giovedì 18 giugno 2020

Focus Genova 2020 / ARMIDA GANDINI - Gustose e dolcissime



Armida Gandini
Gustose e dolcissime
a cura di Caterina Gualco





Gustose e dolcissime è il titolo della personale di Armida Gandini che la galleria UNIMEDIAMODERN di Caterina Gualco presenta in occasione dell’evento Focus Genova. Arte in centro - ARTEAM CUP 2020. La mostra  prevede l’esposizione di due recenti progetti dell’artista, il video Pulses e le sculture vitree Gustose e Dolcissime, in stretto dialogo “le une come fonte scaturite dall’altro” 1Pulses rielabora il dettaglio della Madonna piangente del Trittico dei sette sacramenti di Rogier van der Weyden e persegue l'obiettivo di enfatizzare la luminosità dei riverberi delle 8 lacrime che scorrono sul suo viso: la luce, intermittente come se mossa da pulsazioni irregolari, evoca una costellazione sul viso della Vergine. 
Il gruppo scultoreo - 8 pezzi in vetro pieno realizzati presso la vetreria Zanetti di Murano – si è sviluppato in seguito come la materializzazione delle  lacrime che scorrono nel tempo. Goccia dopo goccia, si concretizzano per accrescimento concentrico trasformandosi in volumi plastici nello spazio. 
L’installazione che ne deriva invita a riflettere sul concetto di post-produzione, sulla struttura dell’immagine e sul ruolo della luce nei processi percettivi.
 
1Dal testo in catalogo di Piero Cavellini (Focus Genova. Arte in centro, Vanillaedizioni 2020)
Il titolo dell’installazione è tratto da Frammenti di un discorso amoroso di Roland Barthes: “Stando a Michelet, San Luigi si affliggeva per il fatto di non aver ricevuto il dono delle lacrime; una volta sentì le lacrime scendergli dolcemente sul volto ed esse “gli parvero gustose e dolcissime, non solo al cuore ma anche alla bocca”.

 

26 giugno 2020 - 25 luglio 2020
Armida Gandini
Gustose e dolcissime
a cura di Caterina Gualco
 
Venerdì 26 giugno 2020
Open day
dalle h.12.00 alle 20.00
Apertura della mostra in osservanza alle norme vigenti
E’ gradita prenotazione - 010 2758785


    UnimediaModern Contemporary art

    Orari di apertura:
    Da martedì a sabato 15.30-19.30

    Altri orari su appuntamento
    info@unimediamodern.it




Evento segnalato da Archivio Ophen Virtual Art di Salerno

venerdì 12 giugno 2020

Antologia critica di Coco Gordon, 1938 - USA





Antologia Critica di Coco Gordon

in italiano e inglese

COCO  GORDON / SuperSkyWoman



Coco Gordon, di origini italiane, è tra le più significative artiste " intermediali" americane. Ha radici nel movimento "Fluxus", anche se oggi preferisce non essere inserita in nessun gruppo specifico. Al centro dei suoi molteplici lavori si colloca l'intenzione di creare consapevolezza nei confronti dei problemi ecologici e sociali del nostro mondo. Coco Gordon

Fresh Cut, performance di Coco Gordon  Performance con Coco Gordon, affidarsi alla lama per permettere di aprire brecce e pertugi, affinché la sostanza prenda corpo nella visione esterna, così da riordinare il caos costretto dietro il velo del tessuto che relaziona gli esseri.

Il taglio apre e crea uno spazio nuovo, un luogo ancora inesplorato che si presta al riempimento di quel vuoto apparente con la visione prospettica tridimensionale. Prima una forma, dopo più forme, che mutano a seconda del movimento. E' il moto che genera la percezione della forma tridimensionale, la quale assume altre forme a seconda di come si sposta, danza, salta o semplicemente ruota. La staticità, invero trasposta da uno stato all'altro su un piano unicamente dimensionale, ove concede solo la visione panoramica con un orizzonte definito. Giustappunto la lama tagliente si muove in direzioni precise, ma multiple. Tra Coco e me, c'è stato un dialogo molto sottile, riguardo l'ascolto reciproco l'una dell'altra. Se lei seguiva i miei movimenti, io conducevo i suoi e viceversa. Tutto è comparso dal nostro dialogo, senza progetto, salvo l'accordo del giorno prima in cui Coco mi scriveva chiedendomi se avessi avuto piacere di partecipare con lei al suo Fresh Cut e la scelta mia dell'abito da sottoporre alle sue forbici. Tutto il resto è azione performativa. Barbara Cappello

Fresh Cut, performance di Coco Gordon con Barbara Cappello.
Visit  Video Youtube di Moreno Ugo       durata 11:02




COCO  GORDON
Antologia critica in italiano




COCO  GORDON
“Timeless, Senzatempo”
La natura tra performance e Exploding Books
di Sandro  Bongiani

"I empower myself to make visible deep cultural inquiries, impact thought/behavioral ethics, carry out visionary eco-Permaculture structure and systems design, integrate mind /body/ spirit/ etheric energy, and synthesize SuperSkyWoman’s ability to see objectively from the beginnings of the earth’s timeline". Coco Gordon / SuperSkyWoman

Coco Gordon, di origini italiane è tra le più significative artiste " intermediali" americane. Ha radici nel movimento "Fluxus". Al centro dei suoi molteplici lavori si colloca l'intenzione di creare consapevolezza nei confronti dei problemi ecologici e sociali del nostro mondo. Coco Gordon, inizia il suo percorso artistico nel 1958 con delle opere come  “Constructivism Apree’ Da Da”, oil painting, una sorta  di elementi plastici e costruttivisti, visti dall’alto come  un paesaggio,  E’ del 1961 il disegno “My hair holds up the city, Coco Charcoal” (I miei capelli reggono la città), in queste prime opere possiamo intravvedere  gli sviluppi futuri della sua personale ricerca artistica. Tra gli anni 1969 e il 1981 arrivano le sperimentazioni  grafiche poetiche dove la scrittura e l’assemblaggio delle materiali acquistano un ruolo rilevante come ad esempio, l’opera realizzata  nel 1982  a Cavriago nel laboratorio di Rosanna Chiessi,  Paper Jewels on tulle" Tendaggio, 4 Bon Bon”,  utilizzando carta fatta a mano, tulle e altri materiali.  Il 1982 è anche l’anno delle prime performances   come  “So Tired Coco Action, e libro", “D.O.A. Doing  (Dead on Arrival)  con Gordon  sotto un pianoforte  che ogni due minuti cambiava i vestiti, oppure, la performance a New York di Coco Gordon con Helmut Becker  dal titolo “Skin Piece” Helmut Becker & Coco action  del 1986. Ha intrecciato rapporti di collaborazione con artisti come Ray Johnson e Alison Knowles, e per le sue attività intermediali e le performances possono essere associate al lavoro di altri artisti del gruppo “Fluxus”, in particolare a Joseph Beuys, Yoko Ono, Carolee Schneemann, e Geoff Hendricks  legate assieme all'idea che tutto è arte.

Già dalle prime opere del 1958 è visibile l’interesse specifico riguardo la natura che sarà tema centrale verso i problemi ambientali e sociali. C'e una foto Cibachrome del 1985 dal titolo "earth", ("Terra") e stata scattata per documentare una performance dell'artista all'interno di una situazione naturale, distesa, nuda, in un piccolo giardino. Sta in posizione supina, il busto coperto di carote appena tolte dalla terra. corpo come scrittura legata all'esperienza universale. Con la pratica della performance, l’artista dimostra la sua stretta vicinanza ai processi naturali e esprime il desiderio di creare un  cambiamento radicale “di consapevolezza” della nostra dipendenza dal consumismo e dalla quotidiana economia di sfruttamento. Pertanto, il suo fare arte e la sua pratica nella natura sono attività compatibili che legate assieme operano per modificare la consapevolezza collettiva e ritrovare un'esperienza primaria legata alla natura. Nel 1992 arriveranno le performances come “Finding Food”, o  “Seeking Water”  con Coco Gordon che per un mese vive su un albero, procurandosi il cibo nella foresta a Pender Island in Canada. L’anno successivo (1993), si ritrova a Capri, invitata da  Rosanna Chiessi dell’ Archivio Pari & Dispari di Reggio Emilia a fare la performances  “Lun'acqua come me Capri - dopo il nome della villa Malaparte”, "Casa Come Me", alla Casa Malaparte. Il 2003 e anche l’opera   “Cuscini a Sognare per 6”,- cuscini attaccati insieme per fare suoni e  sognare”, e poi, nel 2005, “Root” una performance con carta fatta a mano messa attorno a una radice di albero ed esposta a Napoli. 

Infine, è del 2020 la mostra personale  di Coco Gordon a Venezia alla Galleria Visioni Altre, dal titolo. “Fresh Cuts - Tagli Freschi”, una sorta di omaggio ad amici/artisti del movimento Fluxus, con una serie di libri e riviste presentati secondo una originale ri-lettura trasversale. Le prime opere di libri tagliati risalgono al 1963, come quello dedicato a  Daniel Spoerri, “ Tagli Freschi per Daniel Spoerri, Fluxus L’Optique Moderne” in cui per la prima volta utilizza un catalogo di Daniel Spoerri per tagliarlo e creare nuovi spazi inesplorati. Dalle pagine visive create tra il 1969 e il 1979 nel successivo decennio arrivano le opere in formato libro d’artista come quella realizzata nel 1987 Intimate #1”, small italian Opera, e poi, dal 2018 a oggi le ultime originali opere in cui ri-taglia e ri-costruisce l’oggetto trasformandolo in un insolito libro-oggetto,  rivisitato per una lettura complessa e alternativa. Tagli come spazi da aprire, per procedere oltre la lettura della pagina. Non una lettura condizionata dalla cronologia, ma da un percorso più personale in cui il lettore può scegliere di vedere da una zona all’altra del libro-oggetto le pagine che preferisce diventando parte attiva  del viaggio. Perché di viaggi si tratta, con aperture e plurime finestre di lettura che ogni volta si riaprono a diverse nuove riflessioni. Quindi, non semplici e consueti Book cut ma libri tagliati ed “esplosi” che hanno bisogno dell’intervento del fruitore per essere osservati.  Nel percorso di lettura dell’opera non c’è un inizio e neanche una fine, ma un susseguirsi di momenti visivi che modificano la lettura del libro. E’ come decidere al momento cosa fare, in un insieme complesso. L’aspetto interessante di queste opere  è far percepire dei tagli che esplodendo si  trasformano  e  si estendono su un piano a creare pagine stratificate. Il taglio è azione, apre e crea nuovi  spazi, accoglie luoghi ancora inesplorati e nascosti, modificando la forma originale del libro e trovando una diversa identità per una lettura avventurosa dell’oggetto”.
Nella mostra  del 2020 Fresh Cut, a Venezia i libri diventano anche i tasti di un pianoforte rosso, scheletrico, “esploso”, immaginato dall’artista come parte dell’installazione per una particolare  performance  in cui l’artista  taglia il vestito di Barbara Cappello, come fa da diverso tempo con i libri d’artista, affidandosi alla lama per permettere di aprire squarci  di tessuto e nuovi pensieri. Un intervento, quindi parallelo, seppur in un altro piano del linguaggio, in cui la stessa Barbara Cappello diventa una sorta Book cut dell’evento, che per l’occasione scrive: “affidarsi alla lama per permettere di aprire brecce e pertugi, affinché la sostanza prenda corpo nella visione esterna, così da riordinare il caos costretto dietro il velo del tessuto che relaziona gli esseri” – aggiungendo - “il taglio apre e crea uno spazio nuovo, un luogo ancora inesplorato che si presta al riempimento di quel vuoto apparente con la visione prospettica tridimensionale. Prima una forma, dopo più forme, che mutano a seconda del movimento. E' il moto che genera la percezione della forma tridimensionale, la quale assume altre forme a seconda di come si sposta, danza, salta o semplicemente ruota. La staticità, invero trasposta da uno stato all'altro su un piano unicamente dimensionale, ove concede solo la visione panoramica con un orizzonte definito. Giustappunto la lama tagliente si muove in direzioni precise, ma multiple. Tra Coco e me, c'è stato un dialogo molto sottile, riguardo l'ascolto reciproco l'una dell'altra. Se lei seguiva i miei movimenti, io conducevo i suoi e viceversa. Tutto è comparso dal nostro dialogo, senza un progetto, il resto è sola azione performativa”.
Le azioni dei tagli sul libro come nella performance a Venezia sono atti similari in una unità d’intenti in cui tagliare, aprire, rendere visibile le variazioni per poi condividerle sinteticamente in una diversa dimensione tra mente-corpo-spirito e tra azione, arte e vita.  Sandro  Bongiani




Scritto storico-critico
a cura di Silvie Steiner
RIMANERE SE STESSI (ricoperta di cumuli di terra e di carote) Christine Jones
"Continuo a potenziare me stessa in quanto donna che sta invecchiando per rendere visibili profonde ricerche culturali, e per creare un impatto sull'etica di pensiero/comportamento e sull'integrazione mente-corpo-spirito della nostra struttura moderna" Coco Gordon
Coco Gordon, di origini italiane, è tra le più significative artiste " intermediali" americane. Ha radici nel movimento "Fluxus", anche se oggi preferisce non essere inserita in nessun gruppo specifico. Al centro dei suoi molteplici lavori si colloca l'intenzione di creare consapevolezza nei confronti dei problemi ecologici e sociali del nostro mondo.
Un recente progetto collegato a questo tema è "Il Sogno del Tempo", più di trenta installazioni meditative che vogliono focalizzare l'attenzione sui malintesi nella nostra visione contemporanea del mondo. Non si renderebbe giustizia al lavoro di Coco Gordon considerando la sua opera come un semplice contributo all'attivismo ambientalista, né, attribuendole una forma di filosofia ludica. (Robert Morgan) Piuttosto l'artista assegna alla tecnologia* la possibilità di permettere un uso sensibile delle risorse** a nostra disposizione. ***Per esempio, possiede un catorcio di auto di alta qualità che lei definisce la sua “Cadillac" controvalore.

Dal 1975 produce carta fatta a mano con materiali di origine naturale. Con queste crea sculture, elementi sonori basati su forme di antichi strumenti indigeni. Qualcuno dei suoi famosi tamburi è in mostra qui. La carta deriva dal lino. Viene aggiunta solo acqua per ammorbidirne la polpa, rendendola più fluida e pronta ad assumere nuove forme. Per ottenere un tamburo si tira la membrana sopra il cerchio in modo che il materiale, restringendosi, diventi una superficie tesa. La qualità del suono dipende dalle proprietà della carta ma anche dalle condizioni atmosferiche - più secca è l'aria e più acuto sarà il suono. In aperto contrasto con la nostra educazione tradizionale, questi oggetti (d'arte) sono fatti per essere toccati e per giocarci. E' la vita che risuona attraverso questi tamburi. Inoltre, la carta è il materiale base delle sue installazioni fondate su spazio/terra.
In ottobre, Gordon ha progettato in Austria per la prima volta un lavoro in collaborazione con   Kulturverein Schreams in Styria ° - un'installazione sonora in un campo di luppolo. La performance esprime il desiderio dell'artista di ripristinare i processi naturali delle origini e di proteggerli dalla quotidiana economia di sfruttamento.
La sua arte richiede un distacco dalla dipendenza soggettiva dalla negatività del consumismo materiale. In questo senso diventa politica, per esempio nel 1991 si è apertamente schierata contro la dichiarazione di George Bush del 1990 in cui affermava che le foreste del nord America e del Canada non meritavano di ricevere nessuna attenzione finché non venisse risolto il problema dell'Amazzonia.
A questo proposito, al Banff Centre di Alberta, Canada, Coco ha realizzato, tra gennaio e marzo 1991, una serie di installazioni - come la striscia di stoffa tessuta a mano che contiene le parole "bush" e " amazon" composte graficamente al computer. Gordon gioca sul doppio senso della parola "bush", che in inglese significa anche "cespuglio" o "alberello". In una breve frase, Bush (bush) definisce qualcosa di grande, come la condizione delle foreste Nord-americane, come insignificante. Il Banft Centre è una comunità, (ritiro) per musicisti, artisti visivi, scrittori ed altri artisti. Nei tre mesi che ha trascorso lì Coco si è concentrata sui problemi ecologici di quell'ambiente. Al contrario di altri artisti che arrivavano al Centre con le proprie idee, Gordon ha sviluppato i suoi temi a partire dall'interazione con la specificità del luogo e della situazione. Discutere con la gente è parte fondamentale del suo lavoro.
note:
* tecnologia anche indigena
** risorse finite, rinnovabili naturalmente
***a nostra disposizione se manteniamo l'equilibrio umano/terra
° Styria - la bioregione che comprende il sud dell'Austria e la parte nord della Slovenia.

(Al Kunstkanzlei) a parte un'installazione in carta, Coco Gordon mette in mostra tre grandi serie di foto. Le foto "Earth" in Cibachrome sono il risultato di una performance del 1985. In una l'artista è in posizione prona sdraiata sul ventre vicino ad una membrana di carta bagnata. In una foto simile è ricoperta di cumuli di terra e di carote. Il corpo è collocato nella natura e si fonde con essa in un'unità inseparabile. Inevitabile la relazione con la crescita del cibo e il sostentamento della vita umana. Nella mostra ci sono anche lavori con vere carote. Per la prima volta è possibile assistere all'intero processo di invecchiamento/ cambiamento. Le carote invecchiano come la pelle umana e seguono il loro destino. Per poter seguire il corso naturale nel presente, dove il tempo è diventato il più importante orientamento / supporto, gli umani vogliono relazionarsi a un ideale di bellezza dimenticandosi di rimanere se stessi.
L'artista rende attivamente disponibile la portulaca che cresce dal legno bruciato. In British Columbia ha cercato luoghi per meditare dove la foresta non fosse stata saccheggiata delle sue possibilità e dei suoi tesori naturali dall'intrusione degli esseri umani.
Le foto sono scattate dall'artista stessa; dopo aver impostato la camera, ha appena quindici secondi non solo per mettersi in posizione, ma anche per cambiare ruolo. Diventa "Skywoman". Il rituale rappresenta un ricongiungimento tra la gestalt umana e la natura.
La natura interiore si intreccia con il mondo esterno della crescita organica. Si colloca nella storia * di un tempo che è avvenuto molto prima della creazione del mondo, al tempo dell'"albero di luce", e di "Skywoman", l'identità che cerca di assumere.
"In "Sustenance" la mia sequenza di autoscatti, ricreo me stessa come "Skywoman" impollinata dal germoglio dell'eterno albero di luce, per fare nuovamente esperienza di quel tempo senza tempo, la preparazione alla nascita del nostro mondo" Coco Gordon
Il cibo è anche il tema principale di un'altra serie che l'artista chiama "Substitute Abundance" (Abbondanza Sostitutiva). E'un trattato sulle abitudini alimentari tradizionali della classe media. Durante l'estate del 1992 Coco ha lavorato per diversi mesi in un campo estivo per bambini in Connecticut, dove si è occupata della cucina. Decideva lei cosa prendere e come prepararlo. Così ha scoperto che il cibo considerato come essenziale è in realtà completamente inutile. Di conseguenza ha cambiato il menu, inserendo principi nutritivi che non fossero manipolati industrialmente, frutta e verdure provenienti direttamente dalle aziende agricole locali. La serie di foto corrispondente esce direttamente dal freezer della cucina.
Coco Gordon dimostra come riso bianco, latte, pane bianco da farina raffinata, siano cibi senza valore nutritivo. Su tutto questo mette erbe e girasoli, collocando se stessa all'interno di questa insolita natura morta, documentando in questo modo il desiderio di riappropriarsi delle forze che sostengono la vita uscendo dall'immondizia post-industriale che si riversa di continuo sui nostri sistemi di sostentamento della vita.
Questa serie è caratterizzata dunque dal suo interesse verso la natura, per ritrovare e riconquistare il sostegno reale.
Con il suo lavoro Coco Gordon desidera creare la consapevolezza della nostra dipendenza dal consumismo materiale negativo, e dalla quotidiana economia di sfruttamento. Allo stesso tempo dimostra la sua stretta vicinanza ai processi naturali e agli scambi meditativi connessi all'antica cultura sciamanica. Silvie Steiner       
* history – herstory                     (Traduzione di Rita degli Esposti).
             

             




“FLUXLAVORI” (La parola chiave per capire il lavoro di Coco Gordon) 
di Matilde Teggi

Nel 1961 il manifesto di Maciunas recita: “Purge the world of bourgeois sickness, ‘intellectual, professional & commercialized culture, PURGE the world of dead art, imitation, artificial art, abstract art, illusionistic art, mathematical art, — PURGE THE WORLD OF ‘EUROPANISM’! Promote a revolutionary flood and tide in art”. Non si tratta di un vero e proprio movimento, ma piuttosto di un’idea, un modo di vivere di artisti che realizzano “fluxlavori”. La parola chiave per capire il lavoro di Coco Gordon è sicuramente condivisione. La sua esistenza è da sempre una combinazione di arte e vita che rende l’opera scritta un riflesso di questa sua esperienza e l’uso della carta fatta a mano come mezzo di espressione della sua vita, della sua arte, delle sue opere librarie. Per lei, come per i veri esponenti del movimento Fluxus, la vita diventa arte, l’arte diventa vita e la linea vitale di tutto questo è un libro. Nasce a Genova nel 1938, è ebrea, nipote del docente e pittore Aldo Carpi, e nel giro di pochissimi anni è costretta a fuggire per gli Stati Uniti, rannicchiata in uno scatolone. Studia nelle Università di Michigan e Adelphi e vive a lungo a New York, dove entra in contatto, grazie all’amica e artista Alison Knowles, con il movimento Fluxus, di cui si definisce artista della terza ondata.

È definita “artista dell’environment”, ma in realtà i “prodotti” artistici finali di Coco sono molto cambiati negli anni e dall’environment si è spostata alla fotografia, alla performance, alla costruzione di libri scelti, (ri)tagliati e ripensati. In tutta la sua attività rimane evidente l’importanza del processo come medium; se Maciunas diceva “tutto è arte”, nel lavoro di Coco emerge l’importanza quasi artigianale del fare arte, la manualità e la pazienza di chi vuole conoscere, manipolare, mostrare anche la materia.
Le sue installazioni, ancora molto attuali, rivelano una grande sensibilità e intenti soprattutto estetico-ecologici, oltre che sociali; fatte di fibre, materiali vegetali, ritagli di stoffe, vetro, carta (quasi sempre realizzata direttamente da lei, nel suo piccolo laboratorio in Colorado). Nel 1985 esegue la performance “Earth”, il cui risultato sono una serie di fotografie che la ritraggono prona sulla pancia vicino a un pezzo di carta bagnato, oppure compressa da pezzi di terra e carote. Il corpo dell’artista, che dagli anni 60 in poi si libera e assume un linguaggio proprio, si mescola materialmente alla natura e Coco diventa Skywoman. La natura interiore e il mondo esterno della crescita organica si unificano. Skywoman è l’identità a cui aspira, appartenente a un tempo lontano, precedente alla creazione del mondo, nel tempo dell’“Albero della luce”. Skywoman è “colei che ci porta le cose primitive, elementari di cui abbiamo bisogno. Ci induce a riflettere sul tempo frenetico della nostra cultura. A riprenderci il tempo”. Skywoman è “donna celeste che porta nel mondo la fertilità delle erbe, piante e frutti”. Assembla, modella materiali, linguaggi, oggetti, convertendoli in segni naturali e artificiali, offrendo una vita compatibile con quella naturale, con il tempo biologico. Coco decide, successivamente, di rendere la figura di Skywoman più popolare e la trasforma in Superskywoman; tutti sanno chi sono Superman o Wonder Woman e con la sua “caduta” conosciamo ora anche Superskywoman.
Nell’autunno del 1990 Bush dichiara che le foreste nordamericane e canadesi non avrebbero meritato alcuna considerazione fino a quando i veri problemi delle foreste dell’amazzonia non sarebbero stati risolti. Coco risponde a tale valutazione e realizza, al Banff Centre di Alberta, una serie di installazioni, tra cui la più famosa rimane quella della striscia di tessuto intrecciato a mano che contiene le scritte “bush” e “Amazon”. “Bush”, oltre a indicare l’ex presidente americano, in inglese significa anche arbusto, così Coco gioca con il valore semantico della parola, sottolineando il paradosso dell’irrilevanza delle foreste nordamericane.
Nel 1995 lancia il movimento TIKYSK a V-Idea di Genova. Scrive Coco che TIKYSK (che sta per things I Know You Should Known) è “una conoscenza comune presente ai bioregionalisti, ai filosofi della terra come Thomas Berry, agli anziani indigeni, alle radici mondiali che vivono in modo sostenibile comunità biocentriche intenzionali e ai professionisti della permacultura con i quali ho un'interazione sostenuta”. Quindi si parte dal presupposto che le parole e i modi di esprimersi che rimangono o sono persi nella nostra lingua riflettono ciò che sopravvive, ciò che è in pericolo, ciò che è vecchio, usurato, di solito scartato ma che ha ancora l'anima e che può essere ripristinato per un uso continuo o nuovo; ciò che costruiamo di nuovo segue la permacultura di buonsenso, nutre, elimina gli sprechi.
Il lavoro di quest’artista così prolifica è, dunque, una concatenazione di idee, esperienze, segni, oggetti che non si fissa in una forma definitiva, ma cambia sempre. Unisce insieme arte, lavoro, esperienza, amore, mescola la sua immaginazione con i ritmi naturali.
Skin installation and Book” è un progetto partecipato realizzato in corrispondenza con Barbara T Smith, la quale aveva inviato delle pelli di carta fatte a mano a 12 artisti/collaboratori chiedendo loro di farne ciò che desideravano e di comunicarle, in seguito, il risultato con una documentazione, con una descrizione oppure tramite la pelle stessa. Ogni artista comunicò il risultato con qualche tipo di reazione dimostrando come la coscienza può verificare e confermare in modo uguale un reticolato di arte/vita e come la sua attività possa essere condivisa a distanza. Si torna, quindi alla parola chiave condivisione, che si manifesta in questo caso nell’uso delle corrispondenze postali/umane intese come esperienze di vita, che diventano una metafora per la filosofia dell’artista ed un attestato dei contratti arte/vita che vengono mantenuti e continuati. Coco ha documentato tutte le risposte dei personaggi coinvolti in un’opera libraria che funge da “guida alla comprensione delle relazioni umane”.
Il patrimonio librario realizzato da Coco è molto cospicuo e la caratteristica delle sue opere-libro è, oltre alla presenza quasi esclusiva della sua carta fatta a mano, il fatto che esse reclamano la partecipazione dello spettatore/lettore. Ad esempio, “Try on book”, opera nella quale tu, in quanto partecipante/fruitore/spettatore, indossi letteralmente l’opera libraria, potendo “sentire” la pelle della carta. Coco riconosce la carta come un materiale sensibile, delicato e lo usa lavorando anche sulle percezioni più materiche.
Se flusso, musica, performance sono elementi caratterizzanti di Fluxus, allora l’ultima mostra di Coco “Fresh Cuts - Tagli Freschi” può decisamente rientrare in quel movimento che cosi tanto ha influito sulla sua formazione, contribuendo lei stessa al suo sviluppo. Ancora una volta torna la parola condivisione e ancora una volta tornano carta e processo come media artistici. Il lavoro esposto nella mostra alla Galleria Visioni Altre è una sorta di omaggio ad amici/artisti e di sintesi del movimento Fluxus. Si tratta di una serie di libri o riviste cari all’artista, per motivi personali o professionali, presentati secondo una ri-lettura complessa e confidenziale. Coco ri-costruisce l’oggetto trasformandolo in libro-oggetto, ri-tagliato e ri-disegnato per una lettura che non sia nuova, ma alternativa. Alcuni di questi, inoltre, diventano i tasti del pianoforte rosso, metallico, scheletrico, “esploso”, immaginato dall’artista come parte dell’installazione.







Coco Gordon
Hip-Hopfen Sonnengeflecht, Hip-Hop Solarplexus
di Arlene Raven
La meditazione non e forse un sogno sulle origini? E sognare le origini non e andare oltre queste? Oltre la nostra storia si estende la nostra "memoria incommensurabile...." Gaston Bachelard

La venerazione artistica per il plesso solare del luppolo rende omaggio ai maturi rampicanti pistilliferi che costituiscono le viscere della vite-luppolo rampicante ed il cuore della vita economica e sociale del Leutschach. L'infiorescenza  forma di cono di questo cespuglio portatore di bacche e la fioritura fisica della vita interiore della terra nella comunita agricloa austriaca sul confine sloveno che Gordon e Kulturverein Schreams hanno scelto come loro sede. Le figure stilizzate di cacciatori provenienti da grotte di 20.000 anni fa a Lascaux (Francia) sono le prime immagini di Skywoman da cui discende Gordon. Il veggente preistorico che vegliava sulla salute della comunita tribale fungeva anche da archetipo per gli artisti che uniscono mondo ordinario e mondo delle visioni nel loro lavoro e nella loro vita. Gordon, artista intermediala/concettuale insiste sullo stesso cambiamemento radicali di consapevolezza riconosciuto ormai da tempo immemorabile come vitale per la continuita di un patto tra terra ed essere umano e sulla sua fragilita nel tardo XX secolo. Come simbolo e matafora di un rinnovamento cosi radicale nel senso della guarigione universale, la Terra ispira il corpo e l'anima di Gordon, ripristinando l'iconografia della Fonte sacra nella cultura contemporanea ed enfatizzando al tempo stesso la trasformazione di ogni cultura in cultura interna, personale, interpersonale, interbioregionale e inter-universale.
Il respiro dei rampicanti suggerisce i suoni che stanno intorno. Incastra il recinto nella terra per mettere al sicuro i cavi. Una donna che custodisce le pecore e una donna contadina gridando la replica indigena al loro richiamo (nominando parti del corpo delle pecore e chaimando per nome i cestini per la raccolta), una melodia cantabile in sloveno e in austriaco. Il suono circolare della fabbrica di birra si ripete come un sussurro. Un duetto armonizza quattro cani e quattro trattori nei loro  quartetti. Le grida stridule delle oche tengono il tempo. La musica di Gordon si puo guardare, oltre che ascoltare. Nell'ottobre del '93 Gordon ha fatto un sogno. Per 33 ore in trance estatica, si sintonizza profondamente con il suo spazio e il suo tempo lungo il confine. Il surrealista Jean Arp vide l'intersezione dei sogni con l'arte come una "riserva magica" che unisce il genere umano con la luce e le tenebre, la vera vita e l'autentica collaborazione spirituale. Come i lavoratori faticano nei campi di luppolo, Gordon regista "il dentro delle cose", dal suo trespolo su di un'amaca appesa sopra un groviglio di piante di luppolo. L'artista puo disegnare, scrivere o parlare mentre si trova in questa condizione alterata di concentrazione aperta per esprimere i particolari e la gestalt della sua riserva magica.
Nel campo, Gordon ha messo in evidenza i quattro punti cardinali e raddoppiato l'altezza di alcuni dei pali da luppolo alti quattro metri. La delicata modificazione artistica segnala a chi passa per questa strada, attraversando il campo e le due terre, che c'e qualcosa a cui fare attenzione. Un insieme di processi naturali, attivita umane e il disegno della stessa creazione, mescola ogni momento del tempo esatto, locale, e del momento. L'esperienza di vita individuale e il nutrimento del processo creativo di Gordon. Il suo fare arte e la sua pratica rituale sono attivita sinonime che operano insieme per cambiare la consapevolezza collettiva. Se la magia chiama il potere-da-dentro ad essere cio che si percepisce in un seme, la crescita di un bambino, il potere della scrittura, della tessitura, del lavoro, della creazione, del fare scelte, poi il processo di Gordon e una tecnologia che sottolinea l'intima connessione di tutto e di tutti.
Le profonde filosofie ecologiche ed ecofemministe non riconoscono un mondo umanocentrico come proprio paradigma. Piutosto, da una prospettiva non gerarchica, Homo sapiens fa parte del cosmo. Cosi per Gordon il Divino e naturale, e tutta la vita e sacra. La sua intera opera e per propria natura anti-autoritaria e pro-vita, eppure la sua visione si estende ben al di la di questi principi. Il libro che adesso avete in mano e parte integrante dell'intermedia HIP-HOP SOLARPLEXUS. Sulla copertina, Gordon tiene stretto in bocca un seme di patata austriaca. Questo tubero, generato dalla solida terra e messo nell'etere delle sue meditazioni, e il  prodigo della nuova  vita. Il mondo vegetale del tubero e il nucleo di questa fotografia e richiede la piu incisa delle messe a fuoco. La testa di Gordon, che in questo caso rappresenta l'umanita, e messa in secondo piano. Il segnale sullo sfondo e posizionato come spazio indistinto ed estremo della cultura costruita. La visione di un mondo ciclico che Gordon rappresenta rivela che questa artista ha viaggiata fino all'origine delle stagioni, dove i semi immancabilmente generano piante e dove la Religione dell'Antica Terra fiorisce ancora.







things know
you should know 
(incontro con Coco Gordon)

di Sandro Ricaldone

Coco mi precede in galleria, cercando di evitare i rami che ingombrano il pavimento, i lanosi ritagli azzurri ammucchiati davanti alla finestra. ' 'Non sono pelle vera", dice, incantandoli con un gesto. ' 'Devo metterli qui, sulla plastica" - e accenna ad un ovale trasparente che occupa a meta le due stanze - è l'impronta del mio dito, il segno che mi identifica". Sulla parete di fondo spicca una figura femminile, colta a mezz'aria, nell'attimo in cui sta per concludere la discesa da una lontananza incommensurabile." E’ Skywoman, un personaggio mitico dei pellerossa". Coco non si diffonde in spiegazione e le mie reminiscenze sono abbastanza vaghe. Ricordo una leggenda cosmogonica nella quale il "Grande Capo del Mondo-di-Sopra" prende in sposa una fanciulla (la Donna del cielo", appunto) che scopre incinta ad opera - sembra - dell' "albero di luce". Per punire la Donna lo sradica, aprendo uno squarcio attraverso cui la precipita nello spazio sottostante, con le mani piene di semi, di radici e di foglie. Nella caduta la sorregge uno storno d'anatre, facendola scendere sul dorso d'una tartaruga, mentre i castori le costruiscono attorno una piattaforma ove la donna del cielo getta i semi e pianta una radice dell'albero che ricresce e fruttifica, formando alla sommità un globo che illumina il nostro mondo. "Ho cominciato ad identificarmi con Skywoman quattro anni fa'. Ho vissuto questo tempo in diverse località; in Canada, in Austria, alle Hawaii, in Italia e negli Stati Uniti, ricercando le origini, ascoltando i nativi, comunicando con i progenitori. Per dar corpo al racconto della sua discesa ho cercato d'essere donna di roccia e roccia, donna di fango e fango, albero, tartaruga e cielo".
"Skywoman - prosegue Coco -  'è  colei che ci porta le cose primitive, elementari di cui abbiamo bisogno. Ci induce a riflettere sul tempo frenetico della nostra cultura. A riprenderci il tempo. Ho scritto nella poesia all'inizio del libro: in no time as was is (Nel tempo che non c 'è, come era, e). Su un'altra parete, all'estremo opposto dello spazio, campeggia (rivestita della caratteristica tuta che tende però a trasformarsi in una sorta di indumento patchwork) Superskywoman. M'interrogo sul significato di questo "doppio" della Donna del cielo, in bilico tra l'orizzonte post-umano della fantascienza ed i poteri dello sciamano, Per Coco non c’è antisesi, Superskywoman è un "alter ego" di Skywoman. "Un anno e mezzo fà mi sono resa conto che era troppo difficile per la gente d'oggi, condizionata da una civiltà meccanica, industriale, arrivare a comprendere direttamente Skywoman e allora ho cercato una mediazione attraverso questa figura, più vicina a noi. D'altronde il suo atteggiamento è molto lontano da quello di Superman, non ne ha la violenza, il suo volo non ha una direzionalità così aggressiva. Anche lei aiuta a vedere, non a guardare, a vedere ciò che è importante.
Ci voltiamo verso la parete intermedia dove su un telo di plastica trasparente ex tracciato il profilo della tartaruga. Oltre la porta s'intravede, di sbieco, una foto in cui l'artista rivive l'inseminazione (l'impollinazione) della Donna celeste da parte dell'albero di luce. "Mi piace utilizzare nello stesso contesto tecniche diverse, la fotografia, la pittura, il video", riflette Coco. "Mi succede anche di realizzare, in certo modo, una tensione fra i materiali fra elementi tratti dal mondo naturale, come i rami, cose che fanno parte della nostra tradizione, come la carta e la tela, e cose che produciamo adesso, la plastica e le altre sostanze sintetiche. C’è gioco in questo". Le faccio notare come il suo lavoro stia assumendo una cadenza che non è semplicemente narrativa ma si dilata sino a coincidere con l'esperienza di vita. Non si tratta più  di qualcosa che può essere isolato in un episodio, anche se per certi aspetti affine nell'ispirazione, rivolta al tema dell'ambiente, come poteva accadere negli Scenari dove un particolare del paesaggio veniva individuato da una cornice e ripreso fotograficamente o d'in un'installazione del tipo di No more water, realizzata nel 1988 al Dowling College a Long Island sgocciolando paste di carta di diversi colori su un strato di terra arida. 'Si, certo, è una cosa che nasce qui, in questo spazio (in questo volume, dice curiosamente Coco nel suo italiano un po’ esotico che le viene da una nonna genovese con cui ha vissuto  a lungo negli States), ma che continuerà in altri luoghi. I miei lavori di prima erano più legati ad un concetto unitario. Qui c'e invece una concatenazione di idee, di esperienze, di segni, di oggetti, che non si cristallizza in una forma definita ma viene ripresa, cambia, si arricchisce. Si mettono insieme l'arte, il lavoro, l'esperienza, l'amore. molto piacevole". E prosegue: "E facile, credo andare avanti nel solco di una tradizione, fare delle cose belle, gradevoli, o dei lavori forti, resistenti. Conosco la formula. Ma non mi basta. Da bambina, a New York, andavo spesso al Museo MOMA, ricordo l'entusiasmo che mi comunicavano allora le opere dei grandi maestri. Oggi, però, voglio. fare una cosa diversa. Voglio evitare la trappola architettata da una cultura di parole, per ritrovare un'esperienza primaria. Svuotarmi del pensiero. Non cerco quel che mi serve lontano. Voglio essere me stessa e convincere gli altri. Non sforzarli, ma come Skywoman, far vedere. Si può fare arte con questo?" Si può, rispondo. Penso a Fluxus, al rapporto intrecciato da Coco Gordon con artisti come Alison Knowles e Ray Johnson, all'idea che tutto è arte.
A Chiari, per il quale 'l'arte facile" ma, insieme, 'l'arte è l'ultima cosa a cui gli artisti dovrebbero pensare". "Chi decide che cosa è valido, nell'arte? Chi Decide?" insiste Coco. "So unicamente che decido io cosa devo fare, cosa posso fare. Spero di farlo in un modo tale da far sentire a qualcuno quello che sento io".
Genova, 19 May, 95








“Fluxus e  flussi intermediali di creatività”
Testo a cura di Asia Rota

Nel 1961 George Maciunas fonda il movimento Fluxus “caratterizzato da una totale apertura del linguaggio artistico a tutti i materiali del mondo e a tutti i flussi dell’esistenza”, si tratta non solo di opere fisiche ma anche e soprattutto di azioni che hanno come obiettivo portarci a riflettere sulla quotidianità e sull’arte, sul rapporto fra le due e sulla distanza fra le due. Le modalità di espressione di questo nuovo movimento sono decisamente ampie: oltre alle opere pittoriche che hanno come punto di partenza l’informale/gestuale, grandi protagoniste sono la performance, l’happening, la musica, il cinema, il design, la letteratura, la corrispondenza postale; in particolare è interessante soffermarsi sul fatto che Fluxus sia un movimento aperto, o come meglio precisa Dick Higgins “un momento nella storia, un’organizzazione, un’idea, un modo di vivere, un gruppo di persone non fisso che compie fluxusvalori”: si tratta di un gruppo aperto e non definitivo di cui tutti possono fare parte anche solo per un momento, e senza necessità di dichiararsi tali davanti agli altri componenti del gruppo. È un modo di essere all’interno del mondo artistico che include tutti coloro che lavorano con materiali quotidiani, spesso di riciclo, in un particolare rapporto con la vita e con il caso (o caos) in un’etica molto spesso marcata: il nome richiama una trasformazione costante che non consente una definizione chiara e delimitata del movimento, possiamo quindi affermare che si tratti di una ricerca ancora oggi in continuo sviluppo. Fluxus mette in discussione la distinzione fra arte e non-arte, ridicolizzando ogni idea di esclusività, di unicità, di individualità dell’artista, ironizzando sulla perizia tecnica, sulla ricercatezza, sull’altezza o profondità d’ispirazione, in questo si intravede una matrice Dada, dalla quale viene però a differenziarsi per l’apertura ad un gruppo di artisti molto più ampio e “popolare”. Fluxus non include solo ciò che viene riconosciuto come opera d’arte, ma anche tutto ciò che è semplicemente rivolto al creativo poiché l’unico vero obiettivo del suo artista è la realizzazione di un lavoro che ha responsabilità primariamente nei confronti dell’arte stessa, non si rivolge alla critica che precedentemente indicava la propria approvazione/ disapprovazione: il successo artistico è connesso alla creatività di un certo lavoro e del suo creatore, in un mondo ideale che esclude la consacrazione da parte della critica, eliminando la vecchia idea di sistema artistico. Il movimento fondato da Maciunas, dunque, si arricchisce di contenuti nuovi tramandati dal passato artistico e dagli avvenimenti storici, ma al tempo stesso semplifica le sue modalità di messa in scena, facendosi più scarno nell’espressione, più povero e/o naturale nella materialità, più rapido nell’elaborazione, più pulito nel contenuto. Fluxus conserva molto del precedente Dada, tanto che insieme ad altre forme artistiche contemporanee fra cui la Pop Art, viene spesso richiamato sotto il nome più ampio di Neo- Dada (Maciunas stesso chiamava inizialmente il movimento Neo-dadaism), questi tre diversi movimenti possono giungere a soluzioni visivamente molto simili, ma la differenza sostanziale è intangibile eppure importante: mentre Dada è un tipo di espressione che rifiuta l’arte, quindi un’anti- arte, Andy Warhol dichiara che “tutto è arte”, e Joseph Beuys sostiene che “anche pelare una patata può essere arte”, insomma, mentre il primo elimina l’idea di arte ed invece esalta l’idea di vita come “ben più interessante” rispetto all’arte, la Pop Art innalza la semplicità al livello dell’arte, ed il Fluxus abbassa l’arte al livello della semplicità, mantenendo la stessa ideologia creativa Dada ma semplicemente al contrario di essa non rinnegando l’idea di arte ed ampliandola ad un gruppo aperto e illimitato, la differenza non è tanto nel risultato estetico ma nell’intenzione artistica.






Coco Gordon
Saluti, Salute!
“Saluti, Salute!” è un’operazione d’esorcizzazione di questa terrificante tendenza.  
da giovedì 8 settembre  - 11 ottobre 2005

Cosa c’è di meglio che costruire una mostra a poco a poco, utilizzando i pezzi mancanti come in un puzzle, facendoli combaciare dopo averli più volte immaginati perfettamente nella mente? La sequenza della creazione si basa anche su questo: un impercettibile equilibrio tra desiderio e materializzazione. Coco Gordon ha pensato di “smontare” la mostra che aveva in mente per 50/cinquanta e di spedirla tramite mail a Torre del Greco, dove a mano a mano che le informazioni arrivano, numerate in modo sequenziale, l’esposizione riprenda di nuovo forma, si ricostituisca nelle mani dell’artista. Aprendo i diversi elementi del Mail art progetto, e filmando o fotografando le diverse fasi dell’operazione, si aggiungono nuove opzioni alla stesura dell’intera mostra che, in tal modo, accede ad una seconda fase della propria creazione. Le due modalità, desiderio e materializzazione, si pongono nuovamente in dialettica: un ulteriore scambio, un rinnovato equilibrio.
“Saluti, Salute!” è il titolo della personale che indaga su un tema molto delicato: la difficoltà odierna di preservare la nostra condizione sana in un ambiente altrettanto sano, protetto dai meccanismi d’autodifesa tipici della Natura. L’ecosistema è in continuo pericolo, trasformato continuamente da patetici tentativi di riconversione. L’idea di Coco Gordon è quella di affrontare questo lavoro utilizzando tutti gli strumenti e le strategie, come la riflessione, la meditazione, i rituali magici consolidati nel tempo anche nei dialoghi del suo alter ego SuperSkyWoman, per mutarci in umani ecosapienti e capovolgere pessime e negative abitudini. L’approccio dell’artista americana è veramente critico verso il proprio paese. La scarsa coscienza politico-ambientale negli Stati Uniti d'America, regna a dispetto di qualsiasi dimostrazione scientifica, di qualsiasi ricerca attendibile sui danni provocati all’ecosistema complessivo. Sfruttamento delle risorse, impoverimento, desertificazione, inquinamento totale: nulla ferma gli Usa e altri paesi industrializzati nell’accumulo di ricchezza e nel raggiungimento d’egoistici obiettivi, anche a danno delle generazioni future.
Simona Barucco




INSEGNARE A SE STESSI

di  Robert c Morgan
Gli Intermedia di Coco Gordon


"Continuo a dare potere a me stessa come donna che sta invecchiando, per rendere visibili le profonde richieste culturali, e per creare un impatto sull'etica di pensiero/comportamento e sull'integrazione mente/ corpo/ spirito del nostro concetto moderno"         Coco Gordon (1)

"E ormai stabilito al di la di ogni equivoco che tutti i tessuti e i fluidi che compongono l'organismo si mantengono per mezzo di un 'flusso'. Questo produce molteplici processi asincroni, tutti compresenti, in ogni momento della storia del corpo, e contrassegna la vitalita dell'individuo, come pure la sua vivacita, anche nei periodi di cosidetto riposo."          Robert Lindner (2)

                                              
C'e una foto Cibachrome dell'artista Coco Gordon distesa, nuda, in un piccolo giardino. Sta in posizione supina, il busto coperto di carote appena tolte dalla terra. La foto, dal titolo "earth", ("Terra") e stata scattata per documentare una performance del 1985. Un'altra Cibachrome ritrae Gordon sdraiata in posizione prona nello stesso giardino, sempre nuda, ma stavolta senza vegetali. Questa seconda foto ha per titolo "Disquieting Seeds" ("Semi inquietanti"). Presumibilmente le immagini sono state prese durante lo svolgimento di una performance (non teatrale). Nel primo caso, le carote e le radici incrostate di terra le coprono il corpo. Nel secondo e il corpo nudo che copre la terra (come segno visibile di fertilità).

La coppia di immagini suggerisce una dignitosa solitudine, nella quale la figura, in attitudine di riposo, si fonde con l'ambiente naturale, circoscritto. E come se la presenza umana - in sostanza, l'intervento del corpo dell'artista - fosse necessariamente collegata a questo fertile contorno. E come se non ci fossero dubbi possibili sull'autenticita dell'azione. La comunicazione innata del corpo - corpo come scrittura - e rappresentata, in queste due foto complementari, come tentativamente collegata all'esperienza universale - una sensualita nella quale il corpo si risveglia a se stesso come esistente in una condizione naturale di riposo e solitudine. Allo stato consapevole, l'ansia e la perpetuazione dell'appartenenza senza realizzazione vengono tralasciate. Il corpo sperimenta, invece, la vicinanza alla natura, un'ineluttabile relazione con la crescita del nutrimento - il sostegno della vita dell'uomo.
C'e una terza fotografia di Gordon, sempre collegata alle altre due, dal titolo "Peeled Onions, Cavriago" ("Cipolle Sbucciate"), del 1983. Questa Cibachrome e precedente e presenta un tipo di contrasto nel quale i vegetali (le cipolle) sono sistemate sopra il corpo nudo dell'artista distesa dentro una vasca da bagno. Il rigido riverbero visivo tra il lavabo bianco  e le cipolle rosse ammucchiate sul corpo suggerisce un tipo di rituale alienato, dove i sistemi vitali del corpo adagiato  sono collegati alla proliferazione del cibo naturale. Mentre le due foto piu recenti rivelano Gordon all'interno di una situazione naturale, per la prima non e cosi. L'effettto alienante si stabilisce in termini di spiazzamento del corpo e delle cipolle. In altre parole, il corpo, come la vasca, ha una certa consistenza, realizzata dal punto di vista culturale. Si potrebbe dire lo stesso delle cipolle, per esempio cipolle a bagno in un lavandino, cipolle utilizzate per cucinare un pasto. I significanti si presentano all'interno di un sistema tripartito. La vasca da bagno e un significante culturale, un prefabbricato, in effetti; le cipolle operano in una zona di transizione fra il naturale e il culturale, e il corpo, in questo contesto, funziona a sua volta come significante culturale.
Un'altra inerpretazione comprende invece il corpo come segno di genere, una rappresentazione di cui ci si serve nella pittura occidentale tradizionale a olio - questione messa a punto in modo sintetico da John Berger.(3) In questo caso, la pressione semiotica del prefabbricato (vasca da bagno) si impone sul corpo femminile, cioe sulle rappresentazioni dei nudi femminili sdraiati di Giorgionne o Tiziano; in questo modo costituisce un segno culturalmente codificato, nel processo di venire rovesciato. La presenza sovversiva del significante, da naturale a culturale, (cipolle rosse sbucciate) sposta il potere di trasformazione dall'oggetto dello sguardo al soggetto, percio indaga i limiti della rappresentazione sessuale. Nella foto di Coco Gordon "Peeled Onions", Cavriago", il motivo del nudo femminili sdraiato, appartiene alla pittura del Tardo Rinascimento e del Manierismo, viene rovesciato e quindi simultaneamente restituito alla natura dell'essenza spirituale del rito di fertilita. In questo senso, la fotografia  richiama stranamente il gioco formale e illusorio di un Archimboldo.

Per Coco Gordon il segno transitorio - il flusso natura/ cultura - non sacrifica la presenza dell'Eros. Piutosto, l'Eros e ripristinato come forza vitale del corpo. In una serie piu recente di Cibachrome dal titolo "Sustenance" ("Sostentamento"), dalla serie "Radical Food" ("Cibo Radicale"), di Coco Gordon, il soggetto nudo acquista il potere di trasformare la natura attraverso il processo di trasformazione di se stessa in quanto natura; in questo caso la trasformazione non e forza di distruzione ma di costruzione. Il soggetto/ artista nudo si impegna attivamente nel processo di far crescere lattuga  delle miniere dal legno bruciato. Il  rituale rappresenta una re-integrazione dello spirito  umano all'interno della natura. La natura interiore si fonde con il mondo esterno dells natura. La natura interiore si fonde con il mondo esterno della crescita organica.
Lo psicanalista Robert Lindner ha affermato che tutte le forme vitali si mantengono in uno stato di costante mobilita. Lo stato di riposo e quindi un'altra permutazione di quello che Lindner chiama "flusso". In qualche modo la mobilita perpetua degli organismi viventi, sia visibili che invisibili, sembra essere metafora fedele dei lavori di Gordon ispirati alla terra. Si legge nella Bhagavad Gita:

"Colui che vede la non-azione che c'e nell'azione,
e l'azione che c'e nella non-azione, e veramente saggio.
Anche se e impegnato nell'azione, egli rimane
stabile nella tranquillita dell'Atman." (4)

C'e un' evidente avversione nei confronti  della situazione raggelata e sclerotizzata dei mezzi d'informazione - rifiuto post-industriale che entra costantemente nei nostri sistemi di forza vitale e li contamina. Si potrebbe arrivare a dire che l'arte intermediale di Coco Gordon riguarda una riaffermazione di queste forze che sostengono la vita. E' molto attiva in un contesto di tipo sciamanico. Per questo motivo le sua attivita intermediali e le azioni (performances) possono essere associate al lavoro di altri artisti di "fluxus", in particolare a Joseph Beuys, Alison Knowles, Yoko Ono, Carolee Schneemann, e Geoff Hendricks.

PER COCO GORDON: SIMBOLICO/DIABOLICO di   Giuseppe  Berti

"   tutto funziona; questo e lo spaventoso. Che tutto funziona, appunto. E che il funzionare
     ci trascina sempre di nuovo verso un altro funzionare e che la tecnica sempre di piu 
    strappa e sradica l'uomo dalla terra".         (Heidegger)




Verrà forse dai poeti, dice Heidegger, da coloro che si oppongono a quell'oblio dell'Essere a cui il tempo della tecnica sembra averci condannato, la possibile salvezza dagli orizzonti del nulla e dell'impotenza nei quali si e smarrito l'uomo tecnologico.
Sara la forza di annuncio della parola poetica, dunque, l'unica via per allontanarsi un poco dalla civilta della produzione- finalizzata a un arido divenire- in cui si e concluso il millenario cammino del pensiero metafisico dell'homo faber; l'unica via, questa, per contrastare quella che un filosofo contemporaneo, Emanuele Severino, chiama la volonta di potenza della scienza e della tecnica, causa prima della follia del nostro Occidente.
Contro questa follia, contro il demone oscuro di una produzione illimitata che tutto domina e tutto rovina, puo l'arte venire considerata, anch'essa,  come l'ultimo esorcismo poetico, fragile fin che si vuole, prima dell'apocalisse prossima ventura?
Coco Gordon, artista di grandi talenti, risponde che si, che anche l'arte puo avere la forza di profezia dell'annuncio poetico purche essa recuperi una dimensione etica che ponga al centro della propria riflessione il rapporto, oggi insidiato dalla nostra ottusa protervia, tra la natura e l'uomo, tra l'Essere  e il mondo.
E purche, possiamo anche aggiungere, quest'arte vibri di un'aura sciamanica capace di darci una qualche illuminazione, una qualche vertigine grazie a cui ci sia concesso "di vedere gli dei", di dipanare, almeno, il filo d'Arianna dell'immaginazione e del mito.
Il filo che Coco Gordon ci porge sara allora il suo originale lavoro, TIKYSK (things I know you should know, cose che so che dovreste sapere), saranno le sue installazione  o le sue performances che riflettono una vocazione creativa senz'argini, espressione di un continuo sconfinamento di ruoli e linguaggi, di capacita multimediali, di seducenti connubi tra materiali diversi. Coco e infatti artista di vaste memorie, di molte frequentazioni e di aperta sensibilita cosi che e agevole leggere la sua arte come felice sintesi di alcune situazioni che hanno segnato l'arte degli ultimi decenni: il fluxus, il poverismo, il concettuale da lei percorsi con grande liberta su mezzi differenti, la fotografia, la pittura, il video, il corpo, materie naturali e sintetiche....
Ma tutto questo resterebbe soltanto un interessante esercizio formale, segnato certo da un'indubbia fascinazione estetica, se nei suoi lavori non intervenissero altre virtu, se non intervenisse una vasta richezza di significati, unita ad una sensibile capacita evocativa, in grado di sollecitare lo sguardo verso il nostro universo che minaccia rovina: al punto che le forze semplice e magiche della natura, la terra, l'acqua, l'aria, la foresta, il fuoco non sembrano piu capaci di opporsi ad "una scienza esatta persuasa allo sterminio".





Coco Gordon / SuperSkyWoman 
Biografia in italiano e inglese



Coco Gordon (Genova, 1938) vive e lavora tra New York e il Colorado. Anche conosciuta come SuperSkyWoman è artista, poeta, performer, editrice. Dopo avere affiancato gli esponenti del gruppo Fluxus negli anni della sua maggiore attività, da tempo impegnata  a capo di un gruppo di aggregazione sulle tematiche del territorio, della natura, del biologico, dei sistemi di vita (Permacultura). Conta la pubblicazione di 46 libri tra cui Radical Food, Hip Hop Solarplexus, SuperSkyWoman, TIKYSK, e Life Systems, un montaggio di 41 artisti che lavorano per creare un pianeta sano. Coco Gordon dal 1982 è attiva e parte integrante del movimento Fluxus. L’artista, dedita soprattutto alla produzione di libri d’artista con opere esposte a Vienna da  Kunst Kanzlei e alla EMILY Harvey a NY e Venezia. È molto attiva ed ha partecipato a diverse Biennali Internazionali d’arte di Venezia.  In tanti anni di lavoro ha realizzato numerose performance, come per esempio, quella tenuta nel 1983 a Reggio Emilia  presso il ridotto del Teatro Municipale, l’installazione newyorkese con chitarra datata 1984. Nel giugno del 1984 Coco Gordon  partecipa all’evento Il fascino della carta organizzato da Pari & Dispari. Nel 1993 con altri artisti presenta  a Casa Malaparte a Capri  un’ installazione diurna a e una notturna chiamate LUN’AQUA. Nel 1999 è invitata a fare  una performance alla 48. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia. Nel 2003 Coco Gordon partecipa alla collettiva con 130 artisti, ideata da Pari&Dispari Un cuscino per sognare. Nel 2020 viene invitata a fare una performance dal titolo “EXPLODING RED PIANO KEYBOARD installazione in progress”  presso lo Spazio Visioni Altre a Venezia. Da alcuni anni  realizza libri tagliati. I Libri Tagliati/Condivisi, sono l’ultima produzione artistica di Coco Gordon. L’artista ritaglia, appunta, disegna, dando una nuova forma e una diversa interpretazione al libro.



COCO GORDON /  SuperSkyWoman / Biography
Born 1938 in Genova Italy. After 25 years in a Duane St Tribeca NYC loft and 11 years Huntington Bay NY. She also goes by the name Coco Go, a.k.a SuperSkyWoman

Alison Knowles opened Coco’s access to international Fluxus. Wanting to make her images in paper, they collaborated, making 10 years of handmade experimental papers together leading to the show Loose Pages at Emily Harvey Gallery, NY. For 5 decades Coco paralleled Intermedia and fluxus circles with her Solo shows curated by Lucio Barbera, Sandro Ricaldone, Rosanna Chiessi, Leonardi V-idea- Italy, Christine Jones-Vienna’s KunstKanzlei and the Stadtgalerie. Coco used SuperSkyWoman’s historic tuned in vision in shows at Sandra Gering, Gallery Onetwentyeight, Art-in-General and A taste of Art venues. Emily Harvey nurtured her art future in Italy & NYC. As SuperSkyWoman, Coco also originated Gruppo TIKYSK (Things I Know You Should Know) in 1994 as a ready shelter for healers, artists, experimental groups and her mud-woman, rock-woman, fingerprint in the universe events. At the 48th Venice Biennale for Oreste she and her Gruppo TIKYSK "Permed" 300 people’s heads, took part in the "Bunker" project and the poetry section.  At the 49th Venice Biennale she contributed to the "Markers" street-hung Banner project of the International Artists Museum with her SuperSkyWoman speaking with the people dialog, “with speed and micro circuitry we have more time to arrive too soon, Forget Coming". At the 50th Venice Biennale Coco joined the "Wandering Library" curated by Doran Polak’s Markers 4 Project with her book, The Infinite Bottom Line. For the 50th Venice Biennale she took part in two projects, one for Alan Bowman boiling her seven-pointed star paper to eat and brought Global Poetry Day to heal Ground Zero in NYC with her action, "You are Poetry" engaging shopkeepers and city workers for Karenina's poetry section. In the 51st Venice Biennale she took part in Isola Virtuale curated by Achille Bonito Oliva with her poem Our Time Hour Time, and the performative poem “Book of Water” by Congelo. For the London Biennale’s draw__drawing she sculpted wild feet into action. For the 2005 Istanbul Biennale she was kidnapped by Sassu's Gruppo Sinestetico. For Agricola de Cologne, she was selected for the Violence festival, and invited as featured artist for Self-representation on the newmediafest.org site. For Klemens Golf she became a reporter for her home place in NYC and Chappaqua NY, creating a three-month outdoor slide show in Dusseldorf.

From a meeting at Matera in 1999, Congelo was formed by her merging Angelo Ricciardi of Napoli, Italy, whose many events and books together were created, including one of 80 dinners, Il Pane Non Si Butta and Patented events. Congelo is now placing barcodes on their encyclopedic correspondence, an edition of 5 boxed copies of which one is reserved for MOMA. Congelo took part in Jorge Luiz Antonio’s Visual and Electronic Poetry International Exhibition in Brazil; + Congelo & Coco in the Mexico Experimental Biennale. She created several works for Angelo’s Artline Do Not Cross published by 404 Arte Contemporanea, and joined many book projects.  Coco performed actions as SuperSkyWoman and exhibited In 2003 in a daughter/mother show with 90 year old mother Alisa, at the Pauline Oliveros Foundation's Deep Listening Space Gallery in Kingston NY. She made talking medicine wheels for the CACQM land art project in Quebec. She invented a watery Eyes Club meeting event as a memorial for her good friend and conspirator, the late Ray Johnson: a full moon gathering" at the Pollock Krasner House in East Hampton July 13th, 2003. For Luc Fierens she was featured with 13 SuperSkyWoman dialogs in his project, "Cornucopia", became a howling SuperSkyWoman for his Cooperation Project 1, and was "Jane Doe glissando" for his Cooperation project 2. At Fun of Fun SuperSkyWoman pulled in a new tribe to Dance her Matisse dance with the animals around her 9/11 in butter “Talking Medicine Wheel” at the River Sile, while Congelo conscribed Renata & Giovanni Strada into performing their political "Book of Water". Coco has joined many Fluxus artists in collaborations of their works and hers. She created artist books in editions, including Knee published by Porto Dei Santi Press, 2000 that also includes Anne Waldman. Coco’s own small Press, TIKYSK, published Visioning Life Systems That Create Healthy Resources and Transform Waste: Artists Work from Their Permacultural Source (Water Mark Press, 2003) reviving her 1993 edition Assembling, Artists Work from Their Ecological Source, Med Art, NY. Coco’s books--Radical Food, Hip Hop Solarplexus, SuperSkyWoman and TIKYSK: Permaculture Getting to Know You (Foot Sq Space, 1997) trace her progression into superheroine with an "action plan". Dick Higgins rediscovered his alter-ego character "Camille" in Coco. Her show of 36 ecozoic earth salt installations, "il Sogno del Tempo" in Messina Italy 1990 manifests the thinking of Earth Philosopher, Thomas Berry, while catching irradiated potatoes from the marketplace of Messina into her floor installation to underscore Berry’s cosmological exploitations. Coco’s art introduced the dynamic Nature intelligence way of healing to create a surplus Permaculture ecology, exemplified with her "Infinite Bottom Line" of grasses she plaited from wherever she worked around the world, to “Kick up the Bottom Line”. Martin Krusche's Austrian Kultur site published her many SuperSkyWoman actions on his KULTUR web site as well as featuring her as Jane Doe. Coco's poetry "Interactiv’s" and artist books have grown to more than 100 books. In 1978 she began to use her paper instruments interactively. From mid 70’s-early 80’s she taught many artists how to create their own papermaking studios and equipment. Coco Go is known for her 70’s forward handmade paper inventions one can enter, wear, sound, inhabit: liquid pools, clothes, hammocks, feet & sounding instruments (drums, rainsticks, pillows, shakers, strummers. Her famous John Cage’s post-Alphabet performances inspired hairy life-sized piano sculptures that still morph as a series on visual music. She’s been by profession a papermaker/ permaculture designer/ publisher of Water Mark Press, W Space "Intimate" editions and gruppo TIKYSK's artist book editions. COCO’s Artists Books have been sold since the 80’s at PRINTED MATTER, NYC, Amazon and other online book venues.

Collections:  paintings, installations, paperworks
Provincia of Messina, American Craft Museum, Hobelix Libreria, Joseph Cornell Archive, Adelphi University, Marymount Manhattan, Nassau Community College, UWO Weldon Library Ontario, Otten Collection, Getty Center, Heckscher Museum, Univ of Delaware, Chiessi Performance Archive Cavriago Italy, Jean Brown Archive, Franklin Furnace Archives, Ruth & Marvin Sackner Archive,  Braun Collection Germany, Robert Scott Small Library SC, Univ of Alberta Edmonton, Cozzani Collection La Spezia Italy, Nuvolone Collection Genova Italy, Luigi Bonotto - Bassano Del Grappa Italy, Joel Malin’s Duchamp Collection.

Artist Books in collections: 
MOMA Library NYC, Whitney Museum Library, Fogg Museum MA, Museum of Women in the Arts Wash DC, Smithsonian Museum, Ruth & Marvin Sackner Archive, Provincia of Messina, Univ of Alberta Edmonton, Spec Collections UC Santa Cruz, Brown University Library, The Banff Centre Library Alberta, KunstMuseum Lenningen Germany, Getty Center, Vasari Futurist Collection Sicily, Heckscher Museum, American Craft Museum, Hobelix Libreria, UWO Weldon Library Ontario, Otten Collection, Univ of Delaware, Chiessi Performance Archive Italy, Jean Brown Archive, Franklin Furnace Archives, Braun Collection Germany, Robert Scott Small Library SC, Cozzani, Nebbia e Nuvollone, Malfatti, & Bonotto Collections, Museo Del Volo Padova Italy, Watari collection Tokyo, Umbrella Archive CA, El Archivero Mexico, Vancouver Art Gallery, Swedish Archive of Artist Books, Art Institute of Chicago Flaxman Library, Harvard U collection.



COCO GORDON   BIO - PO BOX 225  523 5TH Ave Lyons CO 80540 cell 917-774-3538  Cocogord@mindspring.com –


Born 1938 in Genova Italy. After 25 years in a Duane St Tribeca NYC loft and 11 years in Huntington Bay NY. She also goes by the name Coco Go, a.k.a SuperSkyWoman

Alison Knowles opened Coco’s access to international Fluxus. Wanting to make her images in paper, they collaborated, making 10 years of handmade experimental papers together leading to the show Loose Pages at Emily Harvey Gallery, NY. For 5 decades Coco paralleled Intermedia and fluxus circles with her Solo shows curated by Lucio Barbera, Sandro Ricaldone, Rosanna Chiessi, Leonardi V-idea- Italy, Christine Jones-Vienna’s KunstKanzlei and the Stadtgalerie. Coco used SuperSkyWoman’s historic tuned in vision in shows at Sandra Gering, Gallery Onetwentyeight, Art-in-General and A taste of Art venues. Emily Harvey nurtured her art future in Italy & NYC.
As SuperSkyWoman, Coco also originated Gruppo TIKYSK (Things I Know You Should Know) in 1994 as a ready shelter for healers, artists, experimental groups and her mud-woman, rock-woman, fingerprint in the universe events. At the 48th Venice Biennale for Oreste she and her Gruppo TIKYSK "Permed" 300 people’s heads, took part in the "Bunker" project and the poetry section.
At the 49th Venice Biennale she contributed to the "Markers" street-hung Banner project of the International Artists Museum with her SuperSkyWoman speaking with the people dialog, “with speed and micro circuitry we have more time to arrive too soon, Forget Coming". At the 50th Venice Biennale Coco joined the "Wandering Library" curated by Doran Polak’s Markers 4 Project with her book, The Infinite Bottom Line.
For the 50th Venice Biennale she took part in two projects, one for Alan Bowman boiling her seven-pointed star paper to eat and brought Global Poetry Day to heal Ground Zero in NYC with her action, "You are Poetry" engaging shopkeepers and city workers for Karenina's poetry section.
In the 51st Venice Biennale she took part in Isola Virtuale curated by Achille Bonito Oliva with her poem Our Time Hour Time, and the performative poem “Book of Water” by Congelo. For the London Biennale’s draw__drawing she sculpted wild feet into action. For the 2005 Istanbul Biennale she was kidnapped by Sassu's Gruppo Sinestetico. For Agricola de Cologne, she was selected for the Violence festival, and invited as featured artist for Self-representation on the newmediafest.org site. For Klemens Golf she became a reporter for her home place in NYC and Chappaqua NY, creating a three-month outdoor slide show in Dusseldorf.
From a meeting at Matera in 1999, Congelo was formed by her merging Angelo Ricciardi of Napoli, Italy, whose many events and books together were created, including one of 80 dinners, Il Pane Non Si Butta and Patented events. Congelo is now placing barcodes on their encyclopedic correspondence, an edition of 5 boxed copies of which one is reserved for MOMA. Congelo took part in Jorge Luiz Antonio’s Visual and Electronic Poetry International Exhibition in Brazil; + Congelo & Coco in the Mexico Experimental Biennale. She created several works for Angelo’s Artline Do Not Cross published by 404 Arte Contemporanea, and joined many book projects.

Coco performed actions as SuperSkyWoman and exhibited In 2003 in a daughter/mother show with 90 year old mother Alisa, at the Pauline Oliveros Foundation's Deep Listening Space Gallery in Kingston NY. She made talking medicine wheels for the CACQM land art project in Quebec.
She invented a watery Eyes Club meeting event as a memorial for her good friend and conspirator, the late Ray Johnson: a full moon gathering" at the Pollock Krasner House in East Hampton July 13th, 2003. For Luc Fierens she was featured with 13 SuperSkyWoman dialogs in his project, "Cornucopia", became a howling SuperSkyWoman for his Cooperation Project 1, and was "Jane Doe glissando" for his Cooperation project 2.

At Fun of Fun SuperSkyWoman pulled in a new tribe to Dance her Matisse dance with the animals around her 9/11 in butter “Talking Medicine Wheel” at the River Sile, while Congelo conscribed Renata & Giovanni Strada into performing their political "Book of Water". 

Coco has joined many Fluxus artists in collaborations of their works and hers. She created artist books in editions, including Knee published by Porto Dei Santi Press, 2000 that also includes Anne Waldman. Coco’s own small Press, TIKYSK, published Visioning Life Systems That Create Healthy Resources and Transform Waste: Artists Work from Their Permacultural Source (Water Mark Press, 2003) reviving her 1993 edition Assembling, Artists Work from Their Ecological Source, Med Art, NY. Coco’s books--Radical Food, Hip Hop Solarplexus, SuperSkyWoman and TIKYSK: Permaculture Getting to Know You (Foot Sq Space, 1997) trace her progression into superheroine with an "action plan".

Dick Higgins rediscovered his alter-ego character "Camille" in Coco.

Her show of 36 ecozoic earth salt installations, "il Sogno del Tempo" in Messina Italy 1990 manifests the thinking of Earth Philosopher, Thomas Berry, while catching irradiated potatoes from the marketplace of Messina into her floor installation to underscore Berry’s cosmological exploitations. Coco’s art introduced the dynamic Nature intelligence way of healing to create a surplus Permaculture ecology, exemplified with her "Infinite Bottom Line" of grasses she plaited from wherever she worked around the world, to “Kick up the Bottom Line”.
Martin Krusche's Austrian Kultur site published her many SuperSkyWoman actions on his KULTUR web site as well as featuring her as Jane Doe.
http://www.van.at/howl/track/jane/show03.htm
http://www.van.at/howl/track/jane/show05.htm
http://www.van.at/howl/track/jane/show06.htm

Tamara Lai’s French site features Coco’s “Bye Buy” and other projects & evocative earthdangers.

Coco's poetry "Interactiv’s" and artist books have grown to more than 100 books.
In 1978 she began to use her paper instruments interactively.

From mid 70’s-early 80’s she taught many artists how to create their own papermaking studios and equipment. Coco Go is known for her 70’s forward handmade paper inventions one can enter, wear, sound, inhabit: liquid pools, clothes, hammocks, feet & sounding instruments (drums, rainsticks, pillows, shakers, strummers. Her famous John Cage’s post-Alphabet performances inspired hairy life-sized piano sculptures that still morph as a series on visual music.

She’s been by profession a papermaker/ permaculture designer/ publisher of Water Mark Press, W Space "Intimate" editions and gruppo TIKYSK's artist book editions. COCO’s Artists Books have been sold since the 80’s at PRINTED MATTER, NYC, Amazon and other online book venues.

Selected Actions:
1960’s to present – set-up private self-foto persona’s and actions
1992  “ Seeking Water, SuperSkyWoman at Vancouver Island treehouse for one month
1994  “The Future of Hands and Feet” in red earth of Maui with Canadian Sandra Semchuk
1998  “Mudwoman walk backwards” Dirt action at Gallery onetwentyeight +C. Doria review
2000, “Il Parco Dei Sapori”, ArtWay of Thinking, invited Coco as artist guiding 100 visitors through GMO fields in the three touching ecosystems of Vicenza, Italy
2002    "Leafletting" at Ground Zero – for Codice EAN
2002  “You Are Poetry” Getting to know and thank NYC workers at Ground Zero
2005  ”Happy Birthday Mister Johns” for Angelo Ricciardi project at Whitney museum and Glen Canyon Park, San Francisco

40+ Interactiv’ books written as correspondence with wise things we should know
80+ Books “Fresh cuts”explode out of themselves, 2018-2020 
Book Collaborations:
La La La Press, Austin TX, 1996-7
The Opaque Glass with Barabara Roux Water mark Press, 1985, ed 50 copies
Loose Pages with Alison Knowles 1983 (Printed Editions and Water Mark Press) ed 10 copies
Congelo “Leaves/Magic”, 2000-2008, NY/ Napoli, edition 5
First On-Line Magazine, Art Com, created the Oct 1981 Issue, 11pp visual typewriter images.

Poetry credits include: 
Word-By Word Journeys, La Chimera, Kultur, Permafrost (Alaska),  Mudfish, Lucid Stone, Black River Review, Poetry Motel, Water Works, Bambu, Pig Iron Press: Environment Essence & Issue, AA Press (Italy), Forest Watch, Color Wheel, Howling Mantra, Infolio (UK), AssemblingHeresiesAqua terraThe Eternal Network (U Calgary Press)New Observation Artist Book IssueBachy, Blue Buildings, Images, Xanadu, Maine Times, Confrontation, Buckle, New Infinity Review, Swift Kick, Four Zoas Nighthouse Anthology, Saturday's Women Anthology, American Classic Anthology, Lotta Poetica, Ear Magazine, High Performance -Reviews including1978 book, Raw Hands and Bagging  in The San Francisco Review of Books 1980,Northeast Rising Sun 1979, Small Pond Magazine 1980 and Small Press Magazine 1986.

Featured Writings:
ROLling the world website, NY Correspondent 2000-01 http://www.editricezona.it/rolling.html
New Observations 116, Artists on Art, Fall 1997, "Art Flora Fora Yr Right Actions" 
Chapter page capsules for The Eternal Network (U Calgary Press) 1995
New Observations 106, Bookworks, May 1995, "Handmade Paper Books"
Ear Magazine - two issue 4p original piece interpreting image scores by Cage, Corner, Higgins, & Knowles played on toy piano by Margaret Tan, 1983-4.

Selected Collections:  paintings, installations, paperworks
Provincia of Messina, American Craft Museum, Hobelix Libreria, Joseph Cornell Archive, Adelphi University, Marymount Manhattan, Nassau Community College, UWO Weldon Library Ontario, Otten Collection, Getty Center, Heckscher Museum, Univ of Delaware, Chiessi Performance Archive Cavriago Italy, Jean Brown Archive, Franklin Furnace Archives, Ruth & Marvin Sackner Archive,  Braun Collection Germany, Robert Scott Small Library SC, Univ of Alberta Edmonton, Cozzani Collection La Spezia Italy, Nuvolone Collection Genova Italy, Luigi Bonotto- Bassano Del Grappa Italy, Joel Malin’s Duchamp Collection.

Sekected Artist Books in collections:  
MOMA Library NYC, Whitney Museum Library, Fogg Museum MA, Museum of Women in the Arts Wash DC, Smithsonian Museum, Ruth & Marvin Sackner Archive, Provincia of Messina, Univ of Alberta Edmonton, Spec Collections UC Santa Cruz, Brown University Library, The Banff Centre Library Alberta, KunstMuseum Lenningen Germany, Getty Center, Vasari Futurist Collection Sicily, Heckscher Museum, American Craft Museum, Hobelix Libreria, UWO Weldon Library Ontario, Otten Collection, Univ of Delaware, Chiessi Performance Archive Italy, Jean Brown Archive, Franklin Furnace Archives, Braun Collection Germany, Robert Scott Small Library SC, Cozzani, Nebbia e Nuvollone, Malfatti, & Bonotto Collections, Museo Del Volo Padova Italy, Watari collection Tokyo, Umbrella Archive CA, El Archivero Mexico, Vancouver Art Gallery, Swedish Archive of Artist Books, Art Institute of Chicago Flaxman Library, Harvard U collection.

Honors:
1987 Women Studio Workshop grant for Dreaming 33-hour event
1988 received Susan B Anthony award from NYC for living in the Windo© Peace at Sohozat.
1989, Met Ala Marinetti in Rome
1996, Robert Winner Award for full manuscript, runner up, Poetry Society of America

Art Residencies:
1991 residency, The Banff Centre, Alberta 3 months "TREE (DIS)PLACEMENT VIEW', a public art project in five locations with fallen spruces, pinhole cameras, studio installations+ 2 artist books. 
1993, Harvestworks grant to create music commissioned by Schreams in Austria for Steirischer Herbst Avant-Garde Festival.
1993 residency on border of Slovenia & Austria 2 months "Hip Hop Solarplexus" public art project, book & Gallerie Klinger solo show, working with Hops in field & brewery.
1996, Residency as a writer, Djerassi Foundation, CA, May 1996
1998, 99, 2000, 3 residencies with Oreste in Italy, artists working on the land in her own revelatory "Unframed Intelligence".
2002, 9/11 Residency at the Santa Fe Art Institute, April
2008 and 2019 EHF Residencies in Venice.

Monographs:
I empower myself to make visible deep cultural inquiries, impact thought/behavioral ethics, carry out visionary eco-Permaculture structure and systems design, integrate mind /body/ spirit/ etheric energy, and synthesize SuperSkyWoman’s ability to see objectively from the beginnings of the earth’s timeline. 
    
Coco Gordon
"[Gordon] deals with her experience as though it were a constant adventure, and her work is as though a running commentary on that adventure, shaping itself into a kind of parallel adventure, no less profuse, no less fragile, no less infused with a sense of speed, and equally mysterious, aspiring to a similar sense of amazement."
    Henry Martin ("Acts of Faith", Il Sogno Del Tempo)

...Gordon's process is a technology that underscores the connectedness of everything and everyone.... Her artmaking and ritual practice are synonymous activities that work together to change collective consciousness.
       Arlene Raven (Hip-Hop Solarplexus)

There is a sublimated exchange-value in her process and performance works--a sublimation that is retrieved from the fearful guardian auspices of our culturally-coded, eploitative diurnal economy.
       Robert C. Morgan (Radical Food)

An established master of margins, gutters, alternative book structures, and every variety   of unlikely printing material, Coco Gordon has recently completed a book as giddily complex as any she’s made, SuperSkyWoman--La Caduta: Things I Know Your Should Know. The earth Goddess model of feminism has been languishing badly for years, but Gordon brings it ardent and quite contagious energy.
    Nancy Princenthal (Print Collector’s Newsletter)

She is the instigator of energy and of generating new life into forms that, rather than becoming submerged under the affluence of technocracy, can revivify the light of the ages. She is searching for the real amid the techno-noise, hoping to unlock the chambers of frozen thought and awaken minds and bodies toward their unified flow of consociations, their effervescent language off communi-cation with earthly surlpus.
   Robert C, Morgan (TIKYSK: SuperSkyWoman dialogs with the People)

Solo Shows:
2005    Corallo Theater Napoli Italy, 4 floors exhibition & performance with handmade instruments
2003    The Deep Listening Space Gallery, Kingston NY, + mom Alisa “The Way We Hear Music”
2000   Art-In General Elevator Sound art, “Forget Coming”, April-July
1999    Venice Biennale invit of Oreste, SuperSkywoman ‘perms’ visitors Sept/Oct
1998    Gallery onetwentyeight, "SuperSkyWoman Kicks Up the Bottom Line", 128 Rivington St, NY, Jan 7-31
1997    Foot Sq Space, Sea Cliff Gallery, LI "30 TIKYSK Mailings by Cocogo", April 14-May 13
1995    Leonardi V-Idea, Genova, Italy "SuperSkyWoman", installation & performance
1993    Kulturverein Schreams,"Hip-Hopfen Sonnengeflecht/Hip Hop Solarplexus", land-art+ sound installation, Gallerie Klinger, Arnfels, Austria (Steirischer Herbst)
1993    KunstKanzlei, Vienna Austria"Radical Food", Apr 30-Jul 31
1993    Art Initiatives, "Unframed Intelligence", window installation composting art & food
1992    Attitude Art Window, "Where Life & Proliferation Meet" NYC window
1991    The Banff Centre, Alberta, sited art in 5 locations"Tree (Dis)Placement View"
1991    The Banff Centre, two month Neomythic  Residency, Art Studio installations
1991    Small Press Center, NYC, "Bookworks"
1990    Fiera Camponaria, Messina, "Il Sogno Del Tempo", 36 installations
1990    Galleria Hobelix, Messina, "Il Sospiro Del Sogno"
1990    Libreria Hobelix, Messina "Bookworks"
1989    Galleria Il Gabbiano, La Spezia Italy, "Musica Non Piu’ "
1988-9 Caserma Zucchi, Reggio Emilia, 12 rooms of bookworks,"The__Reader-I Libri Aperti
1987    Womens Studio Workshop, Rosendale,"Dreaming"  sprout installation/33 hr event     
1986    Real Art Ways, CT, "The Big Dream Giveaway"
1986    Window Peace, Sohozat, NYC,"Balancing/ Dreaming"  living one week in window
1985    Galleria Dell'Occhio, E 10th St NYC, "Seed Music" window installation
1984    Central Hall Gallery, Soho, "Body Books & Cuttings"
1983    Emily Harvey Gallery, 537 Bdwy NYC, "Loose Pages" with Alison Knowles
1982    Central Hall Gallery, Soho, "Piano Trap Operas"
1982    Wall Street Gallery, Huntington LI, "IT" installation, bookworks
1981    Peopleart, Buffalo, "Book of Thighs: Recovery" installation
1978    Heckscher Museum, Huntington LI, "Living Papers"
1970    Fairleigh Dickinson University, NJ, "200 works"
1963    Bodley Gallery, NYC, "Ethereal Visions" paintings

Editioned Artist Books: 
Up to 2019- 120 more interactive and cut books to date

2018 #42 Little Book of Imaginary Birds, Word by Word Journeys, ed 36 $15
2015 #41 Lyons Creating Champions, TIKYSK Press, ed 26 $15
2008 #40 Politically Correct, Extra PostFluxPost, Brussels, ed 50, $22
2008 #39 Il Vuoto Il Vento La Pioggia, Edizioninedite, Venezia Italy, ed 54 $20
2008 #38 Conflu-essence, Edizioninedite, Venezia Italy, ed 42, $25
2008 #37What Opens stays forever, Clunk! Edizioninedite, Venezia Italy, ed 41 $25
2004 #36 A Biomass Continuity (Go If Press) an interactiv’ with John Grande $35
2004 #35 Il Pane Non si Butta, collaboration with Angelo Ricciardi as Congelo, $35
2004 #34 Use is a Short Self lit Fuse interactiv’ for Thomas Berry’s, The Great Work
2004 #33 Une Autre Matisse Dance for Roy Staab’s moebius reed sculpture at the CACQM
2003 #32 Cutesy π Cusp Cupidity for Ray Johnson, PK House, ed 75, $21. 
2003 #31    Drawing While Dreaming with Pauline Oliveros W Space, accordion down, + CD, $29.
2003 #30 Visioning Life Systems That Create Healthy Resources and Transform Waste: Artists     Perform from Their Permacultural Source, 105 pp. Ed 104, $75.
2000 #29 KNEE (GINOCCHIO), Porto Dei Santi Press, Loiano, Italy August 2000 $30.
1997 #28 TIKYSK: Permaculture getting to know you, Water Mark, 50pp ed 100, $11.
1995 #27 Super Skywoman, V-Idea, Italy, 96pp, edition 50, $160.
1994 #26 D.O.A.: Woman & Nature, BMCC, 28pp, edition 100, $35.
1993 #25 Hip Hop Solarplexus..., Kulturverein Schreams, 114pp, ed 50, $120.
1993 #24 Radical Food, KunstKanzlei Interart, Vienna, 74pp, edition 100, $100.
1992 #23 Artists Perform from Their Ecological Source, 34pp, W Space, Med Art, ed 100, $25.
1992 #22 Slinky book, 5 different unique, 1 & 2", $30.
1991 #21 Familiarity Breeds Sleepiness, 26pp, ed 12, Miami Art Museum, Oxford Ohio, $40.
1991 #20 Blip Blipped, performance version, 2pp, edition 100, NYC, $30.
1991 #19A Blip Culture, 146pp, ed 30, The Banff Centre, each $125.
1991 #19B Manuals for Blip, 142pp, ed 30, The Banff Centre, $125
1990 #18 Cutting's Herstory, 38pp, preliminary edition 3, NYC + one unique bookwork NFS
1989 #17 The Reader/ I Libri Aperti, handbound catalog, ed300, 200pp $70, Assessorato della Cultura, Reggio Emilia Italy
1988 #16 Hushabye, 14pp, edition 7, NYC, $22.
1988 #15 Knee, 28pp, edition 6, NYC, $22.
1988 #14 Public Private, unique laminated book, spiral bound, 5 different copies, $120
1988 #13 It Was Soft, unique laminated book, spiral bound, 5 different copies, $120
1988 #12 Music of Cracked Brick, preliminary edition 10, NYC, $60. out of print
1988 #11 Things We Pay For, on real dollar bills, 48pp, edition 10, NYC, $250.
1987 #10 50 lines For 50 Words on Marcel Duchamp, 166pp, edition 20, WSpace, $150.
1987 #9,9a IT, 58pp, ed40, WSpace $125. IT, the Conversation, 20 hmpaper etched minibooks, $300
1987 #8 6 Dances For Paper Piano, 112pp, edition 50, W Space, $35.
1987 #7 Non, 160pp miniature, edition color 25, $125.; edition blk/wh 50, W Space, $65.
1987 #6 Sebastien Live Cat, 66pp, edition 50, W Space, $125.
1987 #5 Looking at Myself & Carrot, 292pp, edition 25, in plexi case, W Space, $450.
1987 #4SoTired, two interleaving books, 56pp, edition 50, W Space, $25.
1987 #3 Strokes, 12-14 transparent laminated pp, each unique--10 versions, W Space, $200.
1987 #2,2A Monuments for Intimate Use, Part 1 horiz. 97pp, Part 2 vert. 117pp, ed 10 ea, $45.ea
1987 #1 Things in Loops & Knots Become a Small Italian Opera, 88pp, ed 50, W Space, $35.
1979 #1h Water Mark Papers, book inside a book, handmade paper letterpress ed 18  $2000.
1978 #1a Raw Hands and Bagging, sponsor Heckscher Museum for "Living Papers" ed 50




Gruppo TIKYSK initially influenced by DADA, Futurists, Schwitters, John Cage, Duchamp, Gregory Corso’s 400 lost poems, & the Beats keeps her mutable to underground poets, artists, permaculture practitioners, earth philosophers, healers, trees, animals, plants and organisms. The art world welcomes new forms all the time. Here is art activation of Permacultural systems: "keyline", "swales", "gabbions”, how these fit in a Fluxus type personal life that lets SuperSkyWoman diagnose your participation in ailing life-systems. Healings and discoveries with self and public form many of Coco’s events, such as “Let’s Perm”, which has  has given home to persisting memory of participating audiences. Her group TIKYSK (things I know you should know), joins humor with hard to swallow conditions of life, who we were and have become. At turn of the 21st century the stuffed puppet of one’s alter ego, Jane Doe, was given by Martin Krusche (KULTUR onlne), riding in his car asking who wanted her, to anyone who wanted it next, and Coco accepted. She used Jane Doe to reveal dreams and lies of US Statsian Culture-Politik in her designed counterforce ways: medicine wheels, bioregional ethics and with "Skyfilter city forests" among hundreds of situations over 10 years participation. She followed with Interactiv’ eco-wisdom to redesign a sustainable new Ground Zero Post 9/11 with the Life-Cycle Scorecard group of the Civic Alliance in NYC, via her SuperSkyWoman action heroism to advise on surplus sustainability and public participation, connecting Nature and our indigenous Akua origins to gain back lost satisfactions of self-empowerment.






Fresh Cut books: Coco statement:
Began 2018, continued at the Emily Harvey Foundation Residency 2019, then flourished by finding more of my loved lived books I thought I could never touch or enhance by my hand movements. Each of these original perfect books I had collected when first heard or introduced to me, suddenly opened up to different kinds of entry: from end, from middle, and from covers. Then some kind of natural order took over automatically to follow & finish the entire cutting.
At the EHF, the cutting of experimental works written for Italian Biennales intrigued me, seeing how younger critics totally caught the spirit of older generation artist works, how they felt the older historic movements before them. I bought copies I could find online to make a copy of my interactiv’s, my compound authorships and my cuttings for each of the living writers chosen. These cuttings open up infinite see-through opportunities for reading and re-reading and their interpretations. I remembered once told to me a parallel belief that music when performed, stays out there somewhere in the universe forever, waiting to be heard again, or continued in some other form.
Detailed Bio from earlier times follows on PDF scans, followed by project announcements, and photos that  visualize a larger BIO narration…
Coco Go   November 30, 2019    

(Archivio Ophen Virtual Art di Salerno).