venerdì 8 aprile 2022

Al Politeama Tolentino la mostra dedicata all’opera di Paolo Gubinelli


 Eventi / Paolo Gubinelli "segni di luce" testo di Paola Ballesi, Politeama Tolentino

Mostra organizzata dal CeSMa in collaborazione con il Politeama di Tolentino per l'artista Paolo Gubinelli. Il CeSMa Centro Studi Marche è una Associazione che opera da anni con la Regione Marche Marchigiani nel Mondo.

 

Paolo Gubinelli, Graffi,colori in polvere e spray, cm77x112, 2020



SEGNI DI LUCE.

Al Politeama la mostra dedicata all’opera di Paolo Gubinelli

Paolo Gubinelli

“Segni di luce”

Dal 2 al 30 aprile 2022
Massimo Zenobi
Politeama – Direzione

A cura di Paola Ballesi

direzione@politeama.org
Mob.: +39 335 5987168
Tel.: +39 0733 968043
Corso Garibaldi, 80
62029 Tolentino (MC) Italy

 

 Paolo Gubinelli,

“Segni di luce” 




Carta piegata, incisa, tagliata, segnata, disegnata, colorata, graffiata, piagata, illuminata, oscurata, ombrata. La carta per Paolo Gubinelli è la superficie ideale, lo spazio più ricettivo ma anche più reattivo,  il campo di battaglia   e la materia più duttile per un corpo a corpo con il linguaggio espressivo. E con essa l’artista  gioca una partita lunga una vita  perché c’è in palio il trofeo dell’immaginazione creativa che sfonda il muro della consuetudine e dell’acquietamento nell’abitudine per liberare il propellente energetico fatto di segni e significati,  sogni e costrutti, le impalcature culturali che muovono il mondo.

 La carta è infatti nel DNA dell’artista, e non poteva essere altrimenti, nato a Matelica  la città  che, insieme  a Pioraco, fa parte del più importante distretto della carta dell’Italia centrale il cui storico centro nevralgico è la più famosa Fabriano. 

Dunque fin dagli esordi nella seconda metà degli anni ’60, Paolo Gubinelli, marchigiano di nascita ma toscano di adozione, imposta la sua ricerca facendola virare dal più tradizionale supporto della tela al  materiale cartaceo che sente congeniale ed adatto per approfondite indagini sulle incidenze della luce nelle sue infinite varianti e sull’articolazione dello  spazio nelle sue molteplici relazioni strutturali.  L’analisi dello spazio, a partire dalla percezione fino allo sfondamento virtuale, lo fa entrare  in stretta sintonia  col filone astratto-geometrico internazionale, con lo spazialismo e con il rigore delle sperimentazioni optical che facevano capo  ai già affermatissimi Dorazio, Fontana, Manzoni e Castellani.  Gubinelli li considera suoi maestri e naturali punti di riferimento, così come sente il fascino intellettuale della ricerca analitica sugli elementi primari  di un linguaggio visivo elementare promossa dal minimalismo di matrice americana,  da Newman  a Reinhardt.

L’indagine puntuale sui  gradienti percettivi del linguaggio visivo sperimentato sulla materia viva del supporto cartaceo hanno caratterizzato da sempre il suo lavoro che nel tempo ha registrato il passaggio, apparso attorno agli anni ’80, da una impronta inizialmente razionalista, per la presenza di una componente grafico-architettonica costante ed essenziale, a modalità espressive più aperte  caratterizzate da una libertà narrativa fatta di segni muti meno rigorosi, ma tanto più eloquenti quanto più intriganti,  innescata anche da certe seduzioni sulle infinite potenzialità del vuoto dell’arte orientale. Così se nella prima fase era il cartoncino bianco, morbido al tatto, con una particolare ricettività alla luce, ad essere  inciso con una lama per creare strutture geometriche tridimensionali sensibilizzate al gioco luministico con piegature manuali lungo le incisioni, successivamente la ricerca spaziale avanzata attraverso linee e giochi cromatici, apre alle più svariate tecniche e a nuove materie come le creazioni in vetro propiziate dall’imprenditore e creativo  mecenate Vittorio Livi. Mentre l’indagine sempre più puntuale sui generi cartacei,  dalla grammatura al formato,  lo porta a selezionare le superfici più svariate, da quadrate a tonde,  da fogli a rotoli che diventano il luogo elettivo per dispensare  tracce di passaggi esistenziali raccolti e disseminati in tessiture poetiche.

Infatti suggerisce Lara Vinca Masini “l’uso del segno colorato libero e gestuale  crea un effetto di profonda suggestione lirica”, un incantamento che Gubinelli insegue da sempre sciogliendo in  sequenze di pura poesia gli effetti luministici del colore, “ trame… di prezioso cromatismo”, come le chiama Enrico Crispolti.

Anche le opere più recenti presentano segni apparentemente indecifrabili ma eloquenti: graffi, tracce, impronte e colori che interrogano la nostra percezione, alcuni  più decisi e forti, altri appena percettibili, ma aperti alla luce come impronte di lievi passi di danza modulati su accordi musicali  che toccano le corde del sentimento.

Parlano dell’artista che si abbandona ad una vena espressiva sempre più libera per  tradurre i suoi moti dell’anima, le eco montanti del suo sentire profondo scaturite in tonalità affettive che registrano i ritmi del cuore e l’ansimare delle sue passioni nella variazione tonale del colore e nelle impronte del segno sciorinate in liriche partiture musicali.  Su questo fertile  terreno della creatività e della poesia è così avvenuto nel tempo anche il naturale incontro con grandi letterati e poeti come Cesare Vivaldi, Luzi, Spaziani, Merini, Zanzotto, Loi, solo per citarne alcuni,  che sono diventati  suoi compagni di strada.  Hanno condiviso con lui l’enigmatico tracciato del percorso esistenziale che Paolo Gubinelli da più di mezzo secolo tenta di rischiarare e rendere più agevole con il calore e il colore dei suoi “Segni di luce.”

