domenica 30 ottobre 2016

BRESCIA / D'Apres Duchamp, Progetto per un possibile schema di appartenenza


INAUGURAZIONE
SABATO 5 NOVEMBRE   ORE 18.30 

 

Progetto per un possibile schema di appartenenza

di Piero Cavellini e Antonio M. Faggiano

Milano 1985

 

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ALCHIMIA:
Ready-made / Daniel Spoerri
Standard (metres etalom) / François Morellet
Erratum musical / Giuseppe Chiari
Boîte / George Brecht
Broyage du chocolat / Eliseo Mattiacci
Métaux voisins / Joseph Beuys
Gas d’eclarage / Pier Paolo Calzolari
Célibataires / Keith Haring

INCESTO:
Sospensions / Enrico Castellani
Etoile / Gina Pane
Mariée / Hidetoshi Nagasawa
Métaux voisins / Claudio Costa
TUM’ / Guglielmo Achille Cavellini
Passion de famille / Vettor Pisani
Echecs / Alighiero Boetti

VOYERISMO:
Rrose Selavy / Urs Luthi
Rotorelief / Davide Boriani
LHOOQ / Sarenco
Morceaux choisis / Dennis Oppenheim
Prière de toucher / Robert Mapplethorpe
Boîte / Emilio Villa
Viaggio / Richard Long 




Teads - Top dei blog - Arte  

mercoledì 26 ottobre 2016

Parco di Origgio (VA) / The Couple (2003) di Louise Bourgeois



IL PARCO DI ORIGGIO (VARESE) OSPITA TRE NUOVE SCULTURE MONUMENTALI / LOUISE BOURGEOIS, GIOVANNI RIZZOLI E TRISTANO DI ROBILANT DONANO ALLA CITTÀ TRE SCULTURE CHE TROVANO COLLOCAZIONE PERMANENTE NEL PARCO PUBBLICO COMUNALE 



The Couple (2003) di Louise Bourgeois


Presentate ufficialmente il 25 ottobre2016, nel Parco Comunale a Origgio, tre nuove sculture monumentali donate alla città, The Couple (2003) di Louise Bourgeois,  Naughty Girl(2009-2010) di Giovanni Rizzoli ed Elijah’s Cloud (2012) di Tristano di Robilant. 


Quella di Louise Bourgeois esposta al Parco Comunale della città è, infatti, l’unica scultura esposta in uno spazio pubblico non museale in Europa, fatta realizzare appositamente per questa collocazione e donata dall’artista quando era ancora in vita.  Il progetto di donazione delle tre sculture alla Città di Origgio, che si concretizza oggi, ha origini lontane nel tempo: è infatti nato a New York, proprio nello studio di Louise Bourgeois, più di 15 anni fa, grazie al forte legame di amicizia tra l’artista franco-americana e Giovanni Rizzoli, che al tempo viveva nella metropoli statunitense e frequentava assiduamente lo studio della scultrice. Fu in quel periodo che una delegazione del Comune di Origgio, città nota agli artisti per la presenza dell’attiva fonderia artistica 3v di Walter Vaghi, si recò a New York e, grazie all’intercessione di Giovanni Rizzoli, chiese con una certa dose di audacia alla Bourgeois, allora novantenne, di realizzare una scultura per la città

L’opera di Louise Bourgeois, The Couple(2003) - nella foto a destra, Installation view, Parco di Origgio / © The Easton Foundation/SIAE - per espressa volontà dell’artista è sempre stata concepita per il parco cittadino, sospesa al ramo di un albero secolare. Si tratta di un abbraccio dalle dimensioni imponenti – 365,1 x 200 x 109,9 cm – e dal peso di circa 635 chilogrammi, che cattura lo sguardo per la sua gravità trasformata in leggerezza e per la tensione plastica sprigionata dai due corpi – novelli Paolo e Francesca di dantesca memoria – che si attraggono e respingono avvolti in una spirale che ne confonde forme e sembianze. 

“Le figure nella scultura sospesa The Couple si abbracciano, l’una nelle braccia dell’altra. Nulla potrà separarle. È uno stato precario e fragile. Malgrado tutti i nostri handicap, ci teniamo fra le braccia a vicenda. Quello che mi interessa veramente è il concetto dell’Altro. Si tratta di un punto di vista ottimistico. Incastrate assieme, vorticano per l’eternità.” (Louise Bourgeois).



martedì 25 ottobre 2016

ARTE PADOVA 2016


ArtePadova


dall’11 al 14 novembre torna l’appuntamento con la mostra mercato di arte moderna e contemporanea
Quattro giorni all’insegna dell’investimento e della cultura: l’appuntamento con la 27esima edizione è dall’11 al 14 novembre nei padiglioni rinnovati della Fiera di Padova.


UN VIAGGIO TRA LE PIU’ IMPORTANTI CORRENTI ARTISTICHE
I grandi collezionisti a caccia di un investimento sicuro potranno trovare nomi di artisti universali che hanno segnato la storia recente dell’arte come - solo per citarne alcuni - Giacomo Balla o Carlo Carrà, Lucio Fontana e Agostino Bonalumi, o ancora Mario Sironi, Alberto Burri, Mario Schifano, Giorgio Morandi, Giorgio de Chirico, Arnaldo Pomodoro, Alighiero Boetti, Mimmo Rotella e Paul Jenkins.


L'artista giapponese Shozo Shimamoto


Focus particolare quest’anno sul gruppo Gutai, con una grande mostra dedicata al movimento d’avanguardia giapponese dagli anni ‘50 ad oggi, in cui spiccano i lavori di Shozo Shimamoto.




