
SANDRO
BONGIANI ARTE CONTEMPORANEA
Memorial
Ruggero Maggi 1950-2025
M.A.D
- Mail Art Day
“Come un
battito d’ali”
a cura di Sandro Bongiani
PREVIEW: 9 e 10 ottobre 2026
EVENTO: da venerdì 16 ottobre 2026 a domenica 10 gennaio
2027
La
Galleria Sandro Bongiani Arte Contemporanea è lieta di inaugurare venerdì 16 ottobre 2026 alle ore 18,00, presso la Galleria Sandro
Bongiani Vrspace la mostra/Progetto del Memorial Ruggero Maggi 2026. Un evento con
70 artisti e 138 opere presentato in anteprima con AMACI/ 22 giornata del
Contemporaneo e ora con l’evento ufficiale del M.A.D. Mail Art Day dal 16
ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Ruggero Maggi, torinese di
nascita, milanese di adozione, figlio del mondo, ha vissuto intensamente il suo
ruolo d‘artista e di uomo libero; un outsider non allineato, al punto che
ancora oggi risulta difficile da catalogare. Inizia la sua attività di artista
agli inizi degli anni 70 con lavori giovanili, caratterizzati da un certo
surrealismo e con l’inserimento, sempre più insistente, di elementi di realtà
che la visione, volutamente, non riesce ad assorbire. Con il passare degli
anni, questa immissione di elementi “devianti” all’interno dell’opera diventa
sempre più evidente, in un rapporto di intensa “osmosi”, con gli elementi del
passato il legno, la pietra, il fossile), che convivono energeticamente con
elementi tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), quasi una sorta di “sincronismo
concettuale” ed emozionale. Il suo linguaggio “combina – dice Pierre Restany –
elementi di alta tecnologia con i materiali primari ed elementari, il
primitivismo con la sofisticazione”. Scrittore, ricercatore poetico-visivo,
animatore del la Mail Art e teorico “dell’arte caotica”, Ruggero Maggi vanta
opere esposte in permanenza al Museo di Storia Cinese di Pechino, al Museo
d’Arte Moderna di Città del Messico e al Museo dell’Olografia di Parigi, e in
diversi altri importanti musei e collezioni del mondo. Nonostante i diversi
progetti realizzati, dobbiamo ricordare con orgoglio la progettazione e la
relativa mostra per i 70 anni di Ruggero Maggi dal titolo “Fragilità e
distacco” realizzata nel 2020 in cui l’artista ci suggerì l’utilizzo di una card
con stampata una farfalla, già un presagio, prima dell’improvvisa scomparsa
dell’artista avvenuta 5 anni dopo a Bologna il 29 ottobre del 2025. Da qui
l’urgenza di avviare da subito un nuovo progetto internazionale come “Memorial
per il primo anniversario a lui dedicato, questa volta con un particolare e
significativo titolo “Come un battito d’ali” inviando agli artisti due card di
lavoro con una particolare farfalla non più marrone ma di colore blu. Una
farfalla come la Xerces (Glaucopsyche xerces) già estinta quasi un secolo fa a
simboleggiare la trascorrenza e ciò che passa e finisce, per riflettere
attivamente sul senso della fragilità, la perdita e il distacco che sono le
condizioni naturali e ultime del nostro precario esistere.
Già nella lontana retrospettiva del 2009 alla Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dal titolo “L’arte di confine di un artista outsider” - Sandro Bongiani scriveva - “… sicuramente nello spazio-tempo della vita di un uomo la natura è la misura della sua coscienza e della sua sensibilità. Ruggero è cosciente della triste situazione dell’uomo senza futuro; evidenzia lo sforzo di convivere con la tecnologia e tenta di instaurare un possibile dialogo con essa, quasi una rivitalizzazione dei materiali naturali o artificiali, raccolti e riproposti in una dimensione “altra. Infatti, l’artista si interroga sulla natura che non può più rappresentare, tutt’al più la ricrea per frammenti di materia naturale e artificiale”. Una poetica e una visione creativa affidata ad una dialettica elementare e primaria che va a confrontare con la tecnologia e la sofisticazione; accostando il neon ai materiali primari li de-materializza e li concettualizza immettendoli nel circuito della memoria, così facendo, la scatola, l’installazione, diventa il luogo che archivia e conserva i dati raccolti come quasi una raccolta della sopravvivenza. Questa immissione di elementi naturali e artificiali, in un rapporto continuo di intensa “interferenza” in cui gli elementi naturali (il legno, la pietra, il fossile) convivono con elementi tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), creano uno strano sincronismo emozionale che diventa “cortocircuito” ad alta frequenza. Quello che in definitiva crea Ruggero Maggi è un universo privato di frammenti di realtà, raccolti, conservati e rivitalizzati da un neon di luce industriale o da un laser tecnologico che viene messo in vista, desideroso di essere conosciuto e che l’artista “generosamente” esibisce.
