domenica 8 dicembre 2019

Cerreto Sannita, ”Presepiarte” mostra - concorso di presepi d’autore




A Cerreto Sannita, dal 7 dicembre ritorna ”Presepiarte”, l’importante mostra - concorso di presepi d’autore



dal 7 dicembre ritorna  l’appuntamento  con “Presepiarte“, la mostra-concorso di presepi in ceramica a Cerreto Sannita (Benevento) . “Presepiarte”. La manifestazione si concluderà con la premiazione che si estenderà fino al 6 gennaio 2020 con la premiazione e la successiva vendita all’asta dei presepi. La mostra-concorso sarà visitabile tutti i giorni, dalle ore 9.00 alle 19.00, con ingresso gratuito presso il Chiostro del Comune di Cerreto Sannita. Dal 7 dicembre al 6 gennaio 2020, presso la Chiesa di San Gennaro a Cerreto, sarà in esposizione anche il “Presepe Storico Popolare Sannita”, fruibile ai visitatori nei giorni sabato e domenica (dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00), mercoledì e venerdì (dalle ore 9.30 alle 13.30), martedì e giovedì (dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00) sempre con ingresso gratuito.



In occasione dell’inaugurazione presso la sala polifunzionale del Museo della Ceramica ha ospitato  alle ore 17:30 anche il convegno “Formazione e Tradizione”, presentato da Lucio Rubano, vice presidente dell’Associazione italiana Città della Ceramica e da Ferdinando Creta, direttore dell’area archeologica del Teatro Romano di Benevento e del Museo Archeologico del Sannio Caudino indosserà le vesti di moderatore, con la partecipazione del  sindaco di Cerreto Sannita, Giovanni Parente, e del conservatore del “Museo della Ceramica” di Cerreto, Giuseppe Zoschg.  Interessante la relazione al tema del convegno svolta dalla Dott.ssa Monica Matano (dirigente dell’Ufficio Scolastico provinciale di Benevento) che ha presentato a questo convegno sulla ceramica. Il tutto moderato dal magnifico direttore Ferdinando Creta e  dall’infaticabile Lucio Rubano sempre attento a coordinare in modo egregio questa importante manifestazione.




Ferdinando Creta e Sandro Bongiani

A noi sembra che l’edizione di quest’anno sia  ancora più interessante rispetto a quelle degli anni scorsi, con una partecipazione di artisti di altissima esperienza e qualità. Lo dimostrano le opere arrivate a questo concorso che evidenziano una varietà di proposte originali di grande bellezza. Con questa edizione si entra appieno tra i concorsi più importanti che si svolgono annualmente  in Italia. Tra le opere più importanti è da segnalare il lavoro sempre di grande classe dei maestri vietresi Pasquale e Lucio Liquori, Laura Marmai e anche l’interessante lavoro del cavese Giuseppe Cicalese, ormai maturi  e originali per confrontarsi appieno con la grande ceramica  prodotta in altri ambiti internazionali. Per la grande  qualità tecnica e ideativa rimangono il fiore all’occhiello e soprattutto l’orgoglio della nostra bella  e mitica Campania.  Sandro  Bongiani




Le opere:

Opera di Lucio Liquori, 2019




Opera di Laura Marmai, 2019




Opera di Pasquale Liquori, 2019




Opera di Giuseppe Cicalese, 2019










Cerreto Sannita, piccolo borgo dell' entroterra del Beneventano è tra i comuni più belli della Campania caratterizzata da lungo tempo dalla storia e dalla tradizione della ceramica. Antica e importante sede vescovile e poi  "Città pensata" perché fu ricostruita nell' arco di un ventennio secondo un disegno preciso dopo il disastroso terremoto del 1688. La cittadina custodisce oggi il Museo della Ceramica Cerretese con i suoi manufatti storici e nel contempo grazie al contributo delle tante botteghe artigiane coltiva il sogno  di diffondere la bellezza di un'arte antica tramandata da diverse generazioni. Rimane la porta d’ingresso del parco regionale dei Monti del Matese e soprattutto, un luogo a dimensione d'uomo dove la storia, le tradizioni e la cultura tramandata possono condensarsi perfettamente e farsi nel fuoco  creativo della ceramica poesia e arte maggiore



Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art

sabato 30 novembre 2019

La casa, i ricordi e l'infanzia a Rimini del giovane Federico Fellini




Il maestro Federico Fellini


I ricordi e  l'infanzia a Rimini del giovane Federico Fellini


 Federico Fellini in una foto da bambino 




La casa natale di Fellini

Scoperta, a Rimini, la vera casa natale di Federico Fellini. È sempre in viale Dardanelli, a Marina Centro, ma non è lo stabile che si era pensato finora. Documenti e ricerche negli archivi con il catasto storico, hanno individuato l’esatta ubicazione dell’abitazione natia di  Federico Fellini che non è al civico 10 ma al 60. A dare la curiosa notizia è il settimanale riminese 'il Ponte' che riporta una ricerca accurata da Davide Bagnaresi, 42enne docente a contratto in Storia dei consumi all'Università di Bologna che, da tempo, si occupa del Fellini bambino e ragazzo, e che riproporrà con fotografie e documenti, - in occasione del convegno 'Ho bisogno di credere. Federico Fellini e il sacro', in programma nel marzo 2020 - nel Centenario della nascita del regista - che si svolgerà tra Rimini e Roma, l'intera vicenda riguardo all'infanzia di Fellini. Prendendo le mosse dal certificato dell'Anagrafe, che segna via Dardanelli 10, Bagnaresi ha ripercorso tutte le tappe della vita di Fellini a partire dall'individuazione del padrino e della madrina al battesimo del piccolo Federico, Cesare Canuti e Clara Canuti, intestataria dell'immobile, al civico 10, in cui i genitori del regista - Urbano Fellini e Ida Barbiani - avevano affittato una stanza, sul finire del 1919, per motivi di lavoro.   L’abitazione indicata al numero del catasto, 12751, foglio 66, particella 416 e parte di un gruppo di case popolari. Oggi il Foglio 66 particella 416, ovvero la casa in cui è nato Fellini, corrisponde al civico 60 di viale Dardanelli, bombardato nel 1944 e in parte ricostruito.




Chi era Fellini?


Federico Fellini da giovane


“Fellini era un adolescente, uno scapestrato,  amava scherzare e prendere alla berlina gli amici e persino i  professori. Per ridere Federico Fellini  disegnava ritraendo spesso i compagni e gli insegnanti del liceo Giulio Cesare di Rimini e che poi regalava   agli amici,  apprezzati  al momento e quasi sempre buttati via. Non amava studiare,  infatti in seguito confesserà:  “La scuola mi offriva l’opportunità di disegnare con la scusa di prendere appunti o di scrivere e quindi di vivere nel mio mondo di fantasia, mentre fingevo di ascoltare le parole degli insegnanti. Disegnavo di nascosto caricature, sperando di non essere mai scoperto e che tutti pensassero che stavo prendendo appunti su appunti”.  Una passione intensa quella  di descrivere le facce e le espressioni grottesche  degli amici che diventerà  poi una delle caratteristiche peculiari del suo cinema. 



Il giovane  Federico Fellini



Federico Fellini in una foto al Liceo Giulio Cesare di Rimini



In effetti,  Marcello Monaldi ci dice che “Fellini ha sempre disegnato accanitamente: da bambino, quando riempiva le tovaglie di casa con interminabili ghirigori, da studente, quando faceva le caricature degli insegnanti o andava sulla spiaggia di Rimini, vestito di tutto punto, a caccia di clienti a cui fare il ritratto, da giovane in cerca di fortuna quando collaborava come umorista e vignettista al Marc’ Aurelio: e poi da regista, quando il disegno gli serviva per fissare i lineamenti di un personaggio, per abbozzare un costume, una scenografia per captare le suggestioni cromatiche 
da…”.  


Gli insegnanti del Liceo Giulio Cesare di Rimini




La foto del prof. L. C. a confronto con la caricatura del 1937 eseguita dal giovane Fellini e  
ritrovata per caso a novembre del 2019 in una soffitta di una casa a Salerno







I disegni dicono molto di Fellini: disegnava la mattina, appena sveglio, per fissare i sogni, quando telefonava, in maniera inconsapevole, accompagnando gli schizzi con numeri e nomi, disegnava per stupire le donne, disegnava sulle tovagliette dei ristoranti e per ritrovare le tracce della sua infanzia, disegnava i personaggi che immaginava per i suoi film e poi andava a cercare gli attori. Disegnava sempre, ma sminuiva il suo talento definendoli scarabocchi e non ne parlava volentieri, forse per proteggere la parte più intima della sua arte. "Perché disegno i personaggi dei miei film? Perché prendo appunti grafici delle facce, dei nasi, dei baffi, delle cravatte, delle borsette, del modo di accavallare le gambe, delle persone che vengono a trovarmi in ufficio? Forse l’ho già detto che è un modo per cominciare a guardare il film in faccia, per vedere che tipo è, il tentativo di fissare gualcosa, sia pure minuscolo, al limite dell’insignificanza, ma che mi sembra abbia comunque a che fare col film, e velatamente mi parla di lui".




La caricatura ritrovata a Salerno  nel 2019


Proprio nel 37’ tanti bozzetti che Fellini produceva per pochi centesimi sul lungomare di Rimini quasi sempre venivano  buttati subito via perché ritenuti di poco conto. Purtroppo, tanti  lavori di quegli anni  riminesi sono stati persi e si conosce pochissimo questa parentesi giovanile che precede l'arrivo a Roma nel 1939 con l'inizio  geniale nel campi della cinematografia a contatto con importanti personaggi del cinema e dello spettacolo.  Gianfranco Angelucci, amico e collaboratore del grande regista, ha conosciuto il maestro Fellini  in occasione della tesi di laurea in Lettere a Bologna sollecitato dal professore di Storia dell'Arte a fare una tesi su Federico Fellini che considerava il più grande artista figurativo del 900.



il regista Federico Fellini


Questo incontro ha permesso a Angelucci di conoscere bene Fellini e poi di lavorare per 25 anni assieme come sceneggiatore nel cinema.  Era soprattutto un personaggio fuori misura, un genio non soltanto cinematografico e che è impossibile ascrivere in un'unica immagine.  Federico  - dice - è una persona che, oltre aver fatto 3 capolavori che resteranno eterni nella storia del cinema e della cultura, nella sua quotidianità era estremamente divertente, aveva un’ironia spassosissima. Era una persona che sapeva trovare sempre il lato comico in ogni situazione. Era un adolescente, uno scapestrato, un compagno di banco, uno che ti aiutava a passare la giornata nella maniera più divertente possibile”. Era un artista vero, un personaggio capace di portarti nel paese delle meraviglie. Dopo Fellini il cinema si è fatto arte, diventando la decima Musa o la settima arte.   Sandro  Bongiani




Segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno



                                                                                                                  

venerdì 29 novembre 2019

Siena, Museo di S. Maria della Scala / "ANGELI & ARTISTI" a cura di Daniele Crippa






Da Los Angeles in Argentina al  Museo di  S. Maria della Scala in piazza del Duomo di Siena con il grande progetto espositivo “Los Angeles” 
in mostra dal 29 novembre a Siena

Siena, Museo di S. Maria della Scala in Piazza del Duomo, Mostra "ANGELI E ARTISTI"  a cura di Daniele Crippa, con 500 Angeli realizzati da altrettanti artisti internazionali per la Chiesa di Iglesias in Argentina.





Dal prossimo 29 novembre e fino al 24 febbraio Siena dedica un grande progetto espositivo al tema degli Angeli che si terrà nel complesso museale Santa Maria della Scala. Angeli & artisti, questo il titolo della mostra, inaugurata il 28 novembre, alle ore 18.30 nell’ex Refettorio. Promosso e prodotto da Art Promoter Associazione Culturale in collaborazione con Bellavite NonSoloCarta Divisione Mostre & Eventi, la mostra Angeli & Artisti nasce da un progetto di Daniele Crippa, critico d’arte e presidente del Museo del Parco, Centro internazionale di scultura all’aperto di Portofino, che sarà presente all’inaugurazione. Creature alate, serafini, arcangeli e cherubini da secoli popolano l’arte figurativa.<>. Come dimostra ciò che è accaduto nella Iglesia de los Angeles a Salta, in Argentina.






La Chiesa degli Angeli è stata voluta da Daniele Crippa, all’interno dell’estancia El Milagro, fondata una quindicina di anni fa dal critico d’arte nel pieno rispetto delle tradizioni locali e dell’ambiente circostante. Per le decorazioni interne della Chiesa Daniele Crippa ha chiesto a numerosi artisti, conosciuti nel corso del suo lavoro, di realizzare un’opera raffigurante un angelo. Più di cinquecento artisti italiani di fama, da Gillo Dorfles a Giosetta Fioronida Marco Lodola a Mimmo Paladino, hanno risposto all’invito di Crippa producendo la propria visione angelica. Ogni opera è stata poi trasferita da maestranze del luogo in mattonelle delle dimensioni di cm 20×20 per decorare le pareti di tutta la Chiesa. Si è venuto così a creare una sorta di gemellaggio artistico tra l’Italia e l’Argentina che ora viene rafforzato con l’esposizione di tutte le opere originali. << L’angelo – ha poi ricordato Crippa – è presente nelle tre grandi religioni monoteiste. Questa mostra vuole essere un abbraccio collettivo simbolico con tutte>>. L’allestimento accompagna così il visitatore in un viaggio teso ad approfondire l’importanza dei messaggeri divini nella cultura contemporanea. Si tratta di una esposizione unica nel suo genere, una grande opera collettiva, testimonianza tangibile di un rinnovato incontro tra arte e spiritualità.

Operadi Marco Lodola


La Chiesa degli Angeli, da poco completata, è stata voluta da Daniele Crippa, critico d’arte e presidente del Museo del Parco di Portofino, dove è ospitata una collezione di opere dei maggiori artisti internazionali contemporanei. A Salta, nel nord del Paese che ha dato i natali a Papa Francesco, ha fondato una quindicina di anni fa una nuova cittadella, nel pieno rispetto delle tradizioni locali e dell’ambiente circostante. Ha anche pensato che fosse importante per la comunità indigena, di tradizioni cristiane, fondare una chiesa. Infine ha chiesto a numerosi artisti che ha conosciuto nel corso del suo lavoro di realizzare un’opera raffigurante un angelo. Sottolineare il culto degli angeli e la loro importanza nella pittura e nelle varie forme espressive significa anche celebrare l’amicizia che nasce dal sapersi tutti amati e protetti dai custodi delle nostre vite. Grazie al ruolo fortemente iconico che hanno nell’immaginario di tutti in tutto il mondo, indipendentemente dalla cultura di appartenenza, queste figure inviano ancora oggi note di fratellanza. Nell’estancia El Milagro nel nord est argentino, immerso in un clima sub-tropicale ed in una natura incontaminata e selvaggia, si è sviluppato un nuovo fulcro religioso di aggregazione. In questo contesto è nata l’iniziativa alla base di questo libro: decorare la nuova chiesa, bianca ed immacolata, con una copertura policroma applicata su tutta la superficie delle pareti interne, formata da oltre 1000 piastrelle. Hanno partecipato tantissimi artisti: ognuno di loro ha realizzato un angelo, interpretandolo secondo la sua creatività. Ogni angelo è stato riprodotto su di una piastrella dagli allievi della Fondazione, per andare a decorare la chiesa. Il libro è una raccolta di tutte queste immagini.  
                                                                                                          Sandro  Bongiani



Opera di Mimmo Paladino


La mostra, visitabile con il biglietto di ingresso del museo, è corredata dal volume Angeli & Artisti nella Iglesia de los Angeles pubblicato da Bellavite Editore. Angeli & Artisti  è realizzata grazie al sostegno del Comune di Siena e sotto l’Alto Patrocinio Morale di Arzobispado de Salta – Argentina, Gobierno de la Provincia de Salta, Ministerio de Cultura y Turismo, República Argentina, Embajada de Italia – Buenos Aires, Istituto Italiano di Cultura – Buenos Aires.



Opera di  Giovanni  Bonanno, Volo, 2009



Oltre Cinquecento artisti del nostro tempo per uno stuolo di angeli.
Mostra segnalata da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno



giovedì 28 novembre 2019

Prato 2019 -1° Convegno “Il Tavolo dei Postali” a cura di Vaccari News e dell'Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” di Prato







C’È UN “MONDO” DA CONOSCERE
di Fabio Bonacina

(Un resoconto del 1° Convegno “Il Tavolo dei Postali” tenuto a Prato a ottobre 2019 e in vista del prossimo appuntamento di aprile 2020 al Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa a Trieste)

Andare oltre la filatelia considerata in senso stretto, scoprendo che il sistema postale può essere anche altro e può offrire spunti di interesse diversi, talvolta inattesi. È pure in tale modo che si può decifrare il “Tavolo dei «postali»”, incontro pubblico svoltosi l’11 e il 12 ottobre a Prato per iniziativa di Unione stampa filatelica italiana, Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” onlus con il supporto tecnico del quotidiano on-line “Vaccari news”, in collaborazione con Archivio di stato, Comune tramite l’assessorato alla cultura, Sistema bibliotecario provinciale. Permettendo, appunto, di avvicinarsi ad un... mondo in qualche modo parallelo e dalle grandi potenzialità, ovvero musei, associazioni, iniziative che fanno del sistema postale uno strumento d’arte, conservazione, cultura, intrattenimento. Certo, alcune strutture già erano conosciute e magari animate da noti collezionisti, ma mancavano il quadro d’insieme ed i collegamenti, quasi filatelia e posta fossero due pianeti senza molte ragioni per confrontarsi fra loro. Vedendo le cose dall'altra parte, tali realtà non di rado mancavano di rapporti diretti fra loro e magari neppure si conoscevano, come magari non conoscevano le potenzialità della filatelia. Il caso eclatante è offerto dalle missive d’amore, ovvero la nicchia della nicchia: esistono almeno tre interlocutori che puntano la propria attenzione esclusivamente su tale tipologia di corrispondenze, ma finora ognuno ha proceduto per la propria strada. Se si vuole, talvolta cambia anche il modo di porsi davanti all’oggetto che si intende valorizzare. Come la banale lettera: c’è chi conserva quella spedita in un tempo più o meno remoto, chi riceve e risponde alle attuali, chi addirittura le provoca, magari per poter scegliere la migliore nell’ambito di un concorso.


Convegno della Filatelia  postale di ottobre.



A 360 gradi gli interlocutori

È stato necessario un anno di preparativi per individuare i potenziali partner e suggerire loro di essere presenti. Alla fine, della trentina scarsa di attori individuati (tutti con alle spalle un impegno di anni, se non di decenni), hanno aderito in diciassette. Si tratta di interlocutori molto diversi fra loro; è anche difficile riassumere in poche parole le loro caratteristiche principali. Alcuni sono istituzionali e magari grandi, altri, piccoli, composti da una sola persona o da pochissime; alcuni hanno dipendenti (quindi per loro si tratta principalmente di un lavoro, magari vissuto con passione), altri sono costituiti esclusivamente da volontari (dunque entusiasti ma, proprio per questo, particolarmente soggetti ad alti e bassi). Alcuni hanno il compito principale, se non quasi esclusivo, di preservare i reperti affidati e metterli a disposizione per scopi scientifici o culturali, altri puntano a valorizzare l’espressione del singolo (dall’arte postale ai “francobolli” d’artista), altri ancora desiderano titillare i sentimenti, così da promuovere riflessioni, emozioni e divertimento. Naturalmente, le linee non sono così nette e i già citati quattro parametri considerati, cioè arte, conservazione, cultura, intrattenimento, si trovano pressoché sempre, seppure in percentuali differenti.



Parte dei presenti alle due giornate di Prato.


Cambiano anche le modalità di fruizione: certe strutture, soprattutto se museali o presenti nelle grandi città, attendono che l’interessato si presenti alla soglia e comunque, anche grazie ad incontri, conferenze, laboratori ed ulteriori proposte, hanno quale punto di riferimento principale la propria sede. Altre invece escono sul territorio, organizzando manifestazioni dalla durata di qualche giorno,
in grado di accogliere contemporaneamente fasce più o meno importanti di pubblico. Altre ancora puntano soprattutto ai rapporti a distanza, siano essi cartacei o digitali. Conoscersi, e poi…





Artistamps of Giovanni Bonanno  edit dal Bongiani  Art Museum di Salerno 2019


Il principale scopo dell’incontro -di cui non sono noti precedenti- era conoscersi, meta piuttosto facile una volta che i delegati sono giunti nella città toscana. Ben più difficile era, ed è, proseguire, adesso salendo di un gradino, ovvero cercando di capire se e cosa si può fare, tutti insieme o probabilmente con una parte dei presenti. Intanto, un secondo appuntamento si svolgerà a Trieste per iniziativa del Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa, realtà curata da Poste italiane, tra marzo ed aprile (la data deve essere fissata ancora), mentre il Museo della lettera d’amore di Torrevecchia Teatina (Chieti) aprirà le sue porte in occasione del “Concorso internazionale lettera d’amore”, che si tiene l’8 agosto di ogni anno.  Ancora, l’Issp ha reso disponibile una pagina del proprio sito per raccogliere e segnalare le iniziative di tutti (www.issp.po.it/tavolo-dei-postali), l’Archivio storico di Poste italiane ha messo sul tavolo fotografie, filmati e documenti d’antan, l’area della stessa azienda che si occupa di filatelia ha suggerito l’organizzazione di servizi marcofili gratuiti per la “Giornata mondiale della posta”, che si consuma Archivio storico di Poste italiane, Roma. ad ogni 9 ottobre.


Courtesy Vaccari News



I “postali” pronti per il tavolo
Musei, archivi ed associazioni che fanno della corrispondenza uno strumento d’arte, conservazione, cultura o intrattenimento s’incontreranno a Prato, l’11 e il 12 ottobre. La partecipazione del pubblico è libera
Il programma
Venerdì 11 ottobre alle ore 12, per chi vorrà, sarà possibile effettuare una visita guidata gratuita alla mostra in Archivio di stato “Per lettera. Forme e modi della comunicazione epistolare”.
Venerdì 11 dalle 14, nella biblioteca “Lazzerini”, interverranno a turno tutti i relatori, così da illustrare la loro specifica realtà. Il tempo preciso a disposizione verrà definito in funzione del numero di adesioni, comunque all’incirca dieci, quindici minuti massimo ciascuno.
Al termine dei contributi ci sarà modo di visitare il centro cittadino, nei pressi dell’Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” onlus.
Sabato 12 alle 9.30, ultima parte dell’esperienza, si andrà a ruota libera: sempre in biblioteca, chiunque, relatore del giorno precedente, osservatore o pubblico, potrà intervenire esprimendo riflessioni e proposte.

Il Programma in particolare
Venerdì 11 ottobre, dalle ore 14 alle 18 - prima sessione
- FABIO BONACINA, Unione stampa filatelica italiana (Corsico, Milano) e “Vaccari news” (Vignola, Modena)
- LEONARDO MEONI, Archivio di stato (Prato)
- GIULIA NICOLI, Club di Giulietta (Verona)
- MAURO DE PALMA, Archivio storico di Poste italiane (Roma)
filmato
- BEATRICE ROTELLI, Festival delle lettere (Milano)
- OTELLO SANGIORGI, Museo civico del Risorgimento (Bologna)
- KATJA BABORO, Museo della lettera d’amore (Torrevecchia Teatina, Chieti)
- FRANCESCO DE SIMONE, Museo iconografico di storia postale calabrese (Castelsilano, Crotone)
pausa caffè
- GILDA GALLERATI, Museo storico della comunicazione (Roma)
- FILIPPO MASSI, Fondazione archivio diaristico nazionale onlus (Pieve Santo Stefano, Arezzo)
- GIOVANNI BONANNO, Collezione Bongiani Art Museum (Salerno)
- MICHELA GIUPPONI Museo dei Tasso e della storia postale (Camerata Cornello, Bergamo)
filmato
- CARMELO NUVOLI, Museo della cartolina e del collezionismo minore “Salvatore Nuvoli” (Isera, Trento)
- CHIARA SIMON, Museo postale e telegrafico della Mitteleuropa di Poste italiane (Trieste)
- IRENE LA BARBERA E GIULIA NICOLI, gruppi di Postcrossing (internet)
- BRUNO CREVATO-SELVAGGI, Istituto di studi storici postali “Aldo Cecchi” onlus (Prato)
sabato 12 ottobre, dalle ore 9.30 alle 12 circa - seconda sessione
filmato
- NICOLA DI FOGGIA, Museo storico del francobollo e della moneta (Città del Vaticano)
- ENRICO MENEGAZZO E GIACOMO PACCHIONI, Filatelia - Poste italiane (Roma)
pausa caffè
dibattito pubblico
https://www.usfi.eu/
Informazioni: comunicazione@usfi.eu


Link utili:

La Filatelia d'artista    
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=70

Gugliemo Achille Cavellini &  Fausto Paci   
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=71

Bongiani Artistamps - Francobolli d'artista
http://www.collezionebongianiartmuseum.it/sala.php?id=83





Appuntamenti: 
Mostra a Trieste dal titolo: "Noi Donne, Una Storia che vive da 75 anni"

Palazzo delle Poste, Piazza Vittorio Veneto, 1 - Trieste
A cura di  Tiziana Bartolini, Costanza Fanelli, Ester Pacor, Chiara Simon del Museo Postale e telegrafico della Mitteleuropa di Poste Italiane a Trieste. 




Mostra segnalata da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno