venerdì 24 maggio 2013

“Wunderkammer Artistamps And Cabinet Of Curiosities” /70 Years of Marcello Diotallevi

Invito della mostra Collettiva Internazionale
"ARTISTAMPS"


“Wunderkammer Artistamps And Cabinet Of Curiosities” è il titolo della seconda collettiva internazionale dedicata ai 70 anni di Marcello Diotallevi e in particolare al francobollo d’artista. Nasce in contemporanea con le proposte della 55° Biennale Internazionale di Venezia e va a integrare la prima parte della collezione già esposta nel dicembre 2012 dal titolo “In Forma di Francobollo”.

Francobollo e mostra dedicata a Marcello Diotallevi

Sono presenti a questa seconda importante rassegna internazionale ulteriori 93 opere realizzate appositamente da Marcello Diotallevi, Shozo Shimamoto, Ben Vautier, Walter Valentini, P. Scirpa, Lamberto Pignotti, G. A. Cavellini, Tomaso Binga, Mirella Bentivoglio, Ingrid Behm, Mauro Molinari, Henning Mittendorf, Giovanni Bonanno, Hans Braumuller, Renata e Giovanni Strada, Anna Banana, Claudio Romeo, Fulgor C. Silvi, Silvana Alliri, Osvaldo Cibils, Lorenzo Di Cecco, Oronzo Liuzzi, Antonio De Marchi Gherini, Fausto Paci, Luc Fierens, C. Mehrl Bennett, Antonio Sassu, Mauro Manzoni Sala, Mirta Caccaro, Darlene Altschul, Bruno Maisons, Domenico Ferrara, Franco Flaccavento, Daniel Daligand, Clara Paci, J. A. Everaers (Ever Arts), Antonio Delle Rose, Glauco, Lendaro, Camiless, e Donatella Stamer, Diane Bertrand, Carol Stetser, BuZ Blurr, Ko De Jonge, Bobo Banchi, Edwin Warney, Ptrzia Tictac, Pascal Lenoir, Andrea Bonanno, Alfonso Caccavale, Gyorgy Galantai, Alfio Fiorentino, Skotoor Neal Taylor, Franco Zingaretti, DR Phil Klaus Groh, Katerina Nikoltsou, Marina Salmaso, Otto D Sherman, Giuseppe Riccetti, Birger Jesch, Fernando Aguiar, Guglielmo Chiara Diamantini, Marco Vincenzi, Luisa Bergamini, Gil David, Fernanda Fedi, Gino Gini, Marinella Giandelli, Maurizio Follin e Gabriella Gallo, Patrizio Scarabottolo, Remy Penard, Natale Cuciniello, Francesca Cataldi, Vittorio Tonon, Daniel De Cullà, Bruno Cassaglia, Mogens Otto Nielsen, Eric Bensidon, Matthew Rose, Vittore Baroni, Takayo Tominaga, Jorg Seifert, Casana Rosso, Miche - Art - Universalis, Schoko Rora & Dobrica Kamperelic, Umberto Basso, Peter A. Leigh, Gianni Broi, Alexander Kholopov, Natalie Lamanova, Roberto Recanatesi, Cheryl Penn, Eni Ilis, M. Greenfield e Giovanni Fontana. Altri 93 autori internazionali che hanno voluto essere presenti a tale nuovo appuntamento. A definitiva scadenza del progetto la collezione di “Artistamps” del Bongiani Ophen Art Museum di Salerno annovera già 530 opere di qualità realizzate da 193 artisti internazionali. Crediamo, davvero, che sia già una delle più vaste e importanti collezione virtuali presenti e visibili permanentemente nel Web.

Artistamp di Shozo Shimamoto,  2012

“Wunderkammer”, in italiano significa camera delle meraviglie, è un'espressione appartenente alla lingua tedesca, usata per indicare particolari ambienti in cui, dal XVI secolo al XVIII secolo, i collezionisti erano soliti conservare raccolte di oggetti straordinari per le loro caratteristiche intrinseche ed esteriori. Per noi una raccolta di oggetti straordinari è senza dubbio quella creata dagli artisti in forma di francobollo, conosciuta anche con il termine “Artistamps”. Per gli artisti postali “Wunderkammer” è “il cabinet” della ricerca, dell’invenzione e della libertà poetica, è l’angolo e la camera dei sogni e dei desideri dove ogni curiosità può essere liberamente indagata. La Mail Art, ideata da Ray Johnson negli anni ’60, nasce come fenomeno artistico “underground” condividendo le proposte del movimento Fluxus: una forma d’arte essenzialmente e totalmente svincolata da giochi di potere e libera da qualsiasi logica produttiva. Le opere di Mail Art, spedite per posta viaggiano da un capo all’altro del pianeta e molto spesso si completano con i timbri, francobolli, adesivi e persino elementi tridimensionali. Le buste, e i francobolli sono la chiara testimonianza di un viaggio che finisce per fare parte dell'opera stessa.

Artistamp di Mirella Bentivoglio, 2012

 


Con il termine Artistamps, quindi, si intendono espressamente i "Francobolli d'Artista") le creazioni grafiche degli artisti che orbitano di preferenza nella Mail Art, nella Poesia visiva e più in generale nella cosiddetta arte Concettuale, opere che ricordano e reinterpretano in maniera originale le affrancature emesse dai Servizi postali ufficiali delle varie nazioni. Nei progetti di Mail Art l'utilizzo di Artistamp testimoniano il passaggio avvenuto tra l’emittente e il ricevente. In genere Il francobollo è prodotto su carta, stampato da una parte e a volte persino gommato sul retro come nel caso dei francobolli creati da Marcello Diotallevi che hanno tutte le caratteristiche formali di un vero e autentico francobollo legale. L’unica differenza tra un francobollo legale e un francobollo d’artista, è essenzialmente la non possibilità di essere adoperato come normale affrancatura. La creazione di Artistamp creati da questi artisti alternativi alle proposte ufficiali, vengono creati con diverse tecniche, sia manuali che digitali. Molti autori producono persino anche annulli postali di fantasia (Cancellations) realizzati, per consuetudine, incidendo gomme per cancellare (Rubber eraser) oppure utilizzando materiali poveri e di riciclo, questi annulli appaiono sul fronte o sul retro come timbri e riportano un motto o una sigla particolare dell'autore dell’opera.    