Breve Biografia
Dal 1973 Ruggero Maggi si è occupato di
poesia visiva e libri d’artista (Archivio Non solo libri), dal 1975 di copy art
e arte postale (Archivio Amazon dedicato alla eco-arte); dal 1976 di laser art,
dal 1979 di olografia, dal 1985 di arte incentrata sulla teoria del caos e dei
frattali. Ha partecipato ad alcune edizioni della Biennale di Venezia e alla
16. Biennale d’arte contemporanea di San Paolo. Nel 2006 ha realizzato Underwood, intervento
site-specific per la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate. Nel 2007 ha
presentato il progetto dedicato a Pierre Restany “Camera 312 -
promemoria per Pierre” alla 52. Biennale di Venezia. Dal 2011 al 2019
ha ideato e curato a Venezia “Padiglione Tibet – il padiglione per un
paese che non c’è”, progetto parallelo alla Biennale e nel 2021 Padiglione
Birmania, progetto di Mail Art e infine le mostre M.A.D. del 2023, 2024 e del
2025, qualche mese prima della sua scomparsa.
ARCHIVIO AMAZON
le principali
tematiche affrontate e sviluppate negli anni da Maggi e raccolte nel suo
archivio Amazon: quelle sul tema più specifico dell’Amazzonia (con
i progetti Museo in casa 1979; Amazon Archive 1980
al SixtoNotes di Milano; Amazonic Trip 1980 1° mostra di Mail
Art in Perù, Amazonic Highways 1981 16. Biennale di San Paolo
(BR). Il Progetto Ombra fu presentato nel 1988 anche a Senigallia
con l’attiva collaborazione di Stefano Schiavoni, Carlo Emanuele Bugatti
(al tempo Direttore del Museo Comunale dell’Informazione) e l’artista
Chiara Diamantini. Alcune altre iniziative: Solidarte – Uniti per la
Pace e La Saga di Gina. Importante fu il Milan
Art Center fondato e diretto da Maggi esattamente 53 anni fa che
svolse un’intensa attività multimediale con particolare riferimento alla
ricerca contemporanea sperimentale, alla Mail art, alla Poesia visiva e al
libro d’artista. I Congressi Decentralizzati di Mail Art tra
il 1986 e 1992. Progetti GenerAction e TERRA|materiaprima a
cura di Maggi e con la presentazione di Emma Zanella realizzati a Gallarate
presso il MA*GA e l’Università del Melo con il supporto di Marco Predazzi,
Benedetto Predazzi e Gabriele Illarietti e ancora i progetti realizzati al
Museo Diotti di Casalmaggiore: Card, L’Amazzonia deve vivere e Mail
Art a Stelle e Strisce con il supporto di Roberta Ronda e Valter
Rosa rispettivamente Direttore e Conservatore del Museo. Avremo anche un
ricordo attraverso foto e testi di personaggi che Maggi definisce “infiniti”, come GAC,
Pierre Restany, Ray Johnson e Shozo Shimamoto e La
lunga linea infinita di Piero Manzoni installazione collettiva di
Mail Art organizzata da Maggi e Paolo Barrile nel 1992 e Il progetto Caos/Caotica
Arte Ordinata Scienza. La parte documentativa sarà costituita da pubblicazioni di
Mail Art come Meta+Verse realizzata da Maggi e Hans
Braumüller, Uniti nella Mail Art scritta da Braumüller,
Maggi, Clemente Padin, Chuck Welch. Infine le ultime progettualità 1962|2022
60 anni di Arte Postale progetto presentato nel 2022 con il
supporto di Poste Italiane a Saronno con la presentazione della docente
dell’Accademia di Belle Arti di Brera Lorella Giudici, i Padiglioni
di Mail Art dedicati al Tibet, alla Birmania e
all’Ucraina, quest’ultimo organizzato con la collaborazione del
SACS diretto da Cristina Sosio; la mostra Mail Art quintessenza
della comunicazione creativa al Museo dei Tasso e della storia
postale di Camerata Cornello (BG) diretto da Fabio Bonacina e la fattiva
collaborazione con Sandro Bongiani ideatore dello
Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno, e infine le mostre M.A.D. Mail Art
Day del 2023, 2024 e del 2025. Nel 1985
a Milano, Ruggero Maggi ha conosciuto e instaurato una profonda amicizia con il critico e
gallerista Sandro Bongiani, con lui ha collaborato nel corso di vari decenni
attivamente a numerosi progetti internazionali di Mail Art e di arte
contemporanea.
Memorial Ruggero Maggi 2026
“Come un battito d’ali”
Preview - AMACI / VENTIDUESIMA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO 2026
Evento
ufficiale del M.A.D. Mail Art Day
dal
16 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Evento: dal 16 ottobre 2026 al 10 Gennaio 2027
Presentazione di Sandro Bongiani del 7 ottobre 2026
Conosco Ruggero Maggi da
lungo tempo; la mia è stata una assidua frequentazione condivisa durata oltre
40 anni, una collaborazione assidua con progetti, riflessioni e
concretizzazioni di lavoro. Ruggero Maggi, torinese di nascita, milanese di
adozione, figlio del mondo, ha vissuto intensamente il suo ruolo d‘artista e di
uomo libero, un outsider non allineato, al punto che ancora oggi risulta
difficile da catalogare. Inizia la sua attività di artista agli inizi degli
anni 70 con lavori giovanili, caratterizzati da un certo surrealismo e con
l’inserimento, sempre più insistente, di elementi di realtà che la visione,
volutamente, non riesce ad assorbire. Con il passare degli anni, questa
immissione di elementi “devianti” all’interno dell’opera diventa sempre più
evidente, in un rapporto di intensa “osmosi”, con gli elementi del passato il
legno, la pietra, il fossile, che convivono energeticamente con elementi
tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), quasi una sorta di “sincronismo
concettuale” ed emozionale. Il suo linguaggio “combina - dice Pierre Restany -
elementi di alta tecnologia con i materiali primari ed elementari, il
primitivismo con la sofisticazione”. Scrittore, ricercatore poetico-visivo,
animatore del la Mail Art e teorico “dell’arte caotica”, Ruggero Maggi vanta
opere esposte in permanenza al Museo di Storia Cinese di Pechino, al Museo
d’Arte Moderna di Città del Messico e al Museo dell’Olografia di Parigi, e in
diversi altri importanti musei e collezioni del mondo. Nonostante i diversi
progetti realizzati precedentemente, devo ricordare con orgoglio la
progettazione e la relativa mostra per i suoi 70 anni dal titolo “Fragilità e
distacco” realizzata nel 2020, in cui l’artista ci suggerì l’utilizzo di una
card con stampata una farfalla, forse già un presagio, prima dell’improvvisa
scomparsa dell’artista avvenuta 5 anni dopo a Bologna il 29 ottobre del 2025.
Da qui l’urgenza di avviare da subito un nuovo progetto internazionale del “Memorial”
per il primo anniversario a lui dedicato, questa volta con un particolare e
significativo titolo “Come un battito d’ali” consegnando agli artisti due card
di lavoro con una particolare farfalla non più marrone ma di colore blu. Una
farfalla come la Xerces (Glaucopsyche xerces) già estinta quasi un secolo fa a simboleggiare la trascorrenza e ciò che
passa e finisce, per riflettere attivamente anche sul senso della fragilità, la
perdita e il distacco che sono le condizioni naturali e ultime del nostro
precario esistere.
Perché una farfalla blu come la Xerces, semplicemente perché questa particolare farfalla, più delle altre, racchiude
in sé il concetto di fragilità e distacco, estinta per mano umana e
dichiarata tale nel 1943. L’ultimo esemplare è stato visto e catturato a San
Francisco il 23 marzo 1941
dall'entomologo W. Harry Lange, (anche se alcune fonti indicano gli ultimissimi
avvistamenti nel 1943) nel distretto di Presidio, segnando di fatto la sua
definitiva scomparsa. Questa particolare specie presente allora in un
ecosistema molto specifico, conosciuta per le sue splendide ali azzurre dai
riflessi metallici, viveva esclusivamente sulle dune di sabbia costiere della
penisola di San Francisco, in California. È tragicamente nota per essere stata
anche la prima specie di insetto
americana ad estinguersi a causa dell'uomo e della distruzione del suo
habitat dovuta alla rapidissima urbanizzazione della città. In particolare, i
bruchi di questa farfalla si nutrivano esclusivamente di piante del genere “Lotus”, non avendo più queste
piante per nutrirsi, la popolazione crollò rapidamente fino a estinguersi. I
trascorsi dell’uomo contemporaneo sono momenti inquieti in cui la provvisorietà
e l’incoscienza navigano a vista. La Xerces è l’opposto del dejà vu: incarna il
concetto dell’l’irripetibile, ossia, di ciò che passa e se ne va lasciandoci
sempre qualcosa che ha a che fare con la nostalgia e la perdita. Memoria
sospesa come la scomparsa di una persona o di una cosa importante e cara.
La Xerces
Blue è tutto ciò: Un’ala blu che esiste ormai solo custodita in qualche vecchia
scatola della memoria, una vibrazione che non c’è più ma che cerchi
insistentemente ancora. Insomma, qualcosa che svanisce senza alcun rumore e
tuttavia lascia un segno significativo della sua assenza. Proprio come gli
artisti di frontiera come Ruggero Maggi che ha lavorato per lungo tempo
nell’isolamento collettivo, non curandosi affatto del mercato e delle proposte
deboli del sistema culturale arrogante. Per questo “memorial” dedicato a
Ruggero Maggi una Xerces blu vuol significare la provvisorietà del vivere, tra
l'essere e il nulla, inoltre, è anche la versione naturale e poetica degli
artisti che da tempo seguo, archivio e cerco in tutti i modi di far conoscere, destinati
dal sistema culturale corrotto a condividere forsanche l’oblio come la Xerces, emblema
di un ricercare le vibrazioni sospese e perdute che resistono insistentemente
solo nella memoria dell’uomo. La fragilità per Roberto
Gramiccia è un “intercettare una connessione sottile tra debolezza e riflessione che può divenire uno “strumento di
comprensione di sé e degli altri e possibile nuova visione del mondo -
aggiungendo - siamo tutti fragili e quando ci riconosciamo in questa dimensione
essa può diventare il punto di partenza per percorsi evoluzioni, cambiamenti,
canalizzandosi verso vette nel segno di una idea di coesione/incontro con
l’altro”. Purtroppo con la prematura scomparsa di Ruggero Maggi si perde uno
dei personaggi autorevoli della scena artistica italiana, un'artista
autentico che ha saputo nell’isolamento
indicarci come l'arte contemporanea sia, prima di ogni altra cosa, uno
spazio di riflessione e soprattutto di rigorosa libertà e creatività.
Già nella lontana retrospettiva del 2009 alla Ophen Virtual
Art Gallery di Salerno dal titolo “L’arte di confine di un artista outsider” -
scrivevo - “Sicuramente
nello spazio-tempo della vita di un uomo la natura è la misura della sua
coscienza e della sua sensibilità. Ruggero è cosciente della triste situazione
dell’uomo senza futuro; evidenzia lo sforzo di convivere con la tecnologia e
tenta di instaurare un possibile dialogo con essa, quasi una rivitalizzazione
dei materiali naturali o artificiali, raccolti e riproposti in una dimensione
“altra”. Ruggero Maggi lavora spesso sui materiali trovati, che colloca dentro
lo spazio reale e in tal modo diventano memorie urbane, come ha scritto Pierre
Restany, presentando più di una volta il lavoro di R. Maggi, segnalando: “Siamo
in una società post-industriale dunque in una società che non ha superato di
fatto lo stadio industriale, anzi ne è satura, e totalmente satura di
industrie. In questa società, è necessario reinventare il rapporto fra l’uomo e
la macchina. Ridefinire questo rapporto implica creare le condizioni giuste e
vere di un “dialogo". E’ proprio nel cuore di questo dialogo che si
inserisce la ricerca linguistica di R. Maggi. Infatti, l’artista si interroga
sulla natura che non può più rappresentare, tutt’al più la ricrea per frammenti
di materia naturale e artificiale”.
Pertanto, la poetica di Ruggero Maggi, si affida ad una dialettica
elementare e primaria che va a confrontare con la tecnologia e la
sofisticazione; accostando il neon ai materiali primari li de-materializza e li
concettualizza immettendoli nel circuito della memoria, così facendo, la
scatola, l’installazione, diventa il luogo che archivia e conserva i dati
raccolti come quasi una raccolta della sopravvivenza. Questa immissione di
elementi naturali e artificiali, in un rapporto continuo di intensa
“interferenza” in cui gli elementi naturali (il legno, la pietra, il fossile)
convivono con elementi tecnologici (tubi al neon, plexiglass, laser), creando
uno strano sincronismo emozionale che diventa “cortocircuito” ad alta
frequenza. Quello che crea Maggi è un universo privato di frammenti di realtà,
raccolti, conservati e rivitalizzati da un neon di luce industriale o da un
laser tecnologico che viene messo in vista, desideroso di essere conosciuto e
che l’artista “generosamente” esibisce.
Per questo evento sono presenti 70 importanti
artisti contemporanei con 138 opere presenti in mostra assieme a tanta nostalgia difficile da cancellare.
Artisti presenti:
Alessandra Angelini - Alfonso Caccavale - Alfonso Lentini
- Angela Caporaso - Anna Boschi - Anna Crescenzi - Bianca Noval - Carla
Di Pardo - Carla Sello - Carlo Iacomucci - Carmela Corsitto
- Carmela Sarcina - Cinzia Farina - Claudio Grandinetti - Daniel Daligand
- Diana Magallon - Domenico Severino - Enzo Patti - Ernesto Terlizzi - Fernanda Fedi
- Gino Gini - Franco Panella - Gian
Paolo Roffi - Gianfranco Duro - Giovanni Bonanno - Giovanni Fontana -
Gregorio Berchenko - Gretel Fehr - Guroga - Ilia Tufano - Ivana Geviti - Jack Seiei - Katerina
Nicoltsou - Keiichi Nakamura - Lucia Sa-pienza - Lucia Spagnuolo
- Marcello Diotallevi - Marcia Rosenberger - Marco Furia - Maria Grazia Focanti - Maria Grazia Martina - Maria Teresa Cazzaro - Maria Vittoria Toson - Marzia Maria Braglia - Mauro Dal Fior - Mavi Ferrando - Maya
Lopez Muro - Mirta Caccaro - Morice Marcuse - Nicolò D’Alessandro
- Oronzo Liuzzi - Raul De Leon - Renata Danicek - Renata Di Palma -
Renata e Giovanni Strada - Roberto
Scala - Rolando Zucchini - Rosalie
Gancie - Rossella Quintini - Ruggero Maggi - Sabina Romanin - Sandro
Di Cesare - Serse Luigetti - Simone (…) - Spike Spence - Stella
Maris Velasco - Suely Castro - Veronique Champollion - Viviana Ravelli
- Walter Pennacchi.
Le opere:
“Memorial Ruggero Maggi
(1950-2025)
“Come un battito d’ali” a cura di Sandro Bongiani
6 Room presso la galleria Sandro Bongiani Vrspace con 70 artisti e 138 opere
della Collezione del Bongiani Art Museum di Salerno (Italy).
Preview 9 e 10 ottobre in contemporanea
con AMACI/ 22 giornata del Contemporaneo 2026
Vernissage ufficiale della Mostra/Progetto: venerdì 16 ottobre ore 18:00
Da venerdì 16 ottobre 2026 a domenica 10 gennaio 2027
Orari: tutti i giorni dalle 00.00 alle
24.00
https://www.sandrobongianivrspace.it/
E-MAIL INFO: bongianimuseum@gmail.com
TELEFONO PER
INFORMAZIONI: +39
3937380225
Credits: Sandro Bongiani Arte Contemporanea.







.jpg)








%20-%20Italia%202.jpg)


%20-%20Italia%201.jpg)


.jpg)





