Nei giorni 12 e 13
settembre 2020 Cerreto Sannita ha ospitato la quinta edizione della “Biennale
d’Arte Ceramica Contemporanea” e all’interno di essa la prima competizione
“Regional Tornianti”. La Biennale non è soltanto una mostra che offre al
visitatore il meglio dell’arte ceramica contemporanea, ma costituisce un luogo
fisico in cui i ceramisti si incontrano e si confrontano. “Grazie ad essa –
spiega Lucio Rubano, vice presidente dell’Associazione Italiana Città della
Ceramica – si sviluppa un dibattito che aiuta a comprendere il valore della
ceramica antica e moderna che non può prescindere dal passato e dalla tradizione e non può non includere il futuro e
la sperimentazione. Questa quinta edizione della Biennale, a Cerreto Sannita intende
indagare le diverse ricerche di lavoro dagli
artisti della Campania. In concomitanza a questo importante evento si è svolta
nel Chiostro di Sant’Antonio, la gara regionale dei tornianti, con la quale i
ceramisti partecipanti si sono cimentati nella realizzazione di contenitori per
l’olio e per il vino. I ceramisti vincitori che hanno dato prova di tecnica e
di maestria e hanno realizzato il contenitore del vino e dell’olio più bello, hanno
avuto come premio una selezione di vino e di olio locali del cerretese.
All'interno della mostra è
possibile visitare una sezione particolare dedicata ai momenti più
significativi delle diverse scuole di ceramica presenti nella nostra regione
dal titolo “Il tempo nuovo della ceramica”, in collaborazione con il
Laboratorio di Restauro e Conservazione di Opere d’Arte di Marina Imparato –
@lfabeti Osservatorio per le arti visive.
“L’intento – aggiunge il
vice-presidente AiCc Rubano – è quello di analizzare le esperienze passate e
rileggerle singolarmente per coglierne le diverse ipotesi tra le scuole di
ceramica del territorio campano. Il progetto espositivo inizia con la ceramica
vietrese, con la testimonianza delle opere, provenienti da collezioni private e
dal Museo Provinciale della Ceramica di Salerno, di Carlos Carlé, Antono
Franchini, Amerigo Tot e Guido Gambone, evidenziando il periodo produttivo e
magico tra il 1950 al 1970.
Le opere dei maestri storici
le opere di Guido Gambone, Amerigo Tot
La V Biennale d’Arte Ceramica Contemporanea, istituita nel 1998, dopo i quattro eventi precedenti svolti, si propone come un ponte tra passato e presente che guarda al rinnovamento e al futuro con l’aspirazione a diventare un appuntamento stabile tra le più importanti rassegne di ceramica che si svolgono puntualmente in Italia.
Le opere presenti in questa Biennale al MARCON, Museo di Arte Contemporanea visibili fino a dicembre 2020 ci danno un quadro ben preciso delle ricerche in atto con importanti ceramisti come per esempio Lucio, Domenico e Pasquale Liguori, Giuseppe Cicalese, Alessandro Mautone, Laura Marmai, Antonio D’Acunto, e poi, di Claudio Cipolletti, Flavio Moscaritolo, Giuseppe Corcione e Francesco Maggio. Un tempo nuovo della ceramica dopo il momento magico degli anni 50 e 60 con personaggi importanti come Paolo Soleri, Guido Gambone, Amerigo Tot, Antonio Franchini e Carlos Carlé e ora di questi nuovi maestri che alla tradizione e alla storia hanno interposto come elemento di connubio e di riflessione l’aggiornamento e la sperimentazione continua del fare ceramica, coscienti in tal senso di dare valore alla manualità, al pezzo unico e soprattutto alla ricerca della bellezza. Non semplicemente una produzione standardizzata e ripetitiva dei motivi tradizionali o peggio ancora di serie destinata al nulla. Questo è l’unico e il più logico destino auspicabile che conosco da dare alla ceramica e alla storia futura di questa magnifica regione!!! Sandro Bongiani
Le opere:
Opere di Francesco Maggio, Lucio Liguori e Pasquale Liguori
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