    Paola Ballesi, Marzo 2020

    Politeama Tolentino

 


 Paolo Gubinelli

“Segni di luce”

INAUGURAZIONE SABATO 2 APRILE 2022 ALLE ORE 17,30

DAL 2 AL 30 APRILE

Al Politeama la mostra dedicata all’opera di Paolo Gubinelli



Biografia di Paolo Gubinelli



Nato a Matelica (MC) nel 1945, vive e lavora a Firenze. Si diploma presso l’Istituto d’arte di Macerata, sezione pittura, continua gli studi a Milano, Roma e Firenze come grafico pubblicitario, designer e progettista in architettura. Giovanissimo scopre l’importanza del concetto spaziale di Lucio Fontana che determina un orientamento costante nella sua ricerca: conosce e stabilisce un’intesa di idee con gli artisti e architetti:  Giovanni Michelucci, Bruno Munari, Ugo La Pietra, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Enrico Castellani, Piero Dorazio, Emilio Isgrò, Umberto Peschi, Edgardo Mannucci, Mario Nigro, Emilio Scanavino, Sol Lewitt, Giuseppe Uncini, Zoren. Partecipa a numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.


Le sue opere sono esposte in permanenza nei maggiori musei in Italia e all’estero.

Nel 2011 ospitato alla 54 Biennale di Venezia Padiglione Italia presso L’Arsenale invitato da Vittorio Sgarbi e scelto da Tonino Guerra, installazione di n. 28 carte cm. 102x72 accompagnate da un manoscritto inedito di Tonino Guerra.


Sono stati pubblicati cataloghi e riviste specializzate, con testi di noti critici:

Giulio Carlo Argan, Giovanni Maria Accame, Cristina Acidini, Mariano Apa, Mirella Bandini, Carlo Belloli, Vanni Bramanti, Mirella Branca, Anna Brancolini, Carmine Benincasa, Paolo Bolpagni, Luciano Caramel, Ornella Casazza, Claudio Cerritelli, Bruno Corà, Giorgio Cortenova, Roberto Cresti, Enrico Crispolti, Fabrizio D’Amico, Roberto Daolio, Angelo Dragone, Luigi Paolo Finizio, Alberto Fiz, Paolo Fossati, Carlo Franza, Francesco Gallo, Roberto Luciani, Mario Luzi, Luciano Marziano, Lara Vinca Masini, Marco Marchi, Marco Meneguzzo, Fernando Miglietta, Bruno Munari, Antonio Paolucci, Sandro Parmiggiani, Pierre Restany, Davide Rondoni, Elena Pontiggia, Maria Luisa Spaziani, Carmelo Strano, Claudio Strinati, Toni Toniato, Tommaso Trini, Marcello Venturoli, Stefano Verdino, Cesare Vivaldi.


Sono stati pubblicati cataloghi di poesie inedite dei maggiori poeti Italiani e stranieri:

Adonis, Alberto Bertoni, Alberto Bevilacqua, Libero Bigiaretti, Franco Buffoni, Anna Buoninsegni, Enrico Capodaglio, Alberto Caramella, Roberto Carifi, Ennio Cavalli, Antonio Colinas, Giuseppe Conte, Vittorio Cozzoli, Maurizio Cucchi, Milo De Angelis, Eugenio De Signoribus, Gianni D’Elia, Luciano Erba, Guido Garufi, Tony Harrison, Tonino Guerra, Emilio Isgrò, Clara Janés, Ko Un, Vivian Lamarque, Franco Loi, Mario Luzi, Giancarlo Majorino, Alda Merini, Alessandro Moscè, Roberto Mussapi, Giampiero Neri, Nico Orengo, Alessandro Parronchi, Feliciano Paoli, Titos Patrikios, Umberto Piersanti, Antonio Riccardi, Davide Rondoni, Tiziano Rossi, Roberto Roversi, Paolo Ruffilli, Mario Santagostini, Antonio Santori, Frencesco Scarabicchi, Fabio Scotto, Michele Sovente, Maria Luisa Spaziani, Enrico Testa, Paolo Valesio, Cesare Vivaldi, Andrea Zanzotto.


Stralci critici:

Giulio Angelucci, Biancastella Antonino, Flavio Bellocchio, Goffredo Binni, Sandro  Bongiani, Fabio Corvatta, Nevia Pizzul Capello, Claudio Di Benedetto, Debora Ferrari, Antonia Ida Fontana, Franco Foschi, Mario Giannella, Armando Ginesi, Claudia Giuliani, Vittorio Livi, Olivia Leopardi Di San Leopardo, Luciano Lepri, Caterina Mambrini, Elverio Maurizi, Carlo Melloni, Eugenio Miccini, Franco Neri, Franco Patruno, Roberto Pinto, Anton Carlo Ponti, Osvaldo Rossi, Giuliano Serafini, Patrizia Serra, Maria Grazia Torri, Francesco Vincitorio.

Nella sua attività artistica è andato molto presto maturando, dopo esperienze pittoriche su tela o con materiali e metodi di esecuzione non tradizionali, un vivo interesse per la “carta”, sentita come mezzo più congeniale di espressione artistica: in una prima fase opera su cartoncino bianco, morbido al tatto, con una particolare ricettività alla luce, lo incide con una lama, secondo strutture geometriche che sensibilizza al gioco della luce piegandola manualmente lungo le incisioni.