DATA: 11/14 novembre 2016
PREVIEW AD INVITI giovedì 10 novembre dalle ore 18.00
ORARI: da venerdì 11 a domenica 13 novembre dalle 10.00 alle 20.00
lunedì 14 novembre dalle 10.00 alle 13.00
DOVE:    Quartiere Fieristico di Padova PAD. 7, 8 e 1
INGRESSI:Via Niccolò Tommaseo ACCESSI AI PAD. 7 e 1

Park Nord Via Rismondo cancello L, ACCESSO PAD. 8

Segnalato da Archivio Ophen Virtual Art  di Salerno

giovedì 20 ottobre 2016

PERSONALE DI ALESSANDRA ANGELINI / “L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE”




SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D – Salerno
  
L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE


Mostra Personale
di
ALESSANDRA ANGELINI
 Opere 2000 - 2016
a cura di Giovanni  Bonanno

Dal 20 ottobre al 8 gennaio 2017
Inaugurazione:  Giovedì 20 ottobre 2016,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it      
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00
                              

S’inaugura  giovedì 20 ottobre 2016, alle ore 18.00, la mostra  personale  dal titolo: “L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery 2.0 di Salerno dedica all’artista Alessandra Angelini con 41 opere tra  dipinti,  interventi su metacrilato e libri d’artista realizzati  in un arco di tempo che va dal 2000 al 2016.  L’esposizione e accompagnata da una presentazione critica di Giovanni Bonanno. 
La visione poetica dell’artista Alessandra Angelini  si colloca sul crinale della sperimentazione  tra musica e universo.  Nel corso di diversi  decenni di ricerca  l’artista  pavese ha sperimentato  un procedimento di analisi del tutto nuovo che fa affidamento sulla sperimentazione in divenire. Una  particolare Weltanschauung strettamente legata alla  scienza e alla tecnologia  con un  conseguente rapporto prioritario   tra musica, luce e colore, elementi da sempre presenti nella sua ricerca  secondo  criteri di contaminazione tra sperimentazione tecnica e cognizione scientifica. Attraverso le grafica, la pittura e le opere fotografiche e plastiche, l’artista stabilisce un rapporto prioritario tra il tempo musicale e quello del colore-luce, in uno spazio “immaginato”. Una visione intesa come momento fondante d’indagine conoscitiva ed emozionale alla ricerca del senso e del limite.






















BIOGRAFIA 
Alessandra Angelini nasce a Parma nel 1953. Condotti gli studi classici, si diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Da qui inizia il suo percorso artistico, dettato da un’estrema curiosità che la conduce verso la sperimentazione di tecniche e materiali, con una ricerca costante rivolta ai valori della luminosità cromatica.  

Il percorso formale intrapreso è collegato all'espressione dell’interiorità, intesa come tessuto primo sul quale si costruisce il pensiero critico nei confronti del reale. L’artista si dedica a diversi linguaggi espressivi dalla pittura all'incisione, dalla grafica alla scultura, dalla fotografia alla realizzazione di libri d’artista. Di ogni tecnica approfondisce lo studio e le possibili associazioni, creando contaminazioni tra procedimenti e opere ibride. Da ricordare è “Foto+Grafie”, il ciclo di lezioni tenuto nel 2003 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, incentrato sull'ibridazione tra stampa e fotografia. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Italia e nel mondo in quattro continenti, le sue opere sono presenti nelle collezioni di importanti musei nazionali e internazionali. Dal 2005 è titolare della cattedra di Grafica e Tecniche dell’Incisione all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Fa parte di Visarte società delle Arti Visive Svizzera.

Attualmente vive e lavora tra Milano e Pavia.






Visit. 

mercoledì 19 ottobre 2016

Personale di Alessandra Angelini / “L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE”

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D – Salerno



“L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE”

Mostra Personale di  ALESSANDRA ANGELINI

Opere 2000 - 2016
a cura di Giovanni Bonanno

Dal 20 ottobre al 8 gennaio 2017

Inaugurazione: Giovedì 20 ottobre 2016, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00









L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE
Presentazione  di  Giovanni Bonanno



La visione poetica dell’artista Alessandra Angelini  si colloca sul crinale della sperimentazione  tra musica e universo. Tutte le sue opere potrebbero essere intitolate “Sinfonie di luce”,  oppure “Accenti”,  proprio perché condividono la ricerca metodica della luce  che nell’apparizione si fa  forma e armonia.  Nel corso di diversi  decenni di ricerca  l’artista  pavese ha sperimentato  un procedimento di analisi del tutto nuovo che fa affidamento sulla sperimentazione in divenire. Una  particolare weltanschauung strettamente legata alla  scienza e alla tecnologia  con un  conseguente rapporto prioritario   tra musica, luce e colore,  elementi da sempre presenti nella sua ricerca  secondo  criteri di contaminazione tra sperimentazione tecnica e cognizione scientifica. Attraverso le grafica, la pittura e le opere fotografiche e plastiche, l’artista stabilisce un rapporto prioritario tra il tempo musicale e quello del colore-luce, in uno spazio “immaginato” in cui le onde sonore e le onde luminose si definiscono  come presenza  provvisoria nel visibile.     

I luminogrammi, ovvero le “pitture di luce”, infatti,  nascono   proprio dall’intuizione a far emergere in uno spazio  metaforico l’emozione creativa secondo uno schema intimamente interiore in cui i segni di luce  si compongono e si condensano in brani visibili di tipo musicale.  In siffatta  pratica si utilizza lo scatto fotografico con fonti di luce in movimento con segni di luce che si rincorrono e si sovrappongono creando inaspettate situazioni emozionali. Frequentemente l’artista lavora in studio ascoltando brani musicali di  Mozart, disegnando e dipingendo nello spazio  sinfonie cosmiche, secondo un interiore suggestione, che evidenziate nella  lievità della  luce e del movimento si definiscono in forma di presenze.  Un segno - aggiunge Martina Cognati - in qualche misura più primario, a mezza via fra cose e parole, presenza e significazione. Segno, il suo, da vedere ma anche da fare in una prassi ininterrotta” del provare e sperimentare materialmente nel contatto con le cose”.  

