiero percorso dal cervello nell’atto di materializzare un sogno…”.

E Picasso che cercò di diventare e dipingere come un bambino per tutta la vita, avrebbe gioito nel vedere la libertà espressiva e la forza estetica delle”scatole d’Artista” realizzate dai ragazzi della scuola di Capistrello.

Dopo aver visto questa mostra ed essere entrati in queste scatole d’artista, siamo tutte anime inquiete che cercano la loro scatola di poesia, siamo vite spezzate che vogliono conservare il respiro dell’incanto, siamo tutti delle poetry box inesplorate, inascoltate, invisibili, delle scatole vuote da abitare in cui germogliano le comete del desiderio.


opera di Carmela Corsitto


 Donato Di Poce  Milano, Giugno, 2019            

©Archivio Internazionale ”TACCUINI D’ARTISTA” di Donato Di Poce



DONATO DI POCE

” Il Poeta vede l'invisibile/Il Fotografo fornisce le prove”.






Donato Di Poce, ama definirsi un ex poeta che gioca a scacchi per spaventare i critici.  ( Nato a Sora - FR - nel 1958, residente dal 1982 a Milano ). Poeta, Critico d’Arte, Scrittore di Poesismi, Fotografo. Artista poliedrico, innovativo ed ironico, dotato di grande umanità, e CreAttività. Ha al suo attivo 23 libri pubblicati(tradotti anche in inglese, arabo, rumeno e spagnolo) , 20 ebook pubblicati su Amazon e 40 libri d’arte Pulcinoelefante.



Tra le  numerose pubblicazioni di Poesie ricordiamo:

LA POESIA DILATA I CONFINI Omaggio a Tomaso Kemeny, , I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno,  Sannicola(LC), 2018.

LAMPI DI VERITA’, I Quaderni del Bardo Edizioni, di Stefano Donno,  Sannicola(LC), 2017.
UT PICTURA POESIS, Dot.com Press, Milano, 2017.
VITA, Poemetto, Il Sottobosco, Bologna, 2017.
LABIRINTO D’AMORE, Lietocollelibri, Como, 2013.
LA ZATTERA DELLE PAROLE” Campanotto Editore, Udine, 2005 e nel 2006 è stato ristampato e tradotto con testo inglese a fronte, con traduzioni di Daniela Caldaroni e Donaldo Speranza, sempre per la Campanotto Editore, Udine.
L’ORIGINE DU MONDE, Lietocollelibri , 2004. Poemetto Erotico.
VINCOLO TESTUALE, Lietocollelibri, Como, 1998 “opera prima” in versi che era in realtà un’accuratissima scelta antologica, con testi critici di Roberto Roversi, e Gianni D’Elia.

Ha pubblicato diversi libri di Aforismi  tra cui:

Opposti Pensieri, I Frutti dell’Albero Edizioni, Milano, 1999; Negativo/Positivo, Il mestiere delle Arti, Vimodrone(Mi) 1999; Aforismi Satanici, Lietocollelibri, Como,             2000; Taccuino Zen, I Frutti dell’Albero Edizioni, Milano, 2003; Nuvole d’Inchiostro, Lietocollelibri, Como, 2009; Poesismi, Onirica Edizioni, Milano, 2012; Scintille di CreAttività, CFR Edizioni, Sondrio, 2012; Lampi di leggerezza, Acquaviva Edizioni, Acquaviva delle Fonti, 2017, Poesismi Cosmoteandrici, I Quaderni del Bardo(Lecce), 2018.

Da molti anni si occupa di Critica d’Arte e cura mostre personali e collettive.
            Tra le ultime ricordiamo:

TACCUINI D’ARTISTA: I Percorsi nascosti della creatività, attraverso i taccuini segreti degli artisti. Mostra di 50 taccuini d’artista, Casa degli Stampatori, Soncino(CR), 2003.
La scultura lingua viva, Collettiva di 19 scultori contemporanei,  Milano, 2004.

Vedere l’invisibile, Collettiva a tema di 10 incisori, Milano, 2005.

Plex Art, Magic Box, di Nico de Sanctis, Crema, 2008.
Le matrici creative e le forme dell'incompiuto di Mauro Rea, Sora, Museo della Media             Valle del Liri(Sora- FR-) , 2010.

My Moticos/Ray for a peace network di Anna Boschi, Museo della Carale, Ivrea, 2011.
EroticaMENTE,  Margutta51 Art Gallery, Roma, 2011.

Cati Briganti - Particelle Dubitative;  Carpineto Romano. Agosto 2011.

TACCUINI D’ARTISTA: I Percorsi nascosti della CreAttività, Mostra collettiva di 116 artisti e 130 taccuini d’artista, AxA Palladino Company, Campobasso, 2013.

Icone Pop di Mauro Rea, Milano, 2015.

Ha pubblicato i seguenti  libri di Critica d’Arte:

Rompete le righe, Campanotto Editore, Udine, 2016.
La Stanza di Arles, CFR Edizioni, Sondrio, 2014
De Sculptura, CFR Edizioni, Sondrio, 2013;
Guardare non è vedere, CFR Edizioni, Sondrio, 2012;

L'Avanguardia dopo l'Avanguardia, anche. CFR Edizioni, Sondrio,2012;
Il Taccuino di Stendhal, Campanotto Editore, Udine, 2008.

Dal 1998 è teorico, promotore e collezionista di Taccuini d’Artista. Ha realizzato L’Archivio Internazionale di  TACCUINI D’ARTISTA e Poetry Box di Donato Di Poce, progetto espositivo itinerante.  ( Vedi sito internet: www.taccuinidartista.it).
Nel 2018 è stato il curatore della sezione di Poesia visiva e sonora
della V Biennale di Osnago ”La Voce del Corpo”.
Dal 2018 cura la collana di E-book  “I Quaderni d’Arte del Bardo”, per le piattaforme on line Kindle e Amazon insieme al suo editor Stefano Donno.


Siti Internet:
 www.donatodipoce.net;  www.taccuinidartista.it  ;  www.creactivitybranding.it 




Le altre opere.








domenica 7 luglio 2019

ERNESTO TERLIZZI, MATHERIAE / Arti Visive Gallery - Matera





matheriAE
2019

ernesto  terlizzi
a cura di Alberto Dambruoso


opening
venerdì 12 luglio 2019 - ore 19.30

12 luglio - 31 luglio 2019
Arti Visive Gallery - Via delle Beccherie, 41 - 75100 Matera




Matheriae, opera di Ernesto Terlizzi



La mostra, curata dallo storico dell’Arte Alberto Dambruoso e realizzata con il Matronato della Fondazione Donnaregina per le Arti Contemporanee, è un omaggio alla città di Matera, alla sua diversità e bellezza. Un omaggio che l'artista salernitano Ernesto Terlizzi ha  voluto rendere a questo luogo magico eletto oggi a Capitale Europea della Cultura, come da lui stesso dichiarato in catalogo: ”… mi è sembrato doveroso quest’anno, posare il mio sguardo d’artista sulla magia di questa città che, grazie alla sua struggente spettacolarità da cinquant'anni, continua a sobillare il mio immaginario”. Infatti in questo particolare ciclo di opere, come in una sorta di pausa rispetto alla sua ricerca, Terlizzi elabora delle polimateriche atmosfere di Matera utilizzando simultaneamente, un po’  tutti quei materiali che da sempre animano le sue opere: dalla carta al cartone, dal legno alla tela e poi la lamiera, il merletto con l’inserimento ultimo della piuma. E poi, come sempre la china. Anche qui, l’elemento strutturante resta il segno grafico: un tratto libero ed affilato con cui l’autore salda le varie percezioni tattili create, confermando tutta la sua superba finezza, nell'interpretare la vocazione dei materiali utilizzati, specie in rapporto al mistero ed al fascino, di questo mondo millenario.





