“GRAFFI SU CARTA”
con Testi critici di Claudio Strinati
Inaugurazione: giovedì 3 novembre 2022, ore 16,00
presso il Polo Museale Zona Conce della
Carifac’Arte Fabriano (AN) via Le Conce 76, 60044 Fabriano (AN)
Telefono: 328 103 0132 ; www.zonaconce.it
Carifac Arte Srl unipersonale - 60044 Fabriano
(AN) – Via Le Conce,
76 - P. Iva 02793710423
CARIFAC'ARTE, FONDAZIONE CR FABRIANO E CUPRAMONTANA, COMUNE DI SASSOFERRATO
Fabriano, ottobre 2022
Ho avuto il piacere di conoscere il maestro Paolo Gubinelli di recente e ne ho ammirato subito la personalità e il senso della vita che traspaiono dalle sue parole e dal suo modo di intendere l’arte. Appassionato della carta quale supporto della sua espressione artistica, ha accettato l’invito di venire a conoscerci a Fabriano, in Zona Conce, il polo museale della Fondazione Carifac, trovandosi immediatamente a suo agio tra le opere delle esposizioni permanenti Mannucci-Ruggeri e la cartiera laboratorio, dove facciamo sperimentazione con gli artisti che cercano nuove basi per le loro opere. Il maestro Gubinelli ha subito rivolto la sua attenzione non solo ai fogli di carta, ma anche alla materia prima con cui si produce la carta: i fogli di cotone puro e bianchissimo che rispondono meravigliosamente alle sue incisioni e ai suoi graffi e prendono il colore con estrema facilità. Più difficili da maneggiare, ma più risaltanti alla luce. Innamorato della materia e della luce il Maestro dà vita alle superfici inanimate che, una volta incise, generano sorprendenti effetti di luce ed ombre. Saranno poi i colori ad esaltare ulteriormente la bellezza, suscitando armonie sempre nuove ed emozioni delicate e profonde allo stesso tempo.
Credo che la personale del maestro Gubinelli trovi in Zona Conce una collocazione naturale. La materia prima nasce nella cartiera laboratorio, si trasforma in opera d’arte grazie all’abilità dell’artista e, permeata anche del misticismo dell’Avellana, torna ad essere esposta nell’ambiente che l’ha generata: nelle sale dell’ex conceria di Fabriano, dove passato, presente e futuro si fondono armoniosamente proprio come nelle opere di Gubinelli.
Biografia sintetica
Paolo Santi
Graffi, colori in polvere su carta, diam. Cm. 57-2022
La carriera di Paolo Gubinelli è ampia e complessa ma tutto orientata su una profonda fedeltà a pochi ma determinanti principi che hanno sostenuto la sua formazione iniziale e sono ancora adesso il fondamento del suo credo estetico. Artista di profonda moralità e di intenso impegno, Gubinelli, pur non essendone originario, è immerso fin da giovanissimo nell’ ambiente intellettuale toscano e fiorentino in particolare e da quello trae spunti determinanti. L’esperienza letteraria e quella pittorica si fondono quasi in lui e l’ impulso scaturente dal segno di Lucio Fontana, da lui apprezzato per tempo e con vera intelligenza del fenomeno figurativo oltre le apparenze della provocazione e della lusinga, diventa ben presto un elemento orientatore del suo fare. Ne vediamo le conseguenze ancora in questi lavori recenti e recentissimi, con cui il maestro si ripresenta alla nostra attenzione. E’ notevole, in proposito, osservare il lavoro compiuto dall’artista sul prediletto supporto cartaceo. La carta, con la sua delicatezza, la sua flessibilità, la sua attitudine a lasciarsi modellare diventa per Gubinelli un “medium” estremamente importante che gli permette di esprimersi ai massimi livelli della sua creatività. Non è arbitrario vedere Gubinelli, come molti hanno notato e come è giusto notare, come un vero e proprio “poeta” della pittura. Il suo gesto, in tutti questi lavori, è ridotto a una essenzialità che potrebbe sorprendere ma è invece il frutto di una sorta di distillazione del pensiero che assume concretezza in una personalissima tendenza verso la riduzione al fattore minimo ma, forse proprio per questo, carico di un significato intenso e coivolgente. Nulla di più lontano da quella moda “minimalistica” che ha dilagato negli anni stessi della maturità di un artista come Gubinelli, in Italia e fuori d’Italia. Gubinelli, in verità, non è artista che possa essere ingabbiato in una formula definitoria tale da inquadrarlo una volta per tutte. Il suo lirismo, più volte richiamato dalla critica attenta e consapevole, è profondamente venato di “concettualismo” ma la sua è una ricerca di forza comunicativa, non di un ripiegamento tale da risultare alla fine inconcludente e deludente. Al contrario l’opera di Gubinelli, globalmente intesa, è sempre nettamente ancorata a una volontà di significato che rende questi lavori singolarmente affascinanti nel panorama artistico contemporaneo sia rispetto alle opere su carta sia rispetto a quelle in ceramica dove, se possibile, l’estro e la finezza creativa del maestro trovano un campo di espansione ancora più denso di fruttuosi esiti.
Già Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano Ed. Grafostil
Comune di Matelica
PINACOTECA COMUNALE “R. FIDANZA”
PAOLO GUBINELLI
Opere inedite su carta e ceramica
2006-2009
donate ed esposte in permanenza 30 maggio 2009
Paolo Gubinelli, al Castello, Comune di
Frontone, 2015
Graffi su carta, cm. 70x84-2022
CLAUDIO STRINATI 2022
Da Fontana a Klee allo Zen, quanti echi, influssi, suggestioni, personalissime elaborazioni, solenni e composte memorie, sono state colte nell’arte di Paolo Gubinelli, e sempre da parte di critici e studiosi tra i più insigni del nostro tempo che hanno guardato a lui con partecipe e fervida attenzione. In questi giorni ho rivisto alcune sue cose recentissime e nei graffi nutriti di quel delicatissimo colore in polvere che imprime una singolare preziosità a questi lavori invero magistrali, ho creduto di vedere il cielo, o meglio l’ orizzonte, il sole che nasce o tramonta, la distesa infinita del mare, una specie di infinito leopardiano che non disdice forse a un uomo delle Marche come lui. E ho letto o riletto tante delle sue eleganti e tenere poesie, ed ecco che ne scopro una che non avevo mai visto. E’ di dieci anni fa: “vorrei tanto parlare/ alla mia opera/ per farle sentire/ quanto mi è cara/ vorrei tanto strapparle/ una parola/ è solo il silenzio /che la tiene accanto a me”. Ho pensato, lì per lì, a Michelangelo che dà una martellata al Mosè per farlo, invano, parlare. Ho anche pensato a certi simil Haiku di Ungaretti o di Quasimodo e alla mirabile parlata poetica di Caproni. Ma poi ho pensato soprattutto alla signorilità e alla discrezione di un artista come Gubinelli che invero non condivide niente della asprezza tumultuosa di un Michelangelo e forse nemmeno della sintesi incantata dei grandi poeti italiani del nostro così fecondo Novecento. Ho avvertito piuttosto il significato, indubbiamente promanante dalla bella poesia di Gubinelli, forse più vero del graffiare l’opera su carta, dell’ inciderla sì, ma non con lo scatto secco di un Fontana o con la violenza di un Caravaggio quando tracciava i bordi delle figure direttamente sulla tela con la punta del pennello o con un qualche strumento, ma con l’esatto contrario. Come se Gubinelli, almeno così mi è sembrato di capire, imprimesse sull’ opera nient’altro ( e non mi sembra poco, direi!) che la traccia di sé in modo tale che si conservi e si preservi per sempre una sorta di quintessenza del pensiero e del sentimento insieme. Gubinelli non graffia in verità, nel senso un po’ brutale della parola, ma marca una traccia a volte articolando ritmicamente la superficie, a volte sparpagliandola di segni che viaggiano con spontanea naturalezza dall’ astrazione alla figurazione, impercettibilmente, penso, a prescindere dalla volontà effettiva dell’artista stesso, ma come organizzandosi da soli. Allora mi sembra ben logico il desiderio dell’ artista quando auspica che l’opera gli parli, dato che lui le ha parlato facendola. Eppure, ardua questione, l’ opera non parlerà e non ha importanza perchè parla in verità ma a modo suo ( ritengo che Gubinelli se ne sia accorto da tempo!) senza esprimere pensieri compiuti ma solo sprazzi di memoria, di dolcezza, di benessere, di cui riusciamo a informarci a condizione di entrare in sintonia. Succede anche con le persone. Quante volte ci capita di parlare con qualcuno cui, di fatto, non abbiamo nulla da dire e da cui recepiamo proprio un bel niente! Qui, col lavoro di Gubinelli, siamo all’estremo opposto. E questa sintonia Paolo Gubinelli l’ ha sempre cercata, espressa e sempre trovata. Motivo per cui è diventato così grato al cuore di molti di noi. L’ incontro col suo lavoro è sempre sommamente lieto e rallegrante.
Polo Museale Zona Conce della Carifac’Arte, Fabriano
The career of Paolo Gubinelli is wide and complex, but totally oriented towards a profound fidelity to few and decisive principles which marked out his initial education and which are the basis of his aesthetic creed. Gubinelli, who is an artist of strong morals and intensive enthusiasm, although he is not Tuscan of origin, since he was young, he is immersed in the Tuscan and Florence intellectual elite, where he derives his inspiration. The literary and the pictorial experiences are combined in him. The impetus - which originates from the mark of Lucio Fontana, who was esteemed by Gubinelli with real understanding of the figurative phenomenon beyond the appearances of the provocation and the allurements - early becomes a decisive item of his art. The viewer still finds the consequences in those recent works which the master painter brings to our attention. It would be important to observe the works of art he created on paper, which is his favourite support. Paper – with its delicacy, flexibility and aptitude to be moulded – is a “medium” which allows him to express himself at the highest levels of his creativity. It is not arbitrary to see Gubinelli as a real “poet” of painting. His art, in those all works, is reduced to an essentiality, which could surprise the viewer. It is the result of a sort of distillation of the thought, which becomes tangible through a personal tendency towards the reduction to the lowest factor and which, maybe for this reason, is fascinating and full of an intensive meaning. His pictorial art is distant from that “minimalist” style, which was widespread in Italy and abroad in the same years of the maturity of an artist as Gubinelli. Truly, he is not an artist can be defined. His lyricism, which was remembered by the attentive and aware critics many times, is deeply tinged with “conceptualism”. He is always clinged to a will of meaning which makes his works fascinating in the contemporary artistic panorama, considering paintings and ceramic works, where, if it is possible, the natural bent and the creative refinement find a field of expansion charged of fruitful results.
Pub. Grafostil - Municipality Matelica
Art Gallery Fidanza
Permanent Exhibition 2009
English translation by Derek Ian Barnes
Libri d’artista
CLAUDIO STRINATI 2022
From Fontana to Klee to Zen, how many echoes, influences, suggestions, highly personal elaborations, solemn and composed memories, have been captured in the art of Paolo Gubinelli; and always by the most distinguished critics and scholars of our time who have followed him with active and fervent attention. Of late I have reviewed some of his very newest works and in the scratches nourished by that delicate powder colour that give a singular preciousness to these truly masterful works, I thought I saw the sky, or rather the horizon, the sun as it rises or sets, the infinite expanse of the sea, a type of Leopardian infinity that does not efface a man from Le Marche like him. And I have read or reread many of his elegant and tender poems, and I found one that I had never seen before. It was from ten years ago: "I would love to talk / to my work / so it may feel / how dear to me it is / I would love to pluck from it / one word / it’s just the silence / that holds it close to me ". I first thought of Michelangelo who chips at Moses in a vain attempt to make him speak. I also thought of certain Haiku-like works by Ungaretti or Quasimodo, and of the wonderful poetic voice of Caproni But then I thought above all of the elegance and discretion of an artist like Gubinelli who truly shares nothing of the tumultuous asperity of a Michelangelo and perhaps not even of the enchanted synthesis of the great Italian poets of our so fecund twentieth century. I felt rather the meaning, emanating without question from Gubinelli's beautiful poetry, perhaps truer than scratching the work on paper, of engraving it, yes, but not with the sharp snap of a Fontana or with the violence of a Caravaggio when tracing the edges of figures directly onto canvas using the tip of the brush or some other tool, but rather with the exact opposite. As if Gubinelli, at least as I understand, imprinted on the work none other (and it seems to me no small thing!) than the trace of himself in such a way that it conserves and forever preserves a sort of quintessence of thought and feeling together. Gubinelli does not really scratch, in the rather brutal sense of the word, but marks a trace, sometimes rhythmically articulating the surface, sometimes scattering it with signs that travel with natural spontaneity from abstraction to figuration, imperceptibly, I think, regardless of the conscious will of the artist himself, but as if organizing themselves autonomously. Thus it seems logical to me this desire of the artist when he hopes that the work will speak to him, since he spoke to it in its making. Yet, a difficult question, the work will not speak and it matters not because it does speak, but in its own way (I believe that Gubinelli has noticed this for some time!) without expressing complete thoughts but only fragments of memory, of sweetness, of well-being, which we are capable of understanding only if we can get in tune. It also happens with people - how many times do we find ourselves talking to someone to whom, in fact, we have nothing to say and from whom we receive equally nothing! Here, with the work of Gubinelli, we are at the opposite extreme. And this is that harmony Paolo Gubinelli has sought, expressed and always found. Which is why it has become so dear to the hearts of so many of us. Each and every encounter with his work is a joyous delight.
English translation by Derek Ian Barnes
https://www.facebook.com/paolo.gubinelli.16
Il catalogo digitale della mostra di Paolo Gubinelli a Fabriano
Mostra personale di PAOLO GUBINELLI
“GRAFFI SU CARTA” con Testi critici di Claudio Strinati
Dal 3 novembre 2022 al 31 gennaio 2023
Inaugurazione: giovedì 3 novembre 2022, ore 16,00
presso il Polo Museale Zona Conce della Carifac’Arte Fabriano (AN) in via Le Conce 76, 60044 Fabriano (AN)
Visit graffi-su-carta_paolo-gubellini_catalogo_2022_low-1.pdf (wordpress.com)
ARCHIVIO OPHEN VIRTUAL ART
COLLEZIONE BONGIANI OPHEN ART MUSEUM DI SALERNO
oppure:
3 – Paolo Gubinelli, BIOGRAFIA ITALIANO e INGLESE, 2019
4 – MOSTRE PERSONALI E ANTOLOGICHE, 2019
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