La creazione per Alessandra Angelini è come la metafora del tuffatore di Paestum;  sprofondare verso l’ignoto per poi far emergere,  carichi di umori particolari e  in una dimensione “altra”,  brani  ricomposti di cose  proprio  come accade con la musica. Insomma,  una ricerca dell’armonia nascosta, del mistero delle cose indagato utilizzando nuovi modi di  “sondare l’invisibile”  e le  emozioni  in modo inaspettato.  Secondo l’artista pavese, bisogna pensare all’arte come a un territorio di perenne trasformazione,  una prova dopo l’altra, preferendo alla bisogna diverse tecniche; dalla  xilografia al plexiglas, dalla tempera ai  legni fino all’uso delle  fibre ottiche, e del wood, in una ininterrotta e incessante  riformulazione “di momenti” in cui la luce si  definisce provvisoriamente “in accenti” di segni e campi cromatici in perenne variazione. In una recente intervista  del 2014  l’artista chiarisce  il suo particolare metodo di lavoro confermando:  “spaziare tra diversi media è come poter esprimere il proprio pensiero in lingue diverse, così non ci sono, nel mio immaginario, linguaggi o tecniche privilegiate.  All’origine del mio lavoro penso ci sia la combinazione tra pensiero, emozione e azione. Uno stesso pensiero creativo può trasformarsi su un foglio di carta, su una tela, su un file e assumere “forme” inaspettate; può diventare scultura ed entrare ogni volta in un rapporto diverso con lo spazio. Può addirittura danzare nello spazio. E in questo caso il gesto, il colore/segno diventa musica visiva”.

In un’epoca segnata dalla velocità  accelerata del vivere, l’artista  Angelini preferisce  i tempi lenti di ricerca, di riflessione  e di contatto diretto con le cose.  Da questo particolare procedere, nel corso degli anni sono nati diversi  cicli di ricerca tutte legate  e variamente declinate ad una matrice comune. Praticamente un indagare correlato tra intervento pittorico, grafico e plastico, sempre per giustapposizioni di variazioni di ricerca. Del resto, il colore ha un suo modo tutto particolare di esistere; si rivela con la luce con cui   ha un rapporto prioritario e da questa relazione  nascono  svariati cambiamenti e mutevoli effetti.  Le proprietà emozionali di ciascun colore determinano momenti diversi che ci suggeriscono sensazioni e emozioni particolari. Un colore inteso come essenza variabile della luce che attraverso la sperimentazione di tecniche e materiali diversi  risulta lo strumento più idoneo  per sondare il mistero delle cose alla ricerca del senso e del limite. Nella serie degli Alberi celesti, per esempio,  l'artista  dialoga con lo spazio ambientale con stampe xilografiche su piallacci in legno,  qui il colore   con l’utilizzo del metacrilato e i materiali plastici termoformati  s’insinua dentro il dato reale trasformandosi  in un diverso apparire carico di leggerezza e trasparenza, in un rapporto profondo con lo spazio. Di certo, la sperimentazione per Angelini è momento fondante d’indagine conoscitiva, di approfondimento del rapporto emozionale alla ricerca della metamorfosi, del viaggio  e  dell’ignoto.

Una ultima considerazione “non marginale”, riguarda la serie di libri d’artista creati in questi anni, che non è “un universo estraneo”,  una produzione assestante rispetto alla ricerca del  colore e della luce, ma  indagine integrante  di tutto il lavoro svolto da questa importante artista.  Dal 2000 in poi, sono nati diversi libri al di fuori degli schemi tradizionali,  tra testo scritto e  grafica utilizzando diverse tecniche espressive, dai  disegni a inchiostro di china alla xilografia o all'acquatinta, al procedimento serigrafico, all'eliografia fino alle  elaborazioni digitali dell’immagine fotografica, e  ultimamente, anche all’uso dell'incisione su foto polimeri  in cui bisogna  esporre la lastra ai raggi ultravioletti o alla luce del sole per avere una  conseguente stampa. Insomma, una sorta di “ibridazione dell’immagine” ottenuta dall’uso di tecniche diverse e apparentemente incompatibili  che ha permesso all’artista di ricreare un magistrale universo poetico in cui il  dialogo con la poesia diventa del tutto spontaneo e naturale. Da questa insolita “messa in opera” sono nati momenti creativi di alta qualità sospesi tra leggerezza e vibrazione, come  nell’opera “Il giardino è aperto”, del 2015, che si presenta come un  libro complesso legato alla costruzione di un pensiero. Una visione  ancora decisamente “trasversale” che accoglie nel contempo frammenti grafici, coloristici e a volte persino  frammenti materici. Lo sguardo “verso l'infinito  dell'universo” diventa una sorta di viaggio continuo e sfuggente alla ricerca dell’essenza  e della sostanza. Gli accenti  e gli universi dentro ora possono definirsi come presenze “insostanziali”,  nate dalla madre luce nel rapporto più  profondo  e vero tra  esperienza personale, scienza e natura.         Giovanni  Bonanno  
                                                                                                             








Personale di Alessandra Angelini / “L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE”

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105/D – Salerno


“L’UNIVERSO DENTRO TRA LUCE E COLORE”

Mostra Personale di  ALESSANDRA ANGELINI


Opere 2000 - 2016
a cura di Giovanni Bonanno

Dal 20 ottobre al 8 gennaio 2017

Inaugurazione: Giovedì 20 ottobre 2016, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery 2.0, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00




Biografia di  Alessandra Angelini
info@alessandraangelini.org






Alessandra Angelini, nata a Parma nel 1953, vive e lavora tra Milano e Pavia.
E' titolare della cattedra di Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.

Di formazione classica e filosofica, intraprende la  carriera artistica dopo aver conseguito il diploma in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera con una tesi sui “Rapporti tra musica e pittura nelle regole del Bauhaus”. Dal 2000 al 2007 ha tenuto corsi di Disegno e Figura dal vero e Teoria del Colore per il Dipartimento dell’Educazione, della Cultura e dello Sport di Lugano.
Ha realizzato workshop e lectures presso numerosi Istituti Universitari d’Arte Internazionali tra cui la Technische Fachhochschule - Berlino, il Dipartimento di Architettura di Interni e Design dell’Accademia di Belle Arti di Tallinn – Estonia, il dipartimento di Grafica, Indiana University – Bloomington, USA e altri.