Fiori di Pietra 2018
Tecnica mista (carta, china, pastello, piuma, lamiera) - 100x70


Da oltre un quarantennio di attività, la ricerca di Ernesto Terlizzi s’incentra sull’utilizzo dei materiali, i più disparati; dalla carta, alle garze, ai legni, pietre e  lamiere e oggi anche le piume, recuperate e   con una vita già vissuta.  Un materiale di scarto ritrovato,  ricco di valori espressivi e  tattili che viene assemblato, ricomposto e poi riutilizzato  a  nuova vita.  Una rappresentazione definita da un rigoroso procedere, con una visione poetica alla ricerca del contrappunto e del non compiutamente svelato. Tutto ciò viene definito dall'artista utilizzando materiali differenti con segni, incisioni strappi, tracce di memorie rapprese non completamente svelate. Insomma, percezioni tattili di umori trascorrenti che ci ricordano i sottili luoghi della nostra esistenza. Una visione  del tutto lirica della memoria svelata per lievità e frammenti di senso, riemerge provvisoriamente per “destrutturazione della realtà, tra continui affioramenti e  improvvisi sprofondamenti che invitano a livello più profondo alla lettura  e all'approfondimento. La materia recuperata tra materialità e essenzialità, diviene così  mappa e  memoria  del nostro precario esistere”.      Sandro  Bongiani





La Cova 2018, Tecnica mista (carta, china, piuma, lamiera) - 30x40


A tale proposito il curatore della mostra, lo storico dell’arte Alberto Dambruoso cosi scrive in catalogo: ... da sempre interessato al rapporto tra la natura e la storia Terlizzi ha colto il valore temporale della memoria racchiusa nelle varie materie utilizzate... pochi elementi ben distribuiti all’interno di ciascuna opera offrono allo spettatore una visione in bilico tra la realtà e il sogno. Il dialogo degli opposti è d’altro canto uno dei lati peculiari presenti in tutte le opere di Terlizzi e molti titoli lo riportano espressamente. Credo sia proprio questa tensione costante tra elementi opposti il segreto del bilanciamento che si avverte in tutte le sue opere che assumono così un aspetto sovradimensionale: pur partendo da un luogo concreto arrivano all’astrazione dello stesso, favorendo in questo modo, il manifestarsi del mistero inteso come stupore e meraviglia che tutti gli spettatori provano quando vedono per la prima volta Matera, città fatta di sassi ma con una atmosfera da fiaba.


Il catalogo della mostra che ad ottobre verrà ospitata a Salerno presso la Pinacoteca Provinciale e a dicembre a Cracovia presso l’Istituto Italiano di Cultura, contiene anche i testi introduttivi di Alfonso Andria  Presidente del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali di Ravello ed Ugo Rufino Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Cracovia.








ERNESTO TERLIZZI dopo gli studi presso il liceo artistico e l’Accademia di Belle Arti di Napoli è presente, dalla fine degli anni 60, nel panorama artistico nazionale ed internazionale con personali, mostre di gruppo e premi. Tra le numerose mostre personali si citano quelle di: Firenze 1979 Galleria inquadrature; Napoli 1980 Galleria S. Carlo; Bergamo 1981 Galleria Fumagalli; Venezia/Mestre 1985 Galleria Plus Art; Spoleto 1986 Studio Emanuela Duranti; Napoli 1989 Istituto Francese Le Grenoble; 1990 Macerata Museo Comunale; 2010 Roma Galleria Consorti e 2013 Studio S; Gazoldo Degli Ippoliti (Mn) 2012 Museo d’Arte contemporanea; Ferrara 2013 Galleria del Carbone; Milano 2014 Spazio Tadini. È stato presente per varie edizioni nei più prestigiosi Premi italiani e nel 2011 è stato invitato ad esporre nella mostra “Lo Stato dell’Arte Campania” all'interno della 54 Mostra internazionale d’arte contemporanea di Venezia. Molti sono i critici e gli intellettuali che hanno scritto delle sue opere inserite in numerose e diverse collezioni pubbliche e private.

 La mostra è visitabile tutti i giorni dalle ore 18.00 alle 21.00 - Per info e appuntamenti: 340 3049740 - 0835 385 641

mostra segnalata dall'Archivio Ophen Virtual Art di Salerno