Artistamp  Ben Vautier, 2012



Si sa che Il primo autentico francobollo è stato ideato dall'inglese Rowland Hill il 6 maggio del 1840, (1 penny, noto come " Penny Black " , inciso da W.Wron); i primi veri francobolli al mondo, francobolli adesivi, distribuiti con una incisione elegante della giovane regina Vittoria rigorosamente in carta. Tradizionalmente i francobolli sono in carta, di forma quadrangolare o rettangolare e di piccolo formato. Tuttavia, sono stati prodotti francobolli di diverse forme, rotondi, triangolari, pentagonali o di forma non geometrica come nel caso dei francobolli a forma di frutta. Raramente sono stati anche prodotti francobolli non di carta, come i francobolli della Svizzera fatti parzialmente di pizzo o della DDR composti da fibre sintetiche. Sono stati inoltre emessi francobolli anche su lamine metalliche. Di recente La Repubblica Italiana, precisamente il 2 luglio 2007, per commemorare il patrimonio artistico rappresentato dalla Basilica di San Vincenzo in Galliano di Cantù ha emesso persino un francobollo in legno impiallacciato di betulla. Come dalla filatelia “alternativa degli artisti postali, anche la filatelia ufficiale contemporanea cerca in tutti i modi di aggiornarsi, tuttavia, dobbiamo constatare che i francobolli creati dagli artisti postali e concettuali sono sempre un pò più avanti sia per invenzione che per qualità creativa. Essi si ribellano in tutti i modi possibili al mondo costrittivo delle emissioni di stato dando vita, con intenti spesso sociali, satirici e ludici ad un mondo carico di creatività.

Artistamp di Guglielmo Achille Cavellini, 1974


I primi artisti che avevano prodotto francobolli alternativi a quello del vero circuito del cartavalori legale sono stati alcuni pionieri come Michael V. Hitrovo e Karl Schwesig. Tra i primi e più noti esemplari di francobolli d’artista documentati, è sicuramente un bel francobollo dipinto completamente di blu nel 1957 da Yves Klein, mentre l’artista Donald Evans deceduto nel 1967, utilizzò il piccolo formato dentellato per una sterminata produzione di minuziosi acquerelli poi esposti in raccoglitori filatelici, fino alle ricerche concettuali degli artisti Fluxus, e quindi, alla diffusione planetaria tramite il network della rete dell'Arte Postale. Anche Il padre della Poesia Visiva, Lamberto Pignotti, presente anche in questa stessa seconda rassegna internazionale dedicata a Marcello Diotallevi, negli stessi anni Sessanta, precisamente tra il 1966 e il 1968, ha dato vita alla sperimentazione dell’importante serie dei ‘Francobolli’ (collage di parole e immagini), associando ad un francobollo messaggi che apparentemente non mostrano nessun legame con la vignetta, in cui la creatività è stimolata dai generi del fumetto e del fotoromanzo. “I balloon decontestualizzati vengono utilizzati per «far parlare» personaggi celebri attraverso un'immagine semplificata. L'effetto prodotto dall'accostamento, antitetico è spiazzante e riesce, attraverso un'azione apparentemente ludica a attivare un dialogo su più livelli. L’artista toscano confessa: “mi interessa il discorso dello spaesamento, della de-contestualizzazione”, e infatti, le frasi aggiunte ai francobolli spostano l'attenzione e il significato proposto dalla carta valore.

Artistamps di Paolo Scirpa, 1995


Dello stesso periodo è anche la produzione di Guglielmo Achille Cavellini, artista italiano che nel 2014 ricorre il centenario della nascita e quindi le celebrazioni. GAC come preferiva farsi chiamare, tra il 1966 e il 68 crea i francobolli in legno e poi, nel 1968 - 70 con i carboni combusti la serie di lavori relazionabili al concetto di celebrazione. Il francobollo è ora un esempio concreto.


Artistamp di Lamberto  Pignotti, 2012



Anche Marcello Diotallevi, l’artista a cui è dedicato questo progetto internazionale, proprio negli anni 80 inizia a realizzare i primi francobolli, precisamente nel 1984 (qualche anno prima, aveva creato qualche esemplare unico di cui, purtroppo, non si ha più la reale documentazione dell’operazione artistica). Secondo Marcello Diotallevi “i francobolli d'artista stanno a quelli ufficiali come i libri d'artista a quelli che fanno letteratura”, confessando: “Sebbene essi non appartengano alla filatelia ufficiale, morfologicamente le sono vicini, appaiono traforati, la carta è gommata, hanno un valore facciale e qualcosa da celebrare”. così l’artista definisce il proprio lavoro. Dal 1984, in tutto, ne ha realizzati una ventina sempre di grande qualità creativa. Negli stessi anni di Diotallevi, Cavellini crea la serie interessantissima di lavori prodotti su carta che si sviluppa a tutti gli anni novanta,(anno della morte). Anche diversi altri artisti come David Hockney, Ralph Steadman e Allen Jones hanno prodotto francobolli d’artista, realizzate appositamente in occasione dello sciopero generale delle Poste inglesi del 1971. Oggi la produzione dei francobolli d’artista è sterminata e comprende opere di importanti artisti che hanno da tempo dedicato forze e attenzione a tale forma di espressione, artisti di grande interesse che hanno voluto essere presenti in queste due collettive internazionali.

Artistamp di Mirella Bentivoglio, 2012




Ormai, molti artisti soprattutto postali e concettuali si costruiscono il proprio francobollo, che diviene così un messaggio nel messaggio. un’arte che si accontenta delle piccole dimensioni d’un francobollo per poter viaggiare più comodamente e gratuitamente superando barriere e limiti. Tra i prodotti mail-artistici più curiosi, i francobolli hanno un fascino davvero particolare includendo le ridotte dimensioni racchiudono un mondo in cui l’arte sovverte un codice - quello postale - fatto di formato, contorno per lo più dentellato, iconografia, indicazione dello stato ed infine del valore. Un’arte, quindi, apparentemente inoffensiva, spesso potenzialmente divertente, capace però di superare lunghe distanze planetarie, innescando tramite una sorta di «cavallo di Troia» meccanismi relazionali e comunicativi e soprattutto veicolare il proprio messaggio in relazione ad una filatelia alternativa “ di frontiera”, contrassegnata dalla più sfrenata e originale invenzione poetica.
                                                                                        Giovanni Bonanno




Artistamp di Walter Valentini, 2012









MARCELLO DIOTALLEVI

Nato nel 1942 a Fano. E' vissuto per lungo tempo a Roma dove per un decennio ha esercitato l'attività di restauratore presso il Laboratorio di Restauro in Vaticano. Ha inizio in quegli anni anche la sua attività artistica all'insegna dell'irrequietezza. Come pittore prima, poi come scultore nei primi anni Settanta, quindi per qualche tempo si occupa di grafica e infine inizia a scrivere. Verso la fine degli anni Settanta hanno inizio le sue incursioni nell'area della Mail Art e della Poesia Visiva di cui è tuttora un impegnato protagonista. In oltre quarant’anni di attività artistica ha collaborato con suoi interventi a libri e riviste nazionali e internazionali. Nel corso del tempo ha tenuto varie mostre personali nelle maggiori città italiane, partecipando nel contempo a esposizione collettive in tutto il mondo. Si occupa in prevalenza di installazione, Poesia Visiva e Mail Art. E' l'autore della copertina della Guida al Musée National d'Art Moderne - Centre Georges Pompidou di Parigi (Hazan Editeur 1983). Nel 2003 riceve l'invito a tenere una performance nella Sezione "Extra 50" della 50esima Edizione Internazionale d'Arte - Biennale di Venezia ma, non essendo egli un performer, declina l'invito. Nel 2007 è stato invitato alla 52esima Biennale di Venezia e poi nel 2011 alla 54 Biennale di Venezia, Padiglione Tibet, a cura di Ruggero Maggi. Dal 1974 vive e lavora a Fano.



Qui di seguito vengono elencati tutti gli artisti presenti nelle due rispettive collettive internazionali dedicate al francobollo d’artista:

Marcello Diotallevi, Michel Della Vedova, Giancarlo Pucci, Francesco Mandrino, Ruggero Maggi, Emilio Morandi, Paolo Scirpa, Clemente Padin, Anna Boschi, Alexander Limarev, Vittore Baroni, Andrea Bonanno, Carlo Iacomucci, Lancillotto Bellini, Rosanna Boraso, Ezio Ferrari, Alberto Vitacchio, Giovanni Bonanno, Lamberto Pignotti, Guido Bondioli, Fulgor C. Silvi, Giuseppe Denti, Domenico Severino, Willie Marlowe, Carla Bertola, Gian Paolo Roffi, Carmela Corsitto, Serse Luigetti, Salvatore Anelli, Claudio Grandinetti, Bruno e Liliana Tonucci, John Held JR, Simone Affabris, Darlene Altschul, Greta Schodl, Antonio Di Gaspero, Sergio Poddighe, Rolando Zucchini, Ernesto Terlizzi, Francesco Aprile, M. P. Fanna Roncoroni, Stathis Chrissicopulos, Tarcisio Pingitore, Teo De Palma, Giuliano Mammoli, Jean-Noel Laszlo, Daniel Daligand, Franco Massanova, Eugenio Giannì, Irma Blank, Mauro Molinari, Oh Boy Mailart, Keith Bates, Christine Tarantino, Roberto Scala, Adriano Bonari, Giorgio Regnicoli, Rosanna Veronesi, Michele Caldarelli, Fernando Andolcetti, Oliviero Olivieri, Roberto Vincenzo Zito, Guglielmo Girolimini, Gianni Ottaviani, Anna Alessandroni, Enzo Mula, Francesco Guerrieri, Lucia Marcucci, Davide Argnani, Franco Gordano, Maryse Aspart Cena, Cosimo Cimino, Rossella Izzo, Giordano Bruno Galli, Sergio Cena, Sophia Martinou, Adriano Di Giacomo, Anna Cochetti, Gabriella Maramieri, Angela Noya Villa, Paolo Carnevale, Lillo Giuliana, Angela Caporaso, Anna Seccia, Lucio Del Gobbo, Dino Sileoni, Franco Spena, Patrizia Battaglia, Gugliemo Achille Cavellini, Shozo Shimamoto, Ben Vautier, Mirella Bentivoglio, Bruno Cassaglia, Claudio Romeo, C. Mehrl Bennett, Anna Banana, Oronzo Liuzzi, Hans Braumuller, Mauro Manzoni Sala, Jorg Seifert, Ingrid Behm, Luc Fierens, Walter Valentini, Renata e Giovanni Strada, Mirta Caccaro, Tomaso Binga, Lorenzo Di Cecco, Antonio Sassu, Silvana Alliri, Antonio De Marchi Gherini, Marco Vincenzi, Ptrzia Tictac, Bobo Banchi, Alfio Fiorentino, Antonio Delle Rose, Fernando Aguiar, Edwin Varney, Pascal Lenoir, Bruno Maisons, Birger Jesch, Domenico Ferrara, Alfonso Caccavale, Ko De Jonge, Franco Flaccavento, Giuseppe Riccetti, BuZ Blurr, Chiara Diamantini, Marina Salmaso, Dr phil. Klaus Groh, J. A. Everaers (Ever Arts), Katerina Nikoltsou, Skotoor Neal Taylor, Glauco, Lendaro, Camiless, e Donatella Stamer, Franco Zingaretti, Otto D Sherman, Clara Paci, Carol Stetser, Gyorgy Galantai, Diane Bertrand, Alexander Kholopov, Mogens Otto Nielsen, Roberto Recanatesi, Luisa Bergamini, Umberto Basso, Maurizio Follin e Gabriella Gallo, Natale Cuciniello, Remy Penard, Patrizio Scarabottolo, Matthew Rose, Gianni Broi, Francesca Cataldi, Vittorio Tonon, Miche - Art - Universalis, Osvaldo Cibils, Giovanni Fontana, Cheryl Penn, M. Greenfield, Natalie Lamanova, Gino Gini, Gil David, Fausto Paci, Takayo Tominaga, Rora & Dobrica Kamperelic, Eni Ilis, Eric Bensidon, Daniel De Cullà, Fernanda Fedi, Marinella Giandelli, Peter A. Leigh, Schoko Casana Rosso, Henning Mittendorf.

mercoledì 1 maggio 2013

ERNESTO TERLIZZI, Derive / GALLERIA DEL CARBONE - Ferrara

Mostra personale      4 – 19 maggio 2013

Inaugurazione sabato 4 maggio 2013 ore 18 e 30

Galleria del Carbone - via del Carbone 18/A Ferrara Tel.3939546489

dal lunedi al venerdi 17,00-20,00 sabato e festivi 11,00 - 12,30 17,00 - 20,00




L'artista   salernitano   Ernesto Terlizzi

      L’Accademia d’Arte Città di Ferrara e la galleria del Carbone propongono la personale dell’artista campano Ernesto Terlizzi: "Derive".

Inaugurazione sabato 4 maggio 2013 ore 18:30 per la mostra personale di Ernesto Terlizzi. L’esposizione alla Galleria del Carbone prosegue fino al 19 maggio 2013.    Tecniche miste su tavola e carte di varie dimensioni realizzate da Terlizzi nei primi mesi del 2013.

Nelle opere della mostra DERIVE Terlizzi conferma la sua raffinata capacità creativa, nel rielaborare esiti estetici di forte intensità immaginativa. Tutto ciò, grazie ad un suggestivo contrasto acromatico, luce/ombra, insieme al suo particolare segno grafico, ora rinnovato in un modo espressivo minimale, teso sempre più ad esaltare le varie potenzialità, tattili e percettive, che l’alchimia della pittura consente.

La mostra è composta,da tecniche miste su tavola e carte di diverse dimensioni, tutte realizzate nei primi mesi del 2013. In queste opere l’autore conferma tutta la sua raffinata capacità creativa,nel rielaborare esiti estetici di forte intensità immaginativa. Tutto ciò, grazie ad un suggestivo contrasto acromatico, luce/ombra, insieme al suo particolare segno grafico, ora rinnovato in un modo espressivo minimale, teso sempre più ad esaltare le varie potenzialità,tattili e percettive, che l’alchimia della pittura consente.






Ernesto Terlizzi, Galleria del Carbone Ferrara – Le ale della speranza cm. 73×92 tecnica mista 2013



È stato quasi perentorio Ernesto Terlizzi, nell’invitarmi a scrivere per questa mostra che egli allestisce presso la Galleria del Carbone di Ferrara, adducendo due ordini di motivi. Il primo dettato dal mio legame con la città per le abituali e note frequentazioni che vi intrattengo da oltre tre lustri; il secondo, dal silenzio protrattasi per più tempo, a suo dire, dalle ultime note a lui dedicate, il che è in parte vero. Ciò che intendo, non per smentita, è che al di là delle occasioni più o meno generatesi di dar corso a testimonianze (l’ultima risale effettivamente al 2004), esiste tra noi un antico rapporto di amicizia che ha tenuto viva quella forma di dialogo che non concede distrazioni, derivandone quindi un costante aggiornamento sul suo percorso. Sono quindi ben felice di ‘ritrovarlo’ in questa cornice, a rinsaldare, senza deroghe, un vincolo che mette in campo geografie di appartenenza (per entrambi le radici campane) e di adozione (per me con questo ospitale territorio), rinverdendo tracce, mai sopite, di storie intrecciate e, perché no, anche resesi indipendenti.   Dicevo cornice che, nello specifico, accoglie infatti questa esposizione in uno degli angoli più affascinanti della culla estense, posta, come è la galleria, nel cuore della Ferrara medievale, quella che pulsa della sua storia e delle sue tradizioni ebraiche stratificatesi nelle arterie del ghetto che si innervano intorno all’omonima piazzetta da cui prende il nome. Nei suoi dimensionati spazi Lucia Boni e Paolo Volta si dedicano da decenni, con instancabile continuità, alla promozione delle arti visive, attenti a dare voce al composito scenario che il contemporaneo offre, senza preclusioni di sorta rispetto ai linguaggi o alle fasce generazionali, sebbene, guardando alle scelte ed ai programmi che essi attuano, mi sembra sia più incisiva una propensione per le esperienze della pittura. Di pittura si tratta anche nel caso di Terlizzi che vi propone un ciclo di opere realizzate nei primi mesi di quest’anno dedicate al tema dell’acqua ed in particolare del mare con il fascino, il mistero, i segreti che esso racchiude. Si tratta di lavori di varie dimensioni, grandi tavole e più piccole carte, tutti però legati, come è proprio ad una serie, da un filo di omogeneità formale quanto di contenuti. Ciò che vi emerge guardando alle singole opere è una particolare tensione narrativa che l’artista è arrivato a raffinare, sondando con forte senso estetico, le potenzialità che l’alchimia della pittura permette. Cerco di spiegarmi meglio entrando nel merito della sintassi che presiede a queste tecniche miste, per le quali l’artista si serve di carte, cartoni, pietre, frammenti di legno, china. Materiali sapientemente indirizzati ad una sintesi compositiva, direi proprio un amalgama del processo di fusione spinto fino alla scelta di azzerare alquanto il colore che egli riconduce difatti al binomio del bianco e nero.






Ernesto Terlizzi – Sponde tecnica mista su tavola con pietra cm 210×92 2013
 
Una matrice questa che viene da lontano, più precisamente dagli avvii del suo percorso, ricucendo in una circolarità alcune costanti linguistiche che Terlizzi ha saputo di in volta in volta rinnovare. Spicca tra esse il segno, come traccia grafica che sorregge il dettato delle forme, liberatesi − ciò in verità fin dal sorgere del 2000 − dai limiti di quella griglia che in passato racchiudeva l’immagine in un corpo centrale geometrico, per fluire in un libero andamento pronto a lambire l’intera pagina pittorica. È un segno che asseconda lo scorrere della narrazione sposando le materie che, anche quando offerte nella loro reale consistenza, Terlizzi rastrema, tale da renderle difatti organiche alla pittura. Un segno corsivo, funzionale dunque al configurarsi delle forme che in parte sommerso, sul finire degli anni Ottanta, negli spessori del collage giunto ad arricchire il tessuto pittorico di nuove emergenze tattili, si fa avanti con più evidenza, dalla seconda metà dei Novanta, quando in esso entrano in gioco nuovi elementi sottratti al mondo della natura quali pietre e pezzi di legno. In sostanza materie vive, assunte, continuativamente fino ad oggi, come reperti di memoria aggettanti dalla superficie. Un’assunzione che però non credo traduca per l’artista né la coscienza, né tanto meno la necessità di giungere al corpo scultoreo e ciò al di là dei tentativi avanzati verso un’autonomia plastica della quale sono prova i ‘legni’ realizzati tra il 1999 ed il 2000. In tal senso ed a maggior ragione per questi ultimi dipinti, più che di sculto-pittura, interpretazione alla quale ricorrono diverse tra le esegesi che lo hanno riguardato negli ultimi anni, maggiormente calzante mi sembra la lettura di Renzo Margonari che parla di un «ibrido espressivo» in ragione del quale – specifica – l’artista è indotto a trattare con «cura puntigliosa ogni sostanza utilizzata».





Ernesto Terlizzi / Galleria del Carbone

Questa “cura” grammaticale e, di conseguenza, sintattica, portata ad una soglia di elevato controllo proprio con il piacere di non celare alcun passaggio, non deve però fuorviare dallo scorgere nelle sue opere un’esigenza narrativa che si propone con pari rilevanza. Si direbbe anzi, e forse ciò è ancora più vero per il ciclo odierno, che Terlizzi cerchi di trasmettere qualcosa di impegnativo sul piano emozionale confondendolo dietro l’evidente sapienza del fare. Corre su queste superfici, perché di superfici si tratta pur con i rilievi materici che le attraversano, un sommesso grido di allarme per una condizione umana che turba la sua sensibilità di uomo e di artista. Veste quest’ultima cui ovviamente egli si affida puntando sulle immagini come forza veicolatrice, al pari illusiva ed allusiva. Da queste due ‘sponde’, per fare anche il verso al titolo della grande tavola in mostra, il suo sguardo muove dunque oltre i confini della realtà, tuffandosi alla deriva nel ‘mare’ dei sentimenti che lo attraversano. È un processo di introspezione che accoglie in senso lato il fascino primordiale dell’acqua, la sua forza fecondante e, addentratamente, l’immensità del mare, la sua motilità fluttuante che avvolge, ondivaga, tutto ciò che di organico o di non organico vi è immerso, fino a scorgervi il senso drammatico che lo inquadra nella complicità di un esodo disperato. A questa condizione di incertezza e di transitorietà fa il verso l’uso della china come il deposito di carte sagomate, partecipi di un’inquietudine amplificata dal contrasto luce-ombra, profondità-superficie, trasparenza-saturazione. Un dialogo serrato che Terlizzi è attento a calibrare nei minimi passaggi per i quali, quasi come un incisore, addensa e sottrae segni fino a svelare lacerti di immagini che rifluiscono dal fondo della sua coscienza. Penso a Carretta del mare, Fuori dall’acqua, Sotto, Fondale, i cui titoli si fanno referenti di emergenze sociali che non lasciano scampo al dolore, se non nel portato esorcizzante ed illusivo della pittura. È la soglia dalla quale egli cede al racconto, arrendevole al naufragio che lo porta ad immergersi nel mistero, nelle onde che sobillano le pulsioni più intime. Ne sono testimonianza Frammenti d’acqua, Implosione, Il mare dentro, esiti di grande intensità e forza immaginativa attraverso i quali lancia un sasso all’ascolto.                      Ada Patrizia Fiorillo








Ernesto Terlizzi – biografia
Ernesto Terlizzi è nato ad Angri (SA) nel 1949. Ha studiato al liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Napoli.



Mostre personali di ERNESTO TERLIZZI:

1976 Palazzo dei Priori, Perugia; 1979 Galleria Inquadrature, Firenze; 1980 Galleria l’Archetto, Teramo; Galleria S. Carlo, Napoli; 1984 Galleria L’Idioma, Ascoli; 1985 Galleria Plus Art, Venezia-Mestre; 1986 Studio Emanuela Duranti, Spoleto; 1989 Istituto Francais Le Grenoble, Napoli; 1990 Pinacoteca e Musei Comunali di Macerata; 1994 Associazione Culturale Dedalos San Severo Foggia; 1997 Associazione Culturale ArteXArte Villaricca, Napoli; 1998 Galleria Materiali Immagini, Perugia; 1999 Studio Arte 10, Potenza; 2001 Pagea Art Angri (SA); 2004 Centro Sociale San Valentino Torio (SA); 2006 Associazione Culturale “Numero 9″, Napoli; F.R.A.C. Convento dei Frati Baronissi, Salerno; 2010 Galleria Consorti Roma; Punto Einaudi Salerno; 2012 “Museo d’Arte Contemporanea Gazoldo Degli Ippoliti , Mantova; 2013 Galleria del Carbone, Ferrara.

E’ stato invitato ad esporre nei più importanti premi italiani: “Premio Michetti” Francavilla al Mare Chieti: 1978 XXXII°, 1982 XXXV°, 1983 XXXVI° e 2010 LXI°; “Premio Termoli” 1991 Esaedro; “Premio Sulmona” 2006 XXXIII° e 2009 XXXVI°;



 
Mostre collettive di ERNESTO TERLIZZI:


1991 “ The Modernity of Lyrism”, Gummesons Koust Gallery di Stoccolma ed al Joensuus Art Museum, Helsinki, Finlandia; Biblioteca Palazzo Sormani Milano; Pinacoteca e Museo Provinciale Potenza; 1994 “Sugli Orizzonti del mediterraneo” Momenti di arte visiva a Napoli, Accademia d’Egitto Roma; 1995 Sud Art Galleria Paola Verrengia, Salerno; 1997 Trame del disegno italiano contemporaneo, Associazione Culturale “Dedalos” San Severo (FG); 1998 Artisti dei Due Mondi, Palazzo Reale, Napoli; 2001 Confronti Dialettici dell’Immagine, Teatro dei Cappuccini, Lussemburgo; 2003; Artisti italiani e maltesi, Rue de Salle, Malta; 2004 Amerindia, Collezione del Consolato Venezuelano, Castel dell’Ovo, Napoli; Progetto Africa, Palazzo degli Antichi Forni, Macerata, 2005 “Generazione anni 40”, Museo d’ Arte delle Generazioni Italiane del ‘900”, Museo del Bargellini, Pieve di Cento Bologna; Struttura Oggetto Reggia di Caserta, Caserta; 2010 Diorama Italiano, Francavilla al Mare (CH); Protagonisti del contemporaneo: 6° giornata del contemporaneo Fondazione Michetti Ex Aurum, Pescara; 2011 “54° Biennale d’Arte di Venezia Padiglione Italia Campania” Ex Tabacchificio Centola Pontecagnano (SA); Dialoghi con la geometria, Stella in Arte. Stella Cilento (SA); Latina contemporanea 7° giornata del contemporaneo Galleria Civica d’arte contemporanea, Latina; 150 Artisti per l’Unità d’Italia, “Vertigo Arte” Galleria Nazionale Cosenza; ”Soldi d’Artista” Spazio Tadini Milano; 2013 Angeli Contemporanei Galleria del Carbone Ferrara; Un Mosaico per Tornareccio (Tornareccio-Chieti).



Dal 2000 poi, si è reso anche promotore di alcuni progetti di arte visiva invitando numerosi intellettuali ed artisti italiani ed internazionali su tematiche del nostro territorio tra cui si segnalano; 2001 “Una luce per Sarno” con mostra itinerante in strutture pubbliche italiane sul dissesto idrogeologico del nostro territorio Palazzo Doria Angri; Palazzo Racani – Arroni, Spoleto, Palazzo degli Antichi Forni Macerata ed Antichi Arsenali della Repubblica, Amalfi; 2004 “Fuori dall’Acqua” mostra sul “Mito e il Mediterraneo” con collocazione permanente presso il Convento di San Bernardino Amantea Cosenza; 2005 “Tensioni e Riflessi del Sangro” mostra d’arte contemporanea sul fiume Sangro con omaggio dedicato allo scultore del ’900 Giò Pomodoro. Rassegna collocata in modo permanente nelle sale di Palazzo Ferri Atessa Chieti.



    

 Bibliografia essenziale dal 1980:



     Lo studio dell’artista Ernesto Terlizzi


1980 Marcello Venturoli “Il De rerum natura” Catalogo personale Galleria San Carlo, Napoli; 1981 Renzo Margonari Presentazione Catalogo personale Galleria Fumagalli Bergamo; 1982 Luigi Paolo Finizio “Una situazione a Napoli” Ed. IGEI Napoli; 1986 L. P. Finizio/M. Vitiello “Arte oggi in Campania” Ed. Fabbri Milano; 1988 Enrico Crispolti “Disegno Campania” Ed. Mazzotta Milano; 1988 M. Bignardi A. P. Fiorillo “Nel battito della natura” Ed. Asir Salerno; 1989 Michele Prisco “La ricerca della contemporaneità” Gazzetta delle arti, Venezia; 1990 Enrico Crispolti “La pittura in Italia” Il Novecento Ed. Electa Milano; 1991 Massimo Bignardi “The modernity of lirism” Ed. Esposito Napoli; 1993 Giorgio Di Genova “Ernesto Terlizzi” Strumenti Editorial Staf Cava De Tirreni Salerno; 1994 Massimo Bignardi G. Di Genova “Ernesto Terlizzi” Ed. Dedalos San Severo (Fg); 1997 Simona Barucco “Sedimentale” Ed. ArtexArte Villaricca Napoli; 1999 Massimo Bignardi “Angri territorio di transiti” Ed. Electa Napoli; 2001 Raffaele Nigro “L’occhio verticale” Ed. Calamos Angri Salerno; 2002 Lucia Annunziata “Una luce per Sarno” Ed. Cerbone Napoli; Grazia Terribile “Confronti Attuali dell’immagine” Ed. Battaglia Milano; 2003 Massimo Bignardi “La pittura in Italia meridionale” Ed. Electa Napoli; 2004 Ada Patrizia Fiorillo “Le stagioni dell’Arte” Ed. Mexall, Scafati Sa; Carla Cotellessa e Renzo Margonari “Fuori dall’acqua” Ed. Buonaiuto Sarno; D. Maestosi – E. Pellecchia Catalogo Mostra “Anche le Pietre hanno un Cuore” Ed. buonaiuto Sarno; 2005 Giorgio Di Genova “Catalogo Collezione Permanente Generazione Anni 40” Ed. Bora Bologna; R. Pinto, G. Segato, C. R. Sciascia, W. Tode, D. Trombadori “Struttura/Oggetto” Edizioni Spring Caserta; Antonio Del Guercio, Giorgio Pardi, Stefania Zuliani “Tensioni e Riflessi del Sangro” Ed. Caporale Atessa Chieti; G. Di Genova 7° Catalogo delle collezioni permanenti Generazioni anni 40 Ed. Bora B.; 2006 Carlo Fabrizio Carli,Elena Pontigia, Claudia Terenzi “Catalogo 2 collezione permanente” Premio Termoli Ed. De Luca Roma; Giorgio Di Genova “Storia dell’arte italiana del 900 – Generazione anni quaranta, I e II Tomo, Ed. Bora Bologna; C. F. Carli “Nel corpo della Materia” Ed. Sud Salerno; 2008 Marcello Napoli “Matissomania” Ed. Buonaiuto Sarno; Gaetano Romano ” Sguardi e paesaggi del blog” Ed. Metart Ottaviano (NA); 2009 Erminia Pellecchia “La geografia degli approdi” Ed. Buonaiuto Sarno; 2010 C. F. Carli Catalogo 61 Premio Michetti “Diorama italiano” Ed. Vallecchi Firenze; P. Consorti Catalogo personale “Ombra di Luce Organica” Roma; 2011 Alfonso Di Muro Catalogo Mostra di gruppo Inter-sezioni auree Stella in Arte; V. Sgarbi, Lo Stato dell’Arte “Regioni d’Italia” 54° Biennale Internazionale d’Arte di Venezia Ed. Skira Ginevra-Milano; 2012 Shopping Bag Art Galleria Vittoria Roma.



Sue opere sono inserite in numerose collezioni pubbliche permanenti tra cui: Museo d’Arte Moderna, Durazzo Albania; Museo d’Arte Contemporanea, Ripe San Ginesio, Macerata; Pinacoteca d’Arte Contemporanea Latina; Consolato Venezuelano di Napoli; Pinacoteca e Musei Comunali, Macerata; FRAC Prima collezione permanente, Baronissi, Salerno; Pinacoteca Comunale, Termoli; Museo delle generazioni italiane del 900, Pieve di Cento, Bologna; MUMI Museo Michetti, Francavilla al Mare (Ch), CAM Casoria Contemporary Art Mueum Napoli; Museo d’Arte Contemporanea, Gazoldo degli Ippoliti, Mantova.









Mostra di FRANCO MASSANOVA: "CARIATIDI"






Un Anno di Fornace al Marte Venerdì 3 Maggio 2013 ore 19:30 – Marte Mediateca Arte Eventi – C.so Umberto I, 137 – Cava de’ Tirreni (SA) – Franco Massanova in “Cariatidi”.




Un anno di arte al Marte è un ciclo di nove mostre che la Fornace Falcone di Montecorvino Rovella insieme alla mediateca MARTE di Cava dei Tirreni continuano a presentare.




La mostra, pensata per gli spazi di Cava De Tirreni, presenta due polittici di grandi dimensioni dove l’artista fa emergere segni e forme che si distaccano dal colore cupo dei fondi, come fossero stalattiti e stalagmiti. Queste, nella loro intrinseca immobilità, trovano contrappunto in ordite trame e filamentosi fremiti.



L’evento si terrà a Cava dei Tirreni in Corso Uberto I, 137. Il vernissage si terrà il giorno 3 Maggio 2013 alle ore 19:30.La mostra si terrà dal 3 Maggio 2013 al 19 Maggio 2013.Orario: Dal Martedì alla Domenica dalle ore 10:00 fino alla chiusura della struttura.




MASSANOVA

MASSA NOVA

MASSA SUPERNOVA

destino scritto nel nome di stella,

esplosione contenuta di buco nero,

massa energetica che scava,

implode ed allo stesso tempo esplode

in corpi cavernosi e taglienti.

Sinfonia di stalagmiti e stalattiti brunite dal fuoco del tempo,

dalla pazienza e dal lento lavorio su tele di galassia

ordendo trame, apparentemente immote,

ma dove la vita brulicante di filamenti arteriosi

freme appena, impregnata di luoghi lontani e misteriosi,

nel riverbero di densi colori ed eterei,

intensificandosi in improvvisi gialli di sole,

cerulei azzurri d’ultramarina e cobalto,

incarnati sanguigni e rocciosi

come lava rappresa nel ghiaccio.

Movimenti ascendenti e discendenti di strati e di velature

e di veli che cingono come sensuali canèfore,

che attendono e sottendono, inquiete ed immote,

appena una eco di eternità.


Aprile 2013 Enzo Lauria











Biografia di Franco Massanova

Con assidua e coerente ricerca, agli inizi anni’80, Franco Massanova approda ad un’ampia astrazione che farà registrare l’azzeramento di qualsiasi elemento referenziale, in virtù di una costruzione formale rigorosa: le Macroscopie, le Sovrapposizioni, i Frammenti . Dal 1986 seguiranno i monocromi neri, i Notturni e le Tangenze: i primi sinuosi profili volumetrici caratterizzati da ombre pesanti , masse compatte e radenti le seconde. Con questi cicli, tra le altre, sono state tenute mostre personali alla galleria Fumagalli, Bergamo 1982 (testo di A.Trione); Arsenali di Amalfi (SA), 1986 (testo di V.Corbi); galleria L’Idioma, Ascoli Piceno 1988 (testo di M.Bignardi); Bibl. Comunale, Bellizzi (SA) 1989 (testo di R.Aymone); S.Giovanni di Dio, Salerno 1995 (testi di V.Trione, L.Mango, M.D’Ambrosio). Dalla seconda metà degli anni ’90 le sue tele accolgono“… attraversamenti nervosi del segno ed imprevedibili slittamenti della linea con filamentose ed avvolgenti fughe.”( Nero di luce, Fantasmi di movimento, Icaro).Cicli che vengono presentati alla Galleria ArteXArte, Napoli 1997 (testo di B.Bandini) e all’ex refettorio Monastero di S.Spirito, Agrigento 1999 (testo di L.Giordano).

Seguono le mostre con opere dal titolo Nuove tangenze, opere identificabili per un rosa intenso declinato in tutta la sua gamma: ed.R.Niglio Itri, Stella Cilento (SA)- Porto Salvo, Pisciotta (SA) 2004 ( testo di R.Aymone); galleria Delise, Portogruaro (VE) 2005 ( testo di A.Guglielmo). Le opere degli ultimi anni caratterizzate da “…segmenti neri e pastosi, che si contraggono o si dilatano prima di vedersi attratti e assorbiti in un magma inquietante, in un abisso nero di segni, a causa di una forza che sgretola la pelle della tela e ne fa virare le tonalità del colore dal nero al violaceo, al grigio-ceruleo, al verde acido, al giallo, al rosa.” vengono presentate al Museo Frac, Baronissi (SA) 2007, con testo di M.Alfano. Seguono le personali di Como, Reggio Emilia e Lugano e quella al Museo/ Pinacoteca di Todi (PG) 2011. Nello stesso anno a Salerno, ex chiesa dell’Addolorata, complesso di S.Sofia, a cura del Comune, viene allestita una mostra personale che documenta i quaranta anni di lavoro dell’artista, con la pubblicazione di un catalogo monografico. Nel 2012 è presente all’Archivio Ravello Contemporanea, poi alla galleria Immaginaria Arti Visive di Firenze, dove insieme ad una serie di opere vengono presentate dieci cartelle, edite dalla galleria, ognuna con tre lavori unici e con testo trilingue di S.Zuliani.

In occasione della Pasqua ‘98, la Crocifissione, opera di grandi dimensioni (cm,207x245) è rimasta esposta per alcuni mesi nella Cattedrale di Salerno.

Nel 2010, l’edificio dove abitò Sandor Marai a Salerno, è stato arricchito di 36 pannelli vitrei dell’artista.

Tra le.principali collettive si ricordano:Grafica it.cont. Lima, Gzira (Malta)- Artder ’82, Bilbao - Otto pittori ital.galerie de Jozsefvaros,Budapest - Galleria Volksuniwersit, Rotterdam - XXXVI premio Michetti, Fran.lla a Mare(Ch)- Disegno Campania ’88, Morcone (Bn)- Immaginaria’92, Pal.Durini (Mi)- I luoghi della visione, gall.Annunciata (Mi)- Misure uniche per una collezione, Univ.degli studi (An), pal.Tiranni/Castracane, Cagli (Pg)- Arte e olio, museo Campagna (Sa), Centro studi ital.Berna (Svizzera)- Libro d’artista, Galassia Gutemberg, (Na), Fortezza di Basso (Fi)- Artisti per il Kossovo, gall.Verrengia (Sa)-Cartolina per Napoli, Palazzo Reale (Na)- Tavola Rotonda, Museo Civ.Arte Cont. Albissola (Sv)- Scriptorium, pal.Vanvitelliano, Mercato S.Severino (Sa)- Aspetti dell’arte astratta nella racc.Fiocchi, Forte Malatesta (Ap)- Civico Museo Parisi-Valle, Maccagno (Va)-Attualmente è in corso alla galleria Lorenzelli Arte di Milano, la mostra Black & White.La ragione e la passione a cura di Matteo Lorenzelli.







                                                          Ingresso Libero.

lunedì 18 febbraio 2013

AVANGUARDIA 21 / G. A. Cavellini


Cavellini dixit

Intervista all'inventore dell'Autostoricizzazione

A cura di

William Nessuno. Testi di P. Cavellini, W. Nessuno, A. Saccoccio. Fotografie inedite di A. Prato.






Descrizione

Nel 1971 Guglielmo Achille Cavellini, per contrastare il sistema dell'arte che continuava a ignorarlo, diede vita a un'operazione di autopromozione tra le più intelligenti e paradossali che la storia dell'arte ricordi: l'"Autostoricizzazione". Questo è il motivo per cui ancora oggi il suo per-corso è ricordato e fa discutere. Ripubblichiamo oggi un'intervista a GAC comparsa finora soltanto su una piccola rivista degli anni Ottanta: «Circolo Pickwick». L'intervista, che illumina su tanti aspetti anche controversi dell'operazione cavelliniana, è affiancata da contributi critici di William Nessuno, scrittore e blogger che al tempo dirigeva la rivista, Antonio Saccoccio, studioso delle avanguardie e oltre-artista, Piero Cavellini, figlio di GAC e direttore dell'Archivio Cavellini. Completano il volume un'ampia selezione di immagini e alcune fotografie inedite di Alberto Prato.






Prezzo di vendita 11,14 €


Anno di pubblicazione 2013

pagine 78

curatore William Nessuno

autore Piero Cavellini, William Nessuno, Antonio Saccoccio

ISBN 978-88-98298-00-6

domenica 17 febbraio 2013

LA RAGIONE E LA PASSIONE / LORENZELLI ARTE


Black & White


La ragione e la passione / The reason and the passion


Arcangelo, Barbanti, Bonfanti, Caccioni, Costa, Cutrone, Fruhtrunk, Genovese, Gorin, Grignani, Groom, Icaro, Mansurov, Maraniello, Marfaing, Massanova, Michaux, Morandini, Nangeroni, Pasmore, Peire, Pericoli, Prampolini, Serra, Lee Ufan.

Un percorso affascinante tra gli artisti che hanno fatto uso del bianco e nero: forma di espressione dell'essenziale e del puro  ed emblema della forza e della passione.

LORENZELLI ARTE
Milano
INAUGURAZIONE: giovedì 21 febbraio ore 18.00

lunedì 21 gennaio 2013

G. A. Cavellini / Progetto Internazionale

Progetto Internazionale di Mail Art


VIRTUAL UNDERGROUND

G. A. CAVELLINI

Progetto dedicato all’anniversario del centenario di Guglielmo Achille Cavellini,
in collaborazione con l’Archivio Cavellini di Brescia,
A cura di Giovanni Bonanno


(GAC)
1914 - 2014

 
La non-opera e il non-luogo dell’arte come interpretazione del mondo per la trasformazione creativa della realtà



In occasione dell’anniversario del centenario della nascita dell’artista italiano Guglielmo Achille Cavellini, (GAC), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno invita gli artisti interessati a spedire per via postale un lavoro per poi essere esposto nella mostra Collettiva Internazionale che sarà realizzata nel 2014. Si può lavorare su un formato liberamente scelto, oppure intervenire nello spazio della matrice allegata a questo progetto operando con qualsiasi tecnica desiderata (anche digitale). Si chiede di stamparlo su carta, (il formato deve essere possibilmente del formato A4), firmarlo, indicando dietro l’opera il titolo, le misure, la tecnica e l’anno di esecuzione, allegando contestualmente la propria E-mail personale e il relativo indirizzo postale. Inoltre, si chiede una brevissima nota biografica e critica del proprio lavoro affinché possa essere pubblicata assieme all’opera. il tutto deve essere spedito per via postale all’indirizzo della Galleria di Salerno.

Gli artisti possono inviare le opere che ritengono utili di essere presenti in questa Rassegna Internazionale dedicata a G. A. Cavellini. Tutte le opere pervenute non saranno restituite ma saranno archiviate permanentemente nella sala 44 della Collezione Bongiani Ophen Art Museum di Salerno per divenire quindi una Collezione internazionale dedicata a GAC.

(Sala 44 – G. A. CAVELLINI/Virtual Underground).


la Galleria Ophen Virtual Art di Salerno organizzerà la mostra collettiva virtuale dal 12 aprile 2014 al 30 agosto del 2014 con il relativo comunicato stampa, il testo critico e la comunicazione della mostra alle più importanti riviste d’arte, quotidiani e siti di arte contemporanea. La mostra sarà poi archiviata e visitabile permanentemente nello spazio “mostre svolte” della galleria Virtuale di Salerno.




Visitare:








Spedire a:

Giovanni Bonanno (c/o Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno),

Via S. Calenda 105/D 84126 Salerno (Italia)

Scadenza: non oltre il 21 Gennaio del 2014



(Mostra Collettiva Internazionale dal 12 Aprile 2014 al 30 agosto del 2014)

Si comunica che Il Bongiani Museum ospita permanentemente la Collezione di Artistamps “IN FORMA DI FRANCOBOLLO” dedicata all’artista Italiano Marcello Diotallevi, questa particolare “raccolta” è già una delle più interessanti collezioni virtuali di “francobolli d’artista” presenti e visibili in modo organico nel Web.

(La stessa importanza sarà data alle opere che arriveranno
per il progetto dedicato a Guglielmo Achille Cavellini).

mercoledì 16 gennaio 2013

"GEOGRAPHY, ALICE!" ... Beyond...





Personale di ANNA BOSCHI / Arti Visive
Progetto di Adolfina De Stefani



“GEOGRAPHY, ALICE!…beyond…”
Testo in catalogo di Carmelo Giummo

20 GENNAIO – 9 FEBBRAIO 2013
3D Gallery di Mestre, Piazzale Candiani 31

Galleria del Palazzo Donatello
Vernice: domenica 20 Gennaio 2013 – ore 16

Ore 16,30 – Performance “ASCOLTANDO” di liibaan
con la partecipazione della piccola Lavinia.

Presentazione di Lucia Majer



La Galleria 3D è nota come uno spazio contenitore/laboratorio a disposizione della creatività. Dopo la personale di Adolfina De Stefani, la collettiva di Arti Visive, la presentazione del video del regista Daniele Sartori e la personale di Carmela Corsitto, la galleria è lieta di presentare al pubblico la mostra personale di ANNA BOSCHI dal titolo “Geography, Alice!..beyond..

Anna Boschi traccia segni geometrici in aree aperte quasi ad indicare spazi infiniti in cui le tracce geografiche si perdono e si incontrano sulle grandi tele delimitate agli angoli da molteplici immagini collage che ne determinano gli equilibri spaziali.

Le grandi tele raccontano storie infinite dove le tracce delicate e leggere sostengono mondi poetici liberando nell’aria le regole di giuochi intimi e “giardini” del nostro inconscio alla ricerca della magia del sogno e dello stupore smarrito.

Gli sguardi incantati nei collages attraversano gli spazi delicatamente tracciati nei mondi infiniti della fanciullezza, con maestria e certezza, specchi dell’anima, specchi dell’esistenza. I cromatismi delicati e intricati hanno il sapore del nostro profondo inconscio, delle nostre emozioni, delle nostre gestualità, della nostra quotidianità. L’opera si fa così luogo di prove percettive, mediante la progettualità sperimentale dell’artista che recupera anche i rituali e l’iconografia della civiltà dei consumi e dei mass media effettuandone la scomposizione con esiti di ironica e spiazzante paradossalità.

Anna Boschi è pittrice verbo-visiva. La sua ricerca è incentrata principalmente sul rapporto parola-immagine. Espone dal 1974 e dal 1982 si dedica esclusivamente a questa attività. A tutt’oggi ha al suo attivo circa sessanta personali e numerose mostre di gruppo in Italia e all’estero. Nel 2000 partecipa alla Triennale di Bologna, nel 2003 alla Biennale di Venezia - Sezione Extra 50 e nel 2004 alla London Biennale. Rivolge il suo interesse alla Visual Poetry, ai Libri d’artista, alla Mail Art e alla Performance.

La mostra è curata da Sara Sist, già nota a Venezia per la curatela di diversi eventi collaterali alla Biennale d’Arte, tra cui le esposizioni in collaborazione con l’Università Zayed degli Emirati Arabi, ma soprattutto per aver ridato vita al prestigioso Premio Internazionale d’Arte La Colomba.



Segnalato da Giovanni Bonanno, Archivio Ophen Virtual Art di Salerno