Ha inoltre collaborato con importanti aziende compiendo sperimentazioni artistiche  sul tema del colore e dei nuovi materiali come la Merck per i pigmenti ad effetto e l'azienda TABU S.P.A. Cantù per il settore riguardante il colore applicato al materiale legno.

Artista fortemente sperimentale, interessata alle connessioni tra Arte, Scienza e differenti aree culturali, da tempo conduce ricerche sui temi del colore e della luce applicati a diversi media, sperimentando procedimenti tecnici e interventi di ibridazione tra antichi e nuovi linguaggi espressivi.
A questo proposito l’artista idea e cura numerosi eventi tra cui:  Sinfonie di Luce, Museo della Tecnica Elettrica, Pavia; L'arte abbraccia il 3D, 3D HUB, Fiera Milano City 2015; L'Universo dentro – Una mostra tra Arte e Scienza, in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Brera e l'INAF – Osservatorio Astronomico di Brera, promossa dall'Unesco in occasione dell'anno internazionale dell'Astronomia; mentre nel 2012 cura la sezione artistica di  X L’Universo invisibile. Un percorso fra astronomia e arte , mostra realizzata in occasione del 50° anniversario della nascita dell’astronomia X e del 250° anniversario della fondazione dell’Osservatorio Astronomico di Brera.

Interessata alle consonanze tra arti figurative ed altre forme espressive, quali la musica e la poesia, ha realizzato numerosi libri d’artista, tra cui: Il Giardino è aperto, progetto 50esima edizione dei Cento Amici del libro
realizzata nel 2015 e patrocinata da “Le Università per Expo 2015 – Comitato scientifico del comune di Milano”; Marecanta, che contiene una serie di incisioni accompagnate da poesie di Enzo Mastrorilli e da un testo di Emilio Tadini (Edizioni Giorgio Upiglio, 2000), Dado a punte e Aureole di altre stelle in cui le poesie di Gilberto Isella si alternano alle incisioni dell’artista (Edizioni Atelier 14 - 2003- 2012); preziose edizioni che sono state acquisite dal Museo Cantonale di Lugano, dal Museo di Villa Cedri di Bellinzona, dalla Collezione di Stampe Bertarelli di Milano, dai Musei Civici di Pavia, dalla Biblioteca Nazionale Svizzera di Berna e dal Museo d’Arte dell’Indiana University (USA).

Il suo lavoro artistico è stato argomento di mostre personali e collettive in Italia, Germania, Stati Uniti, Cina, Malesia, Gran Bretagna, Australia, Polonia, Svizzera, Estonia, Svezia e altri Paesi. 
E’ presente nelle collezioni di musei nazionali e stranieri come i Musei Civici di Pavia, la Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano, la Biblioteca Civica A. Arduino – Mocalieri, La Civica Raccolta del Disegno della città di Salò, l’Archivio del Dipartimento delle Stampe - Accademia di Belle Arti di Venezia,  il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo,  il Museo Cantonale di Lugano, il Museo di Villa dei Cedri di Bellinzona, il Museo d’Arte dell’Indiana University - Usa, il Museo di Stato delle Stampe di Penang - Malesia, la Biblioteca Nazionale Svizzera - Berna, il Museo Nazionale di Arte - Pechino, il Museo d’Arte di Sant Carles de la Rapita - Spagna.





giovedì 13 ottobre 2016


ARCHIVIO OPHEN VIRTUAL ART

Documentazione Arte  Contemporanea
 S. Calenda 84126 SALERNO (Italy).    

http://archivioophenvirtualart.blogspot.com/





ArtVerona 14/17 ottobre 2016
i7- Spazi Indipendenti italiani

a cura di Cristiano Seganfreddo



Verso un'area globale tra relazione, aggregazione e condivisione

(CONDIVISIONE,  PER UNA COLLABORAZIONE DEMOCRATICA E GLOBALE)

Per una sharing art capace di  unire mondi apparentemente distanti, generare senso e condivisione di idee, per creare ponti e progettualità che uniscano aree geografiche  diverse e tematiche differenti.  Una particolare progettualità indipendente con il mercatola sharing economy, fenomeno che sta cambiando molte industrie e settori, un’idea di condivisione che genera valore. Anche l’arte viene toccata da questa onda maliziosa e benefica, che  rinnoverà  i ruoli e le dinamiche di costruzione di senso e significato primario che l’arte stessa ha.





COLLEZIONE BONGIANI ART MUSEUM
Benvenuti nella visione di questo Museo Virtuale Italiano di Arte Contemporanea







Mostra Collettiva internazionale “VIRTUAL FLUXUS POETRY” 
dedicate a SHOZO  SHIMAMOTO, 1928 - 2013
Del 31 maggio 2015 – 12 luglio 2015 


Visit: 




  COLLEZIONEBONGIANIARTMUSEUM.IT

Indirizzo: Via S. Calenda 105/D    84126  Salerno
Persona di riferimento:  Giovanni  Bonanno
Telefono:  0895648159       Cell:  3937380225

 


Presentazione della nostra realtà:

Collezione Bongiani Art Museum.it nasce ufficialmente nel 2011. E’ uno spazio di ricerca e di  sperimentazione per l’arte contemporanea in cui vengono proposte attraverso strategie innovative forme alternative di creatività rispetto il sistema ufficiale dell’arte. All’interno del Bongiani Art Museum.it è presente  “ Contemporary Art Collection”,  una collezione tutta virtuale con 45 sale dedicate ad altrettanti artisti contemporanei e anche “Collection of  Contemporary Art Graphics”, una raccolta in corso di grafica contemporanea integrata da diversi progetti di “Arte Globale” attuati nel corso di diversi anni di lavoro. Praticamente è  una raccolta di grafica contemporanea con opere in archivio di importanti artisti italiani e stranieri. 
All’interno di questa piattaforma di ricerca e sperimentazione in ambito contemporaneo è presente una vera galleria on-line  “Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0”, che utilizza anche le strategie delle gallerie ufficiali del sistema dell’arte in modo interattivo e digitale, proponendo in modo nuovo e facendo conoscere già da alcuni anni importanti artisti internazionali visibili in tempo reale in tutto il mondo.
La Collezionebongianiartmuseum.it  è uno spazio no-profit virtuale e marginale, altamente innovativo e interattivo specializzato nella documentazione dell’attività di diffusione dell’arte contemporanea. E’ uno spazio sempre aperto e non commerciale, non ha una superficie fisica ma solo virtuale, si trova idealmente e provvisoriamente a Salerno ed è visibile contemporaneamente 24 ore su 24 in tutto il pianeta.



Descrizione del progetto collettivo:

 La nostra proposta e di far interagire spontaneamente tra loro,  diversi artisti di varie latitudini e aree geografiche alla creazione dell’opera secondo uno spartito non  scritto ma spontaneo e  geneticamente fattibile che dovrebbe apparire come una grosso puzzle mobile a forma di croce frattale. Ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità che rappresenta un universo diversificato di nuove energie poetiche. 






COLLEZIONEBONGIANIARTMUSEUM.IT

Titolo del  Progetto collettivo da realizzare per ArtVerona 2016:

“Verso la globalità  intelligente”

A cura di Giovanni Bonanno

Titolo dell’opera: “Crucifixion”/Una croce per Shozo Shimamoto.
Partecipazione all’intervento di 73 artisti contemporanei

Shozo  Shimamoto, in un breve discorso in occasione della partecipazione  con il gruppo Gutai alla Biennale di Venezia  del 1993   aveva dichiarato che in futuro aspirava a presentare un progetto con il possibile titolo  “Crucifixion”, con la collaborazione di diversi artisti internazionali del  Network.   Dopo la morte avvenuta il 25 Gennaio del 2013, in omaggio all’artista giapponese, noi della Collezionebongianiartmuseum.it di Salerno vogliamo  attuare l’idea allora pensata da Shozo  come opera collettiva con il contributo di 73 artisti internazionali del Network internazionale. Pertanto, la nostra proposta è di attuare tale desiderio dell’artista giapponese e far interagire spontaneamente tra loro diverse realtà, diversi artisti di varie latitudini e aree geografiche alla creazione dell’opera finale secondo uno spartito non scritto ma spontaneo e geneticamente fattibile che dovrebbe definirsi come un grosso puzzle mobile a forma di una grande croce. In essa, ogni tessera (card) è una micro unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità (l’opera finale), che rappresenta un universo inaspettato e diversificato di inaspettate energie poetiche.  Il Bongiani Art Museum.it utilizzerà 73 postcard del formato di cm 10x15 ciascuno in cui gli artisti invitati a tale progetto  potranno completare liberamente con qualsiasi tecnica, linguaggio  e materiale espressivo. Ultimata l’opera tutte le card verranno assemblate assieme sul pavimento dello spazio indipendente i7 di Art Verona 2016 ad ospitare site-specific  il lavoro conclusivo in forma di croce in una dimensione totale di cm 130 x 280.





Dettagli: Opera Collettiva:  Site-specific 

Artisti partecipanti  e immagine finale dell’opera


Nota di lavoroSarà attivato nei giorni dal 14 al 17 ottobre 2016 la mostra interattiva “Crucifixion”/Una croce per Shozo Shimamoto, visibile nel web da ogni parte del mondo con tutte le 73 opere  degli artisti presenti ad Art Verona 2016. La mostra interattiva virtuale sarà visibile anche nello stand “Collezionebongianiartmuseum.it” di ArtVerona 2016.




Artisti presenti:  
Progetto per ArtVerona 2016

“CRUCIFIXION” – Una croce per Shozo Shimamoto

a cura di Giovanni Bonanno

73 Artisti presentati a ArtVerona 2016.
Site-specific

Shozo Shimamoto,  Hiogo – Giappone I Mirella Bentivoglio, Roma – Italia I Monica  Rex, Los Angeles – Usa I Fernanda Fedi, Milano – Italia I Ruud  Janssen, Breda – Olanda I Vittore  Baroni,  Viareggio – Italia I Julien Blaine, Ventabren – Francia I Emilio Morandi,  Ponte  Nossa – Italia I Pascal Lenoir, Grandfresnoy – Francia I Gino Gini, Milano – Italia I Michel Della  Vedova, Limoges – Francia I Ruggero Maggi, Milano – Italia I Clemente Padin, Montevideo – Uruguay I Antonio Sassu, Torreglia, Italia I Cesar Reglero, Tarragona – Spagna I Mauro Molinari, Velletri – Italia I Masayuki  Koorida, Giappone I Anna Boschi, Castel San Pietro Terme - Italia I Dimitry Babenko, Krasnodar – Russia I Jacob de Chirico, Roma – Italia I Giovanni  Bonanno, Salerno – Italia I C. Mehrl Bennett, Columbus – Usa I Rolando Zucchini, Foligno – Italia I Miguel Jimenez, Sevilla – Spagna I Maurizia Carantani, Milano – Italia I Marina Salmaso, Kobenhavn  - Danimarca I Lancillotto  Bellini, Verona - Italia I Ko de Jonge, Middelburg – Olanda I Guido Capuano, Ispica - Italia I Nicolò D'Alessandro, Palermo – Italia I David Dellafiora, Geelohg – Australia I Bruno Cassaglia, Quiliano – Italia I Borderline Grafix,  Austin – Usa  I Eugenio Giannì, Perugia – Italia I Gyorgy Galantai, Budapest – Ungheria I Renata e Giovanni Stradada - Ravenna – Italia I Stathis Chrissicopulos, Patrasso – Grecia I Ernesto Terlizzi, Angri – Italia I Ever Arts, Ncordgouwe – Olanda I M. P. Fanna  Roncoroni, Villorba – Italia I Karl - Fridrich  Hacker, Itzehoe – Germania I Lamberto Caravita, Massa Lombarda – Ravenna I Rosa Gravino, Ganada de Gomez – Argentina I Francesco Aprile, Caprarica di Lecce – Italia I Roberto Scala, Massa Lubrense – Italia I Katerina Nikoltsou, Thessaloniki – Grecia I Santini Del Prete, Rosignano M.mo – Italia I Francesco  Mandrino, San Biagio in Padule – Italia I Remy  Penard, Limoges – Francia I Claudio Grandinetti, Cosenza – Italia I Carlo Iacomucci, Macerata – Italia I Luc Fierens, Weerde - Belgio I Andrea Bonanno, Sacile – Italia I Mirta Caccaro, Dueville – Italia I Daniel Daligand, Levallois – Francia I Claudio Romeo, Villa Raverio – Italia I Fulgor C. Silvi, Frontone – Italia I Monica Michelotti, Carrara – Italia I Roberto Zito, Simbario – Italia I Alfonso  Caccavale, Afragola – Italia I Antonio Amato, Caserta – Italia I Bruno Sayao, San Paolo – Brasile I Lorenzo Lome Menguzzato, Trento – Italia I Lucia Spagnuolo, Ancona – Italia I Juliana Hellmundt, Berlino – Germania I Rosanna Veronesi, Milano – Italia I G. Franco  Brambati, Milano – Italia I Maurizio Follin, Favaro V.to – Italia I Linda Pelati, Milano - Italia I Anabela G. & Bruno C, Porto – Portogallo I Domenico Severino, Pompei – Italia I Leonor Arnao, La Plata - Argentina I Adriano  Bonari, Bergamo – Italia I Ars&Design, Ciudad de Buenos Aires – Argentina.






Presentazione  del lavoro Site - specific


Le Opere










SHOZO   SHIMAMOTO














Shozo  Shimamoto, nel 1993  aveva realizzato in Finlandia una performance dal titolo: “Crucifixion” con la collaborazione di Ilkka-Juhani Takalo-Eskola. In quella occasione era stato girato un video di 23 min dal titolo  HOLY MEN”, prodotto nel 1996 da Raimo Uunila and Keijo Kivioja per conto di  Kroma Productions Ltd.  




LA  CARD











L'OPERA  FINALE


Insieme dell'opera  Crucifixion, una croce per Shozo Shimamoto

Art Verona 2016










LE  OPERE 








Crucifixion, una croce per Shozo Shimamoto, 

Partecipazione con 73 artisti internazionali. 

cm 130x280,  tecnica mista, 2016





Verso un'area globale tra relazione, aggregazione e condivisione.
Towards a global network of relationship, aggregation and sharing

L’aspetto più interessante e nuovo degli artisti  di oggi è quello d’interagire tra loro in una corale partecipazione.  Questo accade anche in natura.  L'aspetto interessante di tali sistemi biologici è che questi comportamenti nascono ed emergono in modo spontaneo e autonomo, e vede nella collaborazione tra gli individui l’aspetto fondante anziché la competizione e supremazia del più forte come succede spesso nel sistema ufficiale dell’arte contemporanea.

Comportamenti sociali e intelligenza collettiva. La formazione di grandi gruppi coordinati ma spontanei, ci appare come un immenso sciame assai noto in natura, vedi il comportamento coordinato di insetti come le api, vespe e formiche. E’ un organismo gigante con una mente propria e una intelligenza superiore alla somma dei singoli individui. Lo studio di modelli di questi sistemi porta allo sviluppo di algoritmi che appartengono alla classe chiamata swarm intelligence ("sciami intelligenti"). Il comportamento collettivo osservabile è il frutto delle semplici iterazioni che ha un singolo componente verso gli altri oppure verso l'ambiente. In tutti questi casi il gruppo sembra davvero un organismo gigante ed efficiente con una mente propria e un’intelligenza superiore alla somma dei singoli individui.

Verso la globalità  intelligente. Cos'è il Networker? E' la figura di un nuovo artista capace di ridefinire un ruolo "diverso" al futuro dell'arte. Questa esperienza viene definita "arte di confine", proprio perché desidera collocarsi in un "altrove praticabile” rispetto allo scenario totalizzante di una mediocrità planetaria. Praticamente un "laboratorio planetario" composto da numerosi "Network" sparsi su tutto il pianeta: archivi di idee, di sperimentalismo e di ricerca spontanea. Oggi ci appare  una sorta di strana ragnatela di comunicazioni creata da altrettanti corrispondenti capace di superare le infinite distanze geografiche del pianeta coinvolgendo concretamente tutte le Nazioni del mondo in un impressionante e gigantesco puzzle mobile, sempre variabile, perennemente in movimento”.


LA  SWARM  ART

Swarm e arte globale/ L’arte di confine è ormai una rete consolidata di rapporti relazionali composta da migliaia di artisti del Network che si scambiano ogni giorno messaggi creativi in forma di lettere, buste, cartoline, collage, poesie visive, libri d’artista e persino oggetti tridimensionali. Con essa la comunicazione visiva assume dimensioni planetarie, totalmente nuove e inaspettate. l’arte di oggi, ormai, con il suo tentacolare network di contatti abbraccia il mondo intero; ogni tessera è una micro-unità di una più vasta e imprevedibile macro-unità. Insomma, è il più grande laboratorio sperimentale di ricerca artistica del pianeta terra (Il laboratorio globale del Network), un grande polmone di ricerca libera. Osservato nel suo insieme sembra un gigantesco dinosauro planetario, uno swarm intelligence, un magnifico essere dal grande occhio che si rigenera permanentemente con gli apporti spontanei di tante presenze individuali. La marginalità non condivide affatto l’omologazione del linguaggio, essa è contaminazione di idee, confronto e condivisione fluida di nuove proposte, invenzione e creatività senza alcun condizionamento e senza nessuna costrizione. E’, soprattutto, sconvolgimento delle idee e delle regole prefissate in un sistema decisamente anestetizzato e globalmente impotente.  L'arte, ormai, ha a che fare con la circolarità elastica, nomade e planetaria delle idee.      Sandro Bongiani






La swarm intelligence (traducibile come: intelligenza dello sciame) è un termine coniato per la prima volta nel 1988 da Gerardo Beni, Susan Hackwood e Jing Wang in seguito a un progetto ispirato ai sistemi robotici. Esso prende in considerazione lo studio dei sistemi auto-organizzati, nei quali un'azione complessa deriva da un'intelligenza collettiva, come accade in natura nel caso di colonie di insetti o stormi di uccelli, oppure branchi di pesci, o mandrie di mammiferi. Secondo la definizione di Beni e Watt la swarm intelligence può essere definita come: “Proprietà di un sistema in cui il comportamento collettivo di agenti (non sofisticati) che interagiscono localmente con l'ambiente produce l'emergere di pattern funzionali globali nel sistema”.


Dalla biologia all'arte. 
Uno dei temi analizzati dai ricercatori si basa sull'analisi del comportamento in natura degli insetti rispetto alla collettività. In particolare, si prendono in esame sciami di api, oppure colonie di formiche. Stupisce come una tale organizzazione collettiva di alto livello scaturisca dalla somma delle più semplici azioni, come, ad esempio, quelle svolte da una colonia di formiche per difendere il territorio, costruire un nido perfettamente organizzato, ricercare fonti alimentari, il tutto senza avere un ente simbolico che li comandi. A differenza di organismi più evoluti, come ad esempio i mammiferi, gli insetti hanno quantità molto limitata di intelligenza singola, che però, a livello di gruppo, presenta caratteristiche sorprendenti: è il caso della ricerca del cibo delle formiche. Ogni formica, mentre cammina, deposita sul terreno una sostanza chimica, il feromone. La scelta del percorso da seguire alla ricerca del cibo è guidata dall'intensità del feromone: più esso è intenso, più è probabile che venga scelta una determinata direzione; ma il feromone evapora nel tempo, quindi rimarranno "marcati" solo i percorsi usati più di frequente. In ambito informatico, la ricerca è interessata alla simulazione di un comportamento intelligente analogo a quello esibito da sciami di insetti. L'aspetto più interessante dei sistemi basati sulla swarm intelligence, rispetto ai sistemi tradizionali, è che l'insieme degli individui che lo compongono lavora senza un controllo centralizzato. Il comportamento collettivo osservabile è, quindi, il frutto delle semplici iterazioni che ha un singolo componente verso gli altri oppure verso l'ambiente.









Comportamento collettivo globale



60.000 Starlings in Flight.mpg
Video durata  7:08   https://youtu.be/ctMty7av0jc


Gretna Green Starling Murmurations
Video durata 3:09   



Altri video:


Starling Murmuration. Natomas, Sacramento, California
Video durata 1:06  https://youtu.be/e8Prw9AZ9jw

L'INCREDIBILE VOLO DELLO STORMO DI UCCELLI
Amazing starlings murmuration of birds 
Video durata  1:25  https://youtu.be/AYXktkfMnSI

amazing starlings murmuration (full HD) -www.keepturningleft.co.uk
Video durata  3:54  https://youtu.be/eakKfY5aHmY

Wonders in the Sky
Video durata 2:19  https://youtu.be/h2AOsRS1jmk







Le immagini

























I pesci











Swarm nell'arte



Lago d’Iseo, The Floating Piers di Christo Javacheff, 2016
















Il mare blu di  Spencer Tunick , Hull, (Regno Unito), 2016






In Galleria




Ben Patterson's  Memorial Day - 27 settembre 2016
Galleria UnimediaModern, Genova 





Add To and Return To:





‘Please Add To and Return To: 
Mail Art Homage to Ray Johnson,’ 2015, installation view.
COURTESY PRINTED MATTER, PERFORMA AND THE RAY JOHNSON 
ESTATE AT RICHARD L. FEIGEN & CO






LA RICERCA  ARTISTICA MARGINALE
Sotto il segno del  Futurismo, Dadaismo, Fluxus e Gutai

L’arte postale(Arte Marginale) è Il più grande laboratorio di ricerca artistica in tutto il pianeta terra; un grande polmone planetario di ricerca libera.
E' un movimento che usa il servizio postale  per inviare  le opere  creando così un feed-back tra mittente e destinatario. Gli artisti di mail art vengono regolarmente coinvolti sullo sviluppo di tematiche specifiche per poi realizzare mostre o pubblicazioni. I materiali più comunemente utilizzati per la mail art includono cartoline, carta, collage composti da oggetti di uso comune ed immagini riciclate, francobolli. La  mail art si basa sulla comunicazione interpersonale, sullo scambio e sulla creazione di opere spesso  collettive.

Le origine della mail art possono essere rintracciate nei primi esperimenti del futurismo  (Giacomo Balla), Francesco Cangiullo, Fortunato Depero, con i collaggi postali di Ivo Pannaggi (1920)  e alcune cartoline di P. Klee inviate per posta, con la creazione di francobolli di Dadaisti come Marcel Duchamp  e  Kurt Schwitters e persino  P. Klee che utilizzò il mezzo postale per le sue missive artistiche, vedi la cartolina indirizzata a Gabriele Munter, nel 1913, conservata a Monaco .  Si può anche citare una cartolina fotografica in bianco e nero di Milano sulla quale Filippo Tommaso Marinetti era intervenuto con scritte a penna. Negli anni '50, Yves Klein realizzò il suo francobollo blu, che fu fatto circolare nei circuiti postali creando problemi alla burocrazia di quel periodo. La costituzione di un vero e proprio network di artisti postali risale agli anni '50 e '60, quando dal movimento Fluxus si sviluppò in tutto il mondo, con migliaia di partecipanti provenienti da oltre 50 nazioni. Fu poi Ray Johnson e la sua New York Correspondence School a sviluppare il primo network di artisti postali. La comunità degli artisti postali danno valore alla interconnettività dei partecipanti e promuovono un'etica di egualitarismo. I mail artist fanno affidamento sulla rete di contatti come principale metodo di diffusione del loro lavoro.  Bisogna ricordare anche il lavoro di diversi artisti contemporanei che hanno  lavorato su questo versante di ricerca come: JOHN CAGE, GEORGE MACIUNAS, JOSEPH BEUYS, ALIGHIERO BOETTI, ENRICO BAJ, PABLO ECHAURREN, RUGGERO MAGGI, MICHELE PERFETTI, TOMASO BINGA, ARRIGO LORA-TOTINO,  LUCIANO CARUSO, PAOLO SCIRPA,  SHOZO SHIMAMOTO, CLEMENTE PADIN, ROBERT FILLIOU, MARCEL STUSSI  E  WOLF VOSTELL



Ray Johnson, la New York Correspondance School


Gli esperimenti di Ray Johnson con le istruzioni di spedizione ed i solleciti all'attività dai suoi destinatari si sviluppò sul finire degli anni '50 e fornì alla mail art una planimetria per il libero scambio dell'arte tramite la posta. Nel 1962, Plunkett coniò il termine "New York Correspondence School" per riferirsi alle attività di Johnson, che dal canto suo adottò questo pseudonimo sbagliandone volontariamente l'ortografia. La scelta deliberata di errori ortografici divenne poi una caratteristica dello spirito ludico della Correspondance School e del suo modo di agire. Molti dei membri della Correspondance School erano nomi sconosciuti, e le lettere che mandavano erano spesso composte esclusivamente da adesivi o disegni, spesso insegnando al destinatario a compiere una serie di semplici azioni.  Il lavoro di Johnson consisteva principalmente in lettere spesso con l'aggiunta di scarabocchi e stampe gommate che spesso inviava ad amici e conoscenti in una sorta di richiesta di partecipazione  “Please Add To and Return To”  tra i vari corrispondenti designati all’intervento creativo.





RAY  JOHNSON


Ray-Johnson-Collage




Add To and Return



Add To and Return



Add To and Return







Shozo Shiimamoto




Head  di  Shozo Shimamoto












Ryosuke Cohen  e  Catherine Mehrl Bennett






Ryosuke Cohen  e  Catherine Mehrl Bennett





Altre collaborazioni


Frank-Voig, Germany  e   Lancilloto Bellini, Italia





Frank-Voig, Germany e   Lancilloto Bellini, Italia





Frank-Voig, Germany  e  Lancilloto Bellini, Italia




PAWEL PETAZ  e  LANCILLOTTO BELLINI, Verona - Italia 2016



John M. Bennett  e  Tom Cassidy 



John M. Bennett e Tom Cassidy 




John M. Bennett  e Tom Cassidy 






John M. Bennett  &  Jim Leftwich.

John M. Bennett  e  Jim Leftwich.






la ricerca di Ryosuke Cohen, (Giappone).

Nato nel 1948, Osaka, in Giappone, Ryosuke è il più longevo artista giapponese attivo nel network internazionale per la diffusione capillare della Mail Art. Dopo il progetto “Brian Cell” (Cervello Cellula), iniziato nel 1985 che ha visto Ryosuke Cohen coinvolto per 30 lunghi anni, assieme a migliaia di membri sparsi in oltre 80 paesi. Nell'agosto 2001 ha iniziato il progetto chiamato “Fractal Portrait Project”, allo scopo di realizzare più proficuamente il concetto di “Brain Cell”, facendo una serie di ritratti e Silhouette del corpo agli amici artisti incontrati in questi anni (15 anni) nei diversi incontri (Meetings) in tutto il mondo. Cohen è oggi l’artista contemporaneo che non rappresenta più colui che produce un’opera d’arte secondo le vecchie idee classiciste della tradizione, ma ricopre il ruolo di mediatore e di intermediario tra la realizzazione di un’idea progettuale (la sua) e coloro che partecipano al progetto. I lavori “Fractal Portrait Project” 



John M. Bennett  e  Ryosuke  Cohen





Lettera inviata a Giovanni Bonanno, ottobre 2016





Brain Cell, ottobre 2016, n° 954 
con la collaborazione di 58 artisti internazionali.







 Brain Cell  (1985 - 2016).
















 Fractal Portrait,  (2001 - 2016).



L'artista giapponese Ryosuke  Cohen




















Fractal Portrait Project   (2001 - 2016)





L'artista mentre realizza in Francia una Performance  Fractal Body



















Fractal Portrait Project: Le  Opere












LABORATORIO MARGINALE  DADAISTA

(Ricorrenza dei 100 anni dalla nascita del movimento Dadaista (1916-2016).


Contemporaneamente alla presentazione del progetto “Verso la globalità  intelligente”
ad ArtVerona 2016, viene attivato a cura di Giovanni Bonanno un laboratorio attivo concessoci  con la partecipazione  libera dei visitatori   presenti ad Art Verona.  In tutte le ore di accesso alla fiera,  (dalle 11 alle 19)  verrà attivata su tale spazio a noi disponibile, azioni condivise rivolte al pubblico facendo intervenire con l’utilizzo di  due apposite  card dedicate a Marcel Duchamp e Kurt Schwitters  il pubblico che voglia partecipare a tale laboratorio marginale ideato appositamente in occasione della particolare ricorrenza dei 100 anni dalla nascita del movimento Dadaista (1916-2016). Successivamente, le opere dei visitatori  realizzate ad ArtVerona 2016  potrebbero essere presentate prossimamente  in una futura mostra collettiva on-line presso lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery 2.0  di Salerno.




Kurt Schwitters



La sua creazione più nota è probabilmente un'installazione intitolata Cattedrale delle Miserie Erotiche, detta anche dallo stesso artista Merzbau, esistita ad Hannover tra il 1923 e il 1944, quando fu distrutta dai bombardamenti.   All'interno di questa costruzione, che l'artista espandeva lentamente fino a fonderla con la sua casa, Schwitters dedicò ad ognuno dei suoi amici una cappella che custodiva una specie di reliquia, un oggetto appartenuto a quella persona, come, ad esempio, mozziconi di sigaretta, punte di matita, pezzi di unghie. L'opera, volutamente, non si concluse mai; si trattava infatti di un work in progress; nelle intenzioni dell'artista, quest'opera, non giungendo a un punto fermo, deve sconvolgere e destabilizzare.










Marcel  Duchamp


Marcel Duchamp, “Étant donnés” è un'installazione ambientale (242.6 x 177.8 x 124.5 cm) costruita con materiali vari tra il 1946 e il 1966, e conservata a Filadelfia presso il Philadelphia Museum of Art.








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