A Telese Vittorio Sgarbi premia la migliore bottiglia in ceramica per l’amaro della Reggia
Fotografie © Courtesy Laura Marmai e Sandro Bongiani Arte Contemporanea - Salerno
Il 10 febbraio presso la sala “Mario
Liverini” a Telese Terme, in provincia di Benevento, grande partecipazione di
pubblico alla premiazione del concorso “AmaRe'” dell’Antica Distilleria Petrone,
concessionaria in esclusiva per quattro anni del brand AmaRè legato alla Reggia
di Caserta, ha visto protagonista il critico d’arte Vittorio Sgarbi presso la sala Liverini a Telese premiare
gli artisti che hanno realizzato le più belle bottiglie in ceramica destinate a
contenere l’amaro della Reggia che l’Antica Distilleria Petrone ottiene
dall’infusione di sole erbe ed essenze pregiate selezionate nel settecentesco
Giardino Inglese della residenza reale di Caserta. Il concorso riservato ad artisti e maestri artigiani operanti in una delle
citta’ campane della ceramica (Ariano Irpino, Cava dei Tirreni, Cerreto Sannita
e Vietri). Grande soddisfazione per le città della ceramica della
provincia di Salerno con il maestro Pasquale Liguori di Vietri sul Mare.
Sgarbi ha citato con doverosa ammirazione la ceramica di Vietri sul Mare complimentandosi per la creazione innovativa e la grande qualità della ceramica del maestro vietrese. Una interpretazione assai convincente supportata dalla grande tecnica utilizzata da Liguori. Una tecnica a smalto poco conosciuta e utilizzata attualmente da pochi ceramisti che nasce dallo studio e dalla sperimentazione svolta da diverso tempo della ceramica Babilonese, riproposta in questa occasione in chiave moderna per questo prestigioso manufatto di Design. Quello che stupisce è soprattutto come l’artista vietrese sappia trasformare la comune materia tipicamente povera della terra in una presenza altamente preziosa ed elegante, una sorta di magia nel trattare l’alchimia e restituirci l’oggetto trasformato decantato in una sostanza e dimensione nuova. Il prototipo della bottiglia AmaRè non è una semplice bottiglia di liquore da bere ma un grande lavoro di ceramica da conservare e collezionare con cura come una autentica opera d’arte.
Sgarbi ha citato con doverosa ammirazione la ceramica di Vietri sul Mare complimentandosi per la creazione innovativa e la grande qualità della ceramica del maestro vietrese. Una interpretazione assai convincente supportata dalla grande tecnica utilizzata da Liguori. Una tecnica a smalto poco conosciuta e utilizzata attualmente da pochi ceramisti che nasce dallo studio e dalla sperimentazione svolta da diverso tempo della ceramica Babilonese, riproposta in questa occasione in chiave moderna per questo prestigioso manufatto di Design. Quello che stupisce è soprattutto come l’artista vietrese sappia trasformare la comune materia tipicamente povera della terra in una presenza altamente preziosa ed elegante, una sorta di magia nel trattare l’alchimia e restituirci l’oggetto trasformato decantato in una sostanza e dimensione nuova. Il prototipo della bottiglia AmaRè non è una semplice bottiglia di liquore da bere ma un grande lavoro di ceramica da conservare e collezionare con cura come una autentica opera d’arte.
L'opera del maestro vietrese Pasquale Liguori
In questo particolare appuntamento Vittorio Sgarbi, accompagnato da Ferdinando Creta, direttore dell’Area Archeologica del Teatro Romano di Benevento e del Museo archeologico del Sannio Caudino di Montesarchio ha presentato il suo ultimo libro “Il Novecento”, dal Futurismo al Neorealismo, una sua personale interpretazione dell’arte in Italia con i maestri del secolo scorso. Poco convincente rimane la sua ipotesi personale su “Il Novecento” – che secondo lui resta un secolo “carsico” con molti talenti non emersi o non degnamente riconosciuti. Una sorta di caccia ad artisti marginali e emarginati dal sistema poco considerati dalla critica ufficiale nel contesto dell’arte di avanguardia e delle ricerche svolte nel primo e secondo decennio dell’arte internazionale (Sandro Bongiani).