In un secondo momento, sostituisce al cartoncino bianco, la carta trasparente, sempre incisa e piegata; o in fogli, che vengono disposti nell’ambiente in progressione ritmico-dinamica, o in rotoli che si svolgono come papiri su cui le lievissime incisioni ai limiti della percezione diventano i segni di una poesia non verbale.

Nella più recente esperienza artistica, sempre su carta trasparente, il segno geometrico, con il rigore costruttivo, viene abbandonato per una espressione più libera che traduce, attraverso l’uso di pastelli colorati e incisioni appena avvertibili, il libero imprevedibile moto della coscienza, in una interpretazione tutta lirico musicale.  Oggi questo linguaggio si arricchisce sulla carta di toni e di gesti acquerellati acquistando una più intima densità di significati.

Ha eseguito opere su carta, libri d’artista, su tela, ceramica, vetro con segni incisi e in rilievo in uno spazio lirico-poetico.


 Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno

 

mercoledì 6 aprile 2022

Mediterraneus ars liber, Casina Vanvitelliana parco del Fusaro.

 

Mediterraneus ars liber

Casina Vanvitelliana parco del Fusaro    

16 aprile -1 maggio 2022

Sabato 16 aprile 2022, dalle ore 10.00 alle 12.30, alla Casina Vanvitelliana al Fusaro, in Piazza G. Rossini,1 Bacoli (NA), si inaugurerà la collettiva “Mediterraneus | ars liber”la mostra ideata da Giovanna Donnarumma, Gennaro Ippolito, Enzo Trepiccione e Vittorio Vanacore.




La rassegna  campana è Patrocinata dal Comune di Bacoli ed è curata da Antonio Ciraci ,Giovanna Donnarumma  e Gennaro Ippolito  ed è, altresì, proposta promossa da Lineadarte Officina Creativa, Spazio Vitale, Biennale del libro d’artista. Nella precedente edizione della mostra, tenuta in Spagna presso il Museo del mar  di Santa Pola ,    si è vista la collaborazione con Museo Macs, Taller De Arte-Villa de Caudete e Fundacion Paurides e lartecontinua. 

In quell’occasione il critico d’arte Valeriano Venneri, ha così scritto: “… Il Mediterraneo è un grande confine liquido, che divide e nello stesso tempo collega le terre. Citando il grande sociologo Cassano “è il paradigma del significato di un mare che mantiene le differenze, tenendole insieme”. In questa pluralità di voci cogliamo il significato di un luogo che si pone come "mediazione tra terra e mare", poiché Mediterraneo vuoi dire mare che media tra le terre. Terre che si sono spesso ignorate oppure combattute. Terra e mare: il paradigma del certo e dell'incerto. Da una parte la terra statica, ferma. Dall'altra, il mare, con il suo tremolio e con il suo incessante movimento che "mette in discussione la pretesa fedeltà della terra". Il mare ci spinge verso l'inquietudine, ci costringe a nuovi paradigmi, a mettere tutto in discussione, ad aprirci a un ignoto che ancora oggi non ha risposte, a una continua mutevolezza che non può lasciarci indifferenti. Lo sguardo dalla riva ci impone uno sforzo di immaginazione verso l'altrove. Un pontile rappresenta una spinta verso la partenza per terre altre, con la curiosità di chi è disposto all'accoglienza di modelli non propri. Chi parte sa di abbandonare le certezze su cui si fonda un'esistenza e si apre al ventaglio della nostalgia fino ad approdare in un nuovo porto, per definizione quasi sempre sicuro: ancora qui si staglia la dicotomia sicurezza/insicurezza rapportata a terra e mare. Dalle rive del Mediterraneo è possibile immaginare mondi completamente differenti. L’Europa che guarda all'Africa e viceversa, in uno scambio di sguardi ed esperienze ancora troppo incomprese e sottovalutate, se si pensa a quella parte di Europa che, invece, mostra indifferenza - quando non fastidio - al suo mare, alle sue rive. Mare dal quale arrivano, se non vengono inghiottiti nel naufragio, gli ospiti ingrati, il dramma, la fuga, gli inganni e i sogni dei clandestini, che minano le certezze su cui si erige un certo tipo di società che guarda all'altro come al terzo mondo , in una assai discutibile classifica fra esseri umani. Chiunque ha diritto a un orizzonte marino, nel quale potersi perdere a vista d'occhio nello sconfinato elemento sempre vivo, sotto il quale si compiono conflitti, si sperimentano le solitudini, si attuano i viaggi dei branchi sospinti dalle correnti." La mostra sarà visitabile ogni venerdì e sabato dalle 17,00 alle 20,30 e le domeniche dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 17,00 alle 20,30, nonché negli eventi programmati con prenotazione, fino al 31 gennaio 2022.


L’esposizione vede protagonisti  circa 200 libri d’artista di altrettanti autori di provenienza internazionale:

PAOLA ADAMO   LAURA AGOSTINI   CRISTOBAL ALCARAZ DEL VALLE   PATRIZIA ALETTA   FRANCO ALTOBELLI   LAURA ALUNNI   JUAN AMOROS BAÑON   ROSA AMOROS BAÑON   JOSE AMOROS SANTA   UNDURRAGA ANA   MARIA DARMELI ARAÚJO.  MELISSA ARENA   GIUSEPPE ARGIENTO  ANDREINA ARGIOLAS MIGUEL AVILA M. LUZ AVILES MONGE PURA AZORIN ZAFRILLA JANE SPERANDIO BALCONI CIRO BALZANO CALOGERO BARBA  VINCENZO BARBA   ANTONIO BARBAGALLO  FABIOLA BARNA GIOVANNI BARTOLOZZI LUISA BERGAMINI VIRGINIA BERNAL ELISABETTA BERTULLI LUCIA BIRAL LECI MARIA BOHN    GIOVANNI BONANNO    CECILIA BOSSI   ALFONSO CACCAVALE SIRLEI CAETANO ANGEL CAJAL MARZIA CALÌ ANNAMARIA CAPACCHIONE ANGELA CAPORASO LUCREZIA CAPPONI  ANTONIO CARBONE    MARIA JOSÉ CÁRCELES   DONATO ROCCO CARDINALI  UMBERTO CAROTENUTO    F.JAVIER CARPE G.(J. Carpe)  PAOLA CARROLI MARA CARUSO KOSTAS CATZIMAVROS TERRY CAZZARO ROSARIA CECERE   BIAGIO CERBONE DANIELA CHIONNA ELETTRA CIPRIANI PAOLO CIPRIANI  ANNA MARIA COGNIGNI LUIGI COLA LUISA COLANGELO ANNA MAYERCOL MARIA GRAZIA COLONNELLO ANNA COPPOLA CARMELA CORSITTO PEPE CORTIJO MORA ALICE CORTOPASSI   MARIA CREDIDIO   GIANLUCA CRESCIANI FRANCESCO CURRELLI  ANTONIO D'ANTONIO  GLORIA DE MARCO  SIMONETTA DE MURO  TEO DE PALMA CONCETTA DE PASQUALE ANNA DI FUSCO  LUCIA DI MICELI RENATA DI PALMA MARIA GRACIA DIAZ MEDINA JUANA DIAZ NUÑEZ MARCELLO DIOTALLEVI GIOVANNA DONNARUMMA GIANFRANCO DURO JUAN EIZAGUIRRE EMILY JOE NUNZIA FATONE FELIPE ALARCÓN ECHENIQUE SALVATORE FELLINO PIERA FIDENTEA JESSICA FIORILLO ASUNCION FRANCES MARTI ILDE GADONI  OMBRETTA GAZZOLA  PAOLA GIORDANO   LILLO GIULIANA   Mº.ANGELES GOMEZ ORTIGOSA ANTONIO GÓMEZ RIBELLES  Natalia González Abellán GRUPO GRALHA AZUL MANOLO GRANADO GUIRALDO LUIZA GUTIERREZ ELIZABETH LEYLY GUZMAN CRUZ (JUAN JESUS HERNANDEZ MARTINEZ ANA HERNANDEZ MENOR MOROTE LEONOR HOCHSCHILD ANDREJA HOJNIK FIŠIĆ BENEDETTA IANDOLO ILARIA FEOLI - IVAN PIANO  GENNARO IPPOLITO LUIS IZQUIERDO GARCÍA TÁRSILA JIMÉNEZ PEÑARRUBIA JEANETE ECKER KÖHLER MARILENA LA MANTIA FELIPE LAMADRID CONCETTA LAURETTA GLORIA VERONICA LAVAGNINI MARIA ANDREEA LAVRIC NORBERTO LEGIDOS JUSSARA LEITE KRONBAUER STEFANIA LICCARDO THEREZINHA FOGLIATO LIMA ORONZO LIUZZI MARINA LOMBARDI PATRIZIA LOVATO PASQUALE LUONGO JUAN ELDA LUZ TANIA LUZZATTO MABI COL FABIANA MACALUSO RUGGERO MAGGI MAHA SAEDAWAY MAGY LOREDANA MANCIATI MARIA MANNA JODIE MANNINI SILVIA MARCHIONNE MARIO COBÀS ENCARNA MARTINEZ GUILLEN JUAN MARTÍNEZ LAZARO  CONCHA MARTINEZ MONTALVO GIUSEPPE MASSA JOSÉ MATEOS MICHELE MAUTONE MAYA LÓPEZ MURO  MONICA MICHELOTTI MARAT MINGALEEV ANNALISA MITRANO  MARIA DOLORES MULÁ PÉREZ CHAZARRA NATALIA JOSÉ JORGE NICOLÁS SALAS MATA DUQUE NIEVES SOFIA PIERONI LUNA ORLANDINI BELÉN ORTA NÚÑEZ ANA ORTÍN MAESTRE ANTONIO PALLOTTA SILVIA PANIGATA LINDA PAOLI PASQUALE PETRUCCI  MARI PAZ PELLÍN SÁNCHEZ ADRIANA PEREGO YOLANDA PEREZ LUCIO PINTALDI MARIA PISCITELLI VINCENZO PIZZORUSSO GIULIANA POLIMENI PATRIZIO MARIA  VERA REGINA DE GASPERI CARMEN PRESOTTO  REMEDIOS ANTONIO REQUENA SOLERA GIAMPIERO REVERBERI MAVI RICO VIDAL    GIUSEPPINA RIGGI   CARLO CLAUDIO RIVIERI SABINA ROMANIN MARIA TERESA ROMITELLI MARINO ROSSETTI GIOVANNI RUGGIERO NICOLA RUSSO SOFIA RUSTIGHI ROSALBA RUZZIER SILVANA SABBIONE PILAR SALA VALLEJO   MARIA SALMERÓN(María Sal)    SILVIA SANCHEZ GRACIÁ CARMEN SANZ SOTO LUDOVICA SANZARI  AGOSTINO SAVIANO   IRENE SAYAS ORTIZ   ANNA MARIA SCOCOZZA LELLO SERAFINO LUCIA SERRA JESUS SEVILLA ERMINIA MARASCA SOCCOL  MARÍA JESÚS SOLER FERRÁNDEZ SANDRA SPERDUTO GENNARO TELARO MARIA TIROTTA PAOLA TOFFOLON MARIA DO CARMO TONIOLO KUHN ALEJANDRO TORRES SALVADOR TORRES VINCENZO TREPICCIONE  ILIA TUFANO IVANA URSO ANTONIO VIDAL MAIQUEZ PABLO VILA BAS SILVIA VIñAO MARINA VITOLO PEPE YAGÜES FATEMEH - Y - MANSOUR ZAHAB SANIEI - Y - KHOSHNAMA

Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual art di Salerno

Ruggero Maggi a Seriate (BG) / C’era una volta a Bergamo la Galleria 72

 

C’era una volta a Bergamo....

 Collettiva di opere di arte moderna anni ‘60, ‘70, ‘80 in ricordo della Galleria 72

Curata da Carlo Ballaré  

La mostra sarà allestita presso la sala espositiva Virgilio Carbonari in p.zza Alebardi 1 a Seriate (BG)

La mostra è aperta da domenica 10 aprile 2022 a sabato 30 aprile 2022

E' visitabile da mercoledì a sabato dalle 16:00 alle 19:30, domenica e festivi dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16:00 alle 18:30

 


La mostra

Il progetto espositivo in Seriate è ispirato alla storia della Galleria 72 di Bergamo, fondata da Carlo Ballaré nel 1974, ed ha come tema di fondo l'esposizione collettiva di opere di un nutrito gruppo di artisti che hanno esposto in Galleria 72 dal 1974 al 1978, anno di chiusura della stessa. La mostra nasce con il supporto dell'Associazione Seriatese Arti Visive e il patrocino, collaborazione e contributo del Comune di Seriate - Assessorato alla Cultura. Titolo dell’esposizione è "C'era una volta a Bergamo...", un amarcord attualizzato con la presenza di opere dei seguenti artisti: Algardi Alessandro; Antico Italo; Baratella Paolo; Benedetti Mario; Benedini Gabriella; Biglione Annibale; Canu Giovanni; Capogrossi Giuseppe; Carrara Rino; Cremonesi Emilio; Daleffe Franco; Frabasile Mario; Gambelli Federico; Maggi Ruggero; Mauri Giuliano; Nanni Mario; Nicolotti Vanna; Ramous Carlo; Rastelli Giorgio; Romagnoni Bepi; Rotella Mimmo; Spagnulo Pino; Spinoccia Pippo; Staccioli Mauro; Tadini Emilio; Tagliaferro Aldo.

Ruggero Maggi, Identità cancellate, 1985, polimaterico con neon, cm40x35


Storia della Galleria 72

La galleria d'arte moderna Galleria 72 ha aperto nel settembre 1974 in via XX settembre 70 aBergamo ad opera di Carlo Ballaré, ed espose nei suoi locali i più promettenti artisti della scena Bergamasca e Lombarda dell'epoca. Epoca di fermento artistico, del dopo '68, del design italiano negli anni '70 di cui la vicina Milano era capitale. Bergamo piccola laboriosa, determinata e testarda città di provincia in grado di accogliere diversi movimenti artistici e ospitare ferventi gallerie d'arte. Gallerie d'arte come punti di incontro di artisti, di menti aperte con voglia di scambiare idee, progetti, entusiasmi, di appassionati, commercianti, clienti in cerca di affari o semplici curiosi.Luoghi dove stringere amicizie capaci di durare lustri. Numerosi scultori, pittori e fotografi di talento si sono messi in mostra attraverso esposizioni monografiche o collettive. Cosa è stata la Galleria 72 nella storia del movimento artistico di Bergamo degli anni settanta? Nell’articolo "1970...Ritorno al futuro" di Giovanna Brambilla Ranise e Simona Mazzocchi, apparso nella raccolta "Arte a Bergamo 1970-1981" si parla di “scuderia” del gallerista, termine non casuale perché Carlo Ballaré puntò con convinzione su artisti come cavalli vincenti, promuovendoli attraverso  la presenza della Galleria 72 a diverse esposizioni nazionali quali “Expo arte” di Bari nel 1976 e “Arte fiera” di Bologna nel 1977.




Il curatore della Galleria 72

Carlo Ballaré non è bergamasco. Figlio di Ignazio, piemontese, e di Elisa, siciliana, ha vissuto la sua infanzia, frequentato le prime scuole in Piemonte ed il liceo in Sicilia, per poi tornare a Torino per l'università e quindi a Milano per studiare Belle Arti all'Accademia di Brera, epoca in cui ha conosciuto il fermento artistico milanese. A fine anni '60 domiciliatosi in un piccolo paese della bassa bergamasca, frequenta le esposizioni e mostre di Bergamo, e in una di queste conosce la pittrice Massimiliana Preda con la quale convolerà a nozze nel 1970. Con Massimiliana frequenterà maggiormente l'ambiente artistico bergamasco intrecciando legami e  rapporti con gli artisti e gli appassionati di arte moderna, fino a maturare l'idea di aprire una galleria.  Dal Gruppo 72 nascerà quindi la galleria d'arte moderna Galleria 72. Sono anni intensi pieni di iniziative, durante i quali le esibizioni degli artisti si succedono all'incirca ogni due settimane, precedute da un brillante lavoro di preparazione dell'allestimento della mostra e di redazione e stampa dei manifesti, della spedizione degli inviti a critici ed appassionati, di promozione attraverso i canali della stampa locale o di quella specializzata. La Galleria 72 chiude purtroppo presto nel 1978. L'evento di Seriate intende far rivivere concretamente, per qualche giorno, lo spirito della Galleria 72 a 44 anni dalla sua chiusura.


INGRESSO LIBERO esibendo il Green Pass

Catalogo in mostra
Per informazioni:

E-mail: info@galleria72.it

Tel: 3891427741 – 3294079322

www.galleria72.it

www.galleria72.it/eventi/104-la-galleria-72-a-bergamo

www.comune.seriate.bg.it

https://www.comune.seriate.bg.it/servizi/eventi/cerca_fase03.aspx?ID=17754

A.S.A.V. - Ufficio cultura 035.304345



Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno



martedì 29 marzo 2022

Caitlin Haskell, è la direttrice delle collezioni e della ricerca Ray Johnson presso l'Art Institute of Chicago


 ITA

CAITLIN HASKELL ANNUNCIATO COME DIRETTORE, RAY JOHNSON COLLECTIONS AND RESEARCH ALL'ART INSTITUTE OF CHICAGO



RAY  JOHNSON

Caitlin Haskell, Gary C. e Frances Comer Curator of Modern and Contemporary Art presso l'Art Institute of Chicago, è stata annunciata come direttrice delle collezioni e della ricerca Ray Johnson del museo. In questa posizione aggiuntiva, Haskell guiderà e promuoverà borse di studio e interpretazione delle proprietà di Ray Johnson dell'Art Institute e fungerà da collegamento tra il museo e la Ray Johnson Estate. Lavorando a livello interdipartimentale in collaborazione con i colleghi dell'Archivio e del Centro di ricerca del museo, nonché con Arte moderna e contemporanea, Stampe e disegni e Conservazione e scienza, coordinerà la gestione e la crescita del museo di questa collezione d'arte e d'archivio per fungere da una risorsa centrale per studiosi esterni sulla pratica dell'artista. Studioso dell'arte del XX secolo, la ricerca e la scrittura di Haskell affrontano la produzione, la ricezione critica e i lasciti delle avanguardie storiche in Europa e nelle Americhe. Le sue mostre più recenti includono Ray Johnson c/o, a cura di Jordan Carter per l'Art Institute of Chicago, e René Magritte: The Fifth Season per SFMOMA. Ha conseguito un dottorato di ricerca in Storia dell'arte presso l'Università del Texas ad Austin e una laurea presso il Davidson College.

IL CATALOGO

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2022 RAY JOHNSON ESTATE CURATORIAL FELLOWS

BENJAMIN KAHAN, BORSA DI RICERCA CURATORIALE

Kahan è professore di inglese e studi sulle donne, sul genere e sulla sessualità presso la Louisiana State University. Ha tenuto borse di studio presso la Washington University di St. Louis, la Emory University, l'Università di Pittsburgh, l'Università di Sydney, il National Humanities Center, la Reed Foundation e la John Simon Guggenheim Memorial Foundation. È autore di Celibacies: American Modernism and Sexual Life (Duke, 2013) e The Book of Minor Perverts: Sexology, Etiology, and the Emerges of Sexuality (Chicago, 2019). Kahan esplora e scrive sul lavoro di Ray Johnson dal 2011 e ha tenuto conferenze sul lavoro di Johnson alla Brown University, all'Università di Sydney, all'Australian National University, all'Università della Carolina del Nord, a Chapel Hill, all'Università di Buffalo e alla Associazione Studi Modernisti. Ha pubblicato due pezzi su Johnson, entrambi presenti in Angelaki: Journal of the Theoretical Humanities; il primo è intitolato "Ray Johnson's Anti-Archive: Blackface, Sadomasochism, and the Racial and Sexual Imagination of Pop Art" e il secondo è intitolato "On Ray Johnson's Sexuality, Loves, and Friendships: An Interview between William S. Wilson e Benjamin Kahan. Durante il suo tempo come collega, lavorerà a un libro tra  intrecci di razza, sessualità, e capitale nell'opera di Johnson.

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EN

CAITLIN HASKELL ANNOUNCED AS THE DIRECTOR, RAY JOHNSON COLLECTIONS AND RESEARCH AT THE ART INSTITUTE OF CHICAGO

Caitlin Haskell, the Gary C. and Frances Comer Curator of Modern and Contemporary Art at the Art Institute of Chicago, has been announced as the museum’s Director of Ray Johnson Collections and Research. In this additional position, Haskell will guide and promote scholarship and interpretation of the Art Institute’s Ray Johnson holdings and act as a liaison between the museum and the Ray Johnson Estate. Working cross-departmentally in collaboration with colleagues in the museum’s Archives and Research Center, as well as Modern and Contemporary Art, Prints and Drawings, and Conservation and Science, she will coordinates the museum’s stewardship and growth of this art and archival collection to serve as a central resource to external scholars on the artist’s practice.

A scholar of twentieth-century art, Haskell’s research and writing address the production, critical reception, and legacies of the historical avant-gardes in Europe and the Americas. Her most recent exhibitions include Ray Johnson c/o, curated with Jordan Carter for the Art Institute of Chicago, and René Magritte: The Fifth Season for SFMOMA. She holds a PhD in Art History from the University of Texas at Austin and a BA from Davidson College.

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2022 RAY JOHNSON ESTATE CURATORIAL FELLOWS

BENJAMIN KAHAN, CURATORIAL RESEARCH FELLOW

Kahan has been exploring and writing about the work of Ray Johnson since 2011 and has lectured on Johnson’s work at Brown University, University of Sydney, Australian National University, University of North Carolina, Chapel Hill, University at Buffalo, and at the Modernist Studies Association. He has published two pieces on Johnson, both featured in Angelaki: Journal of the Theoretical Humanities; the first is entitled, “Ray Johnson’s Anti-Archive: Blackface, Sadomasochism, and the Racial and Sexual Imagination of Pop Art” and the second is entitled, “On Ray Johnson’s Sexuality, Loves, and Friendships: An Interview between William S. Wilson and Benjamin Kahan.” During his time as a fellow, he will be at work on a book exploring the entwinements of race, sexuality,
and capital in Johnson’s oeuvre.

 

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domenica 20 marzo 2022

UNIQUE SPACE - La Galleria tutta virtuale di Arte Contemporanea con l'arte in punta di mouse

 

SANDROBONGIANI ARTE  CONTEMPORANEA

Galleria virtuale Unique Vrspace

MARZO 2022 / L’OPERA DI GIOVANNI LETO





Senza titolo, 2017, carta e pigmenti su tela, cm. 120x120 © - Courtesy Collezione Privata




Dopo aver inaugurato a giugno  del 2021 il nuovo spazio virtuale  Sandro Bongiani Vrspacenasce il 16 ottobre 2021 la nuova galleria virtuale “Unique Space”, un’unica vetrina situata in un ipotetico  edificio virtuale da visitare per un mese da remoto.  L’approccio della tecnologia e del digitale è parte fondamentale della nuova modalità espositiva. L’idea di presentare una sola opera nello spazio di  un piccolo “white cube”, in un arco di tempo di 30 giorni e visibile a 360° soltanto da fuori di una vetrina a tutte le ore del giorno e della notte nasce dall’esigenza di sperimentare nuove riflessioni e diversi percorsi nel panorama  ufficiale del sistema espositivo artistico e culturaleUna galleria virtuale ridotta volutamente a un piccolo spazio nella convinzione di proporre un nuovo modello alternativo rispetto alla situazione espositiva attuale privilegiando  la qualità dell’opera, i contenuti e i valori legati agli artisti che fanno ricerca.

Le quattro  "piattaforme culturali" visibili in tempo reale, risultano per continuità le più importanti gallerie virtuali interattive "no profit” al mondo che operano sistematicamente on line in ambito artistico con un serio programma continuativo di proposte  culturali e con uno spazio sempre aperto, non ha una superficie fisica ma  solo virtuale, si trova idealmente a Salerno ed è visibile in punta di mouse 24 ore su 24 in tutto il mondo.  Sandro Bongiani

Visit  https://www.sandrobongianivrspace.it

 

 

·        Elenco delle Mostre Svolte


Exibition

UNIQUE SPACE/ PAOLO SCIRPA 

18.10.2021 – 31 10.2021

Vibrazione di luce, Grafite cm. 50x70,  1991

 

Exibition

UNIQUE SPACE/ RYOSUKE  COHEN

01.11.2021 - 30.11. 2021

Trittico Body Fractal Portrait Project, Meeting of Spagna 2017

 

Exibition

UNIQUE SPACE/ FERNANDO DE FILIPPI

01.12.2021 - 31.12. 2021

The teory of the art - Installazione minima, cm.100x140 stampa fotografica Santa Maria de la Mer - Camargue, 1976

 

Exibition

UNIQUE SPACE/ LAMBERTO PIGNOTTI

01.01.2022 - 31.01. 2022

Attenti alle connessioni nascoste, collage e scrittura, 2003

 

Exibition

UNIQUE SPACE/ RAY JOHNSON

01.02.2022 - 28.02. 2022

Rimbeau follow instructions below, 1971 © - Collezione Coco Gordon, Colorado USA

 

Exibition

UNIQUE SPACE/ GIOVANNI LETO

01.03.2022 - 31.03. 2022

Senza titolo, 2017, carta e pigmenti su tela, cm. 120x120

© - Courtesy Collezione Privata


venerdì 18 marzo 2022

GABRIELLA BENEDINI UN VIAGGIO RAVENNA | FONDAZIONE SABE PER L’ARTE - Ravenna


GABRIELLA BENEDINI

UN VIAGGIO

RAVENNA | FONDAZIONE SABE PER L’ARTE | 26 MARZO – 16 LUGLIO 2022


Gabriella Benedini, Goniometro, 2021, polimaterico su legno, cm 28x52; montato su pannello 40x60




Sabato 26 marzo 2022 alle ore 11, la Fondazione Sabe per l’arte presenta il suo secondo evento espositivo, la mostra personale dell’artista Gabriella Benedini (Cremona, 1932) dal titolo Un viaggio, a cura di Francesco Tedeschi. Lo spazio espositivo, inaugurato lo scorso novembre a pochi passi dal MAR – Museo d’Arte di Ravenna, intende porsi quale punto di riferimento per la promozione e la diffusione dell’arte contemporanea, con una particolare attenzione alla scultura.






La mostra, che proseguirà fino al 16 luglio 2022, riprende un filone del lavoro di Gabriella Benedini incentrato su alcune opere realizzate tra il 2005 e il 2007 e reinterpretate per l’occasione con nuove integrazioni ed elaborazioni. Il focus centrale è dedicato a lavori che rimandano ai viaggi compiuti negli anni Settanta, in luoghi che hanno costituito per l’artista dei serbatoi di memorie e di emozioni, in particolare l’Iraq, l’Afghanistan e alcuni territori dell’Asia. Riemersi a distanza di tempo nel suo immaginario, hanno dato vita alle “Mappe” e alle sculture in cui si sovrappongono riferimenti agli strumenti di misurazione e manifestazione sonora quali le “Arpe”, da lei create tra gli anni Novanta e i primi Duemila e ora oggetto di rivisitazione per effetto della presenza di ulteriori elementi narrativi. In dialogo diretto con queste ultime si aggiungono le “Vele”, simboli di una navigazione in atto.





La metafora del viaggio è la chiave narrativa che connette le varie parti di un percorso che vuole avere i tratti di un’installazione unitaria, anche se è costituita da parti o episodi distinti. La mostra presenta alcuni lavori di carattere ambientale, dove alle “Arpe” si affiancano parti di relitti marini, ai quali parallelamente l’artista affida la memoria di viaggi compiuti nel tempo e nello spazio, e alcuni lavori a parete, tra i quali alcune delle maggiori “Mappe”, nelle quali forme e colori estremamente ridotti riportano le tracce di luoghi dimenticati nelle pieghe della storia. Un lavoro implicitamente “archeologico”, che rivela però il suo interesse anche in relazione al modo in cui quella parte del mondo quasi trascurata, apparentemente, negli equilibri mondiali del Novecento e nelle più immediate destinazioni di viaggio, è tornata ad avere una sua prepotente evidenza da alcuni decenni.


La mostra, idealmente e concretamente, si ricollega alla mostra precedente di Fondazione Sabe per l’arte, la personale di Mirella Saluzzo (leggi qui) inaugurata lo scorso novembre, attraverso la presenza di alcuni lavori di quest’ultima, che rivelano corrispondenze con immagini di un viaggio proiettato in un altrove imprecisato. Le suggestioni evocate da lavori come Voyager ed Explorer contengono la volontà di ricordare la tensione all’esplorazione che accompagna ogni atto umano, tra cui quello generativo artistico riveste una peculiare capacità di sintesi.


Il progetto espositivo, a cura di Francesco Tedeschi, è completato da un catalogo edito da Danilo Montanari e sarà arricchito da alcuni incontri che coinvolgono studiosi, quali Franco Farinelli e Raffaele Milani, provenienti da diversi ambiti disciplinari.






Gabriella Benedini (Cremona, 1932) si diploma all’Istituto Paolo Toschi di Parma e poi frequenta alcuni corsi dell’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Pompeo Borra. Dopo un determinante soggiorno a Parigi dalla fine del 1957 al 1960, dove si svolgono le sue prime esposizioni, sceglie di stabilirsi a Milano e grazie all’amico Bepi Romagnoni entra in contatto con la Galleria Bergamini, che ospita nel maggio 1962 la sua prima personale, cui ne seguono altre negli anni successivi. Ama la letteratura, la poesia soprattutto, che alimenta la sua costante ricerca, e i viaggi, esperienze fondamentali e ben poco convenzionali per mete e modalità. Attenta a quanto avviene attorno a sé, percorre sempre un cammino indipendente, senza identificarsi in gruppi e movimenti che avvicina solo per brevi periodi. Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui nel 1966 il premio all’XI Concorso Nazionale di Pittura Premio Ramazzotti e nel 2009 quello per un progetto di riqualificazione nell’ambito di Scultura nella città. Progetti per Milano. Moltissime le rassegne che documentano la sua instancabile attività e l’urgenza di esprimere il suo ricco mondo interiore. Partecipa a importanti manifestazioni come la Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma. Nel 2022 il suo lavoro è parte della collettiva Astratte. Donne e astrazione in Italia 1930-2000, a cura di Elena Di Raddo, alla Villa Olmo di Como.


Fondazione Sabe per l’arte nasce nel 2021 con l’obiettivo di promuovere e diffondere l’arte contemporanea – con particolare attenzione alla scultura – nella città di Ravenna attraverso mostre, incontri, proiezioni e altre attività culturali. Presieduta da Norberto Bezzi e da Mirella Saluzzo, si avvale della consulenza di un comitato scientifico coordinato da Francesco Tedeschi, docente di storia dell’arte contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e composto dai professori Claudio Marra, Federica Muzzarelli, Claudio Spadoni e Gian Luca Tusini dell’Università di Bologna, cui si aggiunge Claudio Spadoni, ex direttore del Museo d’Arte della città di Ravenna. La direzione artistica è affidata a Pasquale Fameli, critico d’arte e studioso dell’ateneo bolognese. La Fondazione si dedica inoltre alla catalogazione delle opere di Mirella Saluzzo e alla costituzione di una biblioteca specializzata sulla scultura contemporanea.











Gabriella Benedini. Un viaggio

A cura di Francesco Tedeschi

26 marzo – 16 luglio 2022

Inaugurazione sabato 26 marzo 2022, ore 11

Fondazione Sabe per l’arte

via Giovanni Pascoli 31, Ravenna

Orari: giovedì, venerdì e sabato ore 16-19

Ingresso libero con certificazione verde Covid-19 rafforzata e mascherina

Info: info@sabeperlarte.org | www.sabeperlarte.org



Le Mostre di Como e Ravenna:


ASTRATTE
Donne e astrazione in Italia 1930 - 2000

a cura di Elena Di raddo

Villa Olmo - Como
19 marzo - 29 maggio 2022

 

 e con una personale

Gabriella Benedini. Un viaggio

a cura di Francesco Tedeschi

Fondazione Sabe - Ravenna
26 marzo - 16 luglio 20222

Eventi segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno