domenica 18 settembre 2022

Raffaele Nigro ed Ernesto Terlizzi ospiti della nona edizione di “Settembre libri" a Sarno

 





L'opera di Raffaele Nigro e Ernesto Terlizzi a Sarno


Gli appuntamenti culturali in programma a Sarno


Raffaele Nigro ed Ernesto Terlizzi ospiti della nona edizione di “Settembre libri – Sarno città che legge”. Ad Ernesto Terlizzi la cittadinanza onoraria della città di Sarno Due figure significative del mondo della letteratura e dell’arte, lo scrittore Raffaele Nigro e l’artista Ernesto Terlizzi, saranno ospiti d’eccezione in occasione del quinto appuntamento della nona edizione di “Settembre libri – Sarno città che legge”, che si svolgerà il 20 Settembre alle ore 19.30, nei Giardini grandi di Villa Lanzara – De Balzo, un complesso ottocentesco di grande bellezza e fascino. 




E’ difficile presentare, con poche parole, la biografia e le opere di Raffaele Nigro, lucano di nascita, giornalista, caporedattore RAI, drammaturgo, fondatore del movimento Interventi culturali, scrittore: è, al di là di ogni dubbio, un uomo di grande talento, una personalità poliedrica, vincitore di numerosi e prestigiosi premi letterari, con una produzione letteraria ricca e differenziata, con opere che hanno conquistato il pubblico, basti pensare a “I fuochi del Basento”, (premi: Campiello, Napoli e Città di San Severo), “La baronessa dell'Olivento”, (Premio Carlo Levi, Premio Nazionale Rhegium Julii, finalista al Premio Bancarella), “Adriatico” (finalista al Premio Strega 1997), “Malvarosa” (Premi: Selezione Campiello, Mondello, Flaiano, Maiori, Biella, Premio Selezione Lucca). Recentemente lo scrittore ha vinto il Premio Speciale Montale Fuori di casa nel 2019 ed il Premio Anassilaos Reggio Calabria nel 2021. I suoi libri sono tradotti in molte lingue. Nel 2012 ha scritto con Cosimo Damiano Damato e Lucio Dalla il musical “Il bene mio”, per il cinema ha sceneggiato, tra gli altri, “Il viaggio della sposa”, regia di Sergio Rubini.




Raffaele Nigro partecipa a “Settembre libri” per presentare un poderoso romanzo storico – antropologico, “Il cuoco dell’imperatore”, candidato da Francesca Pansa al Premio Strega 2022, ambientato nell’Italia del XIII secolo e dedicato alla figura di Federico II, grande sovrano illuminato, che tentò di creare un regno del sud tra Mediterraneo ed Europa: “...ci vuole uno che metta insieme tutte le pezze. È quello che faremo noi, un’unica pezza, un solo regno meridionale”. Lo sguardo del protagonista, cuoco ufficiale del giovane re di Sicilia, con la sua cultura popolare tramandata di generazione in generazione, è per il lettore come una macchina del tempo che trascina in un mondo così lontano e così vicino attraverso il cibo, le leggende, la mitologia, la quotidianità, le pratiche comunitarie. Nello stesso evento sarà esposta una meravigliosa opera del maestro Ernesto Terlizzi, uno dei massimi esponenti del panorama artistico nazionale e internazionale, che vanta mostre di gruppo, premi e personali. Le sue opere, originali, uniche, sono state commentate da autorevoli intellettuali e storici dell’arte, sono dei veri e propri capolavori, inserite in numerose collezioni pubbliche permanenti. 




L'opera di Ernesto Terlizzi dal titolo "La grande paura" ispirata all'incendio del monte
 Saretto a Sarno che verrà donato al Comune  la sera di Martedi 20 settembre 2022.




Ernesto Terlizzi, amico della città di Sarno, dove ha festeggiato, nel 2019, i suoi settant’anni, con una mostra antologica, Da Matera a Matera” e l’esposizione della raccolta di cartoline d’artista “70 years Ernesto Terlizzi”, con il Patrocinio del Comune di Sarno e la collaborazione di Bongiani Ophen Art Museum di Salerno, con grande generosità, tipica delle grandi personalità, ha deciso di donare al comune sarnese “La grande paura” che raffigura il terribile incendio del Saretto verificatosi nell’estate del 2019. 




L’artista, osservando le fiamme dell’incendio che distrussero la collina del Saretto, ha realizzato la sagoma stilizzata di una farfalla di fuoco, utilizzando, su di un ampio cartone, acrilici, catrami, china e lamiera, per narrare in una luce nuova ed originale, praticamente unica nel panorama artistico internazionale. Il gesto del maestro è di grande generosità ed il Sindaco, il dott. Giuseppe Canfora, considerato l’amore profondo che egli ha dimostrato per la città di Sarno, ha deciso di proporre al Consiglio Comunale il conferimento della cittadinanza onoraria al grande artista Ernesto Terlizzi. Voltaire diceva che “la scrittura è la pittura della voce” mentre per Pablo Picasso “la pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a sé stesso riguardo a ciò che ha visto.”




Inoltre, il 26 settembre 2022 viene segnalato un'altro importante evento a Napoli al Museo di S. Chiara, "La bellezza della sinodalità"  in cui è presente  l'artista Ernesto Terlizzi con l'opera dal titolo "Le ali della Sinodalita".

                            Ernesto Terlizzi con l'opera dal titolo "Le ali della Sinodalita" 2022




ERNESTO  TERLIZZI / Biografia

Ernesto Terlizzi nasce ad Angri (Sa), il 22 novembre 1949. Dopo gli studi presso il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, intorno al 1965 si accosta alle proposte post-informali ed oggettuali che allora animavano il dibattito artistico partenopeo di alcuni maestri napoletani come  Di Ruggiero, Pisani, De Stefano e Spinosa. Questa esperienza didattica è un momento significativo nella formazione del giovane Terlizzi che risente degli influssi di tali insegnamenti pur senza improntarsene di un preciso riferimento espressivo. Nel 1970,  in Lucania, questa iniziale indagine informale si arresta bruscamente con il manifestarsi appieno di un intimo sentire con la terra madre e la natura, a favore di una indagine organica del segno grafico. Nascono in questo decennio, una lunga serie di iconografie antropomorfe di chiara denuncia sociale (mani, bulbi, ovuli, ed involucri umani), cariche di valenze surreali in cui “natura e uomo” si fondono in una particolare visione organica infittita di rimandi e allusioni. Opere queste esposte a vari edizioni del Premio Michetti di quegli anni e nelle personali di Firenze (Galleria Inquadrature, 1979); Napoli (Galleria San Carlo, 1980); Bergamo (Galleria Fumagalli, 1981); Venezia Mestre (Galleria Plus Art, 1984).

 Nel corso degli anni ’80, l’indagine segnica in bianco e nero, gradualmente lascia il posto a un ritorno alla materia cromatica e una pratica informale, ora distribuita e filtrata mediante una griglia geometrica che da adesso in poi, diventerà una precisa connettività nella ricerca di Terlizzi. E’ soprattutto nelle opere di fine anni ottanta che emerge  una forte  carica cromatica con i diversi impasti di materie dense e sensuali: sono acrilici, gessi, carte vetrate e veline, catrami e pastelli, a costruire materie di “paesaggi dell’anima”, in un suggestivo viaggio nelle apparenze della natura. Nascono così opere come “Pulsioni” (1988); “Materia con sacco e oro” (1988); “Notturno” (1988) esposte prima a Perugia (Galleria Materiali Immagini, 1988) e poi nella personale napoletana presso l’Istituto Francese “Le Grenoble” (1989).

Il decennio successivo, poi, vede la ricerca polimaterica farsi sempre più  variegata e convincente, grazie ad un rigoroso  controllo cromatico che favorisce sempre più la percezione tattile e materica: in questo periodo più che la vivacità dei colori  l’artista preferisce una sorta di azzeramento, un uso  minimalista dei nuovi materiali utilizzati: sacchi, bende e garze, gessi e tessuti su cui l’artista cola segni sottili e densi come libera  introspezione dell’inconscio. Nascono in questo periodo le grandi tele di juta esposte nella personale a Macerata (Pinacoteca e Musei Comunali, 1990) e la serie dei bianchi gessati; opere di grande rarefazioni e trasparenze luminose esposte nella mostra di gruppo Sudart a Salerno (Galleria Paola Verrengia, 1995).

 Negli anni  a cavallo tra  il’90 e il  2000 la ricerca  polimaterica si fa sempre più attenta  e insistente al dettato plastico  con l’inserimento conseguente di altre materie come  il legno e la pietra. Questi nuovi materiali, legati  alle origini e al vissuto dell’uomo, conferiscono alle opere di questo periodo  un fascino misterioso sempre in bilico a metà tra pittura e bassorilievo, convogliando forti rimandi e ascendente evocative e ancestrali. In questo periodo l’artista realizza opere come “Corteccia” (2001); “La porta del tempo” (2001); “Buio e luce (2005); “Delle ali irruppero” (2005) esposte nella personale presso il Convento dei Frati FRAC di Baronissi (2006).  Questa ultima  e convincente fase  di ricerca continua  ad essere presente ancora nel suo lavoro tra fisicità della materia oggettiva e la presenza immateriale del segno grafico in una sorta di  sofferta e intima contaminazione di idee e di materiali. E’ proprio il disegno il protagonista recuperato nella sua  intimità  e essenzialità minimale delle sue ultime personali a Roma, Ferrara e Milano. In quella romana tenuta presso la storica Galleria Consorti di Via Margutta, è caratterizzata da queste nuove atmosfere polimateriche cariche di un struggente malessere esistenziale. A Ferrara i suoi lavori  dal titolo “Derive” vengono ospitati dalla Galleria del Carbone nel centro storico della città Estense.

Da questo momento il lavoro di Ernesto Terlizzi comincia a  interessarsi al problema dell’immigrazione clandestina con i continui e drammatici attraversamenti nelle acque del Mediterraneo, indagine, questa, che si è fatta sempre  più  assidua e incalzante nelle opere esposte nel 2014 a Milano  presso lo Spazio Tadini e recentemente nella mostra d’arte contemporanea “Artlante Vesuviano” alla Tekla di Sarno. Una ricerca davvero personale quella di Terlizzi, che pur affidandosi alla silenziosa e  intima presenza acromatica della materia cerca di condividere oggi  la violenza e le tragedie umane in un continuo,  sofferto e malinconico  dialogo.  (Biografia aggiornata  da Sandro  Bongiani).

Evento segnalato dall'Archivio Ophen Virtual Art di Salerno.


Alla Galleria FrameArsArtes di Napoli la mostra PosterArt a cura di Paola Pozzi.


 

Dal 23 settembre presso la galleria FrameArsArtes



Venerdì 23 settembre 2022 alle ore 19,30 presso la galleria FrameArsArtes a Corso Vittorio Emanuele 525 a Napoli si inaugura la mostra “PosterArt”, a cura di Paola Pozzi, un’esposizione di Manifesti e Poster che coprono il periodo che va dagli anni ’50 fino ai primi anni 2000. In Mostra poster realizzati da Haring, Warhol, Depero, Basquiat, Gruau, Cappiello, Boccassile, Grignani, Christo, Aslan,  Freres, Commarmond, De Felipe, Dudovich, Lichtenstein, Quarez, Tarras, Nara. Le opere non sono pezzi unici ma neanche copie, giacché ognuna è come un elemento di un parto plurigemellare: è un multiplo. Così è risolto il dilemma dell’abisso valoriale tra originale e copia. Scrive Adriana Dragoni.

Con PosterArt, Frame vuole richiamare l’attenzione al potere comunicativo e persuasivo del Poster nei suoi diversi campi d’applicazione. Infatti, sin dalla loro prima apparizione alla fine dell’Ottocento ad oggi, i poster hanno assolto molte funzioni, dalla propaganda  politica alla pubblicità, fino a diventare veri e propri oggetti artistici da collezione.

Il manifesto pubblicitario ebbe, in Italia, la sua consacrazione ufficiale nella I Mostra del Cartellone e della Grafica pubblicitaria tenutasi a Roma nel febbraio-marzo del 1936: il manifesto viene riconosciuto pienamente come una forma d’arte, perfetta espressione della nuova società dei consumi. Di fatto, la pregnanza culturale ed artistica del manifesto pubblicitario era ormai apertamente riconosciuta sia dai committenti delle campagne pubblicitarie che dagli artisti ormai consapevoli dei canoni espressivi fondamentali e dai tanti divulgatori culturali che ormai, a livello internazionale, organizzavano mostre e producevano pubblicistica specializzata.

La mostra di poster e manifesti presentata negli spazi napoletani di FrameArsArtes è particolarmente indicativa della dinamica tra artisticità e pubblicità, perché esplicita, seppure in una necessaria sintesi, le varie tappe di una consapevolezza dell’utilizzo dei  codici della pubblicità nei più diversi ambiti sociali.


Alcune opere presenti a Napoli 




L’inaugurazione si terrà venerdì 23 settembre 2022 alle ore 19:30 e le opere resteranno in esposizione fino al 10 ottobre 2022.

Corso Vittorio Emanuele 525, Napoli  081 3088820; 3334454002  framearsartes@libero.itpaolapozziarch@gmail.com


Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno


lunedì 5 settembre 2022

MILANO SCULTURA / Fabbrica del Vapore 2022

 



 



MILANO SCULTURA

 Milano, Fabbrica del Vapore

9 – 11 settembre 2022

Anteprima stampa: venerdì 9 settembre, ore 12.30

Opening: venerdì 9 settembre, ore 18 - 22

 

Milano Scultura, l’unica fiera italiana interamente dedicata alle arti plastiche, torna per la sesta edizione nella sua sede originaria nel cuore della metropoli lombarda, la Fabbrica del VaporeDal 9 all’11 settembre 2022, oltre 40 tra artisti e gallerie, selezionati con attenzione curatoriale dalla direttrice Ilaria Centola e dal curatore Valerio Dehò, riportano al centro la scultura non solo come linguaggio tradizionale– attraverso opere tridimensionali, dal marmo al bronzo, dalla ceramica ai materiali di recupero– ma anche come forma espressiva in grado di raccontare i grandi temi del contemporaneo.

Con il patrocinio del Comune di MilanoMilano Scultura vuole essere fiera e progetto espositivo godibile da un pubblico di collezionisti come di appassionati: “Creare un ambiente piacevole di scambio intellettuale con ingresso libero dove le gallerie e gli artisti possono esprimere tutte le loro potenzialità è doveroso verso la città che amo e il mondo dell’arte in generale”, dichiara la direttrice Ilaria Centola.

 

Fulvio Borgogno, Il Codice, 2018, scultura in legno di tiglio dipinto con colori av  crilici, h70 cm


La manifestazione non è infatti mai stata solo spazio di mercato ma anche luogo fertile di confronto alimentato dalla collaborazione con le scuole e in particolare con l’Accademia di Brera che anche quest’anno partecipa con un progetto tematico, dal titolo “Focus Trasformazioni”.

Di carattere più strettamente curatoriale i “Progetti speciali”, quest’anno dedicati a temi di attualità a sottolineare l’urgenza dell’arte di capire ed esorcizzare la drammaticità del presente, quali: “Factoryman progetto site specific nato dalla collaborazione tra l’associazione culturale Startè e Brain, realtà che opera nella comunicazione e nell’editoria d’arte; la performance “No War – No Crimes” di venerdì 9 settembre alle ore 19 dell’artista e performer Ernesto Jannini; il progetto fotografico-scultoreo “Tutti al mare” del collettivo R.E.M.I.D.A, da sempre promotore di un'arte dalla forte connotazione etica pone l’attenzione sull’inarrestabile dramma dei migranti.

 

 

Elia Alunni Tullini, Turquoise shell,  2022, maiolica, 60x40x30 cm

 



Mauro Molinari, Pianeta. 1999

L’installazione era stata creata precedentemente per il Giubileo della fine degli anni ‘90,  mentre Il titolo dell’Installazione era “Stellae Errantes”. Si componeva di 7 Pianete, 6 sono al Museo Diocesano di Velletri e questa è l’unica presente in una collezione privata. In questa Pianeta del 1999 i laterali della Pianeta si muovono per evidenziare la frattura e la sofferenza.





Milano Scultura

Ideata e diretta da Ilaria Centola

A cura di Valerio Dehò

Con il patrocinio di Comune di Milano

In collaborazione con Fabbrica del Vapore

Date 9-11 settembre 2022

Anteprima stampa venerdì 9 settembre, ore 12.30

Opening venerdì 9 settembre, ore 18 - 22

Sede Fabbrica del Vapore, Via Giulio Cesare Procaccini, 4,

20154 Milano MI

Orari sabato ore 11-20, domenica 11-19

Ingresso libero

Catalogo edito da NFC Edizioni, con testo di Valerio Dehò

Info al pubblico info@milanoscultura.com | www.milanoscultura.com

 

 

 Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno


domenica 4 settembre 2022

A Suzzara (MN) - Arte in Arti e Mestieri - 100% Pasolini a cura di Mauro Carrera


 


    


Arte in Arti e Mestieri XX+II - 100% Pasolini

Suzzara (MN) 

|INAUGURAZIONE DOMENICA 4 SETTEMBRE ore 17.00

 



Al via la ventiduesima edizione della rassegna Arte in Arti e Mestieri, dedicata a Pier Paolo Pasolini.

Opera di Ruggero Maggi, "L'occhio famelico del poeta, 2022", dettaglio polimaterico e disegno su tela cm100x40x20.



INAUGURAZIONE DOMENICA 4 SETTEMBRE alle ore 17,00

alla presenza delle Istituzioni, del curatore Mauro Carrera e di diversi ospiti presso la sede della Fondazione Scuola di Arti e Mestieri "F. Bertazzoni" a Suzzara (MN) in via Bertazzoni 1.

L’ingresso è libero.


La mostra rimarrà aperta dal 4 SETTEMBRE al 2 OTTOBRE 2022
dal Lunedì al Venerdì dalle ore 9:00 alle ore 12:30 e dalle ore 15:00 alle ore 17:00;
Sabato e Domenica dalle ore 10:00 alle ore 12:30 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00.



ARTE IN ARTI E MESTIERI XX+II 

100% PASOLINI

La Rassegna "Arte in Arti e Mestieri" nasce a Suzzara nel 2001 per iniziativa della Fondazione Scuola di Arti e Mestieri "F. Bertazzoni".

Da allora, ininterrottamente, il Premio viene realizzato nella sede della Fondazione con lo scopo di incentivare alla produzione artistica.

La manifestazione dura 4 settimane; in particolare l'edizione 2022, dal titolo 100% Pasolini,  si svolgerà dal 4 settembre al 2 ottobre, ed è divisa in due sezioni: sezione a concorso Premio Enzo Lionello Natilli, cui partecipano gli artisti fino al 40esimo anno d'età; sezione fuori concorso ad invito cui partecipano gli artisti invitati dal curatore della mostra, Mauro Carrera. 

Lo spirito della rassegna è sempre lo stesso: dare un’opportunità ad artisti di farsi conoscere attraverso un momento espositivo importante, che possa avvicinare gli appassionati d'arte di ogni genere. 

Una commissione Giudicatrice composta da: Presidente della Scuola di Arti e Mestieri (Giovanni Marani),Sindaco del Comune di Suzzara (Ivan Ongari), Giornalista di testata nazionale (Fabrizio Binacchi), Curatore della Fondazione  "Magnani Rocca" (Stefano Roffi), Presidente della Fondazione "Carlo Levi" e storica dell'arte (Daniela Fonti), avrà il compito di nominare il vincitore del premio unico "Enzo Lionello Natilli" e del premio speciale NebbiaGialla. 

PREMI

Il Premio "Enzo Lionello Natilli" Arte in Arti e Mestieri 2022 è unico ed è attribuito dalla Commissione Giudicatrice ad un’opera della sezione a concorso riservata agli Artisti under 40.

Al vincitore del Premio "Enzo Lionello Natilli" Arte in Arti e Mestieri 2022, la Fondazione Scuola di Arti e Mestieri assegnerà un Premio pari a Euro 1.000,00 e realizzerà, durante l'edizione successiva, una mostra personale gratuita della durata di quattro settimane da realizzarsi nei locali della Fondazione. La Rassegna “Arte in Arti e Mestieri” è gemellata con il Premio NebbiaGialla Suzzara, festival internazionale del giallo e del noir. Viene, pertanto, attribuito un Premio Speciale “NebbiaGialla”: fra le opere in concorso di artisti under 40 sarà selezionata un’opera d’arte destinata a costituire il Premio che sarà consegnato al vincitore della suddetta manifestazione, in occasione di una cerimonia pubblica che si svolgerà a Suzzara nel mese di Settembre 2023.

Quest'anno verrà reso omaggio al grande poeta, sceneggiatore, attore, regista, scrittore e drammaturgo italiano Pier Paolo Pasolini attraverso l'esposizione Pier Paolo Pasolini. Fotogrammi di pittura.

Mentre il premio alla carriera, destinato a personalità che si distinguono per meriti artistici e culturali, verrà  assegnato all'artista Luca Maria Patella.


Per informazioni chiamare il numero 0376531796 o scrivere a arte@cfpartiemestieri.it

Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno.

 

mercoledì 24 agosto 2022

CALL INTERNAZIONALE / SHOZO SHIMAMOTO, "AVERE UN'IDEA PER CAPELLO. SANDRO BONGIANI ARTE CONTEMPORANEA

 

OPEN  CALL

Nuovo Progetto Internazionale di Arte Contemporanea


”RELAZIONI MARGINALI SOSTENIBILI SHOZO SHIMAMOTO “AVERE UN’IDEA PER CAPELLO” 

PROGETTO INTERNAZIONALE DI  ARTE CONTEMPORANEA

"Avere un’idea per capello"


SANDRO BONGIANI ARTE CONTEMPORANEA

SHOZO  SHIMAMOTO  

Osaka22 gennaio 1928 – 25 gennaio 2013





Invito a partecipare ad un progetto internazionale dal titolo: ”Relazioni marginali sostenibili / Shozo Shimamoto, avere un’idea per capello”   per il decennale anniversario della scomparsa dell’artista giapponese  Shozo Shimamoto  2013- 2023“.


Caro amico/a, sto per preparare una mostra collettiva internazionale di Mail Art a invito dal titolo: ”RELAZIONI MARGINALI SOSTENIBILI  / Shozo Shimamoto, avere un’idea per capello”,  con la partecipazione di artisti italiani e stranieri. Se hai desiderio di partecipare a questo evento ti prego di darmi conferma con una email  a: bongianimuseum@gmail.com

Con questa mia comunicazione, invio l’invito del progetto “Add & Return”,  con  le sei basi delle matrici di lavoro da scaricare e intervenire per realizzare l’opera da inviarmi  solo per via postale.

Per  sicurezza, per evitare che le immagini  spedite per posta si perdano, si chiede di  inviarli anche in formato file JPG) all’e-mail personale: bongianimuseum@gmail.com

Spedire le card  per via postale a:

Giovanni Bonanno /  Bongiani Art Museum

Via S. Calenda, 105/D  84126  SALERNO (Italy).

indicando dietro in modo chiaro il nome dell’autore, il formato, l’anno di esecuzione, la città, il paese di provenienza dell’opera e la rispettiva e-mail personale.

(Ultima scadenza del progetto 15 dicembre 2022)

Per chiarenti puoi telefonarmi al mio numero di cellulare: 3937380225. Spero di ricevere le opere entro il giorno 15 dicembre 2022 affinché io possa preparare al meglio la mostra interattiva dal 25 gennaio-30 marzo 2023. In attesa, invio cari saluti.     Sandro Bongiani Arte Contemporanea.



Progetto Internazionale

SHOZO SHIMAMOTO

“AVERE UN’IDEA PER CAPELLO”



Progetto dedicato a Shozo Shimamoto

COLLEZIONE BONGIANI ART MUSEUM

MEMORIAL

SHOZO  SHIMAMOTO 2013-2023

”RELAZIONI MARGINALI SOSTENIBILI  / Shozo Shimamoto, avere un’idea per capello”

Mostra Collettiva Internazionale, progetto “Add & Return” per il decennale della scomparsa di Shozo Shimamoto (25 gennaio 2013).

A cura di Sandro Bongiani  & Ruggero Maggi

Mostra  condivisa dal 25 gennaio al 30 marzo 2023 presso la Galleria

SANDRO BONGIANI VRSPACE

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY di Salerno (Italy).

Si prega d’inviare le opere possibilmente in formato verticale max A4 (cm. 29,7×21) a: 

Giovanni Bonanno, Collezione Bongiani Art Museum di Salerno (SA)

Via S. Calenda 105/D  84126 SALERNO – Italy

(Ultima scadenza del progetto  15 dicembre 2022).


Tutte le opere arrivate per posta non verranno restituite, saranno archiviate in modo permanente nella sala 19 della Collezione Bongiani Art Museum  

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=64  

e  faranno parte ufficialmente della  Collezione Bongiani Art Museum di Salerno per eventuali altri eventi da realizzare.  Il 25 gennaio 2023 tutte le opere arrivate entro il 15 dicembre 2022 saranno presentate  ufficialmente in una mostra collettiva internazionale condivisa  presso la Galleria Sandro Bongiani Vrspace e la Ophen Virtual Art Gallery di Salerno (Italy).

Dopo la mostra verra’ pubblicato un catalogo digitale su ISSUU edito da Sandro Bongiani Arte Contemporanea con tutte le opere presenti in mostra.

Si precisa che le opere arrivate dopo il 15 dicembre 2022 non potranno per ovvii motivi di tempo essere presentate nelle due mostre ma verranno archiviate e inserite lo stesso nella sala 19 del Bongiani Art Museum a documentare l’avvenuta partecipazione a questo progetto internazionale per il decennale di Shozo Shimamoto.

© – Collezione Bongiani Art Museum di Salerno – Italy

E-Mail:  bongianimuseum@gmail.com


Per ulteriori chiarimenti puoi visitare, a breve, le opere arrivate della sala 19 della Collezione Bongiani Art

 Museum  http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=64




MEMORIAL 

SHOZO SHIMAMOTO  1928 - 2013

“Inside and outside the body”

(dentro e fuori il corpo).

di  Sandro Bongiani

L'aspetto più evidente  della concretezza del movimento Gutai e in particolare di Shimamoto  è sicuramente  l'azione,  intesa come dinamismo della creazione che diventa, appunto, evento e rivelazione. Confessa: “L'arte come  gesto artistico, consiste  nello stupire lo spettatore”, e aggiunge, “Al presente io mi faccio fare dei disegni sulla testa rasata oppure mi faccio proiettare dei film, ma non allo scopo di fare cose strane. L'opera d'arte è di per sé un'espressione libera, l'atto di dipingere è proporre un'espressione libera. Questo è il vero compito dell'artista." E poi, “nelle performance il corpo è impiegato come elemento di Natura, quindi in entrambi i casi credo di avvicinarmi al Taoismo col quale del resto è in linea tutta la mia formazione di pensiero”. Di certo, il rapporto con il pubblico rimane un aspetto essenziale  in tutta l’opera di Shozo Shimamoto con l’utilizzo della  performance intesa come azione dell'uomo nel tentativo di annullare qualsiasi distinzione tra l'arte e la vita.  E’ del  ’95 la realizzazione del  suo “funerale in vita” col rito Buddista mentre dodici monaci recitavano un sutra.  Tra il “mostrare e l’essere” Shimamoto sceglie “l’essere” e l’utilizzo del corpo che mettendosi in relazione crea il messaggio creativo.  Praticamente  un’arte  diretta, corporea e viva utilizzando  il corpo  come strumento relazionale, comunicativo e poetico in una zona marginale di confine tra  linguaggi diversi, in cui la pittura, l’evento  e il teatro convivono dando vita alla rappresentazione  dell’essenza e dell’energia concreta.       

                                                                                                               

Shozo  Shimamoto:  avere un’idea per capello

Shozo Shimamoto, scrive: “Con la mia testa rasata, nel 1987 sono stato in America ed in Canada, e ho poi viaggiato nel 1990 in Europa da Londra fino a Leningrado. Nel 1993 sono andato in Italia ed in Finlandia. Durante le mie tappe sono stato accolto da molti artisti della mail art che hanno scritto i loro messaggi sulla mia testa, oppure vi hanno proiettato diapositive o anche film. Tutti infatti erano pronti ad aspettarmi con alcune idee in mente. Nel 1988 un mio studente mi portò una copia della rivista che aveva trovato nella tasca del sedile dell'aereo della JAL in un volo Tokyo-Parigi. Era una sorta di guida del Giappone dove si presentavano in lingua inglese le bellezze dei templi buddisti, le informazioni sui piatti tipici e quant'altro. Ma fra le altre cose, nella pagina che trattava di cinema, era anche riportata come curiosità la possibilità di vedere un film proiettato sulla mia testa, con tanto di illustrazione disegnata a mano. Senza saperlo, la mia testa rasata stava volando in giro per il mondo. Nel 1987 spedii agli artisti della mail art un foglio con stampata la silhouette della mia testa vista da dietro ed un messaggio in cui invitavo gli artisti a fare il loro intervento. Ricevetti circa 500 risposte. Il fatto che le risposte fossero così numerose è dovuto al sistema del network caratteristico dell'arte postale, in cui non è raro che degli artisti copino e reinterpretino il contenuto originale per poi stamparlo di nuovo inviandolo ad altri artisti e così via. [...]  Un giorno mi arrivò una mail art molto singolare. Proveniva dalla Francia e l'autore era Pascal Lenoir, anche se il foglio originale era partito dall'artista olandese Cor Reyn che aveva a sua volta fotocopiato la mia testa e inserito il messaggio di invito a disegnarvi dentro qualcosa. Ebbene Lenoir dentro alla mia testa fotocopiò una decina di altre silhouette rimpicciolite della stessa , riproponendo l'invito a disegnarci dentro qualcosa, e la spedì anche a me. Vedendola, non riuscii a trattenermi dal ridere. Il pezzo di mail art che avevo spedito io si era moltiplicato, il numero delle teste era aumentato, e passando per diverse vie era ricapitato proprio a me con la scritta: Perché non partecipi anche tu? Nell'arte postale non ci sono i diritti d'autore, anzi, all'opposto lo spirito che la caratterizza è quello di invitare gli altri ad usare senza limiti i vari contenuti. Così è possibile che a mia insaputa un mio pezzo venga modificato, arricchito di nuove idee, e ritorni al mio indirizzo. L'americano Cracker Jack Kid addirittura spedisce dei modellini tridimensionali della mia testa” .

Di certo, una parte di lavoro di Shozo Shimamoto risulta ancora poco noto, e precisamente la ricerca svolta negli anni 80 e 90 in ambito della Mail Art, una stagione vissuta non in modo marginale, bensì  come protagonista principale. Sono in parte noti  le sue particolari azioni, i suoi messaggi di pace e  le proiezioni di spezzoni di film sulla sua testa rasata utilizzata come spazio e luogo per ospitare l’opera. Praticamente, quasi una galleria del corpo a cielo aperto; forse “la più piccola galleria ambulante al mondo attiva negli anni 80”. In questa mostra collettiva internazionale, a margine della rassegna vi sono presenti diverse immagini che documentano tale attività  a corollario del progetto di Mail Art  “Head”  concretizzato  proficuamente  tra gli anni 80 e 90, come risulta dalle “oper/azioni” realizzate sulla sua testa rasata  da personaggi come Ray  Johnson, Ben Vautier, G. Achille Cavellini, Mayumi Handa, Allan Kaprow e diversi altri protagonisti internazionali dell’arte che sono intervenuti sulla testa dell’artista giapponese disegnando, incollando carte, materiali diversi e persino proiettando frammenti di film. Dopo la morte dell’artista, per ricordarlo a oltre due anni dalla scomparsa abbiamo ritenuto utile non inviare  per posta la solita testa rasata di Shozo Shimamoto. Questa volta è stata spedita per  tutto il 2014 a diversi artisti, una Card  digitale creata appositamente da Giovanni Bonanno dal titolo: “Virtual  Fluxus  Poetry”,   con  una piccola sala vuota a forma di nicchia ad arco  in cui sembra che aleggi il fantasma della testa rasata di Shozo Shimamoto. In questo “spazio apparentemente vuoto” abbiamo, come aveva fatto lui  a partire dal 1987, invitato gli artisti a  realizzare  il proprio intervento performativo chiedendo a loro di  inserire ciò che ritenevano utile  per completare degnamente l’opera. 

Un’ultima  considerazione, per evitare  possibili equivoci di qualsiasi sorta riguarda la partecipazione attiva di Shimamoto al gruppo giapponese Gutai; esperienza  nata  concretamente negli anni 50’, quasi  un decennio prima della proposta americana  del movimento Fluxus. Il titolo “Virtual Fluxus Poetry”  utilizzato da noi  nelle due mostre organizzate non deve trarre in inganno, non deve essere    inteso  o peggio “frainteso” come   reale partecipazione attiva nell’ambito del movimento Fluxus ma  come   convinta concezione e condivisione  poetica di   “flusso immateriale”,  di energia poetica a cui Shimamoto è  stato lungamente interessato, (il termine “fluxus” “dal latino. tardo fluxiōne, deriv. di flŭxus, part. pass. di fluĕre,  significa ‘scorrere, fluire). Del resto, sono risaputi gli intensi scambi intercorsi negli anni 60’ tra il Gutai , il movimento Fluxus e la scena artistica di Parigi, Milano e Torino.  Non è un caso, quindi,  che nella stanza, apparentemente vuota della card inviata per posta, la silhouette della sua testa vista da dietro  affiora magnificamente come energia e flusso immateriale,  inaspettata e “fluida”, presenza  insostanziale perfettamente in linea con le idee  di ricerca portate avanti lungamente  dal grande artista giapponese, pronta  a ricevere l’apporto comunicativo e creativo di tanti artisti internazionali    per essere compiutamente completata.        (Sandro  Bongiani)

 

 

 

Le basi allegate in cui intervenire:

Card n°1




Card n° 2


Card n° 3



Card n° 4

Card n° 5



Card n° 6

© Collezione Bongiani Art Museum, Salerno – Italy  





Biografia di Shozo Shimamoto



Shozo  SHIMAMOTO / BIOGRAFIA

Nato nel 1928 a Osaka, in Giappone.

1947 / Frequenta l’atelier del maestro Jiro Yoshihara, dove produce la sua prima opera “Høie”.                       

1948 / Prende parte alla mostra “Sette artisti d’avanguardia” presso il department store Kintet-su a Osaka.

1950 / I laureati del Gakuin University Kansai in  Hyugo.                                                                               

1953 / Partecipa alla prima mostra del gruppo Genbi, con Jiro Yoshihara,. Diver si giovani artisti che espongono si uniranno al gruppo Gutai .                       

1954 / Fonda Gutai con Jiro Yoshihara. Partecipa alle più importanti mostre Gutai.                                         

1955/ Alla prima mostra Gutai presenta un lavoro rivoluzionario per essere vissuto e goduto dal corpo: “Prego, camminate qui”. Il lavoro è stato ricostruito nel 1993.

1956 / In occasione della mostra a cielo aperto Gutai mostra la sua opera realizzata attraverso l’utilizzo di un cannone a mano che verrà presentata alla Biennale di Venezia del 1993, in cui bottiglie di vetro contenenti pigmenti sono gettati ed esplodere il colore direttamente sulla tela

1957 / Mostra il suo video pionieristico arte alla mostra Gutai prestazioni. Un altro dei suoi lavori, un lavoro sonoro, che può essere considerato come musica concreta, è inserito nella Raccolta Centro Pompidou…                

1970 / Produttore artistico per 1000 spose al Festival EXPO

1976 / Partecipa a un progetto di Mail Art che coinvolge 60 paesi e con una rete di 8000 scambi.
Crea una strada con 10.000 giornali lungo il lato del fiume Mukogawa

1992 / Mentre continua a produrre nuove opere, diventa Presidente della Japan Society Arte e Cultura di disabili-persona (ora Arte Giappone) e organizza la prima mostra su larga scala di persone disabili in Osaka. Nello stesso anno viene intervistato di Jane Kennedy Smith per il quotidiano più famoso giapponese, Mainichi Shinbun

1993 / Invitato a partecipare alla Biennale di Venezia come membro del Gutai

1994 / Invitato ad esporre al Guggenheim (New York)

1996 / Shimamoto viene proposto come candidato per il Premio Nobel per la Pace in riconoscimento delle sue attività pacifiste da numerose riunioni Bern Porter, il medico che ha fatto la bomba atomica sganciata su Hiroshima.

1997 / Unico artista giapponese dopo la Restaurazione Meiji ad avere la sua foto in Storia dell’Arte, pubblicato da l’America Album

1998 / Invitato come uno dei primi quattro migliori artisti del mondo dal dopoguerra, insieme a Jackson Pollock, John Cage e Lucio Fontana, a partecipare a una mostra al MOMA (USA)

1999 / Invitato ancora una volta a partecipare alla Biennale di Venezia, con David Bowie e Yoko Ono

2000 / Tiene una mostra a Parigi (Unesco) e propone una collaborazione artistica in Francia, co-sponsorizzata dall’Unesco del Giappone e dalla Felissimo Museo.
Inizia la creazione di un lavoro enorme che sarà conservata da 100 anni a Shin Nishinomiya (Prefettura di Hyogo. 

2001/ Invitato alla manifestazione Giappone Anno a Londra. Alcune opere sono assegnati alla Tate Modern da inserire nella collezione.

2003 / Invitato a partecipare alla Biennale di Venezia (Extra 50)

2004 / Performance con un elicottero vicino a Venezia. 
Performance Nyotaku a Ca ‘Pesaro Galleria Internazionale d’Arte Moderna (Venezia). Tre opere ora appartengono alla collezione della galleria.

2005 / Performance con Elicottero a Trevi e mostra al Trevi Flash Art Museum. 
Mostra personale a Reggio Emilia (Pari & Dispari Agency, Italia). Realizzazione dell’opera piccola d’arte nel mondo, utilizzando nanotecnologie, per realizzare immagini sulle estremità delle setole di uno spazzolino da denti (in collaborazione con Ritsumeikan Università di Kyoto)

2006 / Invitato ad esporre alla ZONE ZERO a Duesseldorf.
Invitato ad esporre alla Hsinchu City International Glass Art Festival.
Exhibition e Performance della gru a Napoli.
Invitato ad esporre alla Tokyo International Art Fair

2007 / Espone quaranta opere prodotte dal periodo Gutai ai giorni attuali nella mostra “Shozo Shimamoto: Action Colors 1950-2006” presso la Galleria Pier Giuseppe Carini di San Giovanni Valdarno.
Presso il Fashion Museum di Kobe tiene la performance Felissimo WHITE PROJECT; le opere realizzate vengono esposte allo Hyogo Prefectural Diplomatic Estabilishment e al Kobe Fashion Museum. Presenzia al P3 Project per la Biennale di Venezia; qui si cimenta in una performance, Bottle Crash, nel Chiostro di San Nicolò, organizzata in collaborazione con l’Architetto Luigi de Marchi presidente del “ABCOnlus”. Viene coinvolto nell’organizzazione di un evento a Pechino, “Art Challenged Project”, cui partecipano molti artisti disabili arrivati dal Giappone. Alcuni dei suoi lavori più rappresentativi vengono esposti nella collettiva “Artempo” organizzata da Mattijs Visser e Axel Vervoordt nel Palazzo Fortuny di Venezia.

2008 / Il 7 maggio realizza una performance a Punta Campanella, Napoli, coinvolgendo un gruppo di danzatrici vestite da spose con la testa ricoperta da bicchieri saturi di colore.
Il 9 maggio fa una performance nel chiostro della Certosa di San Giacomo di Capri lanciando il colore su otto tele disposte a terra e su due contrabbassi disposti a lato delle tele, ricoperti da spartiti musicali e sorretti da due giovani donne. Sempre alla Certosa di San Giacomo di Capri espone alcuni suoi lavori nella mostra “Vento d’Oriente”.   Presso il Museo Magi ‘900 di Pieve Di Cento (BO) si tiene la mostra Shozo Shimamoto / Yasuo Sumi – I colori della pace, con una performance nella sala Modigliani del Museo.
Il 13 novembre 2008 presso il Museo d’ Arte Contemporanea di Villa Croce di Genova “Shozo Shimamoto. Samurai, acrobata dello sguardo”, curata da Achille Bonito Oliva.

2009 / In occasione di Roma. Road to Contemporary Art , sono esposte sue opere in diverse mostre:
Hofficina d’Arte, a cura di Achille Bonito Oliva;
Palazzo Barberini, “Cose mai viste II” a cura di Achille Bonito Oliva, dedicata alle opere delle collezioni private degli artisti.
Palazzo delle Esposizioni, in collaborazione con la Fondazione Morra, l’Archivio Pari & Dispari e l’Associazione Shozo Shimamoto.
Partecipa alla mostra collettiva “Madre Coraggio: l’arte” a cura di Achille Bonito Oliva che si tiene all’interno del Festival di Ravello.
Tiene una mostra personale presso la galleria “VV8 artecontemporanea” di Reggio Emilia, in collaborazione con l’Associazione Shozo Shimamoto, dal titolo “La danza del colore”, in occasione della quale ha luogo una performance del coreografo Mauro Bigonzetti e quattro ballerini della Fondazione nazionale di danza Aterballetto che animano gli abiti da sposa realizzati da Shimamoto nell’azione di Punta Campanella.

2011 / Sculture e grandi tele provenienti dalle performance di Venezia, Punta Campanella, Capri e Genova sono esposte nella basilica di Santo Stefano di Bologna in occasione di Arte Fiera OFF in una mostra a cura di Achille Bonito Oliva.
Mostra personale presso la galleria “Nicola Pedana” di Caserta.
Mostra personale presso la Fondazione Morra di Napoli. Assieme a opere di grandi dimensioni sono proiettati due video di Mario Franco che documentano le performance di Piazza Dante a Napoli (2006) e Punta Campanella.
Viene invitato a condurre due performance presso il Moderna Museet di Stoccolma in Svezia in occasione dell’evento “AN EXPERIMENTAL CONFERENCE ON ART AND SCIENCE TO CHALLENGE THE MID-SUMMER SUN” dove reinterpreta la performance con il cannone del 1956 e quella su palcoscenico del 1957.

2012 / Dal 14 marzo al 5 maggio 2012 la mostra personale “SHOZO SHIMAMOTO” c/o la Axel Vervoordt Gallery di Anversa (Belgio). Mostra personale “Shozo Shimamoto, Opere 1950-2011” a Palazzo Magnani a Reggio Emilia. Partecipa alla mostra “Explosion: Pittura in Azione” al Moderna Museet di Stoccolma. Mostra “Dipingere il Vuoto” al MOCA di Los Angeles con una sala dedicata a Shimamoto.

2013 / Partecipa a Milano  al  progetto internazionale di Mail Art  “INviso” curato da Ruggero Maggi. Prima del 25 gennaio  2013,  l’anno della morte, partecipa a Salerno al Progetto Internazionale “Wunderkammer Artistamps ” a cura di Giovanni Bonanno, con  una delle ultime partecipazioni alla mostra Collettiva Internazionale in omaggio ai 70 anni di Marcello Diotallevi svoltasi  a giugno. Prima retrospettiva dopo la morte alla Galerie Hofburg a Bressanone con una ventina di dipinti  a cura di  Vittoria Coen. Prima antologica milanese di Shozo Shimamoto  allo Studio Giangaleazzo Visconti di Milano  con 30 opere presentate  in grado di ripercorrere la ricerca dell’artista giapponese.

 2015 / Collettiva internazionale “Add &  Return” con la partecipazione di 97 artisti dal titolo: “VIRTUAL FLUXUS POETRY” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista giapponese Shozo  Shimamoto come  evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 56th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2015, a cura di Sandro  Bongiani.

2016 / CRUCIFIXION – Shozo Shimamoto, ArtVerona I Art Project Fair 2016  – i7 Spazi Indipendenti Italiani, a cura di Sandro  Bongiani, Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno.

2019 / SHIMAMOTO – CAVELLINI – COHEN, IDENTITY OF ARTIST / Marginal Active Resistances, a cura di Sandro  Bongiani, Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno.

2020/ La galleria Cardi di Milano con la collaborazione dell’Archivio Pari&Dispari, gestito dalla figlia di Rosanna, Laura Montanari, inaugura l’esposizione SHOZO SHIMAMOTO, CARDI GALLERY MILANO, 19 febbraio – 18 dicembre 2020. 

2021/2022 / Viene presentata presso il Centro Italiano Arte Contemporanea a Foligno un’ampia retrospettiva con grandi opere di Shozo Shimamoto, a cura di Italo Tomassoni. 19.09.2021 – 09.01.2022

COLLEZIONI: Giappone

Museo d’Arte Contemporanea di Tokyo, Museo d’Arte di Fukuoka, Museo di Kitakyushu, Museo d’Arte di Hyogo, Museo d’Arte Moderna di Osaka, Museo di Nara, Museo d’Arte di Takamatsu, Museo d’Arte di Ashiya, Museo d’Arte di Miyagi, Museo d’Arte di Shizuoka, Museo di Gifu, Museo d’Arte Contemporanea di Osaka, etc.

All’estero:  

Tate Modern (Londra), Museo Nazionale di Arte Moderna di Roma, Art Center di Milano, Paris Gallery, Mail Art Museum (Berna, Svizzera), Galleria Internazionale di Arte Moderna Ca’ Pesaro, Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno, etc.  .(aggiornamento biografia a cura di Sandro Bongiani Arte Contemporanea di Salerno).

Il sito ufficiale di  Shozo Shimamoto  www.shozo.net  



EVENTO:

Mostra condivisa in due gallerie di Arte Contemporanea

da mercoledi’ 25 gennaio a giovedi’ 30 marzo 2023

presso:

SANDRO BONGIANI VRSPACE

https://www.sandrobongianivrspace.it/

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/

© Collezione Bongiani Art Museum, Salerno – Italy