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mercoledì 29 aprile 2009

INTORNO ALL' ARTE MODERNA





L' ARTE MODERNA

E L'OCCHIO COMUNE










Riccardo Pazzaglia


L’arte, qualsiasi tipo di arte, viene veramente
capita?



In un interessante volume del 1973 (Occhio Critico), Guido Ballo si chiedeva: “fino a che punto il nostro giudizio nei confronti dell’opera d’arte in genere è veramente libero. Fino a che punto noi siamo liberi nei nostri giudizi e non siamo invece condizionati”. Ovvero, fino a che punto siamo liberi di giudicare e obiettivamente dare un giudizio non condizionato dalla particolare educazione artistica ricevuta e dalle svariate situazioni culturali imposte dal mercato e dalle strategie speculative e dalle mode che sistematicamente vengono presentate nel panorama dell’arte contemporanea.





Da: Il Mistero di Bellavista (1984) di Luciano De Crescenzo - Il professor Bellavista e i due amici/allievi, Saverio lo spazzino e Salvatore il vice-sostituto portiere, vanno a Villa Pignatelli per...

Vedi:
http://www.youtube.com/watch?v=0jTuMzlL_pY



Cos’è un artista?


L’artista, pensando all’operato di un qualsiasi scienziato, consapevole o inconsapevole, è l’essere che “mette in mostra” La ricerca e la sperimentazione utilizzando un metodo tutto personale di lavoro. Non la casualità e l’improvvisazione, ma l’assiduità e a volte l’ossessione di un dato problema. Il campo dell’indagine è ancora la natura e l’uomo, cercando insistentemente, con tutti i sensi in suo possesso di instaurare un possibile dialogo con essa al fine di carpire e magari svelare qualche nascosto segreto a noi ignoto. Non sempre ci riesce. Questo confronto è un’estenuante partita a due dove non ci può essere alcun arbitrio ma solamente metodo di ricerca e assiduità ossessiva di lavoro. Inoltre, l’arte non è un fatto anagrafico, giovani o vecchi non significa un bel niente; sono strategie di mercato e di mercanti. L’avanguardia è soltanto una sovrastruttura non una condizione di necessità. L’artista vive intensamente il presente, guardando al passato per attivare una ipotetica e possibile nuova visione. Se un artista (si fa per dire) non ha niente da dire, è inutile che si arrovella nel cercare, perché ci deve essere sempre alla base una motivazione forte per attivare un processo creativo e non soltanto “formale” e provvisorio. Sarà il tempo e la storia a darci una giusta valutazione del proprio operato. Fare i conti con la storia, significa essenzialmente, dare tempo al tempo, perchè solo lui sà prendere le giuste misure del nostro breve e incessante viaggio. Giovanni